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K O I N Ō N I A
...insieme nel cammino

CONFERENZA DEGLI ASSISTENTI SPIRITUALI GENERALI OFS-GIFRA

2016-1                 Anno 23                                            n. 89

 

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LA MISERICORDIA: GRAZIA TRASFORMANTE E MISSIONE


I quattro numeri del Koinonia di quest’anno saranno incentrati sul tema della misericordia, come dono che viene dall’Alto, trasformando la vita dei cristiani e abilitandoli per la missione che consiste nell’essere “misericordiosi come il Padre” (MV 13).1

Ecco i titoli degli articoli che saranno presentati:

Koinonia 2016-1: Giubileo della misericordia e perdono di Assisi.
Koinonia 2016-2: Vivere la misericordia in Fraternità.
Koinonia 2016-3: L’OFS e le opere di misericordia nella storia.
Koinonia 2016-4: L’OFS e le opere di misericordia oggi.


GIUBILEO DELLA MISERICORDIA E PERDONO DI ASSISI
Fr. Martín Bitzer, OFMConv

Introduzione
L’intuizione e l’intenzione di convocare un Giubileo straordinario della misericordia da parte di papa Francesco, espressione somma dello stile con cui sta svolgendo il suo ministero petrino, ci fa pensare immediatamente al santo di Assisi, che voleva che il perdono e la misericordia divina raggiungessero tutti, non soltanto alcuni privilegiati.
Infatti, il Poverello ottenne da papa Onorio III nel 1216 l’Indulgenza della Porziuncola, più conosciuta come il Perdono di Assisi, esattamente otto secoli fa: felice “coincidenza”!
Nell’accostare questi due eventi ecclesiali, ho scelto quattro parole “chiavi” che lasciano intravedere la sintonia esistente tra i due personaggi. Esse sono: vangelo, misericordia, fraternità e gioia.
La gioia come frutto del vivere in fraternità. La fraternità come frutto della misericordia vissuta e confermata dal vangelo.

1. Vangelo
Per san Francesco il Vangelo è stato il punto di riferimento più sicuro che ha dato un orientamento definitivo alla sua vita e poi a quella dei frati. Un Vangelo che lui ascoltò attentamente quando si trasferì nella località chiamata la Porziuncola, dove c’era un’antica chiesa costruita in onore della Beata Vergine Madre di Dio, da lui stesso ricostruita perché abbandonata e non curata da nessuno. Ecco il racconto di Tommaso da Celano, il suo primo agiografo:

Un giorno in cui in questa chiesa si leggeva il brano del Vangelo relativo al mandato affidato agli Apostoli di predicare, il Santo, che ne aveva intuito solo il senso generale, dopo la Messa, pregò il sacerdote di spiegargli il passo. Il sacerdote glielo commentò punto per punto, e Francesco, udendo che i discepoli di Cristo non devono possedere né oro, né argento, né denaro, né portare bisaccia, né pane, né bastone per via, né avere calzari, né due tonache, ma soltanto predicare il Regno di Dio e la penitenza (Mt 10,7-10; Mc 6,8-9; Lc 9,1-6), subito, esultante di spirito Santo, esclamò: "Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore!". S'affretta allora il padre santo, tutto pieno di gioia, a realizzare il salutare ammonimento; non sopporta indugio alcuno a mettere in pratica fedelmente quanto ha sentito: si scioglie dai piedi i calzari, abbandona il suo bastone, si accontenta di una sola tunica, sostituisce la sua cintura con una corda. Da quell'istante confeziona. per sé una veste che riproduce l'immagine della croce, per tener lontane tutte le seduzioni del demonio; la fa ruvidissima, per crocifiggere la carne e tutti i suoi vizi (Gal 5,24) e peccati, e talmente povera e grossolana da rendere impossibile al mondo invidiargliela! Con altrettanta cura e devozione si impegnava a compiere gli altri insegnamenti uditi. Egli infatti non era mai stato un ascoltatore sordo del Vangelo, ma, affidando ad una encomiabile memoria tutto quello che ascoltava, cercava con ogni diligenza di eseguirlo alla lettera.2

