Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

  • Register

PRESIDENZA del CONSIGLIO INTERNAZIONALE OFS
PROGETTO di FORMAZIONE PERMANENTE
DOSSIER MENSILE
N. 39

TEOLOGIA DEL CORPO
del Beato Papa Giovanni Paolo II

Dossier preparato dal Team Formazione Perpetua del CIOFS
Ewald Kreuzer, OFS, Coordinatore
Lucy Almiranez, OFS
Mike e Jenny Harrington, OFS

 

Il cuore umano – TdelC 24-63

 

CRISTO FA APPELLO AL CUORE UMANO

 

Abbiamo esaminato  il nostro stato originario creato da Dio, che era innocente, puro, felice, non contaminato  dal peccato e dalle sue conseguenze. Adamo ed Eva erano uniti in una relazione benedetta da un amore reciproco disinteressato e sperimentavano  la pienezza alla quale aspira ogni coppia di sposi. Erano stati creati con la capacità di essere uniti a Dio per sempre nell’amore e questa capacità poteva essere realizzata solo attraverso una libera scelta. Ma i nostri progenitori non hanno accettato questo invito d’amore e a  causa della loro disobbedienza ora l’umanità è soggetta al peccato e alla morte.

“Sapete che nella Bibbia  è stato detto :”Non commettete adulterio” . Ma io vi dico : se uno guarda la donna di un altro perché la vuole, nel suo cuore egli ha già peccato di adulterio con lei”. (Mt5, 27-28).

Questo passaggio ha anche un significato per la teologia del corpo. Esso induce ad una revisione fondamentale del modo di comprendere e realizzare la legge morale dell’Antico Testamento. Perciò ci ritroviamo nel cuore dell’ethos, o  forma interiore, l’anima, come se fosse la forma della moralità umana. Cristo si appella all’uomo interiore.

Il peccato originale – Ciò che rompe l’alleanza originaria con il Creatore

Quando essi disobbedirono a Dio “ I loro occhi si aprirono e si resero conto di essere nudi Perciò intrecciarono foglie di fico ai fianchi”…”Ho avuto paura perché sono nudo e mi sono nascosto “ Gen.3, 7-10

In confronto alla umanità originaria la nostra condizione è stata degradata dal peccato. Senza Cristo l’uomo è ora incapace di attuare il destino preparato per lui da Dio.

 

Concupiscenza/lussuria/vergogna (Gen3, 8-11)

Giovanni Paolo II  osserva che con il peccato originale la concupiscenza entra nel cuore umano. La concupiscenza è un disordine nei nostri desideri che ci spinge al peccato, infetta la nostra sessualità e fa sì che   invece di vedere il corpo come una espressione trasparente  della vita interiore e della vera profondità della persona  siamo tentati di considerarlo  come un oggetto che deve essere usato per il piacere o per l’autogratificazione .

Il cuore umano è ora diventato un campo si battaglia tra l’amore e la lussuria. Più la lussuria domina il cuore, meno facciamo esperienza del significato sponsale del corpo (TdelC32,3) Invece di  donarci siamo tentati di arraffare. La concupiscenza “oscura” il significato sponsale del corpo.

La vergogna  provata da Adamo ed Eva  è  un risultato di questa rottura dell’unità fra spirito e corpo. E’ una profonda sofferenza nella consapevolezza di qualcosa di contrario alla loro dignità di persone.

Giovanni Paolo evidenzia il  contrasto tra la mancanza di vergogna provata da  Adamo ed Eva per la loro nudità nello stato di innocenza e la vergogna per la loro nudità provata dopo la caduta dallo stato di grazia.

L’uomo che coglie il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male compie una scelta fondamentale e  la porta a termine  contro la volontà del Creatore, Dio – Yahweh…. L’uomo volge le spalle al Dio-Amore, al Padre. Egli allontana il suo cuore e lo separa  da ciò che “viene dal Padre” : in questo modo ciò che rimane in lui “viene dal mondo” (TdelC,4) .

“I loro occhi si aprirono e si resero conto di essere nudi” Gen3,6… si dice esplicitamente sulla nascita della vergogna in collegamento con il peccato. Quella vergogna è, e fu, la prima sorgente della manifestazione nell’umanità, sia uomo che donna, di ciò che  “non viene dal Padre, ma dal mondo.” (TdelC.26,4)

A causa della loro vergogna l’uomo e la donna sentirono la necessità di nascondersi da Dio. “ Il bisogno di nascondersi mostra che, nella profondità della vergogna che essi avvertono dapprima l’uno di fronte all’altra come il frutto immediato dell’albero della conoscenza del bene e del male, è maturato un senso di paura di fronte a Dio: una paura prima sconosciuta” (Tdel C, 27,1).  ….Ha subito un danno  in ciò che appartiene alla stessa natura, all’umanità nella pienezza originaria “della immagine di Dio”.

