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K O I N Ō N I A

...insieme nel cammino

CONFERENZA DEGLI ASSISTENTI SPIRITUALI GENERALI OFS-GIFRA

2015 - 3 Anno 22 n. 87

 DOC,  PDF

 IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA PER L’OFS E PER LA GIFRA

 LE SFIDE PASTORALI SULLA FAMIGLIA

NEL CONTESTO DELL’EVANGELIZZAZIONE

 Fr. Amando Trujillo Cano, TOR

 

 Introduzione

 

Il titolo del presente articolo “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” è stato preso dal tema sviluppato durante la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi[1], celebrata in Vaticano dal 5 al 19 ottobre 2014. Il medesimo titolo ha preso origine sia dall’Instrumentum laboris della succitata Assemblea sia dal Documento finale formulato dai Padri sinodali sotto il nome di Relatio Synodi,  in seguito consegnato a Papa Francesco. L’importanza di queste conclusioni è data dal fatto di raccogliere in sé le riflessioni dei Padri sinodali, le quali, insieme alle osservazioni provenienti dalle diverse conferenze episcopali del mondo, hanno costituito la base per la preparazione della XIV Assemblea Generale Ordinaria (4-25 ottobre 2015), avente come tema "La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo"[2].

Questo articolo si soffermerà sulla suddetta Relatio Synodi [3], divisa in tre parti principali (Cfr. n. 4), le quali hanno come cornice una Introduzione e delle Conclusioni.

Fin dall'inizio, il tono del documento è chiaramente pastorale, poiché si rivolge a “tutte le famiglie del mondo, con le sue gioie, le sue fatiche e le sue speranze” (n. 1) ed esprime apprezzamento, gratitudine e incoraggiamento di tutta la Chiesa e del Sinodo stesso a quelle famiglie che vivono con generosa fedeltà la propria vocazione e missione - pur tra grandi difficoltà. Il documento ricorda che "la famiglia è una vera scuola di umanità" anche nella situazione attuale di crisi generalizzata in cui la Chiesa intende «predicare instancabilmente e con profonda convinzione il Vangelo della famiglia" (n. 2). La Relatio riprende l'invito fatto da Papa Francesco al Sinodo dei Vescovi a vivere la collegialità episcopale come un cammino di discernimento spirituale e pastorale che impegnerà tutti nel “duplice ascolto dei segni di Dio e della storia degli uomini e nella duplice e unica fedeltà che ne consegue” (n. 3).

Prima Parte – L’ascolto: il contesto e le sfide sulla famiglia

Questa sezione inizia con uno sguardo al contesto socioculturale della famiglia “in tutta la sua complessità, nelle sue luci e nelle sue ombre” (n. 5). Dalla fedeltà agli insegnamenti di Cristo vediamo che “Il cambiamento antropologico-culturale influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato”. Si menzionano, poi, due aspetti positivi percepiti in alcuni luoghi: una “più grande libertà di espressione e il migliore riconoscimento dei diritti della donna e dei bambini”. Successivamente, è elencata una serie di sfide (cf. n. 5-6): l'individualismo esacerbato, la crisi della fede, la solitudine, la sensazione generale di impotenza di fronte alla situazione socio-economica, la crescente povertà e la precarietà lavorativa, una tassazione troppo alta, il disinteresse delle istituzioni verso la famiglia etc.

Si fa riferimento, inoltre, alle sfide particolari esistenti in determinati contesti (Cfr. nn. 7-8.) Poligamia, "matrimonio per tappe", matrimoni combinati, matrimoni misti e disparità di culto, – i quali, peraltro,  rappresentano anche una "buona possibilità per promuovere lo spirito ecumenico e il dialogo" - “la prassi della convivenza che precede il matrimonio o anche di convivenze non orientate ad assumere la forma di un vincolo istituzionale”, “una legislazione civile che compromette il matrimonio e la famiglia”, la secolarizzazione, i bambini nati fuori dal matrimonio oppure che “crescono con uno solo dei genitori o in un contesto familiare allargato o ricostituito”, il crescente numero dei divorzi, la frequente assenza dei genitori, la discriminazione contro le donne e la penalizzazione della maternità, la violenza sulle donne, comprese le mutilazioni genitali femminili, lo sfruttamento sessuale dell’infanzia, il deterioramento della famiglia nelle società che soffrono di violenza, la guerra, il terrorismo e la criminalità organizzata, i bambini di strada e le migrazioni.

