Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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K O I N Ō N I A
...insieme nel cammino

CONFERENZA DEGLI ASSISTENTI SPIRITUALI GENERALI OFS-GIFRA

2017-2                                                                                                    Anno 24                                                                                                                        n. 94

 

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VIVERE IL CARISMA FRANCESCANO SECOLARE NEL MONDO DI OGGI

40 anni dopo la Seraphicus Patriarca

"IL SIGNORE MI DIEDI FRATELLI E SORELLE" (cfr.Test 14):

I francescani secolari e il dono della fratellanza

Fr. Alfred Parambakathu OFMConv

 

Introduzione

Dal 29 maggio al 2 giugno si è svolto un "Capitolo generalissimo" di tutte le Famiglie Francescane dell'Umbria per commemorare il quinto centenario di Itevos. La "profezia della comunione fraterna" è ciò che è stato sperimentato e attivato a Foligno, nella consapevolezza che non esiste verità né credibilità cristiana in una spiritualità che non diventi comunione fraterna[1]. Questo vorrebbe dire: i francescani hanno ancora un lungo cammino da percorrere sulle impronte di Francesco. Il presente studio è un umile tentativo di comprendere il significato dei legami fraterni nella vita del francescano secolare. Prendiamo l'avvio: con la vita e gli scritti di Francesco. Poi, proseguiremo con la Regola e le Costituzioni dell'OFS.

 

  1. Esperienze fraterne di frate Francesco d'Assisi

Le prime biografie di san Francesco d'Assisi, arrivate fino a noi, contengono soprattutto storie delle esperienze fraterne durante la vita terrena del Santo. Possiamo enumerare una quantità di tali storie. Ma gli attuali studiosi francescani hanno evidenziato che la strada della vita fraterna, su cui Francesco ha camminato, non sempre era coperta di petali di rose. C'erano momenti di gioia, serenità e accordo; anche momenti di incomprensione, tristezza e dolori. Sarebbe meglio capire l'uomo san Francesco quando noi ci immergiamo nel suo mondo di sofferenza[2].

1.1. Nelle biografie

Dalle biografie ufficiali di san Francesco, specialmente quelle di Tommaso di Celano, si può vedere come Francesco abbia vissuto un periodo tormentato subito dopo la sua conversione: da solo si stava prendendo cura dei lebbrosi e stava ricostruendo le chiese rovinate di Assisi[3]. Nell'anno 1208, insieme ai primi discepoli (Bernardo di Quintavalle e Pietro Cattani), consultano il Vangelo nella Chiesa di San Nicola (3Com 27-29; Anper 10-11). Vestendo la tonaca dei penitenti, iniziano la loro prima predicazione apostolica. Nella primavera successiva il loro numero aumenta a dodici. Nel 1209-1210 circa, Papa Innocenzo III approva verbalmente la Regola della Vita "secondo la forma del santo Vangelo" (Test, 14). Da Rivotorto la Fraternità si sposta verso Santa Maria degli Angeli, la Porziuncola, dove cresce di numero e di grazia, segnando così il periodo d'oro – durato quasi un decennio – di "Francesco e i suoi primi compagni".

Come risultato di una serie di eventi, che disturbavano la vita serena della Fraternità, Francesco rinuncia a dirigere l'Ordine durante il capitolo dell'autunno del 1220, celebrato nella festa di San Michele Arcangelo[4]. Siamo in un periodo di grande transizione della religione o del movimento dei Penitenti di Assisi dell'Ordine dei Frati Minori. Francesco, con l'aiuto di alcuni dei suoi frati, si impegna a trasformare la Regola primordiale di vita in una Regola ufficiale, la cui prima versione è presentata nel Capitolo delle stuoie nel 1221. La Compilazione d’Assisi racconta vividamente quei momenti contrastanti di discussione sulla nuova Regola che va da frate Francesco ad "alcuni dei fratelli saggi" (AC 18). La discussione ha un improvviso fine con queste parole di Francesco: "Fratelli miei! Fratellimiei! Dio mi ha chiamato per la semplicità e mi ha mostrato la via della semplicità. Non voglio che mi mandi qualunque Regola, sia di Sant'Agostino, di San Bernardo, di San Benedetto. E il Signore mi ha detto quello che voleva: voleva che fossi un nuovo pazzo ...". Le tensioni, riguardanti la Regola, vengono superate nel 1223 con l'approvazione papale, avvenuta il 29 novembre dello stesso anno. Ma la tragedia personale di Francesco continua. Durante questo periodo troviamo un Francesco che vagabonda tra gli eremiti, tra i boschi e una manciata di compagni. È quasi lontano dalla corrente principale dell'Ordine[5]. Ma troviamo un Francesco completamente diverso dopo le stimmate. Scopre la «vera e perfetta letizia» a fianco del Gesù crocifisso. Non si limiterebbe di recarsi nei luoghi dei "Cruciferi", come il fratello nella storia della «vera e perfetta letizia». Infine, ordina Francesco: Questo cambiamento di atteggiamento in Francesco può essere evidenziato nei suoi ultimi scritti, di cui prendiamo in considerazione la Lettera a Frate Leone e il Testamento. Riflettono alcuni degli ultimi pensieri di Francesco riguardo alla fraternità.

