Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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Ordo Franciscanus Saecularis 
CONSIGLIO INTERNAZIONALE


COMMISSIONE FAMIGLIA 

 

Silvia Diana OFS. 

Collaborazione: Betina Miani OFS

Traduzione: Noemi Paola Riccardi OFS 

 


CONCLUSIONI SUL SINODO DELLA FAMIGLIA 

Capitolo II
Famiglia, generatività, educazione

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La trasmissione della vita


62. La presenza delle famiglie numerose nella Chiesa è una benedizione per la comunità cristiana e per la società, poiché l’apertura alla vita è esigenza intrinseca dell’amore coniugale. In questa luce, la Chiesa esprime viva gratitudine alle famiglie che accolgono, educano, circondano di affetto e trasmettono la fede ai loro figli, in modo particolare quelli più fragili e segnati da disabilità. […]  


Il figlio chiede di nascere da un tale amore e non in qualsiasi modo, dal momento che egli « non è qualcosa di dovuto ma un dono »,che è « il frutto dello specifico atto dell’amore coniugale dei suoi genitori ». Perché « secondo l’ordine della creazione l’amore coniugale tra un uomo e una donna e la trasmissione della vita sono ordinati l’uno all’altra (cfr Gen 1,27-28). In questo modo il Creatore ha reso partecipi l’uomo e la donna dell’opera della sua creazione e li ha contemporaneamente resi strumenti del suo amore, affidando alla loro responsabilità il futuro dell’umanità attraverso la trasmissione della vita umana. AL 81


La responsabilità generativa


63. Secondo l’ordine della creazione l’amore coniugale tra un uomo e una donna e la trasmissione della vita sono ordinati l’uno all’altra (cf. Gen 1,27-28). In questo modo il Creatore ha reso partecipe l’uomo e la donna dell’opera della sua creazione e li ha contemporaneamente resi strumenti del suo amore, affidando alla loro responsabilità il futuro dell’umanità attraverso la trasmissione della vita umana. I coniugi si apriranno alla vita formandosi «un retto giudizio: tenendo conto sia del proprio bene personale che di quello dei figli, tanto di quelli nati che di quelli che si prevede nasceranno; valutando le condizioni sia materiali che spirituali della loro epoca e del loro stato di vita; e, infine, tenendo conto del bene della comunità familiare, della società temporale e della Chiesa stessa» (GS, 50; cf.VS, 54-64). Conformemente al carattere personale e umanamente completo dell’amore coniugale, la giusta strada per la pianificazione familiare è quella di un dialogo consensuale tra gli sposi, del rispetto dei tempi e della considerazione della dignità del partner[…]


Il valore della vita in tutte le sue fasi


64. La vita è dono di Dio e mistero che ci trascende. Per questo, non si devono in alcun modo scartarne gli inizi e lo stadio terminale. Al contrario, è necessario assicurare a queste fasi una speciale attenzione. Oggi, troppo facilmente «si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello “scarto” che, addirittura, viene promossa» (EG, 53). A questo riguardo, è compito della famiglia, sostenuta dalla società tutta, accogliere la vita nascente e prendersi cura della sua fase ultima. Riguardo al dramma dell’aborto, la Chiesa anzitutto afferma il carattere sacro e inviolabile della vita umana e si impegna concretamente a favore di essa (cf. EV, 58). Grazie alle sue istituzioni, offre consulenza alle gestanti, sostiene le ragazze-madri, assiste i bambini abbandonati, è vicina a coloro che hanno sofferto l’aborto.


In questo contesto, non posso non affermare che, se la famiglia è il santuario della vita, il luogo dove la vita è generata e curata, costituisce una lacerante contraddizione il fatto che diventi il luogo dove la vita viene negata e distrutta. È così grande il valore di una vita umana, ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano. La famiglia protegge la vita in ogni sua fase e anche al suo tramonto […] AL 83.


Adozione e affido


65. L’adozione di bambini, orfani e abbandonati, accolti come propri figli, nello spirito della fede assume la forma di un autentico apostolato familiare (cf. AA, 11), più volte richiamato e incoraggiato dal Magistero (cf. FC, 41; EV, 93). La scelta dell’adozione e dell’affido esprime una particolare fecondità dell’esperienza coniugale, al di là dei casi in cui è dolorosamente segnata dalla sterilità. Tale scelta è segno eloquente dell’accoglienza generativa, testimonianza della fede e compimento dell’amore. Essa restituisce reciproca dignità ad un legame interrotto: agli sposi che non hanno figli e a figli che non hanno genitori. Vanno perciò sostenute tutte le iniziative volte a rendere più agevoli le procedure di adozione. Il traffico di bambini fra Paesi e Continenti va impedito con opportuni interventi legislativi e controlli degli Stati.