Il documento fa notare, inoltre, che attualmente molte persone manifestano “un maggiore bisogno di prendersi cura della propria persona, di conoscersi interiormente, di vivere meglio in sintonia con le proprie emozioni e i propri sentimenti, di cercare relazioni affettive di qualità” (n. 9). In questo contesto la Chiesa ha la sfida “di aiutare le coppie nella maturazione della dimensione emozionale e nello sviluppo affettivo attraverso la promozione del dialogo, della virtù e della fiducia nell’amore misericordioso di Dio. Il pieno impegno richiesto nel matrimonio cristiano può essere un forte antidoto alla tentazione di un individualismo egoistico”.

Diverse sfide sono evidenti anche nel campo dell’affettività: “tendenze culturali che sembrano imporre una affettività senza limiti” (n. 10) “una affettività narcisistica, instabile e mutevole”; “una certa diffusione della pornografia e della commercializzazione del corpo,”; prostituzione forzata, il senso di insicurezza e indecisione da parte degli sposi e la loro mancanza di crescita nella vita affettiva e sessuale; separazioni e divorzi; declino demografico che minaccia le generazioni future, “impoverimento economico e una perdita di speranza nell’avvenire”; “lo sviluppo delle biotecnologie” etc.

Questo contesto rappresenta una sfida per la pastorale della Chiesa che si sente chiamata a "dire una parola di verità e di speranza" (n. 11). I Padri sinodali sottolineano l'opportunità di “riproporre le grandi domande sul significato dell’essere uomini” ed “i grandi valori del matrimonio e della famiglia cristiana... in un tempo segnato dall’individualismo e dall’edonismo”. Esortano, inoltre, ad “accogliere le persone con la loro esistenza concreta” e ricordano che “il messaggio cristiano ha sempre in sé la realtà e la dinamica della misericordia e della verità che in Cristo convergono”.

Seconda parte – Lo sguardo su Cristo: il Vangelo della famiglia

La condizione decisiva per affrontare le sfide attuali consiste nel mantenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo, perché è così che “si aprono strade nuove e possibilità impensate” (n. 12). Riconoscendo una pedagogia divina progressiva, attraverso la quale “Dio comunica all’umanità la grazia dell’alleanza” (n.13), la Relatio afferma che “occorre comprendere la novità del sacramento nuziale cristiano in continuità con il matrimonio naturale delle origini. Così qui s’intende il modo di agire salvifico di Dio sia nella creazione sia nella vita cristiana”.

 

Gesù riafferma nei Vangeli l'unione indissolubile tra uomo e donna, mostrando “come la condiscendenza divina accompagni sempre il cammino umano, guarisca e trasformi il cuore indurito con la sua grazia, orientandolo verso il suo principio, attraverso la via della croce” (n. 14). Il suo esempio in relazione alla famiglia "è paradigmatico per la Chiesa" e, attraverso l'applicazione dei suoi insegnamenti, manifesta “il vero significato della misericordia”, portando con amore la persona peccatrice al pentimento e alla conversione.

 

Il documento afferma che “l'alleanza sponsale, inaugurata nella creazione e rivelata nella storia della salvezza, riceve la piena rivelazione del suo significato in Cristo e nella sua Chiesa. Da Cristo e attraverso la Chiesa il matrimonio e la famiglia ricevono la grazia necessaria per testimoniare l'amore di Dio e vivere la vita di comunione” (n. 16).

 

La Relatio ricorda che la Gaudium et Spes ha dedicato un intero capitolo "alla promozione della dignità del matrimonio e della famiglia", definendo “il matrimonio come comunità di vita e di amore” "(n. 17). Essa afferma, inoltre: “il vero amore tra marito e moglie implica la mutua donazione di sé, include e integra la dimensione sessuale e l’affettività, corrispondendo al disegno divino” e “sottolinea il radicamento in Cristo degli sposi: Cristo Signore viene incontro ai coniugi cristiani nel sacramento del matrimonio e con loro rimane… In questo modo, gli sposi sono come consacrati e, mediante una grazia propria, edificano il Corpo di Cristo e costituiscono una Chiesa domestica cosicché la Chiesa, per comprendere pienamente il suo mistero, guarda alla famiglia cristiana che lo manifesta in modo genuino”.

 

Poi, il documento presenta una panoramica sintetica di alcuni elementi chiave del Magistero pontificio del post Vaticano II con l’Enciclica Humanae vitae di Paolo VI; la Lettera alle Famiglie Gratissimam Sane e l'Esortazione Apostolica Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II; le Lettere Encicliche Deus caritas est e Caritas in veritate, Benedetto XVI, e infine l'Enciclica Fidei lumen di Papa Francesco (n. 18-20).

