Ordine Francescano Secolare

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Ordo Franciscanus Saecularis 
CONSIGLIO INTERNAZIONALE


COMMISSIONE FAMIGLIA 

                                                          Jenny Harrington OFS 

                                                                           Traduzione: Noemi Paola Riccardi OFS 

 


CONCLUSIONI SUL SINODO DELLA FAMIGLIA

II PARTE - LA FAMIGLIA NEL PIANO DI DIO 

Capitolo IV - Verso la pienezza ecclesiale della famiglia 

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Cristo ha voluto nascere e crescere in seno alla santa Famiglia di Giuseppe e di Maria. La Chiesa non è altro che la “famiglia di Dio”. Fin dalle sue origini, il nucleo della Chiesa era spesso costituito da coloro che, insieme con tutta la loro famiglia, erano divenuti credenti. Allorchè si convertivano, desideravano che anche tutta la loro famiglia fosse salvata. Queste famiglie divenute credenti erano piccole isole di vita cristiana in un mondo incredulo. (Catechismo della Chiesa Cattolica 1655)


L’intimo legame tra Chiesa e famiglia (52)


La benedizione e la responsabilità di una nuova famiglia, sigillata nel sacramento ecclesiale, comporta la disponibilità a farsi sostenitori e promotori, all’interno della comunità cristiana, dell’alleanza fondamentale fra uomo e donna.[…] In virtù del sacramento del matrimonio ogni famiglia diventa a tutti gli effetti un bene per la Chiesa. In questa prospettiva sarà certamente un dono prezioso, per l’oggi della Chiesa, considerare anche la reciprocità tra famiglia e Chiesa: la Chiesa è un bene per la famiglia, la famiglia è un bene per la Chiesa. […]


La Chiesa è famiglia di famiglie, costantemente arricchita dalla vita di tutte le Chiese domestiche. Pertanto, « in virtù del sacramento del matrimonio ogni famiglia diventa a tutti gli effetti un bene per la Chiesa. In questa prospettiva sarà certamente un dono prezioso, per l’oggi della Chiesa, considerare anche la reciprocità tra famiglia e Chiesa: la Chiesa è un bene per la famiglia, la famiglia è un bene per la Chiesa. La custodia del dono sacramentale del Signore coinvolge non solo la singola famiglia, ma la stessa comunità cristiana »(AL 87)


Ai nostri giorni, in un mondo spesso estraneo e persino ostile alla fede, le famiglie credenti sono di fondamentale importanza, come focolari di fede viva e irradiante. Per questo motivo che il Concilio Vaticano II, usando un`antica espressione, chiama la famiglia Ecclesia domestica í Chiesa domestica(LG 11; cf. FC 21). In seno alla famiglia che i genitori devono essere per i loro figli, con la parola e con l`esempio, i primi annunciatori della fede, e secondare la vocazione propria di ognuno, e quella sacra in modo special (LG 11). (Catechismo della Chiesa Cattolica 1656)


« Con intima gioia e profonda consolazione, la Chiesa guarda alle famiglie che restano fedeli agli insegnamenti del Vangelo, ringraziandole e incoraggiandole per la testimonianza che offrono. Grazie ad esse, infatti, è resa credibile la bellezza del matrimonio indissolubile e fedele per sempre. Nella famiglia, “che si potrebbe chiamare Chiesa domestica” (Lumen gentium, 11), matura la prima esperienza ecclesiale della comunione tra persone, in cui si riflette, per grazia, il mistero della Santa Trinità. “È qui che si apprende la fatica e la gioia del lavoro, l’amore fraterno, il perdono generoso, sempre rinnovato, e soprattutto il culto divino attraverso la preghiera e l’offerta della propria vita” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1657) ». (AL 86)


È qui che si esercita in maniera privilegiata il sacerdozio battesi-male del padre di famiglia, della madre, dei figli, di tutti i membri della famiglia, “ con la partecipazione ai sacramenti, con la preghiera e il ringraziamento, con la testimonianza di una vita santa, con l`abnegazione e l`operosa cari” . Il focolare è cosa la prima scuola di vita cristiana e “una scuola di umanit piú ricca “. È qui che si apprende la fatica e la gioia del lavoro, l`amore fraterno, il perdono generoso, sempre rinnovato, e soprattutto il culto divino attraverso la preghiera e l`offerta della propria vita. (Catechismo della Chiesa Cattolica 1657)


