PRESIDENZA DEL CONSIGLIO INTERNAZIONALE DELL’OFS

 

PROGETTO DI FORMAZIONE PERMANENTE

 

SCHEDA MENSILE

 

                   GENNAIO 2012 – ANNO 3 – No. 25

 

EVANGELIZZATI  PER  EVAGELIZZARE

di P. Fernando Ventura OFMcapp.

a cura di

Ewald Kreuzer OFS, coordinatore

P. Amando Trujillo-Cano TOR

Doug Clorey OFS

 

 

INTRODUZIONE

Il 13° Capitolo generale dell’OFS si è celebrato nei giorni 22-29 ottobre 2011 a Sao Paolo do Brazil. Durante il Capitolo i francescani secolari, riuniti da tutto il mondo, hanno avuto modo di riflettere sul tema “Evangelizzati per evangelizzare”. Il relatore principale è stato P. Fernando Ventura OFMcapp, che con grande talento ha sfidato i capitolari a vivere la loro vocazione e ad assumere le proprie responsabilità nella Chiesa e nella famiglia francescana.

 

 

IL RELATORE

P. Fernando Ventura, nato nel 1959, è un frate cappuccino. Studioso di teologia e di Bibbia, ha insegnato scienze religiose all’Instituto Superior de Ciencias Religiosas di Aveiro (ISCRA) in Portogallo. E’ stato traduttore nella Commissione Teologica Internazionale presso la Santa sede e coopera con diverse organizzazioni internazionali, oltre che con il suo Ordine, l’OFS e la Federazione biblica mondiale. Scrive poi articoli teologici per la rivista “Bibbia”. Autore del primo studio su Maria nel mondo islamico, uno dei suoi libri è “Roteiro de Leitura da Biblia” (Guida alla lettura della Bibbia). Gira intorno al mondo per il suo lavoro di traduttore simultaneo per ritiri, conferenze ecc. P. Fernando è un sostenitore dell’OFS e lavora come traduttore simultaneo per la presidenza del CIOFS e per tutti i Capitoli generali dell’OFS dal 1987. Recentemente ha scritto il libro “Dal mio essere solitario al nostro essere solidali”.                                                                  (Foto di Eduardo Molino)

 

 

CONTESTO

La relazione di P. Fernando, svolta nel Capitolo generale, sarà presentata in sei appuntamenti (gennaio-giugno 2012) e costituirà la base del programma di formazione permanente per la prima metà del 2012. Quanto segue è la presentazione dei temi che saranno sviluppati nei prossimi sei appuntamenti:

1. Cosa è l’evangelizzazione?

Saranno presentati alcuni elementi essenziali del significato di “evangelizzazione” e della fede cristiana nel contesto della nostra cultura contemporanea.

2. Tempo di Emmaus

L’autore spiega perché questo è il tempo di tornare a Emmaus e considerarere i due discepoli che lasciano alle spalle la centralità della fede e della speranza per camminare verso la periferia, verso la disperazione.

 

3. Qual è la religione di Dio?

Questa parte inizia ponendo alcune domande provocatorie: a chi crede Dio? I cattolici pensano che Dio sia cattolico; i protestanti che Dio sia protestante; i musulmani che Dio sia musulmano; ebrei che Dio sia ebreo. E per questa ragione ci siamo uccisi l’un l’altro per secoli.

4. L’esodo – una chiave di lettura

La storia dell’esodo diventa di fondamentale importanza nello scoprire che Dio crea memoriali nella storia. Ma questo è solo l’inizio del libro dell’Esodo. Il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, di Gesù Cristo, non è un Dio lontano nel cielo, ma un Dio qui e ora.

5 e 6 Le beatitudini: il testo più pericoloso della Scrittura

Infine rifletteremo sul testo più pericoloso di tutta la Scrittura e più rivoluzionario di tutta la storia dell’umanità. P. Fernando presenta la magna charta della cristianità, il testo che è riuscito a spiegare la ragione per cui siamo qui, il testo dove possiamo scoprire la nostra missione, senza il quale non troveremo mai il senso della nostra vita.

Nei primi sei mesi dell’anno speriamo che possiate leggere e studiare la relazione di P. Fernando e avere la possibilità di commentarlo con i membri della fraternità.

