Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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PRESIDENZA del CONSIGLIO INTERNAZIONALE OFS

PROGETTO di FORMAZIONE PERMANENTE

SCHEDA MENSILE

N. 42

TEOLOGIA DEL CORPO

del Beato Papa Giovanni Paolo II

Dossier preparato dal Team Formazione Perpetua del CIOFS

Ewald Kreuzer, OFS, Coordinatore

Lucy Almiranez, OFS

Mike e Jenny Harrington, OFS

 

  

Capitolo 6 – Celibato e vita religiosa TdelC 73-86

Riflettendo sulla nostra umanità glorificata abbiamo appreso che per essere umani siamo chiamati alla comunione con Dio e con l'altro, una chiamata all'estasi eterna.

Il Beato Giovanni Paolo ora riflette sul carisma del celibato, dove la vocazione al celibato può essere correttamente compresa dal punto di vista del matrimonio celeste tra Dio e il suo popolo.

 

Lui ci mostra che è aperta un'altra via oltre il matrimonio per realizzare la vocazione all'amore e al rispetto del significato sponsale del corpo. Questa vita del celibato consacrato non svalorizza il matrimonio, ha significato solo alla luce del matrimonio ed inoltre approfondisce la nostra comprensione del matrimonio.

“La Rivelazione cristiana riconosce due vie specifiche per realizzare la vocazione della persona umana, nella sua interezza, all'amore; il matrimonio e la verginità o il celibato. Ciascuno nella forma che gli è propria conferisce la verità più profonda dell'uomo, del suo essere “ creato a immagine di Dio”.

Le parole di Cristo e le regole della comprensione

Tdelc 73.1 La questione della chiamata ad un dono esclusivo di sé a Dio nella verginità e nel celibato affonda le radici profondamente nel terreno evangelico della teologia del corpo. Per mostrarne la dimensione propria occorre ricordare le parole con cui Cristo chiamò agli inizi e quelli che chiamò alla resurrezione del corpo. “Quando i morti risorgeranno, gli uomini e le donne non si sposeranno più”(Mc 12,25) indica che c'è una condizione della vita senza matrimonio, in cui l'uomo, maschio e femmina, trova allo stesso momento la pienezza della donazione personale e la comunione intersoggettiva delle persone, grazie alla glorificazione del suo intero essere psicosomatico nella unione eterna con Dio. Quando la chiamata alla continenza “per il regno dei cieli” trova un'eco nell'anima umana, nella condizione temporale e perciò nella condizione in cui le persone “prendono moglie e marito” (Lc 20,34) non è difficile percepire una particolare sensibilità dello spirito umano che sembra anticipare, già nella condizione della temporalità quello che l'uomo condividerà nella resurrezione futura.

“Non tutti capiscono questo insegnamento, lo accolgono soltanto quelli ai quali Dio dà la capacità di farlo. Vi sono diversi motivi per cui certe persone non si sposano : per alcuni vi è un'impossibilità fisica, fin dalla nascita, altri sono incapaci di sposarsi perchè gli uomini li hanno fatti diventare così; altri poi non si sposano per servire meglio il “regno di Dio”. Chi può capire cerchi di capire.”

3 Tipi di “Eunuchi”- Perché?

Tdelc 73.2 – Cristo, comunque, non ha parlato di questa particolare vocazione nel contesto immediato del suo dialogo con i Sadducei. (Mt22, 23-30), quando si è appellato alla resurrezione del corpo. Ne aveva parlato prima nel contesto del dialogo con i Farisei sul matrimonio e la sua indissolubilità...(Mt19, 3-9)...“Se questa è la condizione dell'uomo che si sposa, è meglio non sposarsi”. Cristo dà loro la risposta seguente “Non tutti capiscono questo insegnamento, lo accolgono soltanto quelli ai quali Dio dà la capacità di farlo. Vi sono diversi motivi per cui certe persone non si sposano : per alcuni vi è un'impossibilità fisica, fin dalla nascita, altri sono incapaci di sposarsi perchè gli uomini li hanno fatti diventare così; altri poi non si sposano per servire meglio il “regno di Dio”. Chi può capire cerchi di capire.”

Quando Cristo usa il termine Eunuco, si riferisce al personale sacrificio che implica l'abbracciare una vocazione al celibato. Questa vocazione implica una rinuncia e Cristo voleva enfatizzarlo. La continenza per il Regno è un carisma, un dono con un valore particolare, che Dio conferisce a chi Lui vuole, invitandolo ad accettarlo liberamente.

