Incorporazione
nell’OFS
dei
membri della GiFra
1. INTRODUZIONE
Prima c’erano solo giovani che entravano direttamente in un impegno di vita evangelica all’interno di uno dei tre ordini della trilogia francescana. Francesco, Chiara ed Elisabetta avevano assunto i propri impegni religiosi definitivi quando erano ancora giovanissimi. E così tanti altri francescani.
Evidentemente, in
altri tempi, non se ne sentiva la necessità.
Perché, allora, si è sentita la necessità di istituire una Gioventù Francescana organizzata e incorporata all’OFS?
Il mondo è cambiato molto in quest’ultimo secolo e, con esso, la vita di relazione. Sono radicalmente mutati una serie di valori fondamentali di riferimento.
Il mondo, che un tempo era diviso rigorosamente per censo e classi sociali, tende oggi a sentirsi diviso per classi di età che spesso non dialogano tra loro e vivono le proprie problematiche in maniera tendenzialmente conflittuale. Il rapporto intergenerazionale è profondamente cambiato.
Negli ultimi
decenni, le esigenze e le dinamiche del mondo giovanile sono cambiate e
Quando si
affacciano alle grandi problematiche della vita e si sentono attratti dalla
vita cristiana e dalla spiritualità di San Francesco in particolare, i giovani
sono ancora pienamente “secolari”, vivono nel mondo. Ad essi, pertanto, viene
offerta la possibilità di entrare in un cammino vocazionale all’interno dell’Ordine
Francescano Secolare, mediante
L’OFS, all’interno
della Famiglia Francescana, è l’Ordine che, vivendo nella secolarità, meglio si
presta ad accogliere questo cammino, assecondarlo, assisterlo e per questo
“L’OFS in forza della sua stessa vocazione, deve essere pronto a partecipare la sua esperienza di vita evangelica ai giovani che si sentono attirati da san Francesco d’Assisi e a cercare i mezzi di presentarla loro adeguatamente.”(Cost. Gen. OFS, art. 96)
Il cammino della GiFra è un cammino a termine: una volta compresa e stabilita la propria vocazione, i membri della GiFra l’abbracciano, qualunque essa sia, per entrare in quello che verosimilmente sarà il loro stato di vita permanente.
Tra queste possibili vocazioni c’è ovviamente, e primariamente, quella di entrare in una forma di vita francescana restando nello stato secolare: entrare nell’OFS.
L’ingresso nell’OFS, infatti, corrisponde pienamente ad una vocazione vera, ad un preciso stato e forma di vita (La vocazione dell’OFS è una vocazione specifica che informa la vita e l’azione apostolica dei suoi membri. Art. 2 CCGG). Entrare nell’OFS, pertanto, è un progetto definitivo per la vita, che “imprime” un carattere ben preciso.
Il discernimento della vocazione può avvenire durante il tempo di permanenza nella GiFra e se tale vocazione è quella a vivere come Francescano Secolare, il membro della GiFra può entrare nel cammino di ammissione, formazione e professione nell’OFS pur restando ancora in seno alla GiFra.
E’ quello che chiamiamo la “doppia appartenenza”.
Tale incorporazione all’OFS è altamente raccomandata poiché, una volta fatto un autentico discernimento della vocazione, non ha senso differire l’ingresso nello stato di vita che Dio ha preparato per noi.
2. ANIMAZIONE FRATERNA
L’animazione fraterna è il miglior strumento che hanno le Fraternità OFS e GiFra per rendere più naturale l’incorporazione dei membri della GiFra all’OFS.
Animazione fraterna è sinonimo di accompagnamento, in quanto il suo compito primario è quello di stare a fianco del giovane nel suo cammino di crescita francescana, che presuppone quella umana e cristiana.
Per questo motivo, l’animatore fraterno diventa una persona di fondamentale importanza per il discernimento del giovane, specialmente per sua vocazione francescana secolare.
L’accompagnamento diventa fin dall’inizio un importante punto di riferimento; l’animatore fraterno costituisce il punto di riferimento più prossimo per i membri della GiFra per ciò che significa essere francescani secolari e per ciò che rappresenta l’OFS. Da qui la necessità che ogni Fraternità della GiFra abbia un animatore fraterno della Fraternità OFS a cui appartiene, perché sia garantita, al meno, una miglior conoscenza della vocazione francescana secolare e della Fraternità verso la quale, naturalmente, si dirigerà il cammino del membro della GiFra.
L’accompagnamento, la vicinanza e l’essere un punto riferimento fanno sì che l’animatore fraterno diventi un testimone di vita per i membri della GiFra. Testimone che si offre, sempre gratuitamente, per servire il giovane francescano perché scopra la sua vocazione di vita.
La sua presenza nel gruppo, unitamente a quella dell’assistente spirituale, dà alla GiFra la fiducia di essere strettamente unito alla Famiglia Francescana nelle sue distinte articolazioni e costituisce una opportunità unica di arricchimento per i giovani. Entrambi, quindi, oltre ai propri compiti di accompagnamento e guida, devono collaborare nell’ambito della formazione del gruppo.
