Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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I lettura

Nella lettura odierna San Paolo ci incoraggia alla santità dicendo: “noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati... Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelti? Dio è colui che giustifica!”.  La santità non è altro che l’unione con Dio. Questa unione con Dio che ha inizio per la stessa fede che è un dono di Dio, ha per termine la vita eterna: una stabile ed irreversibile  unione con Dio. Questo non vuol dire che noi non dobbiamo lottare per vivere in santità, perché “la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada” nella vita non mancheranno. Dobbiamo credere all’amore di Dio. Sia all’amore al suo amore verso di noi, che all’amore che Egli mette in noi. Tutto quello che è contrario alla nostra santità deve essere guardato in modo  positivo, perché è un strumento di cui Dio si serve per approfondire l’unione, l’amore che ci deve essere tra noi e Lui. Cristo ha usato la croce, Cristo è solo attraverso la morte che ci ha salvato ed è arrivato alla gloria della resurrezione.
Se noi confrontiamo quello che noi dobbiamo fare per conservarci in santità e il ruolo che Dio ha nella nostra santità, la nostra parte è minima. Dobbiamo solo aprirci all’azione santificante di Dio. Aprirci a questo amore che è sempre più forte di tutto ciò che esiste. E’ al di sopra  della “morte  e della vita, degli angeli  e dei principati, del presente  e dell’avvenire”.  “Né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura” può sopraffare questo amore che Dio ha verso di noi.  Se è vero che: “Dio è colui che giustifica!”, deve essere una sola la nostra preoccupazione: fare solo la volontà del Padre.

Vangelo

Nel Vangelo di oggi vediamo che la contrarietà di Erode non spegne l’amore che Gesù ha per la sua missione. Mentre altrove leggiamo che Erode desiderava incontrare Gesù per vedere i suoi miracoli, nel Vangelo di oggi “Si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere”. Forse non è Erode che voleva ucciderlo, forse erano proprio questi farisei che  per tanti motivi non volevano Gesù a Gerusalemme? Può darsi. Una cosa è certa che Gesù non ha paura di nessun: sia di Erode oppure di questi tali che non volevano vederlo a Gerusalemme.  Gesù dichiara la verità sia su Erode che su se stesso dicendo: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.

Anche noi di fronte ai disagi e alle difficoltà sia naturali che umane dobbiamo aver il coraggio di Gesù e dire “oggi, domani e dopodomani” farò il mio dovere. Testimonierò Gesù per tutta la mia vita, anche fino al martirio.

Lo Spirito Di Assisi

Oggi tutta la chiesa Cattolica specialmente noi francescani celebriamo “lo spirito di Assisi”.  Lo spirito di Assisi iniziato dal Beato Giovanni Paolo II oggi compi 25 anni. Oggi noi celebriamo questo evento, perché come ce lo ha ricordato lo stesso Papa 25 anni fa: “quello che fu un tempo il programma di Francesco è anche il programma di oggi... Come ai tempi di San Francesco, il Vangelo è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede. Ed è proprio di questa potenza salvifica che ha bisogno il mondo contemporaneo”. Lo spirito di Assisi è la risposta francescana all’uomo di oggi.

Lo spirito di Assisi:

1- E’ un atteggiamento ecumenico che invita “tutti i popoli, genti, razze e lingue, tutte le nazione e tutti gli uomini d’ogni parte della terra”, ovunque nel mondo, a riconoscere che “tutti i beni sono del Signore Dio altissimo e sommo”. E’ la ricerca appassionata della pace, prima di tutto tra le religioni del mondo.

2- E’ la pratica continua della preghiera per l’ottenimento del dono della pace da parte di Dio e la contemplazione per sapere discernere la presenza e l’azione della Parola creatrice di Dio e del suo Spirito in ogni iniziativa della pace, di riconciliazione e di fraternità da parte di chiunque.

3- Riunisce tutte le religioni, presenta la Chiesa cattolica come servitrice del dialogo e di pone in rilievo la forza debole delle religioni, che non nasce dal potere, dai mezzi economici e politici, ma dalla preghiera e dalla persuasione spirituale.

4- Si oppone allo spirito di violenza, all’abuso della religione come pretesto per la violenza. Accerta che la fedeltà alla propria convinzione religiosa, la fedeltà sopratutto a Cristo crocifisso e risorto non si esprime in violenza e intolleranza, ma nel rispetto sincero dell’altro, nel dialogo, in un annunzio che fa appello alla libertà, alla ragione, nel’impegno per la pace e riconciliazione.

Lo spirito di Assisi si celebra con le quattro esperienza comuni a tutte le religioni:

• Preghiera = Tutte le persone son invitate a fare qualche cosa per la causa della pace. Il contributo specifico dei cristiani e dei credenti è la preghiera.

• Silenzio = Il silenzio e l’ascolto tra noi e Dio, silenzio e dialogo tra noi uomini.

• Digiuno = Un digiuno affinché il troppo-pieno dei paesi ricchi abbia a colmare il troppo-poco dei paesi poveri.

• Pellegrinaggio = E’ un avanzare dialogando, perché l’uomo cammina nel mondo creato come un pellegrino che loda il suo creatore

I quattro simboli che animano le giornate di preghiera per la pace sono:

• L’arcobaleno = è un richiamo alla fraternità, alla calma che ci deve essere dopo la tempesta.

• Il vento = è lo Spirito Santo che parla a tutti.

• La luce = è la luce affidata ai più giovani che porteranno in tutti gli angoli del mondo.

• L’albero d’olivo = è il simbolo della pace