1.2. La lettera a frate Leone

La lettera a Frate Leone, uno dei tre autografi di Francesco che ci sono giunti, può essere diviso in due parti (v. 1-15 e v. 16-19), scritte in due momenti diversi. Nella prima parte, prima di sintetizzare «tutte le parole che abbiamo detto lungo la strada», dice Francesco a frate Leone, «dopo non dovresti chiedere altri consigli». Francesco sembrava stanco dei seguaci che chiedevano consigli. Ma la durezza di Francesco avrebbe dovuto fare del male a frate Leone. Vedendo che Francesco ha aggiunto le ultime quattro righe; «E se è necessario per te per l'anima tua un'altra consolazione, e tu vuoi tornare da me, venga». I recenti studi hanno dimostrato che le ultime quattro righe sono state aggiunte dopo che le prime 15 righe erano già state scritte. La penna utilizzata per le linee 16-19 è diversa da quella utilizzata per le righe 1-15. La scrittura delle righe delle linee 16-19 sembra essere anche più faticosa.[6] Possiamo supporre che queste quattro righe siano state scritte dopo che Francesco aveva ricevuto le stigmate! Francesco diventa sempre più fraterno nei confronti dei suoi fratelli!

1.3. Nel Testamento

Nel Testamento Francesco, sul letto di morte, ricorda i primi giorni della sua vita. Il corpo stigmatizzato di Francesco sta per andare al cimitero, e la sua anima, ormai alla fine, sta pronunciando le ultime parole, sotto forma di Testamento. Dopo aver parlato del suo incontro con i lebbrosi, che lo hanno portato a convertirsi e alla fede nelle chiese e nei sacerdoti, Francesco parla dell'arrivo dei suoi fratelli con queste parole: «E dopo che il Signore mi ha dato alcuni fratelli ...». Tutte le turbolenze e le difficoltà sofferte a causa dei fratelli si stanno ancora agitando nella sua mente. Tuttavia, con gioia vede l'arrivo dei primi fratelli come "grazia del Signore". La vita della Fraternità scaturisce dalla grazia accettata nella fede, una fede iniziata con i lebbrosi (1-3), trasformata in preghiera prima dalla croce di Gesù Cristo (4-5), vissuta in mezzo ai segni sacramentali della Chiesa (6-13), e modellata sulle parole del santo Vangelo (14)[7]. Così, verso la fine della vita, nel Testamento, Francesco presenta tre caratteristiche distintive della vita fraterna francescana:

  • ispirata dal Santo Vangelo, e questo è una grazia divina (14);
  • confermata dalla Chiesa, perciò una istituzione divina (15);
  • vissuta nella povertà assoluta, quindi, nella totale dipendenza dalla provvidenza divina (16-22).

Quindi la Fraternità francescana deve essere ispirata da Dio, deve essere confermata dalla Chiesa e vissuta nella povertà nel modo migliore, quando i fratelli e le sorelle hanno veramente bisogno dell'altro. Questi tre fattori fanno dimenticare a Francesco tutte le difficoltà e gli consente di dire, alla fine della vita, che la vita fraterna è un dono di Dio.

Francesco vive in un contesto sociale totalmente diverso[8]: la società è più urbana e mercantile, in cui le relazioni sociali non sono di subordinazione a un signore, ma derivano dall'associazione tra i cittadini. Figlio di questo nuovo contesto sociale, Francesco è più sensibile a certi valori umani ed evangelici che l'antico monachesimo aveva lasciato in ombra. Quindi, quasi spontaneamente, la nuova comunità, che cresce intorno a lui, è segnata dalla fraternità: tutti coloro che ne fanno parte sono fratelli allo stesso livello. La nuova comunità è, nel pieno senso del termine, una Fraternità. La parola Frate, riscoperta nel suo vigore originale ed evangelico, diventa così il nome proprio di coloro che si uniscono alla nuova comunità, un nome, che li distingue dai monaci e dai canonici[9]; quel nome che indica un nuovo stile originale del rapporto umano all'interno di un gruppo religioso ed è questo legame umano che viene proposto ai suoi seguaci e quindi a tutti i francescani secolari.

