Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

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Ordo Franciscanus Saecularis 
CONSIGLIO INTERNAZIONALE
COMMISSIONE FAMIGLIA


 Silvia Diana OFS 

 


CONCLUSIONI SUL SINODO DELLA FAMIGLIA,  Ottobre 2015
CAPITOLO IV

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Questo Capitolo IV ci presenta la Famiglia, affettività e vita; continuiamo a integrare la ricchezza della Esortazione Apostolica Amoris Lætitia (AL) e a condividerla nelle nostre realtà locali, riflettendo sul bellissimo tesoro che è la famiglia. Vi proponiamo le domande che ci aiutano nella condivisione e, quindi, la lettura di alcuni punti dei documenti che citiamo nel testo. 

Condividiamo in fraternitá:


1. La rilevanza della vita affettiva
DOMANDA:

      1) Com’è il dialogo nella nostra vita matrimoniale?

      2) Quali sono i suoi punti di forza e quali di debolezza??

      3) Che aspetti sono necessari o favorevoli per vivere, esprimere e comunicare meglio tra noi, al fine di maturare nell’amore reciproco di sposi? 

30.[…] La sfida per la Chiesa è di aiutare le coppie nella maturazione della dimensione emocional e nello sviluppo affettivo attraverso la promozione del dialogo, della virtù e della fiducia nell’amore misericordioso di Dio. Il pieno impegno di dedizione, richiesto nel matrimonio cristiano, è un forte antidoto alla tentazione di un’esistenza individuale ripiegata su stessa.
Il dialogo è una modalità privilegiata e indispensabile per vivere, esprimere e maturar el’amore nella vita coniugale e familiare. […] ( AL 136 )
Darsi tempo, tempo di qualità, che consiste nell’ascoltare con pazienza e attenzione, finché l’altro abbia espresso tutto quello che aveva bisogno di esprimere […] ( AL 137 ) .
[…] L’amore supera le peggiori barriere […] ( AL 140 )

2. La formazione al dono di sé
DOMANDA:Come genitori:

      1) Assumiamo responsabilmente e come una ardua e appassionante missione affidata da Dio, l’educazione integrale dei figli par aiutarli nella crescita umana, affettiva, morale e spirituale?? 

31. Lo stile delle relazioni familiari incide in modo primario sulla formazione affettiva delle giovani generazioni. La velocità con la quale si compiono i mutamenti della società contemporanea rende più difficile l’accompagnamento della persona nella formazione dell’affettività per la sua maturazione. Esso esige anche un’azione pastorale appropriata, ricca di conoscenza approfondita della Scrittura e della dottrina cattolica, e dotata di strumenti educativi adeguati. Un’opportuna conoscenza della psicologia della famiglia sarà d’aiuto perché sia trasmessa in modo efficace la visione cristiana: questo sforzo educativo sia avviato già con la catechesi dell’iniziazione cristiana. Questa formazione avrà cura di rendere apprezzabile la virtù della castità, intesa come integrazione degli affetti, che favorisce il dono di sé.
Inoltre, questa formazione si deve attuare in modo induttivo, in modo che il figlio possa arrivare a scoprire da sé l’importanza di determinati valori, principi e norme , invece di imporgliele come verità indiscutibili […] ( AL264 )

3. Fragilità e immaturità
DOMANDA:

In quanto genitori o adulti di riferimento a seconda della situazione della “famiglia”
      1) Ci impegnamo responsabilmente e come missione affidata da Dio, ad aiutarli (i nostri figli) nella maturazione umana, affettiva, morale e spirituale nella fragilità del loro sviluppo e della loro crescita?

      2) Quali aspetti dell’atuale cultura e dello stile di vita degli adolescenti e dei giovani di oggi creano difficoltà nell’educazione cristiana incentrata sull’amore?

      3) Cosa possiamo fare noi adulti per educare ed aiutare a maturare la sessualità delle nuove generazioni?

32.Nel mondo attuale non mancano tendenze culturali che mirano ad imporre una sessualità senza limiti di cui si vogliono esplorare tutti i versanti, anche quelli più complessi. La questione della fragilità affettiva è di grande attualità: una affettività narcisistica, instabile e mutevole non aiuta la persona a raggiungere una maggiore maturità. Vanno denunciati con fermezza: la grande diffusione della pornografia e della commercializzazione del corpo, favorita anche da un uso distorto di internet; la costrizione alla prostituzione e il suo sfruttamento. .[…]
Il Concilio Vaticano I I prospettava la necessità di « una positiva e prudente educazione sessuale » che raggiungesse i bambini e g li adolescenti « man mano che cresce la loro età » e « tenuto conto del progresso della psicologia, della pedagogia e della didattica » […] ( AL280)

4. Tecnica e procreazioneumana
DOMANDA:

      1- La partenità o la maternità sono un dono di Dio o un diritto del’essere umano?