La coppia che ama e genera la vita è la vera “scultura” vivente (non quella di pietra o d’oro che il Decalogo proibisce), capace di manifestare il Dio creatore e salvatore. Perciò l’amore fecondo viene ad essere il simbolo delle realtà intime di Dio (cfr Gen 1,28; 9,7; 17,2-5.16; 28,3; 35,11; 48,34). […] la relazione feconda della coppia diventa un’immagine per scoprire e descrivere il mistero di Dio, fondamentale nella visione cristiana della Trinità che contempla in Dio il Padre, il Figlio e lo Spirito d’amore. Il Dio Trinità è comunione d’amore, e la famiglia è il suo riflesso vivente. Ci illuminano le parole di san Giovanni Paolo II: « Il nostro Dio, nel suo mistero più intimo, non è solitudine, bensì una famiglia, dato che ha in sé paternità, filiazione e l’essenza della famiglia che è l’amore. Questo amore, nella famiglia divina, è lo Spirito Santo » La famiglia non è dunque qualcosa di estraneo alla stessa essenza divina.7 Questo aspetto trinitario della coppia ha una nuova rappresentazione nella teologia paolina quando l’Apostolo la mette in relazione con il “mistero” dell’unione tra Cristo e la Chiesa (cfr Ef 5,21-33). (AL11)


In questa prospettiva possiamo porre un’altra dimensione della famiglia. Sappiamo che nel Nuovo Testamento si parla della “Chiesa che si riunisce nella casa” (cfr 1 Cor 16,19; Rm 16,5; Col 4,15; Fm 2). Lo spazio vitale di una famiglia si poteva trasformare in chiesa domestica, in sede dell’Eucaristia, della presenza di Cristo seduto alla stessa mensa. Indimenticabile è la scena dipinta nell’Apocalisse: « Sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me » (3,20). […](AL15)


La grazia della conversione e del compimento (53 - 54)


La Chiesa rimane vicina ai coniugi il cui legame si è talmente indebolito che si presenta a rischio di separazione. Nel caso in cui si consumi una dolorosa fine della relazione, la Chiesa sente il dovere di accompagnare questo momento di sofferenza, in modo che almeno non si accendano rovinose contrapposizioni tra i coniugi.


Dobbiamo ringraziare per il fatto che la maggior parte della gente stima le relazioni familiari che vogliono durare nel tempo e che assicurano il rispetto all’altro. Perciò si apprezza che la Chiesa offra spazi di accompagnamento e di assistenza su questioni connesse alla crescita dell’amore, al superamento dei conflitti e all’educazione dei figli. Molti stimano la forza della grazia che sperimentano nella Riconciliazione sacramentale e nell’Eucaristia, che permette loro di sostenere le sfide del matrimonio e della famiglia. […] (AL 38). […] La crisi della coppia destabilizza la famiglia e può arrivare attraverso le separazioni e i divorzi a produrre serie conseguenze sugli adulti, i figli e la società, indebolendo l’individuo e i legami sociali ». Le crisi coniugali frequentemente si affrontano « in modo sbrigativo e senza il coraggio della pazienza, della verifica, del perdono reciproco, della riconciliazione e anche del sacrificio.[…] (AL41)


I coniugi cristiani “hanno, nel loro stato di vita e nel loro ordine, il proprio dono in mezzo al popolo di Dio” (LG 11).Questa grazia propria del sacramento del Matrimonio è destinata a perfezionare l`amore dei coniugi, a rafforzare la loro unità indissolubile. In virtù di questa grazia essi “si aiutano a vicenda per raggiungere la santità” nella vita coniugale, nell`accettazione e nell`educazione della prole”. (LG 11; cf LG 41). (Catechismo della Chiesa Cattolica 1641)


Cristo è la sorgente di questa grazia.


“Come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un Patto di amore e di fedelt, così ora il Salvatore degli uomini e Sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del Matrimonio”.Egli rimane con loro, dà loro la forza di seguirlo prendendo su di sè la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri, di essere “sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo” (Ef 5,21) e di amarsi di un amore soprannaturale, tenero e fecondo. Nelle gioie del loro amore e della loro vita familiare egli concede loro, fin da quaggiù, una pregustazione del banchetto delle nozze dell`Agnello: […] (Catechismo della Chiesa Cattolica 1642)


L’amore vissuto nelle famiglie è una forza permanente per la vita della Chiesa. « Il fine unitivo del matrimonio è un costante richiamo al crescere e all’approfondirsi di questo amore. Nella loro unione di amore gli sposi sperimentano la bellezza della paternità e della maternità; condividono i progetti e le fatiche, i desideri e le preoccupazioni; imparano la cura reciproca e il perdono vicendevole. In questo amore celebrano i loro momenti felici e si sostengono nei passaggi difficili della loro storia di vita. […] La bellezza del dono reciproco e gratuito, la gioia per la vita che nasce e la cura amorevole di tutti i membri, dai piccoli agli anziani, sono alcuni dei frutti che rendono unica e insostituibile la risposta alla vocazione della famiglia », tanto per la Chiesa quanto per l’intera società .(AL 88)


In tutti i problemi di una famiglia, si può sempre crescere, partendo “dall’amore”


« La carità è paziente, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta » (1 Cor 13,4-7) .