  1. 2. La vita fraterna nella Regola e nelle Costituzioni dei Secolari

La nuova Regola dei Francescani Secolari ha incorporato lo spirito di san Francesco sulla fraternità. Infatti Francesco usa una sola volta la parola "Ordine" (Ordo) nei suoi scritti, descrive la sua fondazione preferendo i termini religiosi – applicati a qualsiasi movimento religioso – e soprattutto "fraternitas" o "vita"[10]. Nella Regola del 1978 appare la parola "fraternità" 13 volte e l'aggettivo "fraterno" appare 4 volte. Allo stesso modo la parola "famiglia" appare 6 volte e la parola "comunità" appare 6 volte. Ma la parola "Ordine", sembra, solo cinque volte[11]. Così l'orientamento della Regola diventa chiaro.

2.1.  Cristo: il centro delle relazioni fraterne

L'obiettivo assoluto di un francescano secolare, è imitare Francesco, il quale del Cristo fece l'ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini (Regola 4). Così Cristo diviene il centro dei nostri rapporti con Dio e con l'uomo. Le relazioni con i fratelli e le sorelle ricoprono un posto primario nella vita di un francescano secolare, nell'incontro con la persona del Cristo. La priorità non è casuale: «I francescani secolari, quindi, ricerchino la persona vivente e operante di Cristo nei fratelli, nella Sacra Scrittura, nella Chiesa e nell'attività liturgica» (Regola 5). Quindi, innanzitutto, è nei rapporti fraterni che un francescano secolare deve incontrare Cristo. E tanto più «la spiritualità del francescano secolare è un progetto di vita incentrato sulla persona di Cristo e sulla sua sequela ...» (CCGG 9, 1). A meno che non siano in grado di vedere «tutte le persone come un dono del Signore e un'immagine di Cristo» (cfr. CCGG 13).

2.2Purezza del cuore: la fonte delle relazioni fraterne

Perché soffriamo così tanto a vivere nell'unità fraterna? Nonostante tutti gli insegnamenti e gli esempi del passato, se i secolari hanno ancora difficoltà a vivere in una vera Fraternità, ciò è dovuto alla mancanza di libertà interiore che viene dalla purezza del cuore. La Regola dice: «Testimoni nei beni futuri e impegnati nella vocazione abbracciata all'acquisto della purità di cuore, si renderanno così liberi all'amore di Dio e dei fratelli» (12). Così la purezza del cuore o il «radicale mutamento interiore» (Regola 7) che dà la libertà interiore ad amarsi l'un l'altro. Le Costituzioni considerano la purezza del cuore come «fonte di vera fraternità» (CCGG 15, 4). La "pace" più desiderata può essere portata solo attraverso «la riconciliazione e l'amore fraterno» (CCGG 23,1).

2.3. La vocazione all'OFS è una vocazione alla vita fraterna

I Francescani secolari sono «chiamati a costruire un mondo più fraterno ed evangelico ...» (Regola 14). Vivere nella comunione fraterna fa parte della loro vocazione. Questo fatto è sottolineato dalle Costituzioni generali, dove si dice: «La vocazione all'OFS è vocazione a vivere il Vangelo in comunione fraterna» (CCGG 3, 3). Cercando di costruire la fraternità tra tutti i popoli (cfr. CCGG 18, 3) e con tutte le creature (cfr. CCGG 12, 1), vuol dire che la Fraternità è al centro della loro vocazione. Soprattutto è la loro «unione di vita» con le altre Fraternità dell'Ordine francescano (cfr. CCGG 1).

Come il loro padre e fondatore san Francesco, incontreranno naturalmente le difficoltà a vivere insieme come una Fraternità. Come abbiamo sottolineato sopra, nello stesso modo del Santo, dobbiamo scoprire in «Cristo, povero e crocifisso», «il valore delle contraddizioni per la giustizia e il significato delle difficoltà e delle croci della vita quotidiana» (cfr. CCGG 10).

       

Conclusione

Francesco non ha dato al mondo una nuova dottrina; né ha proposto una nuova interpretazione teologica. La sua vita, tuttavia, genera una luce e una forza di rinnovamento che restano ancora da realizzare. Questa luce e questa forza provengono dal ritorno al Vangelo, che genera il movimento della vita fraterna. Francesco vuole dire che Dio inizia a nascere dove parte un'autentica fraternità umana. Uomini e donne di oggi sono in cerca di rapporti autentici, come si trovano in san Francesco. La sfida più grande di un francescano, oggi è quella di vivere in Fraternità. Chi non è fraterno non è un francescano.

NOTIZIE - CAPITOLI - VISITE – RIUNIONI                                                                 

Bali, Indonesia – V Congresso OFS-GiFra di Asia-Oceania

Il V Congresso di Asia-Oceania si è tenuto dal 20 al 27 aprile, 2017, a Bali, Indonesia. C’erano 81 persone che rappresentavano 16 paesi. Non erano rappresentati solo due paesi: Papua Guinea e Singapore. Il Congresso è stato ben organizzato anche nei dettagli. Il tema centrale è stato: «la conversione deve essere realizzata continuamente». Tale parola chiave deve essere fatta assie, come la preghiera quotidiana, allorché vogliamo vivere la nostra vocazione, osservando la Regola e le Costituzioni Generali. La sfida che spesso incontriamo è: il desiderio personale nella nostra vita, nella fraternità, nel cammino della vita vocazionale.