      2- Le nuove tecnologie cue permettono la procreazione e la fecondità molto oltre i limiti naturali, fino a che punto arriva il diritto all’essere padre o madre oppure si tratta di un dono di Dio?

      3- Si può essere padre o madre a qualunque costo e senza alcun limite, solo perché la scienza lo permette?

      4- La posizione dei Vescovi è che “ tutto ciò che scientificamente è possibile non è scientificamente permesso ” . Qual’è la tua opinione?

33. La rivoluzione biotecnologica nel campo della procreazione umana ha introdotto la possibilità di manipolare l’atto generativo, rendendolo indipendente dalla relazione sessuale tra uomo e donna. In questo modo, la vita umana e la genitorialità sono divenute realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie, non necessariamente eterosessuali e regolarmente coniugate. Questo fenomeno si è presentato negli ultimi tempi come una novità assoluta sulla scena dell’umanità, e sta acquistando una sempre maggiore diffusione. Tutto ciò ha profonde ripercussioni nella dinamica delle relazioni, nella struttura della vita sociale e negli ordinamenti giuridici, che intervengono per tentare di regolamentare pratiche già in atto e situazioni differenziate. In questo contesto la Chiesa avverte la necessità di dire una parola di verità e di speranza. […]
L a f a m i g li a è l’ a m b i t o n o n s o l o d e ll a g e n e r a z i o n e , m a a n c h e dell’accoglienza della vita che arriva come dono di Dio […] (AL166)

5. La sfida per la pastorale
DOMANDA:

      1- Senza rinunciare all’ideale cristiano  del matrimonio e della famiglia, che gesti di misericordia e vicinanza pastorale abbiamo fatto come Chiesa e personalmente  verso le nuove realtà “familiari”?

       2- Che cosa dovremmo fare ancora? 

34. […]Nella formazione alla vita coniugale e familiare, la cura pastorale terrà conto della pluralità delle situazioni concrete. Se da una parte, bisogna promuovere percorsi che garantiscano la formazione dei giovani al matrimonio, dall’altra, occorre accompagnare coloro che vivono da soli o senza costituire un nuovo nucleo familiare,
restando frequentemente legati alla famiglia d’origine. Anche le coppie che non possono avere figli devono essere oggetto di una particolare attenzione pastorale da parte della Chiesa, che le aiuti a scoprire il disegno di Dio sulla loro situazione, a servizio di tutta la comunità. Tutti hanno bisogno di uno sguardo di comprensione, tenendo conto che le situazioni di distanza dalla vita ecclesiale non sempresonovolute, spesso sono indotte e a volte anche subite. Nell’ottica della fede non ci sono esclusi: tutti sono amati da Dio e stanno a cuore all’agire pastorale della Chiesa.
Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia » [ …] (AL 310).
[…] n e l c o n t e s t o d i u n d i s c e r n i m e n t o pastorale c a r i c o d i a m o r e misericordioso, che si dispone sempre a comprendere, a perdonare, ad accompagnare, a sperare, e soprattutto a integrare. (AL 312).

DOMANDE INTEGRATIVE AL TEMA: 

      1- La famiglia è patrimonio dell’umanità, un santuario di vita, un tesoro. In quale di questi aspetti abbiamo sperimentato e testimoniato che sono certe le affermazioni su questa realtà familiare, tanto ricca e così semplice alle volte?

      2- Indica parole quali, per esempio, integrare, coinvolgere, accettare, accompagnare, etc (offrire speranza, tempo, pazienza). Quali altre sarebbero di aiuto per alcuna delle situazioni descritte anteriormente, considerando ha la Chiesa cerca di sviluppare mezzi per diventare più inclusiva?

      3- Come il nostro carisma aiuta ad appredere e maturare in questa “pedagogia dell’amore che sono il matrimonio e la famiglia”? 

