Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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Rapporto  della delegazione Francescana che dal 2 al 10 dicembre 2015  ha partecipato ,

a Parigi a COP21, il vertice mondiale sul Clima

 

Introduzione  : Per la prima volta nella storia, i leader mondiali si sono pubblicamente impegnati a ridurre le emissioni dei gas serra e a confrontarsi con l’impatto dei cambiamenti climatici. Per noi Francescani Cattolici, l’accordo di COP21 a Parigi è un significativo passo avanti  sul cammino che ci porta a proteggere e a farci carico  dei più poveri e dei più indifesi rispetto ai danni che sono   conseguenza  dei cambiamenti climatici  e che,  come ora riconoscono molti scienziati, sono stati provocati dall’attività umana e dall’utilizzo di fonti di energia alimentate da combustibili fossili.

L’accordo di COP 21 a Parigi è solo l’inizio di un cammino sul quale dovremo vigilare con grande impegno ed attenzione. Rispondendo all’impegno di seguire nella nostra vita San Francesco e la sua spiritualità, noi, Francescani, non dovremo avere pace fino a che i più deboli non saranno protetti, i poveri non potranno accedere a livelli di vita migliori e fino a che la nostra casa comune, la nostra Sorella Madre Terra non sarà curata, rispettata e trattata con la dignità che le spetta.

Elementi chiave dell’accordo di Parigi :

i.     L’obiettivo di mantenere la crescita delle temperature mondiali medie largamente sotto i 2°C oltre i livelli pre-industriali e di “fare il maggior sforzo possibile” per contenere tale crescita entro 1.5°C sopra i livelli preindustriali

ii.     Una decisione non vincolante per i paesi membri affinché rivedano i loro obiettivi nel 2020, e quindi ogni cinque anni, al fine di aumentare i tagli delle emissioni di gas serra previsti e perché tengano regolari e periodiche registrazioni globali dei progressi ottenuti verso l’obiettivo collettivo del contenimento della crescita della temperatura.

iii.    Un riconoscimento che i 100 miliardi di USD annui , promessi entro il 2020, dovranno essere la base per un fondo permanente e che il finanziamento dovrà essere rivisto regolarmente insieme agli obiettivi nazionali di riduzione dei gas con effetto serra, con l’obiettivo di un nuovo finanziamento il cui ammontare dovrà essere concordato entro il 2025.

iv.     Un riconoscimento che molti paesi soffriranno perdite e danni a causa degli effetti dei cambiamenti climatici ma per i quali l’Accordo specificatamente esclude ogni responsabilità o possibilità di richieste di compensazioni.

Riconosciamo che l’Accordo di COP 21 a Parigi è un importante sviluppo nel dibattito sulle possibili soluzioni alla crisi ambientale, soprattutto rispetto alle Conferenze  COP precedenti. Tuttavia, malgrado questo progresso, l’accordo è debole perché è totalmente volontario e non affronta aspetti importanti quali il come effettuare e garantire lo stanziamento dei finanziamenti che possano consentire ai paesi più poveri di affrontare i danni causati dalle conseguenze dei cambiamenti climatici e  non affronta neppure le tematiche legate alla  difesa dei diritti umani delle popolazioni coinvolte che sono alcuni degli aspetti su cui ci ha richiamato Papa Francesco con la sua Enciclica “Laudato Sì”. 

La delegazione Francescana a  COP21

In continuità con l’impegno di presenza a questi momenti così importanti e vitali per il mondo[1],  i membri della Commissione Interfrancescana di GPIC, comunemente chiamata Romans VI, hanno organizzato e coordinato la partecipazione ai lavori di COP 21 di una delegazione Francescana e che si è concretizzata con la presenza a Parigi, di 20 Francescani da tutte le parti del  mondo  in rappresentanza dei diversi rami della famiglia Francescana. La partecipazione Francescana si è attuata in collaborazione con Franciscans International, i cui delegati partecipavano agli incontri ufficiali organizzati dalle Nazioni Unite

Attraverso l’incontro e il dialogo, la delegazione mirava a portare alle discussioni in corso su queste tematiche il contributo della spiritualità Francescana e a testimoniare che i  Francescani  sono attivi, e vogliono esserlo sempre  più e in modo sempre più  concreto,  nella cura “ della nostra casa comune” e che vogliono  anche avere un ruolo  pro-attivo di  advocacy a favore della giustizia ambientale e per  il cambiamento di quelle strutture che provocano condizioni di  estrema povertà e di ingiustizia.