San Paolo (1Cor7,7) afferma che coloro i quali ricevono questo dono sono così profondamente mossi dall'amore di Cristo, lo Sposo divino, che desiderano rispondergli in un modo estremo. Essi non rifiutano la loro sessualità, piuttosto fanno della loro sessualità un dono completo a Dio abbracciando la loro femminilità e mascolinità.

TdelC73,3-4 Nel dialogo che Cristo ha con i discepoli...ma in vista del valore particolare che è connesso con questa scelta e che uno deve scoprire e accogliere come propria personale vocazione...Cristo stabilisce con precisione e chiarezza una regola per la comprensione delle sue parole. Nel suo insegnamento, la Chiesa è convinta che queste parole non esprimano un comandamento , ma un consiglio che riguarda solo alcune persone ovvero quelli che sono in grado di comprenderle. “Parimenti la santità della Chiesa è favorita in modo speciale dai molteplici consigli che il Signore nel Vangelo propone all'osservanza dei suoi discepoli [133]. Tra essi eccelle il prezioso dono della grazia divina, dato dal Padre ad alcuni (cfr. Mt 19,11; 1 Cor 7,7), di consacrarsi, più facilmente e senza divisione del cuore (cfr. 1 Cor 7,7), a Dio solo nella verginità o nel celibato “ Vat II, Lumen Gentium 42.

Come un matrimonio terreno, la consacrazione a Cristo in un voto di celibato per la vita è l'espressione di un dono di sé totale ed esclusivo. Una donna casta è unita a Cristo come Suo sposo e un uomo casto è unito alla Chiesa come sua sposa in un modo che non è compatibile con l'unione sponsale con un'altra persona. C'è disponibilità totale, donazione di sè e appartenenza completa.

Una persona casta prende il mistero più profondo del suo essere, sessualità compresa, e lo dà totalmente a Dio. Questa vocazione proclama agli altri che l'amore di Dio è reale ed è sufficiente. Per essere realizzato come persona non c'è bisogno di sesso e matrimonio.

Continenza per il Regno dei cieli e “fecondità dello Spirito”

TdelC75,1 La continenza “per” il Regno dei Cieli è in relazione alla rivelazione del fatto che “nel” Regno dei Cieli “non si sposeranno più” (Mt22,30). E' un segno carismatico. Essere una persona (maschio o femmina) che per sua libera volontà sceglie la castità “per il Regno dei Cieli” mostra che in questo regno, cioè l'”altro mondo” della resurrezione, “non si sposeranno più”, perchè Dio sarà “tutto in tutti”. Questo modo di esistere rimanda al “ risorto, in cui l'assoluto ed eterno significato sponsale del corpo glorioso sarà rivelato in unione con lo stesso Dio, guardandolo “faccia a faccia”, glorificato... nel mistero della comunione dei santi.”...Perciò, castità “per il Regno dei Cieli” conduce sopratutto all'impronta della somiglianza a Cristo che, nell'opera della redenzione, fece esso stesso questa scelta “per il Regno dei Cieli”.

Proclamando al mondo che “Il Regno dei Cieli è qui” l'ultimo matrimonio è giunto. Essi rinunciano al sacramento del matrimonio per anticipare la realtà celeste, il “Matrimonio dell'Agnello”. La castità rivela che l'ultima realizzazione della solitudine si trova solo in unione con Dio. In un modo che la persona casta sceglie liberamente per rimanere nel “dolore” della solitudine in questa vita ed indirizzare tutti i suoi desideri all'unione che sola può soddisfare.

Maria e Giuseppe vissero la chiamata eccezionale ad abbracciare entrambe le vocazioni matrimoniale e alla castità contemporaneamente- il matrimonio terreno e quello celeste. Il loro matrimonio verginale ha cambiato il matrimonio di cielo e terra. Attraverso la fecondità del loro dono verginale completo testimoniarono per primi e servirono la più perfetta “fecondità dello Spirito Santo:” - Parola fatta carne – cielo venuto sulla terra (TdelC 75.3). In questo modo Giuseppe e Maria “divennero i primi testimoni di una fecondità diversa da quella della carne, che è la fecondità dello Spirito :”il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo”(Mt1,20) TdelC75.2.

Corretta comprensione della “superiorità” della castità per il Regno dei Cieli

Cristo dice che è una vocazione “eccezionale”, non “ordinaria”. E' particolarmente necessaria per il Regno. I “due stati” sono chiamati alla perfezione cristiana (Mt19,21), se vuoi essere perfetto, “la perfezione della vita cristiana è misurata dall'amore”. I consigli evangelici aiutano il singolo a raggiungere un amore più intenso.”

