Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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Kelly Moltzen, membro OFS USA, ha avuto l’opportunità di partecipare alla conferenza Laudato Si Generation che si è tenuta a Nairobi, in Kenya nei giorni del 15 e 16 luglio 2019, e, in tale occasione, ha avuto anche l’opportunità di incontrare lo staff dell’ufficio GPIC dei Francescani dell’Africa. Ecco la sintesi della sua esperienza che ha voluto condividere con noi.

 

(foto: European Union/ECHO)

Conferenza Laudato Si Generation (La Generazione della Laudato Si)


La conferenza è stata organizzata in occasione del quarto anniversario della promulgazione della Laudato Si dalla Rete della Gioventù Cattolica per la Sostenibilità Ambientale in Africa (Catholic Youth Network for Environmental Sustainability in Africa -CYNESA) durante le celebrazioni per il quinto anniversario di fondazione della CYNESA stessa, insieme al Dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale e al settore Ambiente delle Nazioni Unite (che ha sede a Nairobi) e al WWF Africa. Il sostegno alla conferenza è stato fornito dalla organizzazione Cattolica “Catholic Climate Covenant e Partnerships for Change”. La missione della Santa Sede a Nairobi, guidata dal Nunzio Apostolico, ha dato un grande e valido contributo alla conferenza che si è focalizzata su questi quattro temi:


il ruolo delle fedi e delle religioni nella cura della nostra casa comune;
il ruolo della gioventù;
il ruolo delle comunità indigene e il ruolo dell'Africa.
Tra le cose più importanti che ho appreso nel corso della conferenza ci sono la conoscenza degli sforzi compiuti per il New Deal for Nature and People del WWF, che ha l’obiettivo di dimezzare entro il 2030 l’impronta ecologica della produzione e del consumo, affinché esso venga adottato dai capi di stato entro i prossimi 18 mesi; le iniziative Great Green Wall and Laudato Tree (la Grande Muraglia Verde e il prossimo film con lo stesso titolo – e il Laudato Albero) sostenute da Don Mullan e dalla Società irlandese missioni Africane; e l’iniziativa Faith for Earth (Fede per la Terra) del settore ambiente delle Nazioni Unite che sta pianificando di avviare un forum dei giovani.

Il governo irlandese ha fornito 1,2 milioni EUR alla Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione per sostenere la ricerca su ciò che è necessario realizzare per creare davvero una Grande Muraglia Verde – ad esempio quale tipo di dialogo di pace è necessario avviare tra le tribù presenti su quel territorio per convincere tutti gli appartenenti ad una determinata comunità ad accettare l’iniziativa, che è destinata a creare posti di lavoro e mezzi di sussistenza per molte persone in tutto il Sahel. (L’America Latina potrebbe attuare qualcosa di simile alla Grande Muraglia Verde per arginare la violenza e la crisi dei migranti presenti nelle Americhe.) Esiste anche un’iniziativa interconfessionale per la foresta pluviale (Interfaith Rainforest Initiative); un impegno simile a quello di REPAM, che lavora in Amazzonia è quello di REPAC che è presente nel bacino del Congo. Per il 50 ° anniversario della Giornata della Terra del 2020, il Vaticano vorrebbe avere l’adesione di 50 diocesi, 50 scuole, 50 università, 50 ospedali, 50 banche, 50 città e 50 fattorie che, con il loro esempio si impegnino a mettere in pratica le proposte della Laudato Si. Anche i capitoli locali della rete CYNESA dei vari stati in cui essa è presente si sono impegnati a incoraggiare questo lavoro. Ad esempio, il capitolo del Ruanda, con l’aiuto di 1400 studenti delle scuole elementari cattoliche, ha piantato 6.000 alberi in 2 parrocchie e 2 scuole e, in futuro, vuole lavorare sulla conservazione della fauna selvatica e la protezione dei giovani; vuole piantare 100.000 alberi da frutto entro il 2022; vuole stampare il testo della Laudato Si nelle lingue locali e tenere seminari su questa enciclica.

Alcune tematiche trattate nella Conferenza e che è importante evidenziare:


- L’accesso alla terra, in particolare per le popolazioni indigene, è un tema molto serio.
- Quando gli attivisti fanno sentire la loro voce e sfidano i governi, lo fanno a rischio della loro vita o della loro libertà. Molte delle persone presenti alla conferenza sono state minacciate a causa del loro attivismo. La maggior parte dei paesi africani non ha un seggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; Il Kenya sta facendo pressioni per averne uno e, se selezionato, si concentrerà sui cambiamenti climatici e sullo sviluppo sostenibile.
- L’inquinamento atmosferico, in particolare a Nairobi, è un grosso problema. Il carburante è altamente tossico e privo di standard normativi: “L’inquinamento e la scarsa qualità dell’aria stanno uccidendo più africani dell’AIDS / HIV”. Il settore ambiente delle Nazioni Unite ha chiesto di interrompere il flusso di carburante inquinante verso l’Africa occidentale e ha scritto su come il funzionamento al minimo degli autobus contribuisca all’inquinamento atmosferico.
- CYNESA è composta da molti giovani che hanno appena finito di frequentare l’università e che stanno cercando di fare rete per creare opportunità di lavoro. Ci sono molti giovani istruiti che hanno bisogno di opportunità di lavoro nella green economy anche se, tuttavia, in Africa. L’analfabetismo colpisce ancora il 46% della popolazione.
- I giovani devono essere molto ben formati se vogliono dialogare con il settore imprenditoriale attraverso le Nazioni Unite. Da un lato vogliono dire al mondo imprenditoriale: “Noi siamo consapevoli di ciò che state facendo e stiamo formando la nostra gioventù per combattere contro ciò che fate”. D’altro canto, alcuni uomini d’affari africani stanno distruggendo l’ambiente senza forse essere consapevoli dell’impatto delle loro azioni e pertanto devono essere sensibilizzati. Gli imprenditori sono in grado di fornire statistiche precise sui livelli occupazionali che si basano sui dati loro comunicati dalle industrie stesse (ad esempio l’industria della plastica); purtroppo quando si tratta di preparare statistiche sul potenziale numero di posti di lavoro che la green economy può invece creare gli ambientalisti non sono così ben organizzati.

