Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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PRESIDENZA del CONSIGLIO INTERNAZIONALE OFS

 

PROGETTO di FORMAZIONE PERMANENTE

 

DOSSIER MENSILE

 N. 40

TEOLOGIA DEL CORPO

del Beato Papa Giovanni Paolo II 

Dossier preparato dal Team Formazione Perpetua del CIOFS

Ewald Kreuzer, OFS, Coordinatore

Lucy Almiranez, OFS

Mike e Jenny Harrington, OFS

 

La redenzione del corpo – TdelC 86

 

     

Il compimento della promessa di Dio all’umanità  decaduta si è realizzato, in Gesù la maledizione del peccato si è infranta. La morte è  distrutta, Satana è  vinto e l’uomo alla fine si è riconciliato con Dio. L’umanità è stata redenta.

Tramite la grazia della redenzione, effusa nell’ atto d’amore in cui Gesù morì sulla croce per noi, siamo stati costituiti in un modo di vivere completamente nuovo che risale all’intenzione originale di Dio. Lui ci ha chiamato ( si appella ai nostri cuori) a riscoprire il significato nuziale del corpo e a realizzare il fine più profondo delle nostre vite.

Parte della forza interiore che ci attrae a tutto ciò che è vero, buono e bello è l’ Eros (passione erotica), un’eco di Dio nella sua suprema bontà, verità e bellezza. E’ buono, fa parte del modo in cui siamo stato creati.

Dio ha iscritto dentro di noi il dono della comunione, la realtà misteriosa della sua immagine, e ha integrato in essa il desiderio che conduce all’espressione primaria della comunione, che è il matrimonio. Perciò l’eros non si deve reprimere ma trasformare attraverso l’unione dell’eros con valori morali autentici ovvero l’etica.

L’etica  (Ethos) è di solito considerata in termini negativi come regole, comandamenti o proibizioni,ma Giovanni Paolo II ci mostra che le parole di Gesù esprimono piuttosto valori positivi che proteggono e liberano.

“E’ necessario riscoprire continuamente  il significato nuziale del corpo in ciò che è erotico e la vera dignità del dono. Questo è il ruolo dello spirito umano, se non assume questo ruolo, l’attrazione dei sensi e la passione del corpo può limitarsi a mera lussuria priva di valori etici. In questo caso l’uomo, maschio e femmina, non fa esperienza di quella pienezza dell’eros, che dà significato alla tensione dello spirito umano verso ciò che è vero, buono e bello. (TdelC 48)

La lussuria distorce e impoverisce l’eros riducendo la persona a oggetto, fallendo nel riconoscere la vera dignità della persona umana rivelata attraverso il corpo.

Giovanni Paolo II non riduce la severità delle parole di Cristo (Mt5, 27-28), egli dice che in Cristo noi ora abbiamo la capacità di diventare  davvero padroni  dei nostri impulsi profondi.  Dobbiamo riscoprire la bellezza spirituale della persona umana rivelata attraverso il corpo nella nostra mascolinità e femminilità. Cristo ha liberato il cuore umano, cosicché ora siamo capaci di separare la bellezza del significato nuziale del corpo dalla bruttezza della lussuria. Questo è possibile mediante la vita secondo lo Spirito.

Rom8,23 – “ …ma anche noi, che già abbiamo le primizie dello Spirito, soffriamo in noi stessi perché aspettiamo che Dio, liberandoci totalmente, manifesti che siamo suoi figli”.

“Portiamo sempre in noi la morte di Gesù, perché si manifesti in noi anche la sua vita” (2Cor4,10)

Gal5, 17, 20-21 “L’istinto egoista ha desideri contrari a quelli dello Spirito, e lo Spirito ha desideri contrari a quelli dell’egoismo. Queste due forze sono in contrasto tra loro, e così voi non potete fare quello che volete. Se lo Spirito di Dio vi guida, non siete più schiavi della Legge.Tutti possono vedere quali sono i risultati di una vita egoista : immoralità, corruzione e vizio, idolatria, magia, odio, litigi, gelosie, ire, intrighi, divisioni, invidie, ubriachezze, orge e altre cose di questo genere. 