 

La Relatio aggiunge che “Dio consacra l’amore degli sposi e ne conferma l’indissolubilità, offrendo loro l’aiuto per vivere la fedeltà, l’integrazione reciproca e l’apertura alla vita. Pertanto, lo sguardo della Chiesa si volge agli sposi come al cuore della famiglia intera che volge anch’essa lo sguardo verso Gesù” (n. 21). Ammette, inoltre che “ci sono elementi validi anche in alcune forme fuori dal matrimonio cristiano - comunque fondate sulla relazione stabile e vera di un uomo e una donna – che, tuttavia, riteniamo siano ad esso orientate” (n. 22).

 

Il documento riconosce la testimonianza di famiglie che vivono fedelmente gli insegnamenti del Vangelo. Riconoscendo la "Sacra Famiglia di Nazareth" come "modello mirabile", afferma anche che “il Vangelo della famiglia nutre pure quei semi che ancora attendono di maturare e deve curare quegli alberi che si sono inariditi e necessitano di non essere trascurati” (n. 23). Quindi, indica che, “senza sminuire il valore dell’ideale evangelico, bisogna accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone che si vanno costruendo giorno per giorno” (n. 24).

“Verso le persone che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono” (n. 25) e tenendo conto della “sfiducia di tanti giovani verso l’impegno coniugale” (n. 26), la Chiesa vuole “rivelare loro la divina pedagogia della grazia nelle loro vite e aiutarle a raggiungere la pienezza del piano di Dio in loro” (n. 25). Ciò richiede “un’attenzione pastorale misericordiosa e incoraggiante” (n. 26) di accompagnamento nell'evoluzione “verso il sacramento del matrimonio” (n. 27). I Padri sinodali concludono il paragrafo n. 28, dicendo: “Consapevoli che la misericordia più grande è dire la verità con amore, andiamo al di là della compassione. L’amore misericordioso, nella stessa misura in cui attrae e unisce, trasforma ed eleva; invita alla conversione. Così, analogamente, intendiamo l’atteggiamento del Signore, il quale non condanna la donna adultera, ma le chiede di non peccare più (cf. Gv 8,1-11)”.

Terza parte – Il confronto: prospettive pastorali

 

La Relatio Synodi cita anche “alcune istanze pastorali più urgenti” (n. 29) che devono essere illuminate con il “Vangelo della famiglia”. La Chiesa è chiamata a fare questo annuncio “con tenerezza di madre e chiarezza di maestra (cf. Ef 4,15) in fedeltà alla kenosi misericordiosa del Cristo. La verità si incarna nella fragilità umana non per condannarla, ma per salvarla (cf. Gv 3,16 -17)”.

 

“I Padri sinodali hanno più volte sottolineato che le famiglie cattoliche, in forza della grazia del sacramento nuziale, sono chiamate ad essere esse stesse soggetti attivi della pastorale familiare” (n. 30). Al fine di ottenere tutto ciò, “decisivo sarà porre in risalto il primato della grazia e quindi le possibilità che lo Spirito dona nel sacramento. Si tratta di far sperimentare che il Vangelo della famiglia è gioia che riempie il cuore e la vita intera” (n. 31).

 

“Per questo, si richiede a tutta la Chiesa una conversione missionaria: è necessario non fermarsi ad un annuncio meramente teorico e sganciato dai problemi reali delle persone” (n. 32). “L’annunzio deve far sperimentare che il Vangelo della famiglia è risposta alle attese più profonde della persona umana” (n. 33). Il documento sottolinea anche l'importanza che ha “la lettura orante e ecclesiale della Sacra Scrittura” nell’insieme della pastorale familiare (n. 34).

 

“Allo stesso tempo, molti Padri sinodali hanno insistito su un approccio più positivo alle ricchezze delle diverse esperienze religiose senza tacere sulle difficoltà” (n. 35). “Il matrimonio cristiano è una vocazione che si accoglie con un’adeguata preparazione in un itinerario di fede, con un discernimento maturo” (n. 36). È necessario “un radicale rinnovamento della prassi pastorale alla luce del Vangelo della famiglia” (n. 37). “Si è parimenti sottolineata la necessità di una evangelizzazione che denunzi con franchezza i condizionamenti culturali, sociali, politici ed economici - come l’eccessivo spazio dato alla logica del mercat - che impediscono un’autentica vita familiare…” (n. 38).

 

La Relatio chiede anche il rinnovamento della preparazione dei promessi sposi, coinvolgendo in "un maggiore impegno tutta la comunità cristiana" (n. 39). Rileva, inoltre, l'importanza di “un accompagnamento pastorale che continui dopo la celebrazione del sacramento” (n. 40).