JPIC dei Francescani dell’Africa


L’ufficio JPIC Franciscans for Africa (JPIC FA) sta facendo un lavoro straordinario per promuovere un approccio basato sui diritti umani per le attività di lobbying e advocacy, costruzione della pace e risoluzione dei conflitti, proponendo, insieme a Franciscans International, dei corsi di formazione mirati a coinvolgere le persone della base. Gli sforzi dell’ufficio si focalizzano su una sensibilizzazione sull’importanza di trovare soluzioni ecologiche ai problemi e sulla profonda comprensione della necessità di accesso alla terra, in particolare per le popolazioni indigene. Esso ha svolto con successo una campagna di informazione affinché la baraccopoli di Mukuru a Nairobi fosse riconosciuta dal governo nazionale quale Area di Pianificazione Speciale il che significa che essa avrà l’attenzione del governo. Uno dei principali volontari di GPIC/FA è Steeven Kezamutima, che è membro della GiFra locale (Gioventù francescana), musicista con la band Prophet’s Voice e che, con disappunto del governo suo paese di origine, il Burundi, è diventato popolare tra gli attivisti burundesi; egli sta ottenendo il suo Master in Giustizia e Pace presso la Catholic University of Eastern Africa (CUEA), dove ha avviato una Fraternità GiFra. Dal 2014 egli organizza ogni anno un forum giovanile interreligioso per la pace e l’ambiente presso la CUEA. Quello di quest’anno, che si terrà il 20-21 settembre, includerà la partecipazione alla campagna mondiale di scioperi per il clima “Venerdì per un Futuro”, avviata da Greta Thunberg, nonché la partecipazione alla Giornata internazionale della pace. Steeven spera in questo modo di collegarsi agli altri gruppi della generazione Laudato Si presenti in tutto il mondo. Egli ha anche realizzato un documentario su p. John Kaiser, un sacerdote americano che ha prestato servizio in Kenya per decenni ed è stato assassinato per essersi opposto alle violazioni dei diritti umani; e ha inoltre collaborato con i frati Cappuccini per creare filmati quali Earth in 2050, Green Talent Show e Birthday Tree Planting per la TV dei Cappuccini.

GPIC FA riceveva finanziamenti dall’associazione irlandese Misean Cara ma, poiché al momento non ci sono missionari irlandesi nella regione, essa non ha rinnovato i suoi finanziamenti. Suor Mary Frances, la direttrice di GPIC FA, è autorizzata dalla sua congregazione a svolgere il lavoro di GPIC FA, sebbene in questo modo non sia in grado di contribuire anche alla vita della sua comunità. Steeven si diplomerà al CUEA entro un anno e anche se vuole poter continuare il suo impegno con GPIC FA, dovrà cercare un lavoro remunerato. Spero che sforzi come questi di Nairobi possano trovare finanziamenti, così come spero che noi possiamo trovare il modo di sostenere finanziariamente anche altri che possano fare lo stesso tipo di lavoro altrove, ad esempio negli Stati Uniti. Suor Mary Frances ha già condiviso con me numerosi documenti e molte relazioni sul lavoro svolto negli ultimi anni. Sarei felice di condividerli con chiunque sia interessato ad aiutarmi a pensare a come sostenere il loro impegno.

E per il futuro?


La Conferenza Laudato Si e il grande lavoro di GPIC FA ci danno esempi concreti di come meglio collegare elementi di GPIC, Formazione, Giovanissimi e Giovani e relazioni Ecumeniche e Interreligiose. La mia speranza è che queste storie che ci racconta l’Africa possano ispirarci a trovare nuovi modi per integrare questi sforzi più fortemente, in modo da poter formare e coinvolgere molti più Giovani e Giovanissimi, insieme a tutte le persone di buona volontà a lavorare insieme su questioni GPIC, attraverso la realizzazione di relazioni ecumenico-interreligiose e la collaborazione.

CYNESA sta preparando a un rapporto sulla conferenza e senza dubbio rimarrà in contatto sia con il Dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale che con il Settore Ambiente delle Nazioni Unite. Il Vaticano in realtà vuole tenere conferenze Laudato Si anche in molte altre regioni dell'Africa, con la visione che l’Africa potrà fare da guida aprendo il cammino ad altre aree del mondo che la seguiranno. Sarei felice di poter discutere ulteriormente ciò che ho appreso nel corso della conferenza e della mia esperienza in Kenya, il mio primo viaggio in Africa, durante il quale ho avuto il privilegio di incontrare persone provenienti da tutto il continente, in particolare dall’Africa orientale e meridionale, ma anche da altre parti del il mondo (Samoa, Filippine, India, Ecuador e Germania).