La vergogna è il segno che un cambiamento radicale ha investito l’uomo. Nello stato della originaria innocenza la nudità non esprimeva una mancanza ma piuttosto una piena accettazione del corpo in tutta la sua verità umana e personale. Era un “ testimone fedele e una verifica percettibile della originaria “solitudine” dell’uomo nel mondo divenendo contemporaneamente una componente trasparente del reciproco donarsi nella comunione delle persone attraverso la mascolinità e la femminilità.”  (TdelC 27.3) Ma ora come risultato del peccato originale e della concupiscenza che è entrata nel suo “cuore” l’uomo ha perso in un certo modo  “l’originale certezza dell’immagine di Dio” espressa nel suo corpo : (TdelC 27,4)

 

  • La lussuria rimanda al desiderio sessuale privo dell’amore di Dio. La lussuria conduce la persona verso l’auto-gratificazione alle spese dell’altro, mentre l’amore conduce alla donazione di sé per il bene dell’altro. La lussuria perciò è una riduzione della pienezza originale concepita da Dio per la relazione sessuale.
  • La vergogna ha anche una possibile funzione di “ forma naturale di auto-difesa per la persona contro il pericolo di  decadere o essere spinta nella posizione di oggetto ad uso sessuale (LR p.182)
  • La vergogna, nella sua accezione negativa, indica che noi abbiamo perso la capacità di vedere la dignità e la bontà del corpo come una  “teologia”, una rivelazione del mistero di Dio. Nella sua accezione positiva, la vergogna indica un desiderio di proteggere la rivelazione della dignità della persona e della bontà del corpo dalla degradazione della lussuria.

 

Tensione/Conflitto- relazioni umane e universo creato – Gen3, 12-13, 16-19, Rom8, 20-21)

 

Dopo il loro peccato l’uomo e la donna non godevano più della amicizia  di Dio  libera e priva di ostacoli,  che avevano sperimentato prima. Tormentati dal senso di colpa, temevano Dio come un distante legislatore e un  giudice severo. Anche la relazione  sperimentata dalla prima coppia si è spezzata. Ora essi hanno difficoltà nel fidarsi e capirsi reciprocamente. Adesso c’è tensione e conflitto.

Una conseguenza intrinseca del loro peccato è una disarmonia  dentro l’intero universo creato.(Rom8, 20-21).

C’è ora discordia tra l’umanità e il mondo naturale, di cui l’umanità doveva prendersi cura. La mente è stata obnubilata dal peccato, ma gli esseri umani conservano la loro naturale capacità di conoscere Dio attraverso la Sua creazione e di vivere secondo  le loro coscienze.

“”L’uomo gli rispose : “La donna che mi hai messo a fianco mi ha offerto quel frutto e io l’ho mangiato. Dio, il Signore, si rivolse alla donna : “Che cosa hai fatto?”. Rispose la donna : “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato” (Gen3, 12-13)

Poi disse alla donna :

“Moltiplicherò la sofferenza delle tue gravidanza e tu partorirai figli con dolore. Eppure il tuo istinto ti spingerà verso il tuo uomo, ma egli ti dominerà!”

Infine disse all’uomo …

“Ti procurerai il pane con il sudore del tuo volto, finchè tornerai alla terra dalla quale sei stato tratto: perché tu sei polvere e polvere tornerai.” (Gen3, 16-19)

“Il creato è stato condannato a non aver senso, non perché l’abbia voluto, ma a causa di chi ve lo ha trascinato. Vi è però una speranza : anch’esso sarà liberato dal potere della corruzione per partecipare alla libertà e alla gloria dei figli di Dio.” (Rom8, 20-21)

Nel mistero della creazione il corpo umano ha portato in sé un segno inconfutabile dell’ “immagine di Dio” e ha costituito anche la sorgente  intrinseca della certezza sulla sua immagine, presente in tutto l’essere umano. L’accettazione originaria del corpo fu in un certo senso la base dell’accettazione dell’intero mondo visibile. E  a sua volta fu per l’uomo la garanzia del suo ruolo nel mondo, nella terra  che doveva assoggettare.