 

“Occorre che nella proposta ecclesiale, pur affermando con chiarezza il messaggio cristiano, indichiamo anche elementi costruttivi in quelle situazioni che non corrispondono ancora o non più ad esso” (n. 41). Di queste situazioni, si conta un “crescente numero di coppie [che] convivono ad experimentum, senza alcun matrimonio canonico né civile” (n. 42). “Si tratta di accoglierle e accompagnarle con pazienza e delicatezza” (n. 43).

 

“L’esperienza mostra che, con un aiuto adeguato e con l’azione di riconciliazione della grazia, una grande percentuale di crisi matrimoniali si superano in maniera soddisfacente” (n. 44). Per questo motivo, “nel Sinodo è risuonata chiara la necessità di scelte pastorali coraggiose” (n. 45). “Ogni famiglia va innanzitutto ascoltata con rispetto e amore, facendosi compagni di cammino come il Cristo con i discepoli sulla strada di Emmaus” (n. 46). “Va accolta e valorizzata soprattutto la sofferenza di coloro che hanno subito ingiustamente la separazione, il divorzio o l’abbandono, oppure sono stati costretti dai maltrattamenti del coniuge a rompere la convivenza” (n. 47). “Un grande numero dei Padri ha sottolineato la necessità di rendere più accessibili ed agili - possibilmente del tutto gratuite - le procedure per il riconoscimento dei casi di nullità” (n. 48), mettendo in evidenza “la responsabilità del vescovo diocesano” (n. 49). Inoltre, si fanno diverse proposte pastorali concrete per venire incontro ai divorziati (n. 49-53) e brevemente si allude alle “problematiche relative ai matrimoni misti” (n. 54).

 

Si riprendono i criteri di base per la cura pastorale delle persone con orientamento omosessuale, denunciando alcune pressioni sociali ed economiche al riguardo (n. 55-56).

 

Data la diffusione “di una mentalità che riduce la generazione della vita a una variabile della progettazione individuale o di coppia” (n. 57), i Padri sinodali hanno ricordato che “l’apertura alla vita è esigenza intrinseca dell'amore coniugale” e, quindi, “la Chiesa sostiene le famiglie che accolgono, educano e circondano del loro affetto i figli diversamente abili” (n. 57). Hanno anche dichiarato che “va riscoperto il messaggio dell’Enciclica Humanae vitae di Paolo VI, che sottolinea il bisogno di rispettare la dignità della persona nella valutazione morale dei metodi di regolazione della natalità. L’adozione di bambini, orfani e abbandonati, accolti come propri figli, è una forma specifica di apostolato familiare” (n. 58). Il documento riafferma che “occorre aiutare a vivere l'affettività, anche nel legame coniugale, come un cammino di maturazione, nella sempre più profonda accoglienza dell'altro e in una donazione sempre più piena. Va ribadita, in tal senso, la necessità di offrire cammini formativi che alimentino la vita coniugale e l'importanza di un laicato che offra un accompagnamento fatto di testimonianza viva” (n. 59).

 

L'ultima questione affrontata dalla Relatio è la sfida educativa: “Una delle sfide fondamentali di fronte alla quale si trovano le famiglie oggi è sicuramente quella educativa, resa più impegnativa e complessa dalla realtà culturale attuale e dalla grande influenza dei media” (n. 60). I Padri sinodali hanno insistito su quanto sia importante “che i genitori possano scegliere liberalmente il tipo dell’educazione da dare ai figli secondo le loro convinzioni” e sul “ruolo prezioso di sostegno alle famiglie” (n. 61) da parte della Chiesa. “Ad essa è chiesto, oggi ancor più di ieri, nelle situazioni complesse come in quelle ordinarie, di sostenere i genitori nel loro impegno educativo, accompagnando bambini, ragazzi e giovani nella loro crescita attraverso cammini personalizzati capaci di introdurre al senso pieno della vita e di suscitare scelte e responsabilità, vissute alla luce del Vangelo. Hanno, infine, affermato: “La pastorale e una devozione mariana sono un punto di partenza opportuno per annunciare il Vangelo della famiglia”.

 

Il documento si conclude con una espressione di speranza e di fiducia in Dio, così come nell'impegno a continuare il processo avviato: “il cammino collegiale dei vescovi e il coinvolgimento dell’intero popolo di Dio sotto l’azione dello Spirito Santo, guardando al modello della Santa Famiglia, potranno guidarci a trovare vie di verità e di misericordia per tutti” (n. 62). Rendiamo grazie a Dio per l'interesse che i pastori della Chiesa hanno mostrato verso una realtà così importante e decisiva per il presente e il futuro dell'umanità e della Chiesa stessa.