Quale risultato di questo lavoro, la delegazione ha deciso di preparare una serie di proposte che potranno essere attuate insieme  dall’intera famiglia Francescana e che sviluppano e continuano quanto deciso dopo la nostra  partecipazione a RIO + 20 . Le proposte riguardano tre ambiti che sono connessi  ai cambiamenti climatici :

  • Industrie estrattive – una risposta al grido della Terra
  • Economia – una risposta al grido dei poveri
  • Stile di vita ( testimonianza personale e collettiva)

Incoraggiamo tutti a lasciarsi coinvolgere con la società civile, con gruppi di altre religioni e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà in un dialogo su queste tematiche che abbia lo scopo di creare :

  • maggior consapevolezza
  • collegamento tra le azioni
  • un approccio che sia basato sul rispetto dei diritti umani
  • un coinvolgimento della base per influenzare i governi
  • azioni di advocacy

Quale follow up alla sua partecipazione a COP 21 la delegazione ha creato gruppi di lavoro per definire i punti su cui focalizzare la nostra attenzione offrendo quando segue :

Industrie mineraria ed  estrattiva  -  Industrie (minerarie, produzione di legname,   pesca industriale, e agribusiness) che estraggono grandi quantità di risorse naturali con conseguenze sui poveri o che esauriscono le risorse naturali  impattando negativamente sull’ambiente. Il gruppo raccomanda azioni  quali

  • Aumento della consapevolezza
  • Condivisione delle informazioni e proposta di riflessioni informate
  • Promozione del collegamento/ rete tra popolazioni indigene ed altri gruppi colpiti
  • Dialogo con tutti
  • Advocacy a tutti i livelli

Il gruppo di lavoro propone di concentrare l’attenzione sulla industria mineraria, sulla pesca industriale e sulla deforestazione

Economia  - Dopo la partecipazione a COP 21 ci siamo riconfermati  sul fatto che il sistema di sviluppo  economico attuale è iniquo. Invece che aiutare i più poveri e deboli popoli della terra, esso crea un allargamento del gap tra ricchi e poveri.  Ispirati dalla “Laudato sì” di  Papa Francesco affermiamo che : “ abbiamo bisogno di cambiare il modello di sviluppo globale ...e di riflettere responsabilmente sul senso della economia e sulle sue finalità “ (L.S. 194 )

Alla luce di queste due affermazioni ci sentiamo impegnati a coinvolgere l’intera Famiglia Francescana in un processo di  riflessione responsabile  che ci porti ad azioni a favore alla giustizia ambientale.

Stile di Vita  -

La proposta di un cambiamento nello stile di vita inizia da piccoli atti  ( rinunciando volontariamente  ai   “ Io voglio” )

  • Riciclando le risorse rinnovabili.
  • Riducendo l’uso di risorse non rinnovabili.
  • Rifiutando la cultura dell’”usa e getta”.
  • Attuando una produzione per la massa piuttosto che una produzione di massa .

e cresce con un coinvolgimento impegnato e con l’advocacy  a tutti i livelli della società-

I partecipanti hanno valutato in modo molto positivo l’esperienza di COP 21 e tutti hanno apprezzato molto il coinvolgimento della famiglia Francescana Francese con cui hanno condiviso momenti intensi di preghiera, di scambio e di gioia fraterna nella condivisione del cibo.

Anche i momenti vissuti con le organizzazioni della società civile e con i rappresentanti di altre fedi hanno aiutato la delegazione a diventare più consapevole di come sia estremamente importante mettere in rete le proprie risorse, energie e talenti per un lavoro comune a favore della “ nota casa comune”

Parlando dopo l’Angelus celebrato la Domenica successiva alla conclusione di  COP 21, Papa Francesco ha affermato : “Con la speranza che sia garantita una speciale attenzione alle popolazioni più vulnerabili ... Io esorto la intera comunità internazionale  a procedere sul cammino intrapreso in nome di una sempre più efficace solidarietà.” La cura per le popolazioni più vulnerabili è parte integrale del nostro carisma Francescano. Abbiamo già iniziato questo lavoro; ora, in questo momento di trasformazione globale, sull’esempio di San Francesco, dobbiamo riflettere sul nostro specifico stile di vita  ( personale, comunitario e sociale/politico) e rendere più profondo il nostro impegno a vivere in  solidarietà  con quelli che sono i più poveri della umanità e con il resto del Creato. Il clima è un bene comune che appartiene a tutti e che ha significato per tutti; siamo chiamati ad essere buoni custodi della nostra madre e sorella Terra. 

I Romans VI

[1] Questa presenza è iniziata con la partecipazione di una delegazione ufficiale al vertice di Rio +20 ed è continuata   con quella successiva al World Social Forum di Tunisi di inizio 2015