Le parole “Ho avuto paura perché sono nudo e mi sono nascosto” indicano un cambiamento radicale in questa relazione. L’uomo, in un certo modo, perde l’originale certezza della “immagine di Dio” espressa nel suo corpo, perde anche sotto un certo aspetto il senso del suo diritto a partecipare alla visione del mondo di cui ha goduto nel mistero della creazione. Questo diritto ha le sue fondamenta nell’essere più intimo dell’uomo, nel fatto che lui  partecipò alla visione divina del mondo e della propria umanità, cosa che gli dette una  profonda pace e gioia nel vivere la verità e il valore del suo corpo in tutta la sua semplicità, trasmessagli dal Creatore.  Le parole di Dio-Yahweh profetizzano perciò  l’ostilità del mondo, la resistenza della natura verso l’uomo e il suo lavoro; esse profetizzano la fatica che il corpo umano doveva patire in contatto con la terra da lui sottomessa : Maledetto sia il suolo….

Il corpo non è soggetto allo spirito come nello stato della originale innocenza, ma porta dentro sé una sorgente costante di resistenza contro lo spirito e minaccia in certo modo l’unità dell’uomo come persona cioè l’unità della natura morale che affonda con forza le radici nell’autentica costituzione della persona.

“Sapete bene che nella Bibbia è stato detto :”Non commettere adulterio”. Ma io vi dico : se uno guarda la donna di un altro perché la vuole, nel suo cuore egli ha già peccato di adulterio con lei.” (Mt5, 27-28)

Questo passaggio è significativo anche per la teologia del corpo. Effettua una revisione fondamentale del modo di comprendere e realizzare la legge morale dell’Antico Testamento. Ci troviamo perciò nel cuore dell’ethos, o  forma interiore, l’anima, come se fosse il cuore della moralità umana. Cristo si appella all’uomo interiore.

 

Discorso della montagna – (Mt5, 27-28)

“Guarda per desiderare,”….adulterio nel cuore.

Lo sguardo esprime ciò che c’è nel cuore. “Guardare per desiderare” indica un’esperienza del valore del corpo in cui il suo significato sponsale cessa di essere sponsale  precisamente a causa della concupiscenza. Inoltre termina anche il suo significato procreativo… perciò quando l’uomo “desidera” o “guarda per desiderare” fa esperienza più o meno esplicitamente della separazione da quel significato del corpo che sta alla base della comunione delle persone : entrambi estranei alla matrimonio e , in modo particolare, quando l’uomo e la donna sono chiamati a costruire l’unione “nel corpo” (TdelC 39,5)

Un uomo può commettere questo adulterio “nel cuore” anche con sua moglie, se la tratta solo come un oggetto per la soddisfazione degli istinti.”(TdelC43,4)

Noi siamo puri di cuore quando capiamo, guardiamo e facciamo esperienza del corpo come Dio ha disposto che sia, come rivelazione del suo divino mistero.  “Benedetti i puri di cuore perché vedranno Dio”(Mt5,8). “La “purezza di cuore” è ottenuta da chi sa come appellarsi costantemente al proprio cuore : al proprio “cuore” e al proprio “corpo”.

Lo sguardo interiore è lo “sguardo puro” che Adamo ed Eva si scambiavano liberamente  l’un l’altra nello stato dell’innocenza. Non indica solo guardare il corpo con gli occhi, ma attraverso al visione fisica essere capaci di  fissare con lo sguardo la verità interiore della persona.

Ciò che Cristo esige…nel Discorso della Montagna  appartiene chiaramente a quello spazio interiore in cui l’uomo deve riscoprire la pienezza perduta della sua umanità e vuole recuperarla…. Dovremmo temere la severità di queste parole o piuttosto avere fiducia nel loro contenuto salvifico, nel loro potere?” (TdelC 43,6)

Attraverso la conversione permanente i desideri del nostro cuore si conformano con gradualità alla legge di Dio, al punto che facciamo esperienza della libertà dalla legge che ci permette di realizzare il suo significato più profondo.

“La legge del Signore…non aggiunge nuovi precetti esteriori, ma procede al rinnovamento del cuore” (CCC 1968).

Nel “Discorso della montagna… lo Spirito del Signore dà una forma nuova ai nostri desideri” (CCC 2764)

“L’ethos cristiano è caratterizzato da una “trasformazione delle attitudini e della coscienza della persona umana…tale da esprimere e realizzare il valore del corpo e del sesso secondo il piano originario del Creatore” (TdelC 45,3)

 

Domande per riflettere :

  1. Secondo te perché il peccato originale ha un effetto così rilevante sulla sessualità umana?
  2. Paragona ed evidenzia le differenze tra  l’originale mondo della vita e  la vita  nel mondo dopo la caduta.
  3. Identifica la differenza tra amore che si dà e che  “dona” e “amore” autoreferenziale  che  “usa”.

 

Fonti :”Uomo e donna li creò”- Giovanni Paolo II, Amore e responsabilità – Karol Wojtyla, Catechismo della Chiesa Cattolica.