 

 

NOTIZIE – CAPITOLI – VISITE – RIUNIONI

 

Porto Rico – Capitolo nazionale elettivo

Il capitolo nazionale elettivo dell’OFS di Porto Rico è stato celebrato dal 26 al 28 giugno a San Juan. Erano presenti 30 fratelli dei 39 capitolari convocati e 4 fratelli osservatori. Ci sono diverse fraternità in difficoltà: tra le 16 fraternità, 8 non hanno fatto l’elezione del Consiglio, dal momento che i fratelli sono anziani o malati. Hanno bisogno di una vicinanza maggiore da parte degli Assistenti, ma i frati nella Custodia sono pochi. Il Capitolo è stato presieduto da Maria Consuelo de Nuñez, Vice Ministro generale OFS, delegata dal Ministro Generale OFS e assistita da Fr. Fernando Samaniego, OFM, Assistente Spirituale Nazionale della Republica Dominicana, delegato della CAS. L’Eucaristia di apertura è stata presieduta dal Custode dei cappuccini. Il 27 giugno, come previsto, è stata fatta l’elezione del nuovo Consiglio, e Isabel Lima Peréz è stata eletta Ministra nazionale e Consigliere internazionale. José Luis Serrano è stato eletto Vice Ministro nazionale. Nella domenica è stata celebrata la Messa di chiusura.

 

Ruanda – Capitolo nazionale elettivo

Dal 23 al 26 luglio, la Fraternità nazionale dell’OFS del Ruanda ha celebrato il suo Capitolo nazionale elettivo presso la parrocchia della città di Kivumu. Al Capitolo erano presenti 35 fratelli capitolari. Il Capitolo è stato presieduto da Michel Janian, Consigliere della Presidenza CIOFS, delegato del Ministro generale OFS, accompagnato da Fr. Kizito Ngomanzungu, OFM, delegato della CAS. Il giorno 23 luglio, il Capitolo viene inaugurato con la celebrazione della Messa presieduta da Fr. Kizito Ngomanzungu, OFM e concelebrata da Fr. Luigi Maria Banderembako, OFM, il nuovo assistente nazionale dell’OFS di Ruanda. Conclusa la Messa, Michel Janian prende la parola per distribuire i compiti e far approvare l’ordine del giorno di tutto il Capitolo. L’indomani, 24 luglio, hanno fatto la presentazione delle relazioni rispettivamente il Ministro nazionale, l’incaricato della formazione, l’Assistente nazionale e il Tesoriere. Michel Janian ha presentato il tema “Come si gestisce un Ordine mondiale come l’OFS?”. Il terzo giorno di Capitolo, Fr. Kizito ha presentato il tema: “La missione, la spiritualità e il carisma di fratello dell’OFS”. Successivamente, si è tenuta l’elezione: Edouard Kayonga è stato eletto Ministro nazionale e Valens Hafashimana è stato eletto Consigliere internazionale. La Messa di chiusura è stata ugualmente celebrata nella Chiesa parrocchiale.

 

Bogotá, Colombia – Incontro con i Superiori maggiori

Mercoledì 12 agosto, presso la Casa Francisco Palau, a Bogotá in Colombia, organizzato dal Ministro nazionale OFS, Sara Ruiz, e da Fr. Amando Trujillo Cano, TOR, Assistente generale OFS-GiFra si è tenuto un incontro con i Superiori maggiori del Primo Ordine Francescano (2 Ministri provinciali e due delegati) e con tre Assistenti nazionali dell’OFS e della GiFra di Colombia. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di favorire il dialogo e la riflessione comune tra tutti i partecipanti sul tema dell’assistenza spirituale e pastorale all’OFS e alla GiFra di Colombia unitamente a quello di cercare i modi per rafforzare questo servizio fraterno e il lavoro collegiale tra gli Assistenti nazionali, nel tentativo di potenziare anche la comunione vitale reciproca tra i diversi componenti della Famiglia francescana presenti in Colombia nel contesto delle opportunità e delle sfide attuali. Uno dei risultati più rilevanti dell’incontro è stata la decisione, presa dai Superiori maggiori presenti, di incontrarsi di nuovo per favorire una più stretta collaborazione tra le componenti mediante la creazione di una Conferenza dei Ministri provinciali OFM, OFMCap e OFMConv. I lavori si sono conclusi in fraternità con la condivisione del pranzo.