Oltre al suo
contributo diretto al gruppo della GiFra, l’animatore fraterno ha un secondo
ambito di attività, che le Conclusioni della I Assemblea Internazionale della
GiFra definiscono con chiarezza: servire come nesso o ponte tra l’OFS e
In questo senso,
l’animatore fraterno deve aiutare
Questo mandato è
sviluppato nel documento del CIOFS ‘
L’animatore fraterno, per tanto, deve lavorare anche in seno alla Fraternità OFS per quanto riguarda la sensibilizzazione nei confronti della GiFra, per coinvolgerla e responsabilizzarla, cosa che presuppone di fare affidamento, promuovere, tutelare, appoggiare, aiutare, orientare, curare, in ultima analisi, mettersi al servizio dei fratelli più giovani che sono alla ricerca del proprio cammino verso Cristo seguendo l’esempio di Francesco, Chiara, Elisabetta, Ludovico ….
L’obiettivo finale
è che, a ragione dell’accompagnamento dell’animatore fraterno,
Per tutto ciò, è importante che l’animatore fraterno svolga il suo servizio con tutto l’impegno che esso richiede, che, tra l’altro, non potrà che offrirgli una impareggiabile opportunità di crescita nella Fraternità.
Le sue
caratteristiche principali, secondo quanto dice anche
3. ASSISTENZA SPIRITUALE
Nel cammino
vocazionale dei giovani della GiFra che vogliano entrare nell’OFS è di grande
importanza il ruolo dell’Assistente spirituale, che oltre ad essere garante
della loro fedeltà al carisma francescano, alla comunione con
L’Assistente spirituale deve essere prima di tutto un testimone della spiritualità francescana religiosa e deve essere capace di trasmettere l’amore fraterno dei religiosi verso i giovani ed aiutarli nel loro cammino vocazionale. Inoltre, l'Assistente spirituale dovrà:
- aiutare ed accompagnare i giovani nella conversione continua richiesta dal Vangelo;
- entrare in dialogo personale con i giovani, saper ascoltare, aspettare, avere pazienza e soprattutto amare;
- collaborare per formare i giovani all'adempimento della loro missione nella Chiesa e nella società;
- accompagnare i candidati nel discernimento vocazionale.
Una volta
scoperta la vocazione per l’OFS, l’Assistente spirituale insieme con
l’Animatore fraterno aiuterà il giovane a mettersi in contatto con il Ministro
della Fraternità locale dell’OFS per fare i passi necessari per l’ammissione
all’Ordine.
4. RAPPORTO GIFRA – OFS
Le relazioni tra
Si consiglia che
per
Le stesse Costituzioni
Generali dicono che l’OFS “si considera particolarmente responsabile” per
Tutto ciò fa sì che il cammino vocazionale della GiFra conduca normalmente, anche se non necessariamente, all’OFS.
5. INGRESSO NELL’OFS
Nel documento GiFra: Cammino di vocazione francescana, dove si parla della relazione tra OFS e GiFra troviamo (due) punti molto importanti che riguardano coloro che vogliono proseguire il proprio cammino francescano nell’OFS. Il primo punto riguarda l’incorporazione all’OFS e il secondo parla dell’appartenenza simultanea alla Fraternità OFS e a quella della GiFra.
1. Ammissione
all’OFS
Per quanto riguarda
l’ammissione all’OFS si deve tener presente che la
formazione francescana ricevuta nella GiFra si considera valida quale periodo
di iniziazione nell'OFS.
Per l’ammisione abbiamo
due possibilità. Una riguarda singoli membri della GiFra che vogliano
entrare nell’OFS e l’altra riguarda gruppi di membri della GiFra che
vogliano insieme entrare nell’OFS.
In
entrambi i casi gli aspiranti si rivolgono, individualmente, al Ministro della
Fraternità locale dell’OFS per richiedere l’ammissione all’OFS.
Contemporaneamente, il Presidente della Fraternità locale della GiFra, alla
quale il giovane aspirante appartiene e dove ha ricevuto la sua formazione,
presenterà il/i giovane/i con una raccomandazione per l’ammissione. Il
Consiglio della Fraternità dell’OFS collegialmente decide sulle domande e dà la
risposta all’aspirante (o aspiranti) comunicando la propria decisione ad
entrambe le Fraternità (cf. Cost. 39, 3).
Se la risposta è positiva l’aspirante (se è uno) passa alla formazione iniziale con altri
aspiranti che non provengono necessariamente dalla GiFra. Nel caso in cui si
tratti di gruppi di membri della GiFra, in seguito alla risposta positiva del
Consiglio di Fraternità OFS, questi aspiranti potranno essere ammessi alla
formazione iniziale creando, se così sembrerà opportuno, un proprio gruppo di
formazione sotto la guida del Consiglio locale dell’OFS (cf. Gifra:
Cammino di Vocazione Francescana 23).