Il Congresso è iniziato con la celebrazione della Santa Messa, presieduta da Mons. Silvester San, Vescovo della diocesi di Denpasar. Il coro aggiunto alla solennità accompagnando la Liturgia. C'è stata anche un’affascinante danza tradizionale Balinese durante l’offertorio. I delegati sono stati accolti calorosamente da Hendro e Agostino, oltre che dal discorso di apertura di Tibor.

Erano, dunque, 81 i partecipanti, provenienti dall'Indonesia (13), dalla Malaysia (16), da Taiwan (4), da Sri Lanka (3), dalla Nuova Zelanda (4), da Tailandia (2), dall'India (2), dall'Australia (3), dalla Cina (4), da Hong Kong (2), dal Giappone (1), dalla Corea (5), da Myanmar (1), dal Pakistan (1), dalle Filippine (6), dal Vietnam (8) e dal CIOFS (7). Sono stati affrontate sette 7 tematiche particolari: formazione; comunicazione; famiglia; gestione l’OFS; finanze; amministrazione dei membri e della JPIC. Dopo la presentazione di ogni tema, c'è stata l'approfondimento nei gruppi e, infine, la la comunicazione in Assemblea. Inoltre abbiamo parlato anche della GiFra, del "China Project", dell'invecchiamento e della minorità.

I partecipanti al Congresso hanno anche avuto la possibilità di partecipare ad un “tour” organizzato, momenti importanti per conoscere la cultura del paese. La Fraternità francescana è stata celebrata ogni sera, con il canto e le danze, da parte dei partecipanti che venivano da culture diverse. Una serata è stata dedicata all'incontro degli Assistenti spirituali. Infatti, c’erano 11 assistenti, più Fr. Amando e Fr. Alfred. Si è avuta l'opportunità di condividere momenti di riflessione, di preghiera, di studio, di discussione, di progetti per il futuro e, soprattutto, vita fraterna. Tale Congresso rimane nei nostri ricordi per sempre.

Filippine – Capitolo nazionale elettivo

Il Capitolo nazionale elettivo dell’OFS-Filippine ha avuto luogo dal 29 aprile al 3 maggio 2017 nella casa di ritiro, “House of Silence” Lower Busay, Lahug. La celebrazione eucaristica inaugurale è stata presieduta dall'arcivescovo dell'Arcidiocesi di Cebu, Sua Eccellenza José S. Palma. I delegati sono stati orientati dal tema del capitolo: «Il ruolo dell'OFS come partecipanti e agenti della realizzazione della comunione delle comunità». Il tema era in linea con quello del cammino nazionale della Chiesa filippina in ricordo dei 500 anni dall'arrivo del Vangelo nelle Filippine.

Il capitolo è stato presieduto da Augustin Young HakYoon OFS, Consigliere della Presidenza, assistito da Fr. Elson M. Songzon, OFM, delegato della CAS. L'assistente spirituale nazionale, Fr. Josè M. Litigio, OFM, è stato sempre presente assieme ai rappresentanti dei Frati Conventuali, dei Cappuccini e del TOR. Il suddetto tema è stato successivamente riflettuto in rapporto alle «priorità OFS delle Filippine 2017-2020». Le elezione sono avvenute il 1° maggio da quarantotto membri dell’OFS con diritto di voto. Sono stati eletti Belinda B. Inao come Ministro Nazionale, Maria Yvonne M. Lanuza come consigliera Internazionale e Rowena R. Diaz come consigliere sostituto. L'ultimo giorno del Capitolo è stato dedicato alla presentazione e approvazione delle priorità dell'OFS 2017-2020. È stato un Capitolo ben guidato e ben compartecipato in un clima molto fraterno.

Bosnia/Erzegovina – Capitolo nazionale elettivo

Il Capitolo nazionale elettivo dell'OFS della Bosnia/Erzegovina ha avuto luogo presso il centro spirituale delle Religiose francescane a BijeloPolje, vicino a Mostar (Erzegovina), nei giorni 5-7 maggio 2017. Hanno partecipato i membri del Capitolo (31 di 44) e Fr. DomagojŠimić OFM, Assistente nazionale dell'OFS. Il Capitolo è stato presieduto da Ana Fruk (OFS, Zagabria), membro della Presidenza del CIOFS. A nome della Conferenza degli Assistenti Spirituali generali dell'OFS e della GiFra (CAS) vi ha assistito Fr. Zvonimir Brusač, TOR, Assistente nazionale per la Croazia. Nello stesso tempo e nella stessa casa ha avuto luogo anche l'Assemblea nazionale elettiva della GiFra. Nel programma della prima parte del Capitolo dell'OFS sono fatte le relazioni dai Ministri regionali (della Bosnia/Erzegovina) e le relazioni triennali da MateaGalić, Ministra nazionale, e da altri membri del Consiglio nazionale. MateaGalić è stata confermata Ministra nazionale (secondo triennio, Erzegovina), e BožicaIvanković è stata eletta Consigliere internazionale (Erzegovina). I capitolari hanno anche approvato diversi decisioni per il triennio 2017-2020.