 

Bogotá, Colombia – Corso sull’ assistenza spirituale y pastorale a la OFS-GiFra

Dal 13 al 15 agosto, presso la Casa Francisco Palau, a Bogotá, in Colombia, si è svolto un corso sull’assistenza spirituale e pastorale all’OFS, organizzato da Sara Ruiz, Ministro nazionale OFS e guidato da Fr. Amando Trujillo Cano, TOR, Assistente generale OFS-GiFra. Al corso hanno partecipato Assistenti dell’OFS e della GiFra di diversi livelli e un discreto numero di Francescani secolari. Gli argomenti trattati sono stati: 1. L’OFS: Origine, storia e missione; 2. Il Manuale per l’assistenza spirituale all’OFS e alla GiFra; 3. La Presenza attiva dell’OFS nella Chiesa e nel mondo; 4. L’Assistenza spirituale e pastorale all’OFS e alla GiFra; 5. La Gioventù Francescana: Identità, sviluppo e relazione con l’OFS; 6. L’identità dell’OFS; 7. La formazione di una nuova Fraternità OFS. La mattina di sabato 15, si sono uniti ai partecipanti al corso anche alcuni fratelli e sorelle che partecipavano al Capitolo nazionale di medio termine dell’OFS di Colombia. Lo svolgimento del corso ha avuto numerosi momenti dedicati al lavoro in gruppo alternati a sessioni plenarie, il tutto scandito dalle celebrazioni liturgiche. Tutti i partecipanti hanno riconosciuto di aver vissuto un’atmosfera di gioia fraterna e di attiva partecipazione.

 

Mostar, Bosnia y Herzegovina – II Congresso Europeo OFS-GiFra

Dal 17 al 23 agosto si è tenuto a Mostar, in Bosnia-Erzegovina, il Secondo Congresso Europeo OFS-GiFra dal tema: “Vi esorto a comportarvi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto” (Ef 4,1).  Vi hanno partecipato 100 rappresentanti di 22 nazioni in un clima di gioia fraterna, di fede condivisa e celebrata e di ampia e profonda riflessione. La Presidenza del CIOFS è stata rappresentata da Tibor Kauser, Ministro generale, Chelito Nunez, Vice Ministro generale, Ana Fruk e Attilio Galimberti, consiglieri, Andrea Odak, Consigliere della GiFra e, in ultimo, da Fr. Amando Trujillo Cano, TOR, Assistente generale OFS-GiFra. L'Eucaristia di apertura è stata celebrata nella Cattedrale di Mostar ed è stata presieduta dal vescovo titolare della diocesi, Ratko Peric. Gli argomenti presentati al Congresso hanno trattato vari aspetti della vocazione cristiana e francescana, la vocazione specifica dei francescani secolari e dei giovani francescani, il ruolo della famiglia nella Chiesa e l'importanza dell'Eucaristia e della preghiera nella esperienza delle diverse vocazioni. Il programma ha previsto anche una tavola rotonda che ha affrontato i temi della povertà, delle cure palliative e dell'ecologia. Durante il Congresso, le Fraternità OFS e GiFra presenti hanno presentato esempi dei servizi da loro svolti in questi ambiti.  Giovedì 20 ci si è recati nella città di Sarajevo, dove, nella chiesa di Sant’Antonio da Padova, si è celebrata l'Eucaristia presieduta dal vescovo ausiliare di Banja Luka, Marko Semren, OFM per poi proseguire con le visite guidate alla chiesa ortodossa e alla moschea principale del luogo. Venerdì 21 si è dedicato il pomeriggio ad una visita a Medjugorje, dove i congressisti hanno partecipato alla recita del Santo Rosario e alla celebrazione eucaristica serale. L'ultima notte del congresso, le Fraternità locali dell’OFS e della GiFra di Mostar hanno offerto ai partecipanti un programma folkloristico e un’agape fraterna. L’eucaristia conclusiva è stata celebrata domenica 23 presso la Chiesa dei santi Pietro e Paolo, a Mostar, ed è stata presieduta da Fr. Ivan Sesar, OFM, Ministro Provinciale dell'Erzegovina. Durante la celebrazione e prima di ricevere una benedizione speciale, Tibor Kauser ha chiuso il congresso e invitato i partecipanti a rinnovare pubblicamente il loro impegno a seguire Gesù, secondo lo spirito di San Francesco. Il congresso si è svolto in modo armonioso grazie al lavoro generoso ed efficace del comitato organizzatore che ha avuto il forte sostegno delle Fraternità nazionali dell'OFS e della GiFra di Bosnia - Erzegovina. Il messaggio conclusivo del Congresso ha formulato proposte concrete in quattro aree: vita di preghiera, vita in fraternità, famiglia e impegno sociale ed ecologico.