 

Documenti:
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa francesco_esortazione - ap_20160319_amoris - laetitia.html http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20151026_re lazione - finale - xiv - assemblea_it.html
Finiamo la sessionepregandoinsieme: LA PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA

Ottobre, 2016 

Ordo Franciscanus Saecularis 
CONSIGLIO INTERNAZIONALE
COMMISSIONE FAMIGLIA
 Silvia Diana OFS 
CONCLUSIONI DEL SINODO SULLA FAMIGLIA, OTTOBRE 2015
CAPITOLO III 

 

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Questo III Capítolo ci presenta “Famiglia, inclusione e societá” con molti temi importanti a condividere e rifflettere insieme; vi proponiamo di leggere completamente tutto il capitolo.Noi faremo una riflessione sopra alcuni punti, ma proponiamo che ogni fraternirá cerchi di approfondarli secondo la necessitá di ogni realtá locale.
Condividiamo in fraternitá le seguenti domande:
          1. Come é la realtá dei nostri nonni, persone con necessitá speciali, persone non sposate, nelle nostre famiglie e nel nostro intorno?

          2. Migranti, profugi e perseguitati, vivono nelle nostre cittá, qual é la loro situazione?

          3. La donna: quali sono le situazioni di disagio per le donne di oggi?

          4. I nostri bambini ed i giovani sono felici? Sono rispettati i loro diritti nella nostra societá?
Alla luce dei documenti ci formiamo:

La terza età


I nostri nonni sono molto importanti nella rcostruzione dei valori della famiglia:
Uno dei compiti più gravi e urgenti della famiglia cristiana è di custodire il legame tra le generazioni per la trasmissione della fede e dei valori fondamentali della vita. […] La presenza dei nonni in famiglia merita una peculiare attenzione. Essi costituiscono l’anello di congiunzione tra le generazioni, e assicurano un equilibrio psico-affettivo attraverso la trasmissione di tradizioni e di abitudini, di valori e virtù, in cui i più giovani possono riconoscere le proprie radici […] (N°17/18.)
Il papa Francesco nella sua esortazione Amoris Lartitia ci dice:« Non gettarmi via nel tempo della vecchiaia, non abbandonarmi quando declinano le mie forze » (Sal 71,9). È il grido dell’anziano, che teme l’oblio e il disprezzo. Così come Dio ci invita ad essere suoi strumenti per ascoltare la supplica dei poveri, Egli attende anche da noi che ascoltiamo il grido degli anziani. Questo interpella le famiglie e le comunità, perché « la Chiesa non può
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e non vuole conformarsi ad una mentalità di insofferenza, e tanto meno di indifferenza e di disprezzo, nei confronti della vecchiaia. Dobbiamo risvegliare il senso collettivo di gratitudine, di apprezzamento, di ospitalità, che facciano sentire l’anziano parte viva della sua comunità. Gli anziani sono uomini e donne, padri e madri che sono stati prima di noi sulla nostra stessa strada, nella nostra stessa casa, nella nostra quotidiana battaglia per una vita degna ». Perciò, « come vorrei una Chiesa che sfida la cultura dello scarto con la gioia traboccante di un nuovo abbraccio tra i giovani e gli anziani! ».[…] ( AL191).La mancanza di memoria storica è un grave difetto della nostra società. È la mentalità immatura dell’“ormai è passato”. Conoscere e poter prendere posizione di fronte agli avvenimenti passati è l’unica possibilità di costruire un futuro che abbia senso. Non si può educare senza memoria: « Richiamate alla memoria quei primi giorni » (Eb 10,32). I racconti degli anziani fanno molto bene ai bambini e ai giovani, poiché li mettono in collegamento con la storia vissuta sia della famiglia sia del quartiere e del Paese. […](AL 193)

Persone con bisogni speciali


Quanto amore si riflette nelle famiglie che danno valore alla vita...
[…] Meritano grande ammirazione le famiglie che accettano con amore la difficile prova di un figlio disabile. Esse danno alla Chiesa e alla società una testimonianza preziosa di fedeltà al dono della vita. La famiglia che accetta con lo sguardo della fede la presenza di persone con disabilità potrà riconoscere e garantire la qualità e il valore di ogni vita, con i suoi bisogni, i suoi diritti e le sue opportunità. Essa solleciterà servizi e cure, e promuoverà compagnia ed affetto, in ogni fase della vita. (N° 21) (AL 47)