 

COSA SIGNIFICA EVANGELIZZARE?

P. Fernando ha iniziato la relazione del tema centrale del Capitolo generale dell’OFS col sondare i capitolari con alcune domande. Subito i capitolari si sono resi conto che la relazione più che essere una lezione accademica sarebbe stata una esperienza personale di vita. Infatti le sue parole si sono rivelate stimolanti, adducendo alcuni elementi essenziali del significato di evangelizzazione e di fede cristiana nel contesto della cultura contemporanea. Egli ha stimolato tutti i francescani secolari ad esaminare ciò che è successo alle parole e ai sentimenti.

Parole e sentimenti

Avremmo il coraggio di dire al nostro vicino “Ti amo”? senza scherzare e guardandolo dritto negli occhi...possiamo dirlo alla persona che in questo momento  abbiamo al nostro fianco ?  Non è facile vero? Non è vero che abbiamo paura delle parole? Non è vero che le parole sono morte? Non è vero che abbiamo ucciso i sentimenti? Questo tipo di parole ci spaventano! Perché dire a qualcuno “io ti amo” significa che voi gli dite “ho bisogno di te, per essere felice”. Non possiamo spingerci così avanti. Ma quando ci viene da dire a qualcuno “Ti amo” questo è un qualche cosa altro. Noi stiamo dicendo all’altro “ io non posso essere felice senza di te” Capite dove stiamo andando ? Una cosa è “ Ho bisogno di te per essere felice”, ma dire a qualcuno “ Io non posso essere felice senza di te” è un’altra cosa. Una cosa che ci distrugge , che ci forza ad uscire dalla nostra vanità personale; dalla nostra mania che ci portiamo dentro, che noi siamo il centro del mondo.

Se siamo in grado di capire che cosa è evangelizzare potremo capire tutto...

Fratelli e sorelle, evangelizzare è questo. Se siamo in grado di capirlo potremo capire tutto quello che stiamo facendo qui. Se invece non riusciamo a capirlo, continueremo ad essere il più infelice dei figli dell’uomo.  Le persone che vivono una relazione matrimoniale con Dio hanno divorziato dalla vita perché non ci sarà male alcuno che potrà sposarli, dato che essi vivono in matrimonio con Dio. I celibi e le nubili della storia, gente tosta.  Gente che vive una relazione potente con la vita. E qui, noi abbiamo rovinato tutto. Noi viviamo nelle nostre fraternità... noi viviamo nei nostri conventi... noi viviamo nei nostri monasteri...  viviamo a tutti i livelli oppressi da gente che vede il servizio solo come potere. Cioè, invece di essere (con) l’altro, essi capiscono solo la vanità.  Gente che non ha nessuno che li sostiene. Siamo stufi di celibi e nubili nella storia. Siamo stufi di gente simpatica, Questo non è il tempo per la simpatia. Questo è il tempo della empatia. La persona gentile al massimo vi sorride (e qui io ricordo sempre il detto di Confucio “stai bene attento perché dietro al sorriso ci sono i denti”) .

Questo è il tempo...

Questo è il tempo di andare oltre, E’ il tempo di rovesciare i tavoli  (le frittate). E’ il tempo di ritenere che noi non abbiamo il diritto di dire che abbiamo una religione perché è il tempo di capire che noi abbiamo una religione che ci possiede . La gente di religione è insopportabile. Gente che vive con il ventre pieno di Dio  e quello che viene dal loro interno non sono altro che mistiche brezze che non toccano la vita di nessuno . E noi continuiamo a seguire i segnali sbagliati. E noi continuiamo a raccontarci l’un l’altro cose vuote, grosse panzane. Chiedo a voi, Francescani Secolari del primo, del secondo, del terzo e del quarto mondo  di spiegare ai vescovi dei vostri paesi, ai preti dei vostri paesi, ai frati dei vostri paesi, alle suore dei vostri paesi, che l’abito non può essere un simbolo di potere. Perché questa cosa di essere comunità è più di ogni altra cosa ed è, innanzitutto, uno stile di vita. Ed in molti posti del mondo assistiamo ad una chiesa imposta con potenza dall’alto. Una chiesa che sta perdendo il suo punto di appoggio perché ha smesso di essere un servizio, perché ha smesso di essere segno. In molti paesi ed in molti luoghi si è venduta al potere politico, al potere che distribuisce soldi. E questo l’ho visto in ogni continente.