La forma di vita basata sul Vangelo, intrapresa da lui e dai primi frati, approvata oralmente da papa Innocenzo III e poi con bolla pontificia da papa Onorio III nel 1223, non lascia dubbio alcuno alla sua scelta radicale. Ecco quanto dice al riguardo la Regola bollata:
La Regola e vita dei frati minori è questa; cioè, osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in castità (Rb 1,1).
L’espressione osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo, si troverà anche nella Regola di Santa Chiara, in quella del Terzo Ordine Regolare e anche nella Regola dell’Ordine Francescano Secolare.
Nel suo Testamento, san Francesco dirà più tardi:
E dopo che il Signore mi dette dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò (2Test 14).
Dal canto suo, per papa Francesco, il Vangelo sarà l’oggetto centrale della sua prima Esortazione Apostolica, chiamata appunto Evangelii gaudium sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale.3 Si tratta di un documento programmatico, cioè del programma del suo pontificato, come lui stesso dice con la chiarezza che lo caratterizza:

Sottolineo che ciò che intendo qui esprimere ha un significato programmatico dalle conseguenze importanti (EG 25).
Così, questo papa non si stanca (con gesti concreti a tutti noti e con parole facilmente comprensibili) di invitare tutti a prendere il Vangelo in tasca, a leggere un brano ogni giorno e a viverlo. Gesti e parole che vanno dagli incontri personali con i rifugiati, gli ammalati, i senza tetto, i pellegrini che vengono a Roma o le persone che lui stesso va incontrandoi nei suoi viaggi, le folle che riempiono Piazza San Pietro e i posti che lui raggiunge in maniera mirata, fino alla diplomazia vaticana che riesce a riconciliare realtà separte da decenni e secoli, come anche l’impronta e la dinamica che sta introducendo nella Curia Vaticana, con delle forti ripercussioni nelle altre Curie episcopali del mondo, nella vita religiosa e nella mentalità de fedeli laici.
Tra le salutari conseguenze di un tale stile di esercitare il suo ministero, troviamo ad esempio la decentralizzazione di un potere inteso come servizio (la Chiesa è cattolica non soltanto europea) e la declericalizzazione che rende i fedeli laici più responsabili della loro vocazione cristiana vissuta nel mondo (ambito familiare, sociale, politico, ecc.).
Vorrei chiudere questo primo confronto tra san Francesco e papa Francesco con le parole del cardinale Carlo Maria Martini (di felice memoria) riferite a san Francesco. Esse ci possono aiutare a capire anche la portata del ministero di papa Francesco, Servus servorum Dei ("Servo dei servi di Dio"):

San Francesco è mandato da Dio in mezzo alla sua Chiesa per liberarla dalla paura che il Vangelo non sia vivibile, non sia una realtà da prendere sul serio, per liberarla dal complesso di ritenere che la vita evangelica sia una cosa soltanto per alcuni, soltanto per alcuni momenti, per liberarci dalla paura di vivere il Vangelo, di accoglierlo come messaggio trasformante nella sua pienezza, per liberarci dalla paura di inserirlo tutto intero in tutta la nostra vita.
San Francesco libera la Chiesa del suo tempo dal timore, dal sospetto che il Vangelo non sia vivibile, non sia praticabile, e la libera da questo sospetto, da questa paura, da questa diffidenza costante che si ripete nei secoli e che ancora oggi grava su di noi. E libera la Chiesa non attraverso prediche, dissertazioni, dimostrazioni, ma mettendosi in mezzo ad essa, in mezzo al suo popolo.4

2. Misericordia

Misericordia è la seconda parola che accomuna il santo di Assisi e papa Bergoglio. Per entrambi si riceve la misericordia da Dio e si pratica la misericordia con i fratelli. Si tratta di una dinamica inscindibile, come illustrato dalla parabola del “servo spietato” (Mt 18,23-35), riportata da papa Francesco nella bolla di indizione (Cf. MV 9).
Nell’interpretazione del Celano, confermata poi dallo stesso san Francesco nel suo Testamento, la conversione è legata alla misericordia, e quest’ultima occupa un posto centrale nella sua esperienza vitale.
Il Signore dette a me, frate Francesco, d'incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo. E in seguito, stetti un poco e uscii dal secolo (2Test 1-3). Per il Poverello fare penitenza equivale a fare misericordia.5

Francesco sembra rileggere l’incontro con i lebbrosi attraverso il filtro della parabola del buon samaritano (Lc 10,37): il quale, dopo il “vedere” infastidito del sacerdote e del levita, passando accanto al ferito “usò misericordia con lui” (fecit misericordiam in illum,). Francesco rieccheggia: “usai con essi misericordia” (feci misericordiam cum illis).6
Per lui, che era troppo ripiegato su sé stesso, si tratta di una esperienza che lo fa uscire da sé stesso e lo riempie di felicità, dando un senso nuovo e pieno alla sua esistenza (ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d'animo e di corpo), e che si concretizzerà poi in una scelta vitale definitiva (E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo).