 

Brasil – Capítulo nacional electivo

Il Capitolo nazionale elettivo dell’OFS del Brasile è stato celebrato dal 21 al 23 agosto 2015 nella casa di ritiro “Cenóbio da Transfiguração”, città di Castanhal – Pará. Erano presenti 43 capitolari provenienti da 16 regioni. Il Capitolo è stato presieduto da Silvia Diana, membro della Presidenza del CIOFS, delegata dal Ministro Generale OFS, assistita da Fr. José Antonio Cruz Duarte, OFM, Assistente Spirituale Generale OFS-GiFra. Erano presenti gli Assistenti Spirituali nazionali e molti altri Assistenti Regionali e alcuni Ministri Provinciali del Primo Ordine. L’Eucaristia di apertura è stata presieduta da Fr. Almir Guimaraes, OFM, Assistente nazionale OFS. Il primo giorno, Fr. Wellington Buarque, OFM, Assistente nazionale GiFra, ha tenuto una conferenza sul tema “Il nostro essere oggi: cambiare secondo il Vangelo per cambiare il mondo”. In questa stessa giornata, è stata anche fatta la presentazione delle relazioni del Ministro nazionale, il Formatore, il Presidente della GiFra, il Tesoriere e l'Assistente Nazionale. Il secondo giorno, la Messa è stata celebrata da Monsignor José Maria Chaves dos Reis, Vescovo della Diocesi di Abaetetuba – Pará, che ha parlato dell’importanza dei francescani secolare nella Chiesa particolare. Nel medesimo giorno, inoltre, si sono fatte le elezioni: Vanderlei Suélio Gomes è stato eletto Ministro nazionale e Consigliere internazionale, mentre Maria José Coelho è stata eletta Vice-ministra e Consigliere internazionale sostituta. L’ultimo giorno, 23 agosto, i capitolari hanno scelto le priorità per il prossimo triennio. La Messa di chiusura, durante la quale è avvenuto l’insediamento del nuovo Consiglio nazionale, è stata celebrata da Fr. José Antonio Cruz Duarte, OFM, Assistente Spirituale Generale OFS-GiFra.

 

Irlanda – Capitolo nazionale elettivo

La Fraternità nazionale d’Irlanda ha celebrato il suo capitolo elettivo il 22 e 23 agosto.  Il capitolo è stato presieduto da Michel Janian, Consigliere generale, delegato del ministro generale, Tibor Kauser, assistito da Fra Stephen Innes, OFMCap, delegato della CAS. Barbara McCoole è stata eletta Ministra nazionale e Tony Bridgeman Consigliere internazionale.

 

Camerun – Capitolo nazionale elettivo

Il capitolo elettivo dell’OFS Camerun è stato celebrato venerdì 28 agosto presso St. Jerome Pastoral Centre, Kumbo. Prima del capitolo, una cinquantina di delegati di molte fraternità locali esistenti si sono radunati per celebrare la chiusura dell’anno di San Ludovico in forma di una assemblea. 23 dei 32 capitolari invitati sono stati presenti. Il capitolo è stato presieduto da Attilio Galimberti, Consigliere Generale OFS, Delegato del Ministro Generale OFS, Tibor Kauser. Egli è stato assistito da Fra Francis Bongajum Dor, OFMCap. Assistente Generale OFS-GiFra. Genesis Gwaimbi è stato eletto Ministro nazionale e François Tabi Akono Consigliere Internazionale. Il Custode dei Frati Cappuccini in Camerun, fra Felice Trussardi è stato presente per presiedere alla Messa di apertura del capitolo e a quella di chiusura.

 