I membri dell'OFS e della GiFra hanno pregato e celebrato assieme le Eucaristie. Le celebrazioni eucaristiche sono state presiedute dal Fr. DomagojŠimić, OFM, Assistente nazionale dell'OFS (primo giorno), Fr. Antonio Šakota, OFM, Assistente nazionale della GiFra (secondo giorno) e Fr. Zvonimir Brusač, TOR, delegato della CAS (terzo giorno). Il secondo giorno Fr. Antonio Šakota ha tenuto per tutti una eccellente conferenza sull'inno di San Paolo Apostolo sulla carità. Nella Fraternità nazionale vi sono 44 Fraternità locali (30 nella Bosnia, 14 in Erzegovina e 3 Fraternità emergenti).

Romania – Capitolo nazionale elettivo

Il Capitolo nazionale elettivo dell’OFS di Romania si è tenuto dal 18 al 20 maggio, 2017, nel convento dei Frati Minori, presso la chiesa francescana di Csíksomyó a MiercureaCiuc, nella regione della Transylvania. Il Capitolo è stato presieduto da Attilio Galimberti, Consigliere della Presidenza, assistito da Fr. Alfred Parambakathu OFMConv, membro della CAS. Il Capitolo è iniziato con la celebrazione dei Vespri; è seguita una meditazione per un’ora, dopo la cena. Nel secondo giorno, la Celebrazione eucaristica è stata presieduta da Fr. LucianDumca, Custode dei Frati Minori Cappuccini. Celina Francau, Ministra nazionale, ha presentato una breve relazione sugli ultimi tre anni della vita della Fraternità nazionale. Ci sono 47 Fraternità locali, divise in 3 Fraternità regionali. Ci sono circa 1200 membri professi, tra cui solo 700-800 sono attivi. Le elezioni sono state fatte nel pomeriggio del secondo giorno. Erano presenti 42 membri con diritto di voto. Tibor PenuSzilard è stato eletto Ministro nazionale (primo mandato) e Celina Francau è stata eletta Consigliere internazionale. Nell’ultimo giorno, la Messa è stata presieduta da Fr. SzabolcsOrban, Ministro provinciale OFM, e ha concelebrato Fr. TeofilPetrisor, Ministro provinciale dei Conventuali.

Regnava uno spirito di Fraternità francescana durante il Capitolo. Gli Assistenti spirituali dei tre Ordini hanno partecipato al Capitolo.

Cannara – Dedica di due piazze, processione a Piandarca e S. Messa.

La domenica 21 maggio, la Fraternità locale dell’OFS, beato Lucio di Cannara, insieme ai cittadini, al sindaco del paese, ad altre Fraternità locali della regione, e a rappresentanti del Consiglio regionale dell’Umbria, del Consiglio nazionale e Internazionale dell’OFS, hanno celebrato la «Memoria dell'istituzione del Terz'Ordine francescano e della predica agli uccelli».  Tra due avvenimenti, centinaia di partecipanti, erano anche presenti: Tibor Kauser, Ministro generale OFS; Fabrizio Gareggia, Sindaco di Cannara, PG; Don Francesco, parroco di Cannara; Fr. Jerzy Norel. OFMConv, Vicario generale; Fr. Pedro Zitha, OFM, e Fr. Amando Trujillo Cano, TOR, Assistenti Generalie dell’OFS-GiFra; Remo Di Pinto, Ministro nazionale OFS, e altri membri del Consiglio nazionale OFS. Il programma dell’evento comprendeva la dedica di due piazze a Cannara: una al Terz’Ordine Francescano, e l’altra a san Francesco d’Assisi; un'agape fraterna; un pellegrinaggio a Piandarca, luogo tradizionalmente legato alla predicazione di Francesco agli uccelli, e la celebrazione eucaristica nell’edicola commemorativa della suddetta predica. La S. Messa di chiusura è stata presieduta da Fr. Amando e concelebrata da una decina di sacerdoti.