Più tardi, Francesco “spinto dalla sollecitudine per quelle persone a cui mancavano i mezzi e le forze per un pellegrinaggio in Terra Santa”,7 chiese al papa Onorio III l’indulgenza plenaria per la chiesa di Santa Maria della Porziuncola. Il dialogo tra i due si svolse così:
«Padre santo, [disse Francesco] ho appena finito di restaurare per voi una chiesa a onore della Vergine madre di Cristo. Supplico vostra santita che l'arricchiate di un'indulgenza senza offerte di denaro». Egli rispose: «Non e conveniente fare questo perché chi richiede un'indulgenza, bisogna che la meriti dando una mano. Ma dimmi di quanti anni la vuoi e quanta indulgenza vi debba concedere». E santo Francesco replicò: «Santo padre, la sua santità voglia dare non anni, ma anime». E il signor papa riprese: «In che modo vuoi anime?». Il beato Francesco dichiarò: «Santo padre, voglio, se piace a sua santità, che quanti verranno in questa chiesa confessati e pentiti e, come e conveniente, assolti dal sacerdote, vengano liberati dalla pena e dalla colpa in cielo e in terra dal giorno del battesimo fino al giorno e all'ora della loro entrata nella suddetta chiesa». Il signor papa aggiunse: «E molto ciò che chiedi, Francesco, e non è consuetudine della Curia romana concedere simile indulgenza».8

Sappiamo che alla fine il papa concesse a san Francesco l’ingulgenza richiesta: “Mi piace che tu abbia questa indulgenza»9. E questa è stata “resa pubblica durante la consacrazione della stessa chiesa ad opera di sette vescovi”,10 il 2 agosto dell’anno 1216. Le fonti dicono che “il beato Francesco predicava davanti quei vescovi e teneva in mano un documento e diceva: «Voglio mandarvi tutti in paradiso e vi annuncio l'indulgenza che ho dalla bocca del sommo pontefice e tutti voi che oggi venite e tutti quelli che verranno ogni anno in questo giorno con cuore buono e contrito ottengano l'indulgenza di tutti i loro peccati».11

Come sappiamo, il legame di san Francesco con i papi si è mantenuto durante i secoli fino ai nostri giorni.
Nella bolla di indizione del giubileo straordinario della misericordia, papa Francesco afferma:
La misericordia di Dio non è un’idea astratta, ma una realtà concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio. È veramente il caso di dire che è un amore “viscerale”. Proviene dall’intimo come un sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di perdono(MV 6).
E, verso la fine, rivolge un invito:
Viviamo intensamente il Giubileo chiedendo al Padre il perdono dei peccati e l’estensione della sua indulgenza misericordiosa (MV 22).
Con il lemma del giubileo Misericordes sicut Pater (“Misericordiosi come il Padre”, MV 13) il papa ci ricorda che si tratta di una misericordia da ricevere ma anche da mettere in pratica, e afferma:
Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono è lo strumento posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenità del cuore. Lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere felici (MV 9).
Mi piace molto sottolineare l’espressione “serenità del cuore”. Vivere con serenità la propria vocazione non è una realtà lontana, impossibile da raggiungere. È un dono del Signore, che mediante la Chiesa viene offerto a tutti ed è alla portata di tutti. Un dono da non sprecare! E, citando la Evangelii gaudium, 24, afferma: La Chiesa «vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia (MV 10).