Le persone non sposate


Nelle nostre fraternitá ci sono molti fratelli e sorelle che hanno optato per questa condizione di vita...
Molte persone che vivono senza sposarsi non soltanto sono dedite alla propria famiglia d’origine, ma spesso rendono grandi servizi nella loro cerchia di amici, nella comunità ecclesiale e nella vita professionale. Nondimeno, la loro presenza e il loro contributo sono spesso trascurati, e questo procura loro un certo senso di isolamento. Fra di esse, non di rado, si possono trovare nobili motivazioni che li impegnano totalmente nell’arte, nella scienza e per il bene dell’umanità. Molti, poi, mettono i loro talenti a servizio della comunità cristiana nel segno della carità e del volontariato. Vi sono poi coloro che non si sposano perché consacrano la vita per amore di Cristo e dei fratelli. Dalla loro dedizione, la famiglia, nella Chiesa e nella società, è grandemente arricchita.(N° 22)

Migranti, profughi, perseguitati


Una realtá che oggi ci sfida é l’accoglienza ed il lavoro con questi fratelli...
Siamo tutti dei Pellegrini: Merita particolare attenzione pastorale l’effetto del fenomeno migratorio sulla famiglia. Esso tocca, con modalità differenti, intere popolazioni, in diverse parti del mondo. La Chiesa ha esercitato in questo campo un ruolo di primo piano. La necessità di mantenere e sviluppare questa testimonianza evangelica (cf. Mt 25,35) appare oggi più che mai urgente. La storia dell’umanità è una storia di migranti: questa
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verità è inscritta nella vita dei popoli e delle famiglie. Anche la nostra fede lo ribadisce: siamo tutti dei pellegrini. […] L’accompagnamento dei migranti esige una pastorale specifica rivolta alle famiglie in migrazione, ma anche ai membri dei nuclei familiari rimasti nei luoghi d’origine. Ciò deve essere attuato nel rispetto delle loro culture, della formazione religiosa ed umana da cui provengono, della ricchezza spirituale dei loro riti e tradizioni, anche mediante una cura pastorale specifica. «È importante guardare ai migranti non soltanto in base alla loro condizione di regolarità o di irregolarità, ma soprattutto come persone che, tutelate nella loro dignità, possono contribuire al benessere e al progresso di tutti, in particolar modo quando assumono responsabilmente dei doveri nei confronti di chi li accoglie, rispettando con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del Paese che li ospita, obbedendo alle sue leggi e contribuendo ai suoi oneri» (Francesco, Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2016, 12 settembre 2015). […] (N ° 23).

I bambini


Gesú ha detto: “Lasciate che i bambini vengano a me, perché el Regno dei cieli é di chi si fa come loro”. (Mt 19,14)
I bambini sono una benedizione di Dio (cf. Gn 4,1). Essi devono essere al primo posto nella vita familiare e sociale, e costituire una priorità nell’azione pastorale della Chiesa. «In effetti, da come sono trattati i bambini si può giudicare la società, ma non solo moralmente, anche sociologicamente, se è una società libera o una società schiava di interessi internazionali.[…] I bambini ci ricordano […] che siamo sempre figli […].E questo ci riporta sempre al fatto che la vita non ce la siamo data noi ma l’abbiamo ricevuta» (Francesco, Udienza generale, 18 marzo 2015). [...] (N ° 26).
“ La famiglia non può rinunciare ad essere luogo di sostegno, di accompagnamento, di guida, anche se deve reinventare i suoi metodi e trovare nuove risorse. Ha bisogno di prospettare a che cosa voglia esporre i propri figli. A tale scopo non deve evitare di domandarsi chi sono quelli che si occupano di dare loro divertimento e intrattenimento, quelli che entrano nelle loro abitazioni attraverso gli schermi, quelli a cui li affidano per guidarli nel loro tempo libero. Soltanto i momenti che passiamo con loro, parlando con semplicità e affetto delle cose importanti, e le sane possibilità che creiamo perché possano occupare il loro tempo permetteranno di evitare una nociva invasione. C’è sempre bisogno di vigilanza. L’abbandono non fa mai bene. I genitori devono orientare e preparare i bambini e gli adolescenti affinché sappiano affrontare situazioni in cui ci possano essere, per esempio, rischi di aggressioni, di abuso o di tossicodipendenza.”(AL260)
“L’infanzia, oggigiorno, dev’essere oggetto di una attenzione prioritaria da parte della Chiesa, della famiglia e delle istituzioni dello Stato, sia per le possibilitá che offre, come per la vulnerabilitá alla quale stá esposta. I bambini sono un dono ed un segno della presenza de Dio nel nostro mondo per la loro capacitá di accettare con semplicitá il messaggio evangelico. Gesú li ha scelti con speciale tenerezza (Cfr. Mt 19,14), ed ha presentato la loro capacitá di accogliere il Vangelo come il modelo per entrare nel Regno di Dio (Cfr. Mc 10,14; Mt 18,3). Vediamo con dolore la situazione di povertá, di violenza intrafamiliar (soprattutto nelle famiglie irregolari o dismembrate), di abuso sessuale, nella quale si trova una buona parte della nostra infanzia: i settori dell’infanzia lavoratrice, bambini della strada, bambini portatori di HIV, orfani, bambini soldati, e bambini e bambine ingannati ed esposti alla pornografia y prostituzione forzata, sia virtuale che reale. Soprattutto, la prima infanzia (0 a 6 anni) richiede una speciale attenzione e riguardo. Non si puó rimanere indiferenti davanti alla sofferenza di tanti bambini innocenti” (Documento di Aparecida CELAM 438/439)