L’adozione è una via per realizzare la maternità e la paternità in un modo molto generoso, e desidero incoraggiare quanti non possono avere figli ad allargare e aprire il loro amore coniugale per accogliere coloro che sono privi di un adeguato contesto familiare. Non si pentiranno mai di essere stati generosi. Adottare è l’atto d’amore di donare una famiglia a chi non l’ha. È importante insistere affinché la legislazione possa facilitare le procedure per l’adozione, soprattutto nei casi di figli non desiderati, al fine di prevenire l’aborto o l’abbandono. Coloro che affrontano la sfida di adottare e accolgono una persona in modo incondizionato e gratuito, diventano mediazione dell’amore di Dio che afferma: “Anche se tua madre ti dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai” (cfr Is 49,15).AL 179


L’educazione dei figli


66. Una delle sfide fondamentali, fra quelle che sono poste alle famiglie oggi, è sicuramente quella educativa, resa più impegnativa e complessa dalla realtà culturale attuale e dalla grande influenza dei media. Vanno tenute in debito conto le esigenze e le attese di famiglie capaci di essere nella vita quotidiana, luoghi di crescita, di concreta ed essenziale trasmissione della fede, della spiritualità e delle virtù che danno forma all’esistenza. La famiglia di origine è spesso il grembo della vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata: pertanto si esortano i genitori a chiedere al Signore il dono inestimabile della vocazione per qualcuno dei loro figli. Nel campo educativo sia tutelato il diritto dei genitori di scegliere liberamente il tipo di educazione da dare ai figli secondo le loro convinzioni e a condizioni accessibili e di qualità.[…]


67. Nelle diverse culture, gli adulti della famiglia conservano una insostituibile funzione educativa. Tuttavia, in molti contesti, stiamo assistendo ad un progressivo indebolimento del ruolo educativo dei genitori, a motivo di un’invasiva presenza dei media all’interno della sfera familiare, oltre che per la tendenza a delegare o a riservare ad altri soggetti questo compito. D’altra parte, i media (specialmente i social media) uniscono i membri della famiglia anche a distanza. L’uso della e-mail e di altri social media può tenere uniti i membri della famiglia nel tempo. Oltre tutto i media possono essere un’occasione per l’evangelizzazione dei giovani. Si richiede che la Chiesa incoraggi e sostenga le famiglie nella loro opera di partecipazione vigile e responsabile nei confronti dei programmi scolastici ed educativi che interessano i loro figli..[…]


[…]« La Chiesa svolge un ruolo prezioso di sostegno alle famiglie, partendo dall’iniziazione cristiana, attraverso comunità accoglienti ».95 Tuttavia mi sembra molto importante ricordare che l’educazione integrale dei figli è « dovere gravissimo » e allo stesso tempo « diritto primario » dei genitori.96 Non si tratta solamente di un’incombenza o di un peso, ma anche di un diritto essenziale e insostituibile che sono chiamati a difendere e che nessuno dovrebbe pretendere di togliere loro. Lo Stato offre un servizio educativo in maniera sussidiaria, accompagnando la funzione non delegabile dei genitori, che hanno il diritto di poter scegliere con libertà il tipo di educazione – accessibile e di qualità – che intendono dare ai figli secondo le proprie convinzioni. La scuola non sostituisce i genitori bensì è ad essi complementare. Questo è un principio basilare: « Qualsiasi altro collaboratore nel processo educativo deve agire in nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, anche su loro incarico ».97 Tuttavia « si è aperta una frattura tra famiglia e società, tra famiglia e scuola, il patto educativo oggi si è rotto; e così, l’alleanza educativa della società con la famiglia è entrata in crisi ».AL 84


68.Le scuole cattoliche svolgono una funzione vitale nell’assistere i genitori nel loro dovere di educare i figli. L’educazione cattolica favorisce il ruolo della famiglia: assicura una buona preparazione, educa alle virtù e ai valori, istruisce negli insegnamenti della Chiesa. Le scuole cattoliche dovrebbero essere incoraggiate nella loro missione di aiutare gli alunni a crescere come adulti maturi che possono vedere il mondo attraverso lo sguardo di amore di Gesù e che comprendono la vita come una chiamata a servire Dio.[…]


Domande per approfondire:


- Condividiamo le nostre esperienze di famiglia, con i figli e i nipoti, sulla trasmissione della nostra fede - Dio ci ha fatti strumenti del suo amore e ci ha affidato la sua responsabilità per il futuro dell'umanità attraverso la trasmissione della vita umana; come ci formiamo per assumere questa responsabilità? - In questa epoca in cui ci sono tanti mezzi di globalizzazione, cosa intendiamo per pianificazione familiare? Conosciamo i mezzi promossi dalla Chiesa cattolica? Conosciamo il pensiero degli altri culti sull’argomento? - Siamo d’accordo che in quanto membri della Chiesa cattolica dobbiamo sottolineare che l'aborto non è solo un problema delle donne, anche se il loro corpo è la culla di quella vita? - Siamo consapevoli del dovere educativo cui siamo chiamati in virtù del battesimo e, poi, della professionei? Dovere che va a sostenere non sostituire i genitori cattolici nell’educare i loro figli. - Ci sono diverse sfide che le scuole cattoliche devono assumere nel mondo di oggi (promuovere attività di solidarietà, lavorare gratuitamente per l’altro, promuovere atteggiamenti positivi e convivenza): quali altre sfide pensiamo che abbiano le scuole cattoliche?