3. Fraternità

Insieme alla povertà evangelica di coloro che hanno professato di vivere sine proprio (“senza proprio”), e cioè, che hanno deciso di vivere in una disappropriazione continua (addirittura da sé stessi), san Francesco ricorda nel suo Testamento: “E dopo che il Signore mi dette dei fratelli…” (2Test 14).
Il Signore è Colui che dà. Questo Signore che che dona, che regala è presentato già all’inizio del Testamento, quando si dice: “Il Signore dette a me, frate Francesco d'incominciare a fare penitenza così” (2Test 1). Il fare penitenza di Francesco è un dono del Signore perché, come abbiamo visto, questo stile di vita significa anche “usare misericordia” con tutti quanti. E questo rende felici le persone. Poi seguono altri doni: “E il Signore mi dette tale fede nelle chiese” (2Test 4).; “Poi il Signore mi dette e mi dà una così grande fede nei sacerdoti che vivono secondo la forma della santa Chiesa Romana” (2Test 6).
Quindi, tra i preziosi doni che il Signore dette a frate Francesco si trovano i fratelli. La seconda parte del ricordare (recordatio, Test. 34) di Francesco, relativa alla nascita e vita della prima fraternità, si apre celebrando la liberalità del Padre, che gli ha dato dei fratelli, come un tempo aveva dato i discepoli a Gesù (cf. Gv 17,6-12.24; Rnb 22,42-43): «anche la fraternità dei frati minori è "dono", come l'inizio della vita di penitenza, la devozione alle chiese e la fede nei sacerdoti. In questa maniera la prima parte del Testamento si configura come un'unica azione di grazie a più strofe» (F. Olgiati).12

Francesco si apre totalmente a Dio e riceve con gratitudine ogni suo dono, che lo impegna a vivere da fratello, invitando tutti a fare altrettanto. La sua Parafrasi del “Padre nostro” e il Cantico di frate Sole ne sono esempi eloquenti.
Il suo vivere la fede in Cristo nella Chiesa (non fuori da essa) nel rapporto con i suoi variegati componenti, e la sua apertura al mondo, perfino nell’incontro con il sultano d’Egitto Melek-el-Kamel nel giugno del 1219, testimoniano come Francesco ha arrichito la cultura del suo tempo.
Ai nostri tempi, papa Francesco “fa la sua parte” quando promuove la “cultura dell’incontro” con i gesti e con le parole. Bastano come esempi le tantissime imagnini che abbiamo visto in questi anni di pontificato e il suo Messaggio per la XLVIII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, (Domenica 1 giugno 2014), intitolata appunto Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro.13
Al contrario, la cultura del benessere e il fascino del provvisorio non ci fanno seguire Gesù,14 l’uomo dell’incontro o meglio il Dio-Uomo che viene all'incontro con ogni persona.
Ai fidanzati, papa Francesco dirà: “non lasciatevi vincere dalla cultura del provvisorio”15.
Bisogna rileggere la Evangelii gaudium,16 quando descrive il dramma della cultura dello “scarto” (EG 53), in cui siamo immersi e che produce esclusione e morte.
Tutto questo si oppone ovviamente alla fraternità universale a cui siamo tutti chiamati. Si potrebbe dire con Alonso Schökel (grande biblista di felice memoria) che ogni omicidio è un fratricidio, perché appunto ogni uomo è mio fratello.17

Ci fa bene ricordare le parole di papa Bergoglio durante l’omelia della Messa in Coena Domini, celebrata con e per i rifugiati scappati dalla guerra e dalla violenza, compiendo il gesto della lavanda dei piedi di Gesù a uomini e donne di diverse culture e religioni:
Siamo diversi, siamo differenti, abbiamo differenti culture e religioni, ma siamo fratelli e vogliamo vivere in pace.18
Siamo fratelli, questa è la consapevolezza che ha papa Francesco, il quale si sente al tempo stesso guardato a infinitamente amato da Dio. Lo conferma anche il motto del suo Stemma: miserando atque eligendo (“guardandolo con misericordia, lo scelse”) tratto dalle Omelie di San Beda il Venerabile, quando commenta la vocazione di san Matteo (Mt 9,9-13). Nella pagina web del Vaticano si legge:

Questa omelia è un omaggio alla misericordia divina ed è riprodotta nella Liturgia delle Ore della festa di San Matteo. Essa riveste un significato particolare nella vita e nell'itinerario spirituale del Papa. Infatti, nella festa di San Matteo dell'anno 1953, il giovane Jorge Bergoglio sperimentò, all’età di 17 anni, in un modo del tutto particolare, la presenza amorosa di Dio nella sua vita. In seguito ad una confessione, si sentì toccare il cuore ed avvertì la discesa della misericordia di Dio, che con sguardo di tenero amore, lo chiamava alla vita religiosa, sull'esempio di Sant'Ignazio di Loyola.19