Rom8, 5-9 : ….Voi, però, non vivete così: vi lasciate guidare dallo Spirito, perché lo Spirito di Dio abita in voi.”

San Paolo descrive vividamente la battaglia interiore tra il bene e il male di cui tutti facciamo esperienza.

Dominio di sè/Purezza

L’etica deve diventare la “struttura essenziale” dell’eros. Siamo chiamati a relazioni naturali complete e mature, nate dall’ attrazione fra mascolinità e femminilità.  Una tale naturalezza è essa stessa il frutto graduale del discernimento degli impulsi del proprio cuore (TdelC4 8,2). Il discernimento è in relazione  con la spontaneità.. Un nobile piacere è una cosa, il desiderio sessuale un’altra, quando il desiderio sessuale è collegato a un piacere nobile si differenzia dal desiderio puro e semplice” (TdelC 48,4).

Il dominio di sè è un ingrediente essenziale della purezza del cuore che ci rende capaci di prendere possesso dei nostri desideri e non di esserne posseduti, cosicché noi possiamo donare noi stessi nell’amore.

Nel suo discorso, Gesù non invita l’uomo a tornare allo stato dell’innocenza originaria, perché questo è stato irrimediabilmente perduto, ma lo chiama a trovare – sulla base dei significati perenni e…indistruttibili di ciò che è “umano” – gli stati di vita del “nuovo uomo”.  In questo modo si costituisce una connessione ed anche una continuità tra “l’inizio” e la prospettiva della redenzione. Nell’etica della redenzione del corpo viene accolta in modo nuovo l’etica originaria della creazione.(TdelC 50,4)

Per chiarire il significato di purezza del cuore…Cristo parla di ogni male morale, di ogni peccato.. Ne consegue che il concetto di “purezza” e “impurità” in senso morale è  un concetto piuttosto  generale  e non specifico : pertanto ogni bene morale è una manifestazione di purezza ed ogni male morale è una manifestazione di impurità. (TdelC50,4)

La “virtù della purezza comporta che noi  giungiamo a una consapevolezza quanto mai grande della immeritata bellezza  del corpo umano, della mascolinità e della femminilità”. (MI p.29)

“Purezza è la gloria del corpo umano davanti a Dio. Essa è la Gloria di Dio nel corpo umano, attraverso la quale si manifestano la mascolinità e la femminilità”.(TdelC 57,3)

“Mi fu detto che qualcuno, alla vista di un corpo bellissimo, si sentì  spinto a glorificare il Creatore. La vista di esso aumentò il suo amore per Dio fino alle lacrime. Chiunque nutra tali sentimenti in quelle circostanze è già risorto…prima della resurrezione generale” (Giovanni Climaco, La scala del Paradiso, 15° grado, 58, pag.168)

Gesù è venuto a restaurare la creazione nella purezza delle sue  origini. Nel Discorso della Montagna  dà una interpretazione rigorosa del progetto di Dio .”Avete inteso che fu detto:”Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”L’uomo non deve separare ciò che Dio ha congiunto. La tradizione della chiesa ha considerato il sesto comandamento come inglobante l’insieme della sessualità umana.(CCC 2336)

Vera libertà

Quando Paolo parla della necessità di far morire le opere del corpo con l’aiuto dello Spirito, esprime precisamente ciò che Cristo intese dire nel Discorso della montagna quando si appellò al cuore umano esortandolo a dominare i desideri, compresi quelli che si esprimono nello “sguardo” di un uomo diretto a una donna con lo scopo di soddisfare la concupiscenza della carne. Tale dominio, o come scrive Paolo,  “ il far morire le opere della carne attraverso lo Spirito” è una condizione indispensabile della “vita secondo lo Spirito”, cioè della “vita” in antitesi alla “morte” della quale parla nello stesso contesto. Infatti la vita “ secondo la carne” porta frutto nella “morte”, cioè porta con sé la “morte” secondo lo Spirito. “Il termine “morte” perciò non significa solo morte fisica, ma anche il peccato che secondo la teologia deve essere chiamato mortale.” (TdelC 52,4)

Per completare il quadro dell’antitesi fra il “corpo” e il “frutto dello Spirito” occorre osservare che in tutto ciò che è manifestazione di vita e comportamento secondo lo Spirito, Paolo vede contemporaneamente la manifestazione di quella libertà per la quale Cristo “ci ha liberati” (Gal5, 1)