La donna


«Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19).
La donna ha un ruolo determinante nella vita della persona, della famiglia e della società. «Ogni persona umana deve la vita a una madre, e quasi sempre deve a lei molto della propria esistenza successiva, della formazione umana e spirituale» (Francesco, Udienza Generale, 7 gennaio 2015). […] Resta vero, però, che la condizione femminile nel mondo è soggetta a grandi differenze che derivano in prevalenza da fattori socio-culturali. La dignità della donna ha bisogno di essere difesa e promossa. […] Può contribuire al riconoscimento sociale del ruolo determinante delle donne una maggiore valorizzazione della loro responsabilità nella Chiesa: il loro intervento nei processi decisionali, la loro partecipazione al governo di alcune istituzioni, il loro coinvolgimento nella formazione dei ministri ordinati. (N ° 27)

L’uomo


San Giuseppe, uomo giusto, il quale nell’ora del pericolo«prese con sé il bambino e sua madre nella notte» (Mt 2,14)
L’uomo riveste un ruolo egualmente decisivo nella vita della famiglia, con particolare riferimento alla protezione e al sostegno della sposa e dei figli. Modello di questa figura è San Giuseppe, uomo giusto, il quale nell’ora del pericolo«prese con sé il bambino e sua madre nella notte» (Mt 2,14) e li portò in salvo. Molti uomini sono consapevoli dell’importanza del proprio ruolo nella famiglia e lo vivono con le qualità peculiari dell’indole maschile. L’assenza del padre segna gravemente la vita familiare, l’educazione dei figli e il loro inserimento nella società. La sua assenza può essere fisica, affettiva, cognitiva e spirituale. Questa carenza priva i figli di un modello adeguato del comportamento paterno. […] (N ° 28)

I giovani


Molti giovani continuano a vedere il matrimonio come il grande anelito della loro vita e il progetto di una famiglia propria come la realizzazione delle loro aspirazioni. Essi assumono concretamente, tuttavia, atteggiamenti diversi di fronte al matrimonio. […]I giovani battezzati vanno incoraggiati a non esitare dinanzi alla ricchezza che ai loro progetti di amore procura il sacramento del matrimonio, forti del sostegno che ricevono dalla grazia di Cristo e dalla possibilità di partecipare pienamente alla vita della Chiesa. È perciò necessario discernere più attentamente le motivazioni profonde della rinuncia e dello scoraggiamento. I giovani possono acquistare maggior fiducia nei confronti della scelta matrimoniale grazie a quelle famiglie che, nella comunità cristiana, offrono loro l’esempio affidabile di una testimonianza durevole nel tempo. (N ° 29)

LAVORO FINALE:
          *Davanti a queste sfide e provocazioni, quali sarebbero le linee di azione e gli impegni che dovremo assumere?

          *Specialmente con i fratelli maggiori delle nostre fraternitá, quali impegni dobbiamo assumere per accompagnarli in questa tapa della loro vita?

 

LA PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA


Gesù, Maria e Giuseppe

in te contempliamo lo splendore del vero amore,

a te, con fiducia veniamo.