A voi

A voi essere segno di contraddizione. A voi riportare nel mondo la rivoluzione Francescana. Francesco torna a cercarla (la sua Chiesa) nei dintorni di Assisi, con i lebbrosi, (quando) la sua Chiesa è immersa nel potere, la sua Chiesa è nel centro del potere. Ed in molti luoghi uomini e donne di religione amano andare a letto con i signori del potere. E, come sempre, i poveri e i lebbrosi sono soli.

L’avventura ebbe inizio...

E così l’avventura ebbe inizio, di questo Dio che un giorno decise di creare il mondo La Bibbia è nata dal villaggio che ha provato a rispondere a questa  iniziativa divina. Più che un libro, la Bibbia è una biblioteca, Più che una biblioteca, la Bibbia è una vita, costruita con tutto ciò che costituisce la vita – sogni, dolore, speranza, gioia – tutto ciò che è la nostra esperienza di vita. Tutto ciò con cui noi intendiamo riempire il nostro gap esistenziale. E coì essa va dalla Genesi alla Apocalisse.   Ma quale può essere il filo conduttore? Cosa dà significato al lavoro delle Scritture? Che cosa è che dà significato a tutta questa avventura della comunicazione di Dio e alla intimità di Dio con il popolo e del popolo con Dio ? Secondo voi quale è la parola chiave della Bibbia? E’ alleanza (matrimonio/legame) . Questo è ciò che Francesco – l’unico fino ad ora  -- è stato in grado di capire.

Questo desiderio che noi tutti abbiamo

E noi continuiamo ad insistere su un errore. Noi continuiamo ad insistere in quello che è il nostro peccato Originante.  Non sto parlando del peccato originale perchè con così tanta gente che ha peccato per così tanti anni è difficile essere originali. Sto parlando del peccato Originante che è all’origine. E’ in questo desiderio di raggiungere Dio. Questo desiderio di essere Dio . Questo desiderio di controllare la conoscenza del bene e del male. Questo desiderio che noi tutti abbiamo di essere padroni della vita e della morte. Questi desideri che abbiamo , di entrare nel mondo di Dio, di toccare il suo mondo. E non ci rendiamo conto che ci può essere solo una GENESI , ci può essere solo un sogno di Genesi, perché c’era una Apocalisse, perché c’era il suo capitolo 21 : il mondo di Dio che discende dall’alto, la nuova Gerusalemme che scende per assumere dimensione umana.

Perché  i questa discussione, in questo soggetto della conversione in cui noi tutti lottiamo e sbattiamo la testa contro il muro  per vedere se riusciamo a realizzare la nostra conversione. Non realizziamo che ciò che Francesco porta è nuovo. Egli è stato il solo che ha capito, il primo, che se qualcuno diventa qualcun altro questo è Dio che diventa noi. Questo è il tempo di rivoltare le cose (rivoltare sull’altro lato questa frittata che è bruciata).

Natale - il momento più grande

Francesco è stato il solo che ha visto Dio nella storia. Per questa ragione è riuscito a capire (l’importanza del) Natale e per questa ragione Natale diventa per Francesco il momento più grande. Qui Dio tocca la storia. Qui Dio diventa uno di noi. Qui noi celebriamo in modo definitivo l’ alleanza (matrimonio/legame).  E qui noi dobbiamo ritornare all’Emmanuele, per questo, oltre ad essere un tempo di parole morte, questo è un tempo di persone rese vedove dei loro affetti,  resi single dalle loro emozioni (vuotati delle loro emozioni).    

QUESTIONARIO PER LA RIFLESSIONE E IL DIALOGO IN FRATERNITÀ

1.      Perché l’esatta conoscenza dell’evangelizzazione è così importante per noi francescani secolari?

2.      Che significato ha per te “alleanza”, parola-chiave della Bibbia ?

3.      Per Francesco il Natale è divenuto il momento più importante della storia. Perché?