Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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Ordo Franciscanus Saecularis 
CONSIGLIO INTERNAZIONALE

 

 


COMMISSIONE FAMIGLIA 

Jenny Harrington OFS 

Traduzione: Attilio Galimberti OFS  


CONCLUSIONI DEL  SINODO SULLA FAMIGLIA Parte III –  LA MISSIONE DELLA FAMIGLIA 

III Capitolo 

Famiglia e accompagnamento pastorale 

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Continuiamo il nostro lavoro centrato sul documento finale del Sinodo sulla famiglia del 24 Ottobre 2015. L’articolo che segue è statopreparato da Jenny Harrington OFS, e sintetizza il 3° capitolo della terza parte del documento dal titolo “La Missione della Famiglia ”, - punti da 69 a 86 – e tratta di Famiglia e accompagnamento pastorale.


INTRODUZIONE


Il sacramento del matrimonio, come unione fedele e indissolubile tra un uomo e una donna chiamati ad accogliersi reciprocamente e ad accogliere la vita, è una grande grazia per la famiglia umana. La Chiesa ha la gioia e il dovere di annunciare questa grazia a ogni persona e in ogni contesto. Essa sente oggi, in modo ancora più urgente, la responsabilità di far riscoprire ai battezzati come la grazia di Dio opera nella loro vita - anche nelle situazioni più difficili - per condurli alla pienezza del sacramento. Il Sinodo, mentre apprezza ed incoraggia le famiglie che onorano la bellezza del matrimonio cristiano, intende promuovere il discernimento pastorale delle situazioni in cui l’accoglienza di questo dono fatica ad essere apprezzata, oppure è in vario modo compromessa. Mantenere vivo il dialogo pastorale con questi fedeli, per consentire la maturazione di una coerente apertura al Vangelo del matrimonio e della famiglia nella sua pienezza, è una grave responsabilità. I pastori devono identificare gli elementi che possono favorire l’evangelizzazione e la crescita umana e spirituale di coloro che sono affidati dal Signore alla loro cura. (No. 69)


1. Situazioni Complesse


La pastorale proponga con chiarezza il messaggio evangelico e colga gli elementi positivi presenti in quelle situazioni che non corrispondono più o non ancora ad esso. I Padri Sinodali affrontano varie situzioni di debolezza e imperfezione di cui riportano l’esperienza colta in molti paesi e che riguardano : o Coloro che convivono senza il beneficio del matrimonio religioso o civile, o I matrimoni tradizionali concordati tra le famiglie , o L’aumento del numero di coloro che, dopo aver convissuto per un lungo periodo di tempo, chiedono di poter celebrare il matrimonio in Chiesa o Coloro che semplicemente convivono – quale risultato di una avversione alle istituzioni o al dover assumere un impegno permanente o Le unioni Di Fatto – decise non solo per il rigetto dei valori della famiglia e del matrimonio ma anche per il fatto che sposarsi è percepito come un lusso a causa delle loro condizioni sociali e della mancanza di risorse materiali Vengono quindi affrontate le tematiche relative ai matrimoni misti, ai matrimoni con disparità di culto e alle sfide singolari e uniche che devono affrontare le coppie e le famiglie in cui un membro è Cattolico e l’altro non è credente. In questi casi il testimoniare la capacità del Vangelo di calarsi in queste situazioni renderà possibile l’educazione alla fede cristiana dei figli. La Chiesa conforma il suo atteggiamento al Signore Gesù che in un amore senza confini si è offerto per ogni persona senza eccezioni (MV, 12). Nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione». Circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia» (Ibidem). Il Sinodo ritiene in ogni caso del tutto inaccettabile che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso.