Cristo non ha diminuito il valore del matrimonio a vantaggio della castità. L'importanza di questa rinuncia in relazione al bene del matrimonio e della famiglia è collegato ad un certo sacrificio personale e ad un’ ulteriore rinuncia nell'ampiezza dell'intera vita terrena della persona.

La castità per il Regno è un segno che il matrimonio e la procreazione, pur buone come sono, appartengono solamente a questa vita. Non ci sarà matrimonio in cielo, perchè il matrimonio celeste di cui il matrimonio terreno è un segno sarà molto meglio di questo. Coloro i quali hanno il carisma della castità anticipano, in un certo modo, quelle nozze celesti ora. Sono simboli della vita a cui siamo chiamati per l'eternità. San Paolo spiega “ Infatti l'uomo non sposato si preoccupa di quel che riguarda il Signore e cerca di piacergli”1Cor7, 32-35

Questa fedeltà totale al Signore è resa possibile dalla presenza del Regno in Gesù Cristo. Il suo portarci nella famiglia di Dio ci ha dato una nuova immagine della vita umana che porta un nuovo significato all'importanza delle cose di questo mondo come la famiglia (Mt0,37). Questa speciale vocazione mostra a tutti che “questo mondo, così com'è non durerà più a lungo”(1Cor7,31)1Cor7,38 “Così, chi si sposa fa bene ma chi non si sposa fa meglio”

Le persone sposate simbolizzano la relazione che Cristo ha ora con la Chiesa e la persona consacrata è un'icona di quella relazione che sarà perfezionata in cielo. La Chiesa ha bisogno di entrambi degli sposati e dei consacrati, sono due modi complementari di servire Dio. Ogni vocazione rafforza ed eleva gli altri quando è vissuta con integrità. Sia i consacrati che gli sposati sono chiamati a praticare la castità, ordinando in modo corretto la loro sessualità dentro ad una interiore unità di corpo e spirito, che rende possibile un amore fatto di autentico dono di sé.

Continenza per il Regno- Fra rinuncia e amore

TdelC 77,1-....la chiamata alla castità per il Regno dei Cieli, è un invito alla solitudine per Dio, rispetta allo stesso tempo mascolinità e femminilità e anche la dimensione della comunione dell'esistenza che è propria della persona. ...Preserva la verità integrale della sua umanità senza perdere...gli elementi essenziali della vocazione della persona creata “a immagine e somiglianza di Dio.”

Tdelc77,4 Il Beato Giovanni Paolo II afferma che la persona casta deve sottomettere “il peccato della sua umanità al potere che deriva dal mistero della redenzione del corpo...così come fa ogni altra persona”. Ecco perchè indica la chiamata al celibato non solo una questione di formazione ma di trasformazione.

TdelC81,2 – La parola di Cristo allude senza dubbio ad un rinuncia al matrimonio consapevole e volontaria. Tale rinuncia è possibile solo quando si ammette una autentica consapevolezza del valore costituto dalla disposizione sponsale al matrimonio della mascolinità e della femminilità..

Affinchè l'uomo sia del tutto consapevole di ciò che sta scegliendo (castità per il Regno) deve anche essere completamente consapevole di ciò a cui rinuncia.
TdelC 81,3 la rinuncia è al tempo stesso una forma particolare di affermazione del valore.

La persona che vive questa trasformazione non può indulgere nella lussuria. E' libera, con la libertà del dono. Per una persona così, sacrificare l'unione sessuale per il bene del Regno non diventa soltanto una possibilità, diventa estremamente attraente.

Il significato sponsale del corpo come fondamento della chiamata di Cristo alla castità

Il significato sponsale del corpo è “ la componente fondamentale dell'esistenza umana nel mondo...nella sua piena verità come segno della “immagine di Dio”.(TdelC 15.5). Esso rivela che la persona umana è creata per essere dono “per” l'altro. Le parole di Cristo sul celibato mostrano che questo “per” che è stato presente fin dall'inizio alla base del matrimonio, può stare anche alla base della castità “per” il Regno dei Cieli. Perciò sulla base dello stesso significato sponsale del corpo... si può formare l'amore che impegna l'uomo nel matrimonio per il resto della vita, ma si può formare anche l'amore che impegna l'uomo nella castità “per il Regno dei Cieli” per il resto della vita...L'uomo trova se stesso completamente attraverso un sincero dono di sé (Gaudium et Spes-24,3) TdelC80.6

La sessualità ci chiama a donarci in un amore che dona vita. La persona casta non rifiuta quest'amore; lo vive soltanto in un modo diverso. Ogni uomo, in virtù del significato sponsale del suo corpo, è chiamato ad essere in qualche modo un marito e un padre. Ogni donna, in virtù del significato sponsale del suo corpo, è chiamata ad essere in qualche modo una moglie e una madre. Ad immagine di Cristo, l'uomo consacrato “sposa”la Chiesa e attraverso il dono fisico di sé ha numerosi “figli spirituali”. Ad immagine della Chiesa la donna consacrata “sposa” Cristo, e attraverso il dono fisico si sé ha numerosi “figli spirituali”. Ecco perché i termini marito, moglie, padre, madre, fratello e sorella si possono applicare sia alla vita matrimoniale e famigliare che alla vita sacerdotale e religiosa.