Nel
cammino di formazione iniziale ci si atterrà a quanto previsto nella Regola, nelle Costituzioni e nel Rituale dell'OFS (Cost. 96, 4), e a quanto raccomandato nel
Sussidio per
La formazione
dovrà essere al tempo stesso dottrinale e pratica, dovrà basarsi concretamente
sulla esperienza vissuta della Fraternità ed essere sempre realizzata in
collaborazione con il Responsabile della formazione, l’Assistente spirituale,
il Consiglio e tutta
2. Appartenenza simultanea
GiFra-OFS
La professione nell'OFS non esclude necessariamente il giovane dalla sua Fraternità GiFra. Il giovane professo nell’OFS può continuare il cammino insieme con i fratelli e le sorelle della GiFra che si ispirano alla stessa Regola dell’OFS. Questi giovani professi possono ricevere dalla propria Fraternità OFS l’incarico per l’animazione e l’accompagnamento alla Fraternità GiFra avendo essi stessi un’esperienza diretta di entrambe le Fraternità e, in tal senso, essere ottimi Animatori fraterni per conto della Fraternità OFS. In ogni caso, è importante che il giovane professo partecipi attivamente alla vita delle due Fraternità, anche se le sue attività, d'accordo con il Consiglio locale dell’OFS, dovessero essere preferenzialmente rivolte alla GiFra.
La doppia appartenenza, o appartenenza simultanea, diventa, quindi, un
altro degli strumenti che permettono di realizzare in modo naturale
l’incorporazione all’OFS di chi si trova nella GiFra. E’ importante considerare
che
In altre parole, il giovane non deve attendere di concludere la sua appartenenza alla GiFra per dare inizio, se tale è la sua vocazione, al processo di incorporazione all’OFS. La chiamata dello Spirito Santo può giungere in qualsiasi momento, senza che la sua appartenenza alla GiFra ne condizioni la sua incorporazione all’OFS.
Allo stesso modo, l’incorporazione all’OFS non deve impedire che il giovane possa continuare la sua crescita in fraternità con i fratelli delle GiFra, se questo è quanto egli desidera. Se ciò avvenisse, non si darebbe attuazione alle stesse Costituzioni Generali, che contemplano la possibilità e/o la necessità dell’esistenza di membri della GiFra professi nell’OFS.
6. CONCLUSIONE
La doppia appartenenza all’OFS e alla GiFra non solo è possibile ma è anche auspicabile.
Essa, comporta una duplice
“fedeltà”: alla Fraternità OFS (la
prima: in quanto
La doppia appartenenza è auspicabile perché
i membri della GiFra professi possono più efficacemente testimoniare la propria
vocazione francescana agli altri membri della GiFra e perché con essa si
rinsalda efficacemente il vincolo che lega
I membri della
GiFra vivono spesso una realtà dinamica e stimolante, nella propria Fraternità
GiFra che a volte contrasta con la staticità di molte Fraternità OFS. E’
comprensibile, quindi, che in molti casi, pur avendone una chiara vocazione, i
membri della GiFra possano avere delle remore a compiere il passo della
incorporazione all’OFS e lo differiscano fino a quando non dovranno abbandonare
definitivamente
E’ necessario, invece, che il membro della GiFra faccia una riflessione matura circa la propria vita e sul progetto che Dio gli ha affidato. Infatti, se entrare nell’OFS è la vocazione che Dio gli ha posto nel cuore, solo attraverso la realizzazione di questo progetto egli/ella potrà giungere alla propria “perfezione” (Mt 19, 16-26) secondo la volontà di Dio.
La volontà di Dio va accolta sempre con gioia perché in essa c’è la nostra piena realizzazione.
Il membro della GiFra non deve, quindi, temere di entrare definitivamente nella Fraternità OFS:
§
perché i suoi rapporti con
§ Perché egli entra in una comunione vitale (incorporazione) con tutto l’Ordine Francescano Secolare e, mediante l’OFS, con tutta la grande Famiglia Francescana, alla quale offrirà i suoi doni, e dalla quale sempre, ne riceverà in abbondanza per la sua vita e per la realizzazione della sua vocazione-missione.
L’OFS è una grande realtà ecclesiale e spirituale di non mediocre perfezione (Giuliano da Spira, 1232), vera scuola di santità. La sua importanza è ancora largamente incompresa e insondata. Il Terzo Ordine di san Francesco scaturisce dalla grazia delle origini della Famiglia Francescana ed è animato dallo stesso carisma di san Francesco. La sua dimensione secolare è punto di aggregazione essenziale per una fecondazione cristiana del mondo.
Ecco
cosa dice dell’OFS Giovanni Paolo II, di amata memoria:
“…voi siete anche un “Ordine”, come disse Pio
XII: “Ordine laico, ma Ordine vero”;
e del resto, già Benedetto XV aveva parlato di “Ordo veri nominis”. Questo termine antico - possiamo dire medievale
- di “Ordine” non significa altro che la vostra stretta appartenenza alla
grande Famiglia Francescana. La parola “Ordine” significa la partecipazione
alla disciplina e all’austerità propria di quella spiritualità, pur nell’autonomia propria della vostra
condizione laicale e secolare, la quale peraltro comporta spesso sacrifici
non minori di quelli che si attuano nella vita religiosa e sacerdotale” (14
giugno 1988, al Capitolo generale OFS).