Santa Famiglia di Nazareth,

rendi anche le nostre famiglie il luogo di Cenacolo,

di comunione e di preghiera,

autentiche scuole di Vangelo e piccole chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazareth,

Che non ci siano mainelle famiglie episodi di violenza,

di isolamento e di divisione;

che chi è stato ferito o offeso sia presto essere confortati e guarito.

Santa Famiglia di Nazareth,

sensibilizzare a tutti il carattere sacro e inviolabile della famiglia,

la sua bellezza nel piano di Dio. Gesù,

Maria e Giuseppe, ascoltino e ricevano la nostra preghiera.

Amen.
Lulio 2016

Ordo Franciscanus Saecularis 
CONSIGLIO INTERNAZIONALE
COMMISSIONE FAMIGLIA
Fr. Francis Dor OFMCap.
CONCLUSIONI DEL SINODO SULLA FAMIGLIA, OTTOBRE 2015
PARTE 2 -Capitolo II

 

La Famiglia nel contest Socio-Economico

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L’8 aprile scorso, è stato pubblicata L’Esortazione Apostolica Post-sinodale Amoris lætitia (AL) del Santo Padre, Papa Francesco sull’amore nella famiglia, basata sulle conclusioni del Sinodo1. Non si potrebbe sottolineare abbastanza L’importanza della famiglia per la società in generale e per la Chiesa in particolare. Di fatti, “La famiglia è la cellula vitale della società”. Perciò, “Il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa” (AL 31). Il capitolo secondo delle Conclusioni del Sinodo (n° 11- n° 16), presenta una visione globale del contesto socio-economico della famiglia oggi.

Prima, sorge un principio naturale: “La famiglia insostituibile risorsa della società .” “La famiglia è una scuola di umanità più ricca [...] è il fondamento della società» (GS, 52).” Questo significa che se la famiglia vien destabilizzata, la società non può stare in piedi. La famiglia “è la cellula fondamentale della società, che apporta legami solidi di unione sui quali si basa la convivenza umana e, con la generazione e l’educazione dei suoi figli, assicura il rinnovamento e il futuro della società.” (n°12).

Allora, qual è il contesto socio-economico odierno della famiglia?
È un contesto segnato da “instabilità e ambiguità” (cf. Al 33). Domina una concessione sbagliata della libertà; “oggi è facile confondere la genuina libertà con l’idea che ognuno giudica come gli pare, come se al di là degli individui non ci fossero verità, valori, principi che ci orientino, come se tutto fosse uguale e si dovesse permettere qualsiasi cosa.” (AL 34). “Non si avverte più con chiarezza che solo l’unione esclusiva e indissolubile tra un uomo e una donna svolge una funzione sociale piena, essendo un impegno stabile e rendendo possibile la fecondità.” (AL 52). Per ciò, la missione evangelizzatrice della Chiesa per la famiglia è urgente.

È un contesto segnato dalla solitudine e dalla insicurezza. “Nei contesti culturali in cui le relazioni sono rese fragili da stili di vita egoistici, la solitudine diventa sempre più una condizione diffusa. … La sensazione generale di impotenza nei confronti di una realtà socio-economica opprimente, della crescente povertà e della precarietà lavorativa, impone sempre più spesso la ricerca di impiego lontano dalla famiglia, al fine di poterla sostenere. Tale necessità determina lunghe assenze e separazioni che indeboliscono le relazioni e isolano i membri della famiglia gli uni dagli altri” (n°13). “Le famiglie soffrono in modo particolare i problemi che riguardano il lavoro. Le possibilità per i giovani sono poche e l’offerta di lavoro è molto selettiva e precaria.” (n°14).

Povertà e Esclusione: “Alcuni gruppi sociali e religiosi si trovano ovunque ai margini della società: migranti, zingari, senzatetto, profughi e rifugiati, gli intoccabili secondo il sistema delle caste e coloro che sono affetti da malattie con stigma sociale” (N° 15). In queste situazioni difficili, molte presone trovano il rifugio proprio nei legami famigliari. “Nonostante le enormi difficoltà che incontrano, molte famiglie povere ed emarginate si sforzano di vivere con dignità nella loro vita quotidiana, affidandosi a Dio che non delude e non abbandona nessuno” (N°15).

Economia e Crescita: Generalmente, “Le coercizioni economiche escludono l’accesso delle famiglie all’educazione, alla vita culturale e alla vita sociale attiva” (N° 14). Il risultato è una società sempre più povera che perché non approfitta delle sue risorse umane. Però, “Il condizionamento materiale ed economico ha un influsso sulla vita familiare nei due sensi:può contribuire alla sua crescita e facilitare il suo sbocciare oppure ostacolare il suo fiorire, la sua unità e la sua coerenza” (N° 14).