La Verna, Italia – VI Capitolo nazionale elettivo

Il VI Capitolo elettivo nazionale dell’OFS d’Italia si è svolto presso il Santuario della Verna (AR), dall’1 al 4 giugno 2017, ed è stato presieduto da Ana Fruk, Consigliera della Presidenza CIOFS delegata dal Ministro generale, accompagnata da Fr. Amando Trujillo Cano, TOR, Assistente generale OFS-GiFra, in rappresentanza della CAS. Fr. Pedro Zitha, OFM, nuovo Assistente generale, era anche presente. Il tema del Capitolo è stato: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto» (Gv 2, 8). Erano presenti 46, dei 48 Capitolari convocati, più una trentina di osservatori, compresi alcuni membri della GiFra, tutti e quattro gli Assistenti nazionali (Fr. Giorgio Tufano, OFMConv, Fr. Roberto Francavilla, OFMCap, Fr. Lorenzo Scafuro, OFM, e Fr. Antonio Morichetti, TOR, presidente di turno) e alcuni Assistenti regionali. L’Eucaristia d’apertura è stata presieduta da Fr. Lorenzo Scafuro. Dopo la relazione del Ministro nazionale uscente, Remo di Pinto, dell’Assistente nazionale, Fr. Giorgio Tufano, e del Tesoriere nazionale, Marcello Allegro, la presidenza del Capitolo ha dovuto affrontare alcune sfide sollevate per la continuazione del Capitolo, cui sono state felicemente risolte con la grazia di Dio e il dialogo fraterno. Il sabato 3 si è svolta la sessione elettiva, nella quale è stata eletta Paola Braggion, come Ministra nazionale e Consigliera internazionale. Ana Fruk ha confermato l’elezione della nuova Ministra e del nuovo Consiglio nazionale. L’Eucaristia conclusiva è stata presieduta da Fr. Amando. I Capitolari hanno anche partecipato a diversi momenti liturgici con i frati del Santuario. Il Capitolo si è svolto in una atmosfera di fraternità, preghiera, confronto e gioiosa ricreazione. La sessione conclusiva è stata un dialogo tra l’assemblea e il nuovo Consiglio e Ministra nazionale.

Singapore - Capitolo nazionale elettivo

Il Capitolo nazionale elettivo dell’OFS di Singapore si è tenuto, dal 2 al 4 giugno 2017, nel "San Damiano Spiritual Center" dei Frati Minori presso la chiesa Francescana di St. Mary of the Angels, Bukit Batok, Singapore. Finora la Fraternità nazionale di Singapore era unita a quella della Malesia. Con l'attuale Capitolo tutte e due sono diventate, Fraternità Nazionale Emergente.

Il Capitolo è stato presieduto da Tibor Kauser, Ministro Generale dell’OFS, assistito da Fr. Alfred Parambakathu OFMConv, membro di CAS. C’erano 27 Capitolari. Janet Lim è stata eletta Ministra nazionale (primo mandato) e Christina Padman è stata eletta Vice-Ministra. Durante la Messa del 3 giugno, presieduto da Fr. Alfred Parambakathu e concelebrato da Fr. John Wong OFM, Custode di Malesia-Singapore-Brunei, Tibor Kauser ha installato il nuovo consiglio nazionale. Nel giorno seguente Tibor e Fr. Alfred hanno fatto un incontro con il nuovo Consiglio.

Malesia - Capitolo nazionale elettivo

Il Capitolo nazionale elettivo dell’OFS della Malesia si è tenuto dal 9 all'11 giugno 2017 nel "Retreat Centre", presso St. Pius Church, a BunduTuhanRanau, nella regione di Sabah. Prima del Capitolo c’è stato un incontro con l’Arcivescovo di Kota Kinabalu, Mons. John Wong.

Il Capitolo è stato presieduto da Tibor Kauser, Ministro Generale dell’OFS, assistito da Fr. Alfred Parambakathu OFMConv, membro di CAS. Hanno partecipato 73 secolari, tra cui 39 Capitolari. Sono state presento anche 5 Suore francescane che servono le Fraternità con la loro dedicata assistenza spirituale. Marina Jean Anjuman è stata eletta Ministra nazionale (primo mandato) e Deva Sayalam è stato eletto Vice Ministro. Durante la Messa domenicale dell'11 giugno, presieduta da Fr. Alfred Parambakathu, Tibor Kauser ha installato il nuovo Consiglio nazionale.

Paesi Bassi – Capitolo nazionale elettivo

Il Capitolo nazionale elettivo dell’OFS dei Paesi Bassi è stato tenuto dal 9 al 11 giugno 2017 in Huiz Elizabeth, a Denekamp. Una cinquantina di partecipanti hanno vissuto quest’evento fraterno nazionale, tra capitolari con diritto di voto (17); Assistenti spirituali e partecipanti liberi (19); tecnici e invitati dall’estero (4); e delegati del CIOFS.   Il primo giorno è stato caratterizzato da una conferenza dal teologo, Erik Borgman, laico Dominicano docente di Teologia pubblica in Tilbur, sul tema «come gestire le ferite in noi stessi». La mattinata del secondo giorno è stata dedicata al rapporto triennale del Ministro e Consiglio uscenti e nello stabilire le priorità per il prossimo triennio. Questa parte fu presieduta da Fr. RobHoogenboom OFM, Ministro Provinciale. Il pomeriggio di Sabato 10 fu poi dedicato alle elezioni del nuovo consiglio e la sessione fu presieduta da MàrtonBeke, OFS, delegato da Tibor Kauser, Ministro Generale OFS, assistito da Fra Francis Bongajum Dor, Assistente Generale OFS-GiFra. Dopo l’elezione nel nuovo consiglio, Fra RobHoogenboom OFM, Ministro provinciale, ha presieduto l’Eucaristia di ringraziamento, durante la quale il nuovo Consiglio è stato insediato da MàrtonBeke. Fr.  Francis ha pronunciato l’omelia. Secondo le votazioni, Theo Reuling è stato eletto Ministro nazionale, Mariette Fleur, Consigliere internazionale, e Michel Versteegh consigliere internazionale sostituto.