Non ci stupisce, allora, se verso la fine della bolla afferma che la misericordia possiede una valenza che va oltre i confini della Chiesa. Essa ci relaziona all’Ebraismo e all’Islam, che considerano la misericordia uno degli attributi più qualificanti di Dio (MV 23).
Un altro esempio di questa sensibilità lo troviamo nel suo Incontro con la classe dirigente del Brasile, quando dice senza mezzi termini:
La fraternità tra gli uomini e la collaborazione per costruire una società più giusta non sono un sogno fantasioso, ma il risultato di uno sforzo concertato di tutti verso il bene comune. Vi incoraggio in questo vostro impegno per il bene comune, che richiede da parte di tutti saggezza, prudenza e generosità.20
Possiamo dire, allora, che la cultura dell’incontro vissuta da Gesù Cristo, fatta carne in san Francesco e coltivata ardentemente da papa Francesco ci aiutano e ci incoraggiano tutti verso la via della fraternità.

4. Gioia
La gioia come frutto della cultura dell’incontro che ci permette di vivere in fraternità è la quarta parola scelta per questo breve confronto tra san Francesco e papa Francesco.
Nella Regola non bollata, il Poverello cita il passo del Vangelo di Giovanni al capitolo 17, in cui Gesù dice: Padre santo… questo io dico nel mondo, affinché abbiano la gioia in se stessi. Una gioia che il Cristo Risorto trasmette ai suoi discepoli, i quali gioirono al vedere il Signore (Gv 20,20).
Le Fonti Francescane ci dicono che il beato Francesco si impegnò sempre con ardente passione ad avere… una continua letizia spirituale interiore e anche esteriore. La stessa cosa egli amava e apprezzava nei suoi frati, ché anzi era pronto a rimproverarli quando li vedeva tristi e di malumore.21
Nel caso di papa Francesco, la prima cosa che colpisce è la sua gioia nell'incontrare le persone, in modo speciale i malati e le persone più fragili e quando gira con il papa-mobile nella Piazza di San Pietro.
Una gioia che lui porta dentro di sé e che trasmette agli altri e che riceve a sua volta dagli altri, una gioia che gli sta a cuore e fa parte del suo programma come vescovo di Roma, cioè come Papa.
Torniamo, allora, alla Evangelii gaudium sull'annuncio del Vangelo nel mondo attuale.22 Essa inizia così: La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù (EG 1).
La gioia è frutto di un incontro con il Figlio di Dio e Figlio di Maria. Il testo prosegue: Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento (Ibid.).
Nell'omelia della Messa Crismale del 2015, Papa Francesco diceva ai vescovi e sacerdoti presenti: “Siamo gli amici [di Gesù], questa è la nostra gioia. Se Gesù sta pascendo il gregge in mezzo a noi non possiamo essere pastori con la faccia acida, lamentosi, né, ciò che è peggio, pastori annoiati… Sì, molto stanchi, ma con la gioia di chi ascolta il suo Signore che dice: «Venite, benedetti del Padre mio» (Mt 25,34)”.23
Come ha ben sottolineato P. Humberto Miguel Yáñez SJ, già nell'introduzione dell'Evangelii gaudium, papa Francesco accosta due Esortazioni Apostoliche del beato papa Paolo VI: Gaudete in Domino (9 maggio 1975) ed Evangelii Nuntiandi (8 dicembre 1975).24 Questo vuole dire semplicemente che Vangelo e gaudio sono inscindibili.

Conclusione

Chi non si chiude in sé stesso e ha il coraggio di ascoltare il vangelo e di aprirsi alla misericordia di Dio (che perdona sempre) e ai fratelli con i quali condividere i doni ricevuti, troverà la gioia vera che non delude e inonderà il mondo di quella luce che non tramonta mai.