TdelC86,7 – Nella vita quotidiana, l’uomo deve attingere dal mistero della redenzione del corpo l’ispirazione e la forza per vincere il male che è assopito in lui in forma di triplice concupiscenza. Uomo e donna, legati nel matrimonio, devono quotidianamente assolvere al compito di una unione indissolubile nel patto fatto l’uno con l’altra. Inoltre, gli uomini e le donne che hanno scelto volontariamente la castità per il Regno dei Cieli devono dare ogni giorno una testimonianza vivente della fedeltà a questa scelta, ascoltando i comandi di Cristo nella Spirito e quelli dell’apostolo Paolo in 1Cor. In ogni caso, ciò che è in gioco è la speranza di ogni giorno che nella misura di normali incombenze e difficoltà della vita umana aiutano a vincere “il male con il bene” (Rom12,21). Infatti “nella speranza noi siamo stati salvati”; la speranza di ogni giorno mostra il suo potere nelle opere umane anche nei movimenti propri del cuore, tracciando in un certo senso il sentiero per la grande speranza escatologica legata alla redenzione del corpo.

La redenzione del corpo aiuta l’uomo, nella vita quotidiana, con la dimensione della moralità umana a riscoprire tutto il bene in cui lui raggiunge la vittoria sul peccato e sulla concupiscenza. Le parole di Cristo, che scaturiscono dalla profondità divina del mistero della redenzione, ci permettono di riscoprire e rafforzare il legame che esiste fra la dignità dell’essere umano e il significato sponsale del corpo. Esse ci permettono di comprendere e realizzare la matura libertà del dono che si esprime in un modo nel matrimonio indissolubile e in un altro astenendosi dal matrimonio per il Regno dei Cieli. In questi modi diversi, “Cristo…rivela il mistero del Padre e del suo amore, svela pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione” (Gaudium et Spes 22,1) Questa vocazione è iscritta nell’uomo secondo la sua globale composizione psicofisica precisamente attraverso il mistero della redenzione del corpo. TdelC86.8

La Tradizione ha sostenuto che lo stato di vita consacrato sia la “parte migliore” in ciò che si avvicina maggiormente all’obbiettivo della nostra vita (1Cor7, 38) Ma la cosa migliore per ogni persona è abbracciare la vocazione a cui lo /la chiama personalmente. “Dio dà a ognuno un dono particolare: agli uni dà questo dono, ad altri uno diverso”(1Cor7,7) E’ vivendo la nostra vocazione con sincerità e perseveranza che noi cresciamo in santità e siamo preparati a “quel che nessuno ha mai visto e udito, quel che nessuno ha mai immaginato, Dio lo ha preparato per quelli che lo amano”.(1Cor2,9)

Domande per riflettere :

1. In quale modo il passaggio (1Cor6,13-14) ci aiuta a comprendere la castità cristiana?

2. In quali modi i carismi del celibato e il sacramento del matrimonio si completano l’un l’altro nella Chiesa?(1Cor7, 29-31)

3. Pensi o hai mai pensato di rinunciare al matrimonio terreno per l’unione sponsale con Cristo (per le donne) o con la Chiesa (per gli uomini)?

4. Rifletti sui diversi modi di ottenere il giusto ordine della sessualità all’interno di una intima unione di corpo e spirito in cui possiamo raggiungere un autentico amore di donazione.

5. C’è qualche differenza fra una coppia sposata e dei consacrati per il Regno che fanno esperienza del peccato di concupiscenza?

6. Se una persona riscontra delle difficoltà nel mettere in ordine i propri desideri sessuali, il matrimonio potrebbe costituire una via d’uscita per la sua voluttà?

 

 

Bibiografia: Karol Woytila “Amore e responsabilità”, Giovanni Paolo II “Uomo e donna li creò”, “Lettera alle famiglie di Giovanni Paolo II”, “Ubicumque et semper ”Lumen Gentium, Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Gaudium et Spes Costituzione pastorale della Chiesa del Concilio Vaticano II , Familiaris Consortio – Giovanni Paolo II, Catechismo della Chiesa Cattolica.