Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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Cari fratelli e sorelle,

“benedetto il Signore che ci salva” (Cfr. Sal 68). Benedetto Colui che ci ha radunati (da tante parti del mondo) per fare questa esperienza di vita fraterna che è il Capitolo generale.

Tra le tante affermazioni di Papa Benedetto XVI, mi ha colpito molto questa: “Le persecuzioni, malgrado le sofferenze che provocano, non costituiscono il pericolo più grave per la Chiesa. Il danno maggiore, infatti, essa lo subisce da ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità, intaccando l’integrità del Corpo mistico, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto”.1
“I problemi di divisioni, di incoerenze, di infedeltà al Vangelo sono quelle che minacciano seriamente la Chiesa”, aggiunge il Papa (Ibid.). Lo stesso succede anche all’interno della la Famiglia Francescana, “in seno alla quale (come dice la Regola OFS, 2) ha una sua specifica collocazione l'Ordine Francescano Secolare”.

Quando incontriamo un Consiglio diviso, non è questo che macchia una Fraternità? Quando si approfitta dell’OFS per ottenere prestigio, onore e perfino denaro, non è questo che macchia una Fraternità? (Cfr. 1Tm 6,5).  Tanti dicono: “siamo poveri, non abbiamo denaro”. Non sarà piuttosto che non abbiamo denaro perché manca l’unione, perché manca trasparenza nell’amministrazione dei beni, che invece spesso ci sono? In tal modo, alcuni giustificano la mancanza di partecipazione ai diversi eventi che si organizzano, come Capitoli, assemblee, corsi di formazione, ecc.

Anche io sono convinto che i pericoli più grandi per la Chiesa sono dentro di essa, e sono costituiti dalle nostre infedeltà che la rendono più brutta, più sporca.

Fortunatamente il Signore viene in nostro soccorso e ci aiuta a raddrizzarci, come ha fatto con la donna malata del Vangelo che non riusciva a stare diritta (Cfr. Lc 13,13).

L’ipocrisia dei farisei (Cfr. Lc 13,15-16) colpisce purtroppo anche noi, e così non abbiamo più il coraggio di chiamare le cose per nome. Facciamo silenzio quando dovremmo parlare e parliamo (a volte anche troppo) quando sarebbe meglio tacere.

Se mediante lo Spirito di Cristo, come dice San Paolo, facciamo morire le opere malvage, egoistiche, oscure, allora brillerà la luce del nostro Battesimo, della nostra Professione di vita evangelica. E così potremo chiamare Dio, Padre nostro, e sentirci veramente fratelli.

Sentiamo ancora le parole dell’Apostolo: “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!»” (Rom 8,15).

Non abbiamo paura! Il Capitolo generale è un mezzo straordinario per affrontare i nostri veri problemi e per rinforzare le buone iniziative che tanti fratelli e sorelle stanno portando avanti. Benediciamo il Signore per tutto il bene che Lui fa attraverso le nostre fragili persone.

Diciamo ancora una volta con il salmista: “Benedetto il Signore che ci salva!”. Sì, Benedetto il Signore, per i fratelli e le sorelle che vivono con coerenza la vita cristiana e ci danno esempio e testimonianza di vita evangelica.

[1] Cfr. Benedetto XVI, Omelia della Santa Messa e imposizione del pallio ai nuovi metropoliti (29 giugno 2010), in: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2010/documents/hf_ben-xvi_hom_20100629_pallio_it.html