Il Capitolo è stato ben preparato e ben coordinato nei particolari: i lavori, la liturgia, i pasti, i testi e l’accoglienza e il congedo degli ospiti.  Per le elezioni, si aveva un solo candidato per ogni posto anche per il numero di candidati e per l’età maggiore di alcuni. Màrton e Fr. Francis hanno espresso parole di ringraziamento al Consiglio e ai Frati OFM di Amsterdam per l'ospitalità.

Abidjan – Costa d’Avorio: Corso di formazione – Progetto Africa

Il primo Corso di formazione previsto dalla Coordinazione Progetto Africa per i Paesi della regione occidentale dell'Africa è stato tenuto, come programmato, dal 14 al 17 giugno 2017 presso il "Centre de Spiritualité Saint Padre Pio" dei Frati Cappuccini ad Angré-Abidjan. Hanno partecipato al corso 45 membri di quattro Paesi: Burkina Faso, Benin, Coste d’Avorio e Togo. Il tema Principale è stato: «Il carisma Francescano e la Chiesa – Va', ripara la mia casa». L’Eucaristia di apertura è stata presieduta dal S. E. Paul SiméonAhawana, OFM, Arcivescovo di Bouaké; una celebrazione condivisa con tutti i Frati Cappuccini riuniti in Capitolo in quei giorno nello stesso centro. Nell'omelia, il presule francescano ha ribadito che tutti i francescani hanno ricevuto la missione di proclamare il Vangelo della Fraternità. È importante la testimonianza della vita fraterna sia per la chiesa locale sia per la Società africana. Le conférenze sono stati animate da Michel Janian, OFS, Consigliere della Presidenza; Fr. Paul Zipki, OFM, Vicario provinciale della Provincia del Verbo Incarnato; Adolph e Marie Antoinette Assagba; e Fr. Francis Bongajum Dor, OFMCap, Assistente Generale OFS-GiFra. I temi trattati sono stati, tra gli altri: la formazione, animare e guidare una fraternità, la Dottrina sociale della Chiesa, la famiglia, il budget,la comunicazione e il Capitolo.

A parte, Fr. Francis ha fatto un intervento ai Frati Cappuccini, riuniti in Capitolo, sulla missione dei Frati nei confronti dell’OFS. L’ultimo giorno, dopo l’Eucaristia di chiusura, i partecipanti hanno ricevuto un certificato di partecipazione, poi hanno chiuso il periodo con un pellegrinaggio al santuario Mariano nazionale «Notre Dame D’Afrique, Mère de toute Grace», dove hanno fatto la consacrazione delle Fraternità alla Madonna. L’ultima tappa di questi giorni di condivisione è stata la visita alla Fraternità dei Frati Minori di Ébimpé-Abidjan, per pregare sulla tomba di Fr. Daniel, zelante assistente locale OFS, molto conosciuto in Togo e deceduto da poco. Dopo un momento festivo di musica e ballo, concluso con una preghiera e una benedizione da Fr. Paul Zikpi, superiore della Comunità, i partecipanti si sono separati,  dando gli uni agli altri un bacio di pace e bene.

Questo primo corso di formazione è stato, per grazia di Dio e per il contributo di molti, un grande successo, visto il numero di partecipanti e sentita la valutazione finale. Molti hanno apprezzato il libretto di formazione fornito dal "Progetto Africa" e il contenuto delle conferenze. Alcuni elementi vanno sempre migliorati. L’équipe di coordinamento, guidato da Christophe Lobognon OFS, ha realizzato un ottimo lavoro indispensabile per il successo del corso. La partecipazione degli Assistenti nazionale e locali è stato un fatto importante. Dal colloquio con loro, è emerso il bisogno di organizzare un corso di formazione solo per gli Assistenti OFS-GiFra.  Il coordinamento del "Progetto Africa" ha espresso gratitudine alla CIOFS, alla MZF e alla Fraternità nazionale dell’OFS degli USA per i contributi al finanziamento dei Corsi.