“Fratelli, Dio vi ha chiamati alla libertà! Ma non servitevi della libertà per i vostri comodi. Anzi lasciatevi guidare dall’amore di Dio e fatevi servi gli uni degli altri. Perché chi ubbidisce a quest’unico comandamento : Ama il prossimo tuo come te stesso, mette in pratica tutta la Legge.” (Gal5, 13-14)

La “redenzione del corpo” si esprime non solo nella resurrezione finale come vittoria sulla morte. Essa è presente anche nelle parole indirizzate da Cristo agli uomini e alle donne della storia quando ci invita a superare la lussuria persino nei moti interiori del cuore umano (TdelC86,6)

La redenzione del corpo è il fondamento di tutto ciò che Giovanni Paolo insegna nella sua Teologia del Corpo. Si riferisce non solo alla speranza della resurrezione alla fine del tempo, ma è una potenza al lavoro in noi capace adesso di fare più di quanto possiamo pensare o immaginare. E’ capace di trasformare la nostra esperienza del corpo e della sessualità.

In e attraverso Gesù Cristo giungiamo a una profonda consapevolezza che i nostri corpi e perciò il nostro vero io è redento. La nostra esperienza di conoscere e amare Cristo ci aiuta ad entrare nelle esperienze originarie e perciò ci conduce a una più profonda comprensione di chi siamo e di come possono essere le nostre vite.

Le parole di Cristo, che nel discorso della montagna si appella al “cuore” conducono chi ascolta a una tale intima chiamata . Se si permette loro di agire si può contemporaneamente sentire  nell’  anima una sorta di eco di quell’ “inizio”…. Le parole di Cristo testimoniano il potere originale (e perciò anche la grazia) del mistero della creazione che diventa per ognuna di esse il potere del mistero della redenzione. (TdelC 46,5)

Questa grazia della redenzione si trova nella vita sacramentale della chiesa, siamo profusi di santità  nel corpo e nell’anima. I sacramenti rendono la morte e resurrezione di Cristo una realtà vivente nelle nostre personali  esistenze.

 

Giovanni Paolo II proclama che tanto la lussuria ci schiavizza disordinando le nostre passioni, tanto questa “vita secondo lo Spirito” ci libera per essere un dono  per gli altri.  Tanto la lussuria ci occulta la verità del progetto di Dio sul corpo, così  la “vita secondo lo Spirito” apre i nostri occhi al significato sponsale del corpo. (TdelC 101,5)

 

Domande per la riflessione :

 

  1. Come riconcilieresti Ethos ed Eros rispetto alla sessualità e al progetto di Dio per te ?
  2. Gesù ci ha detto che è venuto per liberarci. Spiega come San Paolo intende ciò nella lettera ai Galati (5,1)
  3. Non essere lacerati ma trasformati dall’eros, come possiamo unire l’eros con gli autentici valori morali ovvero l’etica?
  4. Giovanni Paolo II dice “Dobbiamo riscoprire la bellezza spirituale della persona umana rivelata attraverso il corpo nella nostra mascolinità e femminilità” : Come è possibile questo attraverso una vita secondo lo Spirito?
  5. San Paolo descrive vividamente ai Romani e ai Galati  il combattimento interiore di cui tutti facciamo esperienza tra bene e male. In che modo possiamo acquisire il dominio di noi stessi ?
  6. Perché il dominio di sè è un elemento essenziale della purezza di cuore?
  7. Spiegate come ,quando Paolo parla della necessità di mettere a morte le opere del corpo con l’aiuto dello Spirito , esprime precisamente ciò che Cristo disse nel Discorso della montagna quando si appellò al cuore umano ed esortò al dominio sui desideri, compresi quelli che si esprimono attraverso lo “sguardo” dell’uomo diretto a una donna con l’intento di soddisfare la concupiscenza della carne.
  8. Discutete in che modo la grazia della redenzione si trova nella vita sacramentale della chiesa.

 

Fonti :  “Uomo e donna li creò” Giovanni Paolo II, Catechismo della Chiesa Cattolica