NOTIZIE – CAPITOLI – VISITE – RIUNIONI


Panama– Capitolo nazionale elettivo
Dal 8 al 10 gennaio 2016, presso il Centro di Spiritualità Monte Verna, Panama City, si è tenuto il Capitolo nazionale elettivo dell'OFS del Panamá, presieduto da Sara Isabel Ruiz Manjarrez, Consigliera internazionale della Colombia, delegata di Tibor Kauser Ministro generale OFS e assistita da Fr. José Antonio Cruz Duarte, OFM Assistente generale OFS. Il Capitolo ha avuto come tema guida "Laudato Sii nell’anno della misericordia". Il 9 gennaio, Fr. José Antonio ha presentato il tema centrale del Capitolo. In un’atmosfera fraterna hanno partecipato 35 capitolari. Le celebrazioni sono state tutte presiedute da Fr. José Antonio. Ramón Llorachè stato eletto Ministro nazionale e Olga Mata de Angulo Vice Ministra.

Honduras – Capitolo nazionale elettivo
Il Capitolo nazionale elettivo dell'OFS in Honduras si è tenuto dal 14 al 16 gennaio 2016 nel Centro di formazione YUNQUE e nel Salone San Francesco della Parrocchia San Giuseppe di Ocotepeque, presieduto da Dilian Portillo, Consigliera Internazionale del Guatemala, delegata del Ministro generale Tibor Kauser, e assistita da Fr. Emilio Gavarrete, OFMCap, delegato della CAS. Il Capitolo ha avuto come tema guida “Contemplando la realtà che ci circonda, siamo disposti a rinnovare la nostra forma di vita”. In un'atmosfera fraterna hanno partecipato 16 capitolari, con il supporto di giovani della GiFra. Le celebrazioni si sono tenute tutte nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe di Ocotepeque. La Messa inaugurale è stata celebrata da Fr. Marco Tulio Guerra, OFMCap. È stato eletto Ministro nazionale Mario Padilla e Vice Ministra Maria Angela Ardón.

Argentina– Capitolo nazionale elettivo
Il XII Capitolo nazionale elettivo dell’OFS di Argentina è stato celebrato a Cordoba, nella Residenza Francescana di Sant’Antonio di Arredondo, nei giorni 21-24 gennaio 2016, ed è stato presieduto da Ana Maria Raffo Laos, delegata dal Ministro generale OFS, accompagnata da Fr. Martin Bitzer, OFMConv, Assistente generale OFS. Oltre ai Capitolari, vi hanno partecipato tanti Francescani secolari (circa 220) venuti da diverse Regioni. Per loro è stato organizzato un Capitolo nazionale fraterno (XXXVI edizione), con diversi laboratori (workshops) formativi, che riguardano i diversi uffici: ministro, segretario, tesoriere, responsabile della formazione, comunicazione, ecc. Fr. Martin ha anche incontrato gli Assistenti spirituali nazionali: Fr. Mateo Krupsky, OFM, Fr. Luis Furgoni, OFMConv, Fr. Emilio Luis Andrada, OFM e Fr. José Enrique Fernández, OFMCap, con i quali ha avuto una lunga conversazione su diversi temi che riguardano l’assistenza spirituale all’OFS e alla GiFra. Inoltre, ha incontrato tutti gli Assistenti spirituali presenti, radunati in uno dei workshops preparato appositamente per loro. Durante la sessione elettiva, che si è svolta in un clima sereno, Jorge Jornet è stato rieletto Ministro nazionale e Consigliere internazionale e Gustavo Neri, Viceministro e Consigliere internazionale sostituto. Con una emotiva celebrazione Eucaristica, presieduta da Fr. Martin e concelebrata dai presbiteri presenti, si è concluso il suddetto Capitolo.
Per saperne di più, si può visitare la pagina web dell’OFS di Argentina: http://www.ofs.org.ar/index.php/fraternidad-nacional 