2. Accompagnameto in Differenti Situazioni


La Chiesa fa proprie, in un’affettuosa condivisione, le gioie e le speranze, i dolori e le angosce di ogni famiglia. Stare vicino alla famiglia come compagna di cammino significa, per la Chiesa, assumere un atteggiamento sapientemente differenziato : a volte, è necessario rimanere accanto ed ascoltare in silenzio; altre volte, si deve precedere per indicare la via da percorrere; altre volte ancora, è opportuno seguire, sostenere e incoraggiare. «La Chiesa dovrà iniziare i suoi membri – sacerdoti, religiosi e laici – a questa “arte dell’accompagnamento”, perché tutti imparino sempre a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro (cf. Es 3,5). Dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana» (EG, 169). Il principale contributo alla pastorale familiare lo offre la parrocchia, che è famiglia di famiglie, in cui si armonizzano gli apporti di piccole comunità, movimenti ed associazioni ecclesiali. L’accompagnamento richiede sacerdoti specificatamente preparati. L’istituzione di centri specializzati dove sacerdoti, religiosi e laici imparino a prendersi cura di ogni famiglia, con particolare attenzione verso quelle in difficoltà.
Appare poi particolarmente urgente creare un ministero dedicato a coloro la cui relazione matrimoniale si è infranta, come ad esempio genitori singoli, persone vedove, ragazze madre e loro figli. Quando gli sposi sperimentano problemi nelle loro relazioni, essi devono poter contare sull’aiuto e l’accompagnamento della Chiesa. Il perdono tra gli sposi permette di riscoprire la verità di un amore che è per sempre e non passa mai (cf. 1 Cor 13,8 ) Nell’ambito delle relazioni familiari la necessità della riconciliazione è praticamente quotidiana. (No 81). Per tanti fedeli che hanno vissuto un’esperienza matrimoniale infelice, la verifica dell’invalidità del matrimonio rappresenta una via da percorrere. I recenti Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus e Mitis et Misericors Iesus hanno condotto ad una semplificazione delle procedure per la eventuale dichiarazione di nullità matrimoniale (No. 82) .

La testimonianza di coloro che anche in condizioni difficili non intraprendono una nuova unione, rimanendo fedeli al vincolo sacramentale, merita l’apprezzamento e il sostegno da parte della Chiesa. Essa vuole mostrare loro il volto di un Dio fedele al suo amore e sempre capace di ridonare forza e speranza. Le persone separate o divorziate ma non risposate, che spesso sono testimoni della fedeltà matrimoniale, vanno incoraggiate a trovare nell’Eucaristia il cibo che le sostenga nel loro stato (No.83).


3. Discernimento e Integrazione


I battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo. San Giovanni Paolo II ha offerto un criterio complessivo, che rimane la base per la valutazione di queste situazioni: “ Sappiano i pastori che, per amore della verità, sono obbligati a ben discernere le situazioni. C’è infatti differenza tra quanti sinceramente si sono sforzati di salvare il primo matrimonio e sono stati abbandonati del tutto ingiustamente, e quanti per loro grave colpa hanno distrutto un matrimonio canonicamente valido. Ci sono infine coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell’educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido” (FC, 84). È quindi compito dei presbiteri accompagnare le persone interessate sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo. In questo processo sarà utile fare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento. I divorziati risposati dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli; quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio. Una sincera riflessione può rafforzare la fiducia nella misericordia di Dio che non viene negata a nessuno (No. 85)


Il percorso di accompagnamento e discernimento orienta questi fedeli alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio. Il colloquio col sacerdote concorre alla formazione di un giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa e sui passi che possono favorirla e farla crescere.


CONCLUSIONI


Tutti i coniugi, secondo il disegno divino, sono chiamati alla santità nel matrimonio e questa alta vocazione si realizza in quanto la persona umana è in grado di rispondere al comando divino con animo sereno, confidando nella grazia divina e nella propria volontà». (cfr. FC 34). Dio è presente nelle gioe e nelle difficoltà dei genitori e delle famiglie e durante questi tempi difficili per il matrimonio e la vita familiare questi possono essere momenti di crescita nella santità e nell’amore e quindi richiedere una attenzione particolare da parte del ministro pastorale della Chiesa. Papa Francsco afferma : “...Invito i fedeli che stanno vivendo situazioni complesse ad accostarsi con fiducia a un colloquio con i loro pastori o con laici che vivono dediti al Signore. Non sempre troveranno in essi una conferma delle proprie idee e dei propri desideri, ma sicuramente riceveranno una luce che permetterà loro di comprendere meglio quello che sta succedendo e potranno scoprire un cammino di maturazione personale. E invito i pastori ad ascoltare con affetto e serenità, con il desiderio sincero di entrare nel cuore del dramma delle persone e di comprendere il loro punto di vista, per aiutarle a vivere meglio e a riconoscere il loro posto nella Chiesa”. (AL No. 312)

Domande per una condivisione in fraternità:

1. In che modo, attraverso la presenza costante di Dio, la tua famiglia è “ sale della terra e luce del mondo” e luogo di e per portare e trasmettere la nostra fede?

2. Nella tua comunità, parrocchia, fraternità esiste un ministero per assistere e accompagnare quelle coppie, famiglie e giovani che sono nel bisogno ?.

3. Quali sono le tue gioie e quali le tue speranze/lotte e paure, oggi, nei confronti della vita matrimoniale e della famiglia?


Terminiamo pregando insieme : LA PREGHIERA DELLA SACRA FAMIGLIA


Febbraio 2018.