Quello che appare oggi per molti come una grande crisi economica e politica, è anzitutto una profonda crisi umanitaria. “l’uomo, la persona umana è stata tolta dal centro ed è stata sostituita da un’altra cosa. Perché si rende un culto idolatrico al denaro” (N° 15). Il risultato inevitabile è diversi formi di esclusione, “che rendono spesso i poveri invisibili agli occhi della società”,; una situazione aggravata dalla “cultura dominante e i mezzi di comunicazione” (n° 15).

Per andare avanti:

Una politica a favore della Famiglia: Il primo modo per le autorità di coltivare buone famiglie è di mettere in posto sistemi politici a favore di essa. “Le autorità responsabili del bene comune debbono sentirsi seriamente impegnate nei confronti di questo bene sociale primario che è la famiglia” (n°12). “È responsabilità dello Stato creare le condizioni legislative e di lavoro per garantire l’avvenire dei giovani e aiutarli a realizzare il loro progetto di fondare una famiglia.” (n° 13). Per esempio, “Le giornate lavorative sono lunghe e spesso appesantite da lunghi tempi di trasferta. Questo non aiuta i familiari a ritrovarsi tra loro e con i figli, in modo da alimentare quotidianamente le loro relazioni.” (n°14).

Ecologia e famiglia: Anche nella preoccupazione ecologica, non si può accantonare la famiglia; che “deve essere adeguatamente protetta” (n° 16). Esplorando elementi per una “ecologia integrale”, deve coinvolgere non solo l’ambiente ma anche le condizioni umane, sociali e economici conveniente per un servizio alla creazione. La grande domanda è: “chi si occupa oggi di sostenere i coniugi, di aiutarli a superare i rischi che li minacciano, di accompagnarli nel loro ruolo educativo, di stimolare la stabilità dell’unione coniugale?” (AL 52). La Chiesa continua a manifestare il suo amore per la famiglia e spinge tutti I suoi figli e tutte le persone di buona volontà ad aiutare la famiglia.

La testimonianza Cristiana sulla bellezza del matrimonio e sulla saggezza divina nascosta in esso e nella famiglia è di una importanza primaria in un contesto come sopra. “Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, o per sentimenti di inferiorità di fronte al degrado morale e umano.” (AL 35). La forza della famiglia “risiede essenzialmente nella sua capacità di amare e di insegnare ad amare.” (AL 53).

Per la condivisione in Fraternità:

1. Leggete La Regola OFS, n°. 17.

2. Il contesto socio-economico analizzato sopra, come si applica nel vostro contesto particolare?

3. Qual è il vostro contributo nelle strategie della Chiesa locale per aiutare la famiglia del vostro contesto?


Finiamo la sessione pregando insieme:

LA PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA

Gesù, Maria e Giuseppe in voi contempliamo
lo splendore del vero amore, a voi, con fiducia veniamo.
Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche
le nostre famiglie il luogo di Cenacolo, di comunione e di preghiera,
autentiche scuole di Vangelo e piccole chiese domestiche.
Santa Famiglia di Nazareth,
Che non ci siano mainelle famiglie episodi
di violenza, di isolamento e di divisione;
che chi è stato ferito o offeso
sia presto essere confortati e guarito.
Santa Famiglia di Nazareth, sensibilizzare a tutti
il carattere sacro e inviolabile della famiglia,
la sua bellezza nel piano di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltino e ricevano la nostra preghiera.
Amen.

Maggio 2016.

1 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20160319_amoris-laetitia.html

Ordo Franciscanus Saecularis 
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Fr. Francis Dor OFMCap.
CONCLUSIONI DEL SINODO SULLA FAMIGLIA, OTTOBRE 2015
PARTE 2 -Capitolo II

 

La Famiglia nel contesto Socio-Economico

PDF

L’8 aprile scorso, è stato pubblicata L’Esortazione Apostolica Post-sinodale Amoris lætitia (AL) del Santo Padre, Papa Francesco sull’amore nella famiglia, basata sulle conclusioni del Sinodo1. Non si potrebbe sottolineare abbastanza L’importanza della famiglia per la società in generale e per la Chiesa in particolare. Di fatti, “La famiglia è la cellula vitale della società”. Perciò, “Il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa” (AL 31). Il capitolo secondo delle Conclusioni del Sinodo (n° 11- n° 16), presenta una visione globale del contesto socio-economico della famiglia oggi.

