Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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PRESIDENZA DEL CONSIGLIO INTERNAZIONALE DELL’OFS

PROGETTO DI FORMAZIONE PERMANENTE

 

SCHEDA MENSILE

 

DICEMBRE 2012 – ANNO 3 – No. 36


 

(DOC)

UNA VOCAZIONE SPECIFICA PER UNA MISSIONE PARTICOLARE

di Benedetto Lino OFS

Dossier preparato dalla Commissione Formazione permanente CIOFS

Ewald Kreuzer OFS, coordinatore

P. Amando Trujillo-Cano TOR

Doug Clorey OFS

 

Con questo numero si conclude la relazione di Benedetto Lino, tenuta durante l’ultimo Capitolo generale dell’OFS, svoltosi a San Paolo del Brasile nell’ottobre 2011, dal titolo Una specifica vocazione per una particolare missione, di cui ciò che segue è un sommario. Vi invitiamo pertanto a dialogare nelle vostre fraternità su questi punti, condividendo opinioni ed esperienze.

Il prossimo anno presenteremo come tema di formazione permanente: La teologia del corpo del beato Giovanni Paolo II. Si vuole in tal modo attuare una delle Conclusioni dell’ultimo Capitolo generale, che così stabilisce: “Gli scritti del beato Giovanni Paolo II sulla “Teologia del corpo” siano inclusi nel programma di formazione sia per l’OFS che per la GiFra, al fine di rendere capaci i loro membri di riscoprire la bellezza della sessualità, del matrimonio e della famiglia, e vivere questi doni secondo il progetto di Dio.

 

SINTESI

1. “Evangelizzati per evangelizzare”, “Vocazione e missione” due concetti che esprimono la stessa realtà fondamentale del nostro essere cristiani.

2. La vocazione fondamentale, uguale per tutti, precede e fonda ogni vocazione specifica. La sua attuazione è la premessa indispensabile per accedere alla vocazione “specifica”.

3. Specificità della nostra vocazione in quanto francescani e francescani secolari: Essere cristiani come Francesco. Come Francesco è la nostra specificità. La vocazione di Francesco e la sua attuazione sono il modello della nostra.

4. Francesco è “solo” cristiano: si conforma a Cristo, per giungere al Padre, docile all’azione dello Spirito. Si è “francescani” solo nella misura in cui si realizza pienamente l’essere Cristiano totale, come Francesco.

5. Francesco caratterizza il suo essere Cristiano solo per l’intensità della sua sequela: radicalità, totalità, permanenza. Noi dobbiamo pienamente ricalcare questo modo di metterci alla sequela di Cristo: radicalmente, totalmente e permanentemente.

6. Francesco “vir catholicus et totus apostolicus”. La nostra vocazione è quella di essere totalmente cristiani, senza creare steccati, senza vantare infondate superiorità, profondamente apostolici, sempre volti ad “andare”, ad uscire dalle nostre abitudinarie realtà di fraternità, dell’Ordine, della Famiglia, docili alla volontà del Signore. La nostra è una vocazione apostolica. Siamo la proiezione secolare della vocazione religiosa apostolica di Francesco.

7. Francesco non è “francescano”, né voleva fondare un Ordine di “francescani”. Suo desiderio era quello di essere solamente totalmente cristiano, cattolico, apostolico. Era quello di avere fratelli e discepoli totalmente innamorati di Cristo per vivere profondamente in comunione con il Padre, nello Spirito, nel seno della Santissima Trinità.

8. La Missione non è particolare: è totale. La sua particolarità risiede in questa totalità. Come per la vocazione, la missione è quella generale di ogni cristiano ma va vissuta e realizzata anch’essa in modo radicale, totale e permanente, con tutta l’intensità di cui siamo capaci. La nostra missione è portare il Cristo totale.

9. La missione rivelata dal Crocifisso di San Damiano è paradigmatica per tutti i francescani e quindi per noi francescani secolari. La missione si rivolge alla Chiesa tutta intera, a tutto il Corpo di Cristo, in ogni suo aspetto, e in ogni luogo.

10. La missione della Chiesa è la nostra missione e la missione della Chiesa è quella di annunciare la Buona notizia dell’amore di Dio e la redenzione dell’uomo, per una condivisione della vita e della santità di Dio: “… rendere presente il Carisma del comune serafico padre san Francesco nella vita e nella missione della Chiesa”.

11. La missione, pur dovendo essere svolta da ciascuno di noi, richiede l’assoluta coralità, collaborazione e complementarietà di tutti noi nell’OFS, di tutti noi Francescani di tutta la Famiglia. E’ giunto il tempo di prendere coscienza che non possiamo vivere staccati gli uni dagli altri con falsi sensi di autosufficienza. Il progetto di Dio per Francesco e la sua Famiglia è omnicomprensivo e siamo tutti l’uno per l’altro, in un’unica missione per la Chiesa.

12. Missione al servizio della Chiesa Universale e della Chiesa locale, secondo le necessità contingenti indicate dal Papa, dai Vescovi, dai Parroci.

13. Non siamo chiamati ad essere dei cristiani mediocri caratterizzati solo da devozioni e frequentazioni francescane. Siamo chiamati ad impegnarci con passione e con tutte le fibre del nostro essere, dovunque e sempre, ad ESSERE SANTI come il Padre che è nei cieli, come Francesco.

Per la riflessione e il dialogo in fraternità

1. Cosa significano per te e per la tua fraternità i termini “evangelizzazione”, “vocazione” e “missione”?
2. Come Francesco d’Assisi continua a ispirarci oggi come francescani secolari? In che modo specifico?
3. Qual è la nostra missione specifica come francescani secolari all’interno della missione della Chiesa?