Zambia – Capitolo nazionale elettivo
Il Capitolo elettivo dell’OFS della fraternità nazionale dello Zambia è stato celebrato presso il Franciscan Centre di Ndola i giorni 29-30 gennaio 2016. Il capitolo è stato presieduto da Jenny Harrington, Consigliere della Presidenza delegata dal Ministro Generale Tibor Kauser, assistita da Fra Francis Bongajum Dor, OFMCap, Assistente Spirituale Generale. 47 delegati sono stati presente, dai 67 invitati con voce attiva. In oltre, erano presenti fra Thomas Zulu OFMCap, Superiore Maggiore dei Frati Cappuccini nello Zambia, e altri 8 osservatori. Fr. Thomas ha presieduto la Messa di apertura del Capitolo e ha fatto un intervento sull’identità dei Francescani Secolari e quindi ha assistito personalmente al processo di elezione del Consiglio nazionale. Nel suo intervento, Fr. Thomas ha sottolineato che è urgente che i Francescani Secolari si familiarizzino con i documenti fondamentali dell’Ordine. Nel triennio passato, il Consiglio nazionale OFS dello Zambia ha perso due membri: Mary Limonga (Tesoriere) e Fr. Charles Chishimba OFMCap. Assistente Spirituale che è morto poco prima del Capitolo elettivo. Tutti e due sono stati particolarmente ricordati nella Messa di chiusura. Fr. Francis ha chiamato l’attenzione dei partecipanti al bisogno di una conversione quotidiana e all’urgenza di essere promotori di riconciliazione nella Chiesa locale, iniziando dalle stesse fraternità OFS. Dalla votazione, Juliano Lamya, ultimamente vice ministro nazionale, è stato eletto ministro nazionale e, secondo gli statuti nazionali, ex-ufficio consigliere internazionale sostituto. Bonaventure Chembe è stato eletto Consigliere internazionale. Durante la Messa di chiusura presieduta da Fr. Francis, Jenny Harrington ha installato il consiglio neo-eletto. Il clima generale durante il capitolo fu molto fraterno, anche se le divisioni che minacciano alcune fraternità regionali a causa della decisione di abbandonare l’abito rimane una preoccupazione per molti.

Sud Africa –Corso di formazione per Superiori Maggiori e Assistenti
Dal 2 al 9 febbraio, un incontro di formazione per Superiori Maggiori e Assistenti Spirituali OFS di Sud Africa è stato fatto in due tempi, prima presso La Verna Retreat Centre dei Frati Minori nella regione di Gauteng (2-4 febbraio) e poi presso il Retreat House di Marian Hill nella regione di Kwazulu Natal (7-9 febbraio). Gli incontri sono stati animati da Fr. Francis Bongajum Dor OFMCap, Assistente Generale, e Jenny Harrington OFS, Consigliere della Presidenza CIOFS. Hanno partecipato agli incontri tutti e tre i Superiori Maggiori del Primo Ordine e TOR presenti in Sud Africa: Fr. David Barnard, OFM, Ministro Provinciale; Fr. Odilo Mroso, OFMCap, Custode; e Fr. Johannes Mngwengwe, TOR, Ministro Provinciale; un Assistente nazionale, assistenti regionali e locali e alcuni frati e suore Francescane interessate al servizio dell’assistenza OFS-GiFra. C’era anche il Rev. P. Sahki, Segretario del dipartimento dell’apostolato dei laici della Conferenza episcopale di Sud Africa, mandato dai Vescovi invitati, per un totale di circa 24 partecipanti. La presenza di P. Sahki è una prova che i vescovi di Sud Africa si dispongono a entrare in dialogo con i Superiori Maggiori per assicurare l’Assistenza Spirituale all’OFS, secondo la propria natura e legislazione. Sono state presentate e discussele tematiche seguenti: natura e identità dell’OFS, il ruolo e la responsabilità dell’Assistente Spirituale, Il percorso di formazione nell’OFS, il Memoriale Propositi e il Ruolo dei Superiori Maggiori. In sud Africa, molte fraternità locali non hanno ancora un assistente designato. L’esortazione finale è stata che tutti si impegnino per assicurare l’assistenza Spirituale alle fraternità locali e quindi ai consigli di tutti i livelli.