L’amore di amicizia unifica tutti gli aspetti della vita matrimoniale e aiuta i membri della famiglia ad andare avanti in tutte le sue fasi. Perciò i gesti che esprimono tale amore devono essere costantemente coltivati, senza avarizia, ricchi di parole generose. Nella famiglia « è necessario usare tre parole. Vorrei ripeterlo. Tre parole: permesso, grazie, scusa. Tre parole chiave! ». […] Discorso alle famiglie del mondo in occasione del loro pellegrinaggio a Roma nell’Anno della Fede (26 ottobre 2013): AAS 105 (2013), 980. (AL 133).


La misericordia nel cuore della rivelazione (55)


La Chiesa parte dalle situazioni concrete delle famiglie di oggi, tutte bisognose di misericordia, cominciando da quelle più sofferenti. Con il cuore misericordioso di Gesù, la Chiesa deve accompagnare i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta. La misericordia è «il centro della rivelazione di Gesù Cristo» (MV, 25). […]


[…]« Il matrimonio sia rispettato da tutti e il letto nuziale sia senza macchia » (Eb 13,4). Tale dono di Dio include la sessualità: « Non rifiutatevi l’un l’altro » (1 Cor 7,5). (AL 61)


« Gesù, che ha riconciliato ogni cosa in sé, ha riportato il matrimonio e la famiglia alla loro forma originale (cfr Mc 10,1-12). La famiglia e il matrimonio sono stati redenti da Cristo (cfr Ef 5,21-32), restaurati a immagine della Santissima Trinità, mistero da cui scaturisce ogni vero amore. L’alleanza sponsale, inaugurata nella creazione e rivelata nella storia della salvezza, riceve la piena rivelazione del suo significato in Cristo e nella sua Chiesa. Da Cristo attraverso la Chiesa, il matrimonio e la famiglia ricevono la grazia necessaria per testimoniare l’amore di Dio e vivere la vita di comunione. Il Vangelo della famiglia attraversa la storia del mondo sin dalla creazione dell’uomo ad immagine e somiglianza di Dio (cfr Gen 1,2627) fino al compimento del mistero dell’Alleanza in Cristo alla fine dei secoli con le nozze dell’Agnello (cfr Ap 19,9) »( AL 63)


« L’esempio di Gesù è paradigmatico per la Chiesa. […] Egli ha inaugurato la sua vita pubblica con il segno di Cana, compiuto ad un banchetto di nozze (cfr Gv 2,1-11). […] Ha condiviso momenti quotidiani di amicizia con la famiglia di Lazzaro e le sue sorelle (cfr Lc 10,38) e con la famiglia di Pietro (cfr Mt 8,14). Ha ascoltato il pianto dei genitori per i loro figli, restituendoli alla vita (cfr Mc 5,41; Lc 7,14-15) e manifestando così il vero significato della misericordia, la quale implica il ristabilimento dell’Alleanza (cfr Giovanni Paolo II, Dives in misericordia, 4). Ciò appare chiaramente negli incontri con la donna samaritana (cfr Gv 4,1-30) e con l’adultera (cfr Gv 8,111), nei quali la percezione del peccato si desta davanti all’amore gratuito di Gesù ». (AL 64)


Domande per dibattere nelle vostre fraternità
1. Riflettere e discutere su come noi come OFS, in particolare mariti e mogli, abbiamo dato testimonianza al mondo dell’amore di Cristo per la sua Chiesa.

2. Con riferimento all’art. 7 della Regola OFS, siamo in grado di identificare le nostre debolezze umane che impediscono che questo cambiamento radicale dell'interiore, “Conversione”, si verifichi in noi stessi, nel nostro coniuge e nelle nostre famiglie?

3. In che modo possiamo, come famiglie OFS, contribuire alla Società, “Misericordia, Perdono e Pace” ?

Finiamo l'incontro pregando insieme: LA PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA


Maggio, 2017.