Madagascar – Congresso nazionale OFS

La Fraternità Nazionale OFS-Madagascar ha tenuto un Congresso nazionale dal 2 all’8 Settembre sul tema: «Ils s’efforceront d’acquérir la pureté du cœur» (Regola OFS, 12). Il congresso è stato tenuto nella città di Manakara, nella Diocesi di Farafangana. Più di 300 membri dell’OFS, la GiFra e i Fioretti provenienti di tutta l’Isola sono stati presenti. Alcuni hanno viaggiato per tre giorni, percorrendo più di 2000km. Il CIOFS è stato rappresentato da Jenny Harrington, Consigliere della Presidenza CIOFS per l’area di lingua inglese, delegata di Tibor Kauser, Ministro Generale OFS, e da Michat Raout Legrand, Consigliere della Presidenza CIOFS per la GiFra. La CAS è stata rappresentata da Fr. Francis Bongajum Dor, OFMCap.  Perché la scelta della città di Manakara per un incontro così importante? Il consiglio nazionale OFS-Madagascar ha voluto tenere il congresso in quella città poiché si trova ad una quarantina di kilometri dal villaggio dove visse e fu ucciso Lucien Botovasoa, un terziario francescano morto nel 1947 e la cui causa di beatificazione è stata introdotta. Benché la Diocesi di Faranfangana abbia una presenza OFS dagli anni 40, per impegno dei Missionari Gesuiti, una congregazione francescana si è insediata in essa solo all’inizio del 2015 con le FMM. Tale mancanza di una presenza francescana non ha aiutato l’OFS nella regione. Un momento importante e di divina Provvidenza è stata la venerazione delle reliquie di santa Teresa del Bambino Gesù nella Parrocchia a lei dedicata a Manakara. Gli Assistenti nazionali: Ratefiarison Jean Berchmans, OFM, Joseph Antoine Razafimahafaly, OFMCap e altri otto assistenti regionali e locali sono stati presenti. Giovedì 3 settembre, Mrg Alfredo, vescovo di Mananjary e Aministratore Apostolico della diocesi di Farafangana ha accolto i partecipanti al congresso. Egli ha presieduto alla Santa Messa e quindi ha tenuto una conferenza sulla lettera Enciclica, Laudato Sii, sulla cura della casa comune, di Papa Francesco. Tra le altre attività e insegnamenti, Fra Francis ha tenuto una conferenza sulla Dottrina sociale della Chiesa e, poi, una giornata di formazione per gli Assistenti OFS-GiFra. Jenny Harrington ha dato un insegnamento sulla teologia del corpo. Michat Raout Legrand ha tenuto una conferenza sulla relazione tra l’OFS e la GiFra. In più, i partecipanti capitolari hanno presentato un capitolo deliberativo per riflettere assieme su alcuni temi di comune interesse. Un giorno prima della fine del congresso, i partecipanti hanno fatto un pellegrinaggio al luogo di esecuzione di Lucien Botovasoa.

 

Gran Bretagna – Capitolo nazionale elettivo e VFP

Il Capitolo elettivo dell’OFS di Gran Bretagna è stato celebrato il giorno 26 settembre, presso Oblates Retreat Centre, Wistaston Hall, Crewe, Cheshire. 23 capitolari votanti sono stati presenti con 3 Assistenti nazionali e alcuni osservatori. Il capitolo è stato presieduto da Tibor Kauser, Ministro Generale OFS, assistito da Fra Francis Bongajum Dor, OFMCap. Assistente Spirituale Generale OFS-GiFra. Prima della sessione elettiva propria, i capitolari hanno espresso un voto sulla proposta di Paula Pearce, Ministra nazionale uscente, di aggiungere tre altri membri al consiglio nazionale. I risultati delle votazioni hanno visto l’aggiunta di un membro per la presenza nel mondo, di uno per la GiFra e di un terzo senza portafoglio. Paula Pearce è stata rieletta ministra nazionale per il secondo mandato di tre anni e, ipso facto, Consigliere internazionale secondo gli Statuti Nazionale OFS di Gran Bretagna. Andrea Hambelton è stata eletta vice ministra e, ipso facto, Consigliere internazionale sostituto. La Visita Fraterna e Pastorale e il capitolo elettivo (23-27 settembre) si sono conclusi con la Santa Messa presieduta da Fra Francis Bongajum Dor, OFMCap. domenica 27 settembre. Nella sua omelia conclusiva, Fra Francis ha ringraziato tutti per la presenza, il servizio dato alla fraternità nazionale nonché per la partecipazione a tutti e due gli avvenimenti. Attingendo alle parole di papa Francesco ai Religiosi, egli li ha esortati a “guardare nel passato con gratitudine, a vivere il presente con passione e ad abbracciare il futuro con speranza” (Cfr. Lettera Apostolica del Santo Padre Francesco a tutti i consacrati in occasione dell'Anno della Vita Consacrata, 28.11.2014, nn. 1, 2 e 3). Il tutto è andato a concludersi con un pranzo prima della partenza di tutti i partecipanti.

 

[1] Si può visitare il Sito web del Vaticano: «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione», http://www.news.va/it/sites/synod2014

[2] Si può visitare il Sito web del Vaticano in http://www.vatican.va/roman_curia/synod/index_it.htm

[3] Sinodo dei Vescovi, III Assemblea generale straordinaria, «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione», “Relatio Synodi”, Città del Vaticano, 18 ottobre 2014, in Internet:  http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20141018_relatio-synodi-familia_it.html