[1] Cfr. D. PAOLETTI, la profezia della fraternità e della semplicità. Il Capitolo generalissimo dei francescani umbri: una memoria abitata in San Bonaventura informa, (anno IV, no. 53), p. 8 (http. // www.seraphicum.org/)

[2]Alcune delle opere scolastiche come G. G. Merlo, Nel nome di San Francesco, Padova 2003; J. Dalarun, La Malaventura di Francesco d’Assisi, Milano 1996; T. Desbonnets, Dalla intuizione alla Istituzione, Milano 1986

Sono esempi di studi condotti in quella direzione.

[3] Cfr. 1Cel, 16-17. Gli studi dimostrano che per quasi tre o quattro anni Francesco stava vivendo vicino ai lebbrosi, può essere presso l'ospedale lebbrosario di San Rufino dell 'Arce nei pressi della Porziuncula o di San Lazzaro vicino a Rivotorto o quello di San Salvatore delle Mura . Durante questo periodo, da eremita, Francesco ripara San Damiano, San Pietro e Santa Maria degli Angeli della Porziuncola come dimostrato in 3Com 16-24.

[4]Possiamo citare solo alcuni momenti cruciali a questo proposito. Nel 1219 Francesco si reca in Terra Santa, nominando suoi Vicari, Matteo di Narni e Gregorio di Napoli. La storia conferma che questi due Vicari hanno convocato un "Capitolo di seniori" e hanno introdotto le pratiche monastiche dell'ascetismo e delle strutture monastiche di autorità. Phillip di Tall, a cui Francesco aveva affidato la cura delle Povere Donne di San Damiano, aveva ottenuto, dalla Curia Romana, alcuni privilegi. Un altro frate di nome Giovanni di Capella ha istituito una comunità "intenzionale" separata di coloro che servono ai lebbrosi. Tutto ciò ha portato Francesco a cercare l'aiuto della Sede Apostolica, ottenendo così il Cardinale Ugolino come Cardinale Protettore dell'Ordine. E abbiamo il primo documento papale indirizzato a Frate Francesco e al suo Ordine, chiamato Cum secundum. Per uno studio critico su questo periodo, i lettori possono fare riferimento soprattutto a due recenti studi: R. J. Armstrong, Novellus pazzus in mundo.La chiamata alla follia, in CF (79) 2009, 469-486; S. Brufani, Ordinem secundum sua statuto reformavit. Francesco d'Assisi nella crisi del'20 inFranciscana (XV) 2013, 1-47.

[5] Oltre alle opere già citate (nota 1), gli Autori che recentemente hanno prestato attenzione alla crisi che Francesco ha dovuto subire durante questo periodo, cfr. A. Vauchez,Francesco d'Assisi. La vita e l'altra vita di un santo medievale, Londra 2012 (soprattutto pp. 122-135) e A. Thompson, Francesco d'Assisi. Una nuova biografia, Londra 2012 (in particolare pp. 72-125). Sono emblematiche le parole che Francesco disse, una sola volta, in questo periodo; "Chi e 'questa gente'? Hanno strappato dalle mie mani la mia religione e quella dei fratelli. Se vado al Capitolo generale, allora ti mostrerò quale è la mia volontà!" (AC 44; 2Cel 188).

[6]Cfr. M. W Blastic (and others Ed) The Writings of Francis of Assisi. Letters and Prayers (Vol I), New York 2011, p. 87. La seguente lettera è citata dallo stesso libro.Bartoli Langeli è del parere che le ultime quattro righe siano state scritte su qualcosa che era stato cancellato da Francesco o da qualcun altro e che sul lato sinistro, in fondo alla lettera, si può anche identificare un Tau. Cfr. Gli autografi di frate Francesco e di frate Leone, Turnhout: Brepols, 2000, 45-46.

[7]Cfr. M W Blastic (and others Ed) The Writings ofFrancis of Assisi, 246.

[8] Qui il confronto è con il contesto sociale del monachesimo, che è stato piantato in una società essenzialmente rurale, caratterizzata dalla stabilità. Il monastero benedettino era legato ad un pezzo di terra, da cui il sostentamento, era stato comprato. Per tale ragione è stato inserito nel sistema feudale del tempo e ha condiviso il suo modello e le relazioni sociali. L'abate ha governato non solo i monaci, ma tutte le famiglie degli agricoltori che vivevano e lavoravano nella terra del monastero.

[9] Cfr. E. Leclerc, La fraternità come testamento, Milano, 2016, 60-61.

[10]A. Vauchez, Fracesco di Assisi, 297.

[11] “Fraternità” appare negli Art. 2 (2 volte), 20(2), 22, 23(2), 24, 25(3), 26; “famiglia” negli Art. 1(2), 2, 9, 11, 17; “fraternale” negli Art. 14, 1, 23, 26; “comunità” negli Art. 13, 16, 21, 22, 23, 24 e “Ordine” negli Art. 2, 20, 22, 23(2).