Messico– Corso di formazione per Assistenti spirituali OFS-GiFra
Convocati dagli Assistenti spirituali nazionali dell’OFS e della GiFra, come anche dalla Ministra nazionale dell’OFS del Messico, dal 3 al 5 febbraio, nella “Casa Pastoral Juan Pablo II” (a San Juan de los Lagos, Jalisco), si sono incontrati per un nuovo Corso di formazione per Assistenti spirituali OFS-GiFra, una cinquantina di Assistenti spirituali dell’OFS e della GiFra dei livelli locale e regionale, provenienti da diverse regioni del Messico. L’obiettivo del Corso era: “Rinforzare la conoscenza delle responsabilità dell’Assistente spirituale per animare e orientare più decisamente l’Ordine Francescano Secolare e la Gioventù Francescana”. Il programma svolto da Fr. Martin Bitzer, OFMConv, Assistente generale OFS, ha dato luogo ad un intenso dibattito. Infatti, dopo ognuna delle dieci presentazioni, le domande e il dialogo aperto hanno reso possibile l’approfondimento di ogni tema. Nella verifica finale tutti sono stati d’accordo che l’obiettivo era stato raggiunto. Giovedì 4 febbraio Fr. Martin ha incontrato anche i Ministri provinciali dell’OFM, dell’OFMConv e dell’OFMCap, i quali si sono molto interessati nel venire incontro ad una reale necessità: quella di offrire assistenza spirituale a tutte le Fraternità locali e regionali. Domenica 7 febbraio, a Tepojaco, Fr. Martin ha incontrato gli Assistenti spirituali e membri dell’OFS e della GiFra di Città del Messico, tenendo una conferenza, a cui è seguito un dialogo vivace. L’incontro si è concluso con una celebrazione eucaristica. Nel pomeriggio, Fr. Martin si è recato, insieme a due frati conventuali, nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe. 

 

NOTE:

1. Misericordiae Vultus. Bolla di indizione del Giubileo straordinario della misericordia, in
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/bulls/documents/papa-francesco_bolla_20150411_misericordiae-vultus.html

2.  Tommaso da Celano, Vita Prima, Cap. IX: FF 356-357.

3. Cfr. http://w2.vatican.va/content/dam/francesco/pdf/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.pdf

4. Carlo Maria Martini, Per amore, per voi, per sempre. Parole ai consacrati, a cura di Giuseppe Bettoni (Milano 2013) p. 187.

5. Cfr. Pietro Maranesi, Facere misericordiam: la conversione di Francesco d'Assisi: confronto critico tra il testamento e le biografie (Porziuncola, 2007).

6. Cfr. Fonti Francescane. Nuova Edizione, Nota a pie di pagina n.2 (Padova 2004) p. 99.

7. Joseph Ratzinger, Il Perdono di Assisi (Porziuncola 2005) p. 29.

8. Diploma del vescovo Teobaldo d’Assisi, in FF 2706/10.

9. Ibid. FF 2706/10.

10. Ibid. FF 2706/11.

11. Ibid.

12. Cfr. Fonti Francescane. Nuova Edizione, Nota a pie di pagina n.13 (Padova 2004) pp. 100-101.

13.  Firmata in Vaticano, il 24 gennaio 2014, memoria di san Francesco di Sales, e che si può leggere interamente in https://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/communications/documents/papa-francesco_20140124_messaggio-comunicazioni-sociali.pdf

14. Cfr. http://it.radiovaticana.va/storico/2013/05/27/il_papa_cultura_del_benessere_e_fascino_del_provvisorio_non_ci_fann/it1-695807 

15. Cfr. http://www.lastampa.it/2014/02/14/vaticaninsider/ita/vaticano/fidanzati-non-lasciatevi-vincere-dalla-cultura-del-provvisorio-9zq72UhfoqgbfmqzdqLR2I/pagina.html

16. Cfr. http://w2.vatican.va/content/dam/francesco/pdf/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.pdf

17. L. Alonso Schökel, Dov'è tuo fratello? Pagine di fraternità nel libro della Genesi.

18. Santa Messa in Coena Domini, omelia del santo padre Francesco ai rifugiati, C.A.R.A. Auxilium Castelnuovo di Porto (Roma) Giovedì Santo, 24 marzo 2016, in http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2016/documents/papa-francesco_20160324_omelia-coena-domini.html

19. Cfr. http://w2.vatican.va/content/francesco/it/elezione/stemma-papa-francesco.html

20. Viaggio apostolico a Rio de Janeiro in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù, Incontro con la classe dirigente del Brasile discorso del santo padre Francesco, Teatro Municipale, Rio de Janeiro Sabato, 27 luglio 2013, in https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130727_gmg-classe-dirigente-rio.html

21. Specchio di perfezione, Cap. 95, in FF 1793. 

22. Cfr. http://w2.vatican.va/content/dam/francesco/pdf/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium_it.pdf

23. Cfr. http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2015/documents/papa-francesco_20150402_omelia-crisma.html

24. Cfr. Evangelii gaudium: il testo ci interroga. Chiavi di lettura, testimonianze e prospettive, a cura di Humberto Miguel Yáñez SJ (Roma 2014) pag. 11.