Prima, sorge un principio naturale: “La famiglia insostituibile risorsa della società .” “La famiglia è una scuola di umanità più ricca [...] è il fondamento della società» (GS, 52).” Questo significa che se la famiglia vien destabilizzata, la società non può stare in piedi. La famiglia “è la cellula fondamentale della società, che apporta legami solidi di unione sui quali si basa la convivenza umana e, con la generazione e l’educazione dei suoi figli, assicura il rinnovamento e il futuro della società.” (n°12).

Allora, qual è il contesto socio-economico odierno della famiglia?
È un contesto segnato da “instabilità e ambiguità” (cf. Al 33). Domina una concessione sbagliata della libertà; “oggi è facile confondere la genuina libertà con l’idea che ognuno giudica come gli pare, come se al di là degli individui non ci fossero verità, valori, principi che ci orientino, come se tutto fosse uguale e si dovesse permettere qualsiasi cosa.” (AL 34). “Non si avverte più con chiarezza che solo l’unione esclusiva e indissolubile tra un uomo e una donna svolge una funzione sociale piena, essendo un impegno stabile e rendendo possibile la fecondità.” (AL 52). Per ciò, la missione evangelizzatrice della Chiesa per la famiglia è urgente.

È un contesto segnato dalla solitudine e dalla insicurezza. “Nei contesti culturali in cui le relazioni sono rese fragili da stili di vita egoistici, la solitudine diventa sempre più una condizione diffusa. … La sensazione generale di impotenza nei confronti di una realtà socio-economica opprimente, della crescente povertà e della precarietà lavorativa, impone sempre più spesso la ricerca di impiego lontano dalla famiglia, al fine di poterla sostenere. Tale necessità determina lunghe assenze e separazioni che indeboliscono le relazioni e isolano i membri della famiglia gli uni dagli altri” (n°13). “Le famiglie soffrono in modo particolare i problemi che riguardano il lavoro. Le possibilità per i giovani sono poche e l’offerta di lavoro è molto selettiva e precaria.” (n°14).

Povertà e Esclusione: “Alcuni gruppi sociali e religiosi si trovano ovunque ai margini della società: migranti, zingari, senzatetto, profughi e rifugiati, gli intoccabili secondo il sistema delle caste e coloro che sono affetti da malattie con stigma sociale” (N° 15). In queste situazioni difficili, molte presone trovano il rifugio proprio nei legami famigliari. “Nonostante le enormi difficoltà che incontrano, molte famiglie povere ed emarginate si sforzano di vivere con dignità nella loro vita quotidiana, affidandosi a Dio che non delude e non abbandona nessuno” (N°15).

Economia e Crescita: Generalmente, “Le coercizioni economiche escludono l’accesso delle famiglie all’educazione, alla vita culturale e alla vita sociale attiva” (N° 14). Il risultato è una società sempre più povera che perché non approfitta delle sue risorse umane. Però, “Il condizionamento materiale ed economico ha un influsso sulla vita familiare nei due sensi:può contribuire alla sua crescita e facilitare il suo sbocciare oppure ostacolare il suo fiorire, la sua unità e la sua coerenza” (N° 14).

Quello che appare oggi per molti come una grande crisi economica e politica, è anzitutto una profonda crisi umanitaria. “l’uomo, la persona umana è stata tolta dal centro ed è stata sostituita da un’altra cosa. Perché si rende un culto idolatrico al denaro” (N° 15). Il risultato inevitabile è diversi formi di esclusione, “che rendono spesso i poveri invisibili agli occhi della società”,; una situazione aggravata dalla “cultura dominante e i mezzi di comunicazione” (n° 15).

Per andare avanti:

Una politica a favore della Famiglia: Il primo modo per le autorità di coltivare buone famiglie è di mettere in posto sistemi politici a favore di essa. “Le autorità responsabili del bene comune debbono sentirsi seriamente impegnate nei confronti di questo bene sociale primario che è la famiglia” (n°12). “È responsabilità dello Stato creare le condizioni legislative e di lavoro per garantire l’avvenire dei giovani e aiutarli a realizzare il loro progetto di fondare una famiglia.” (n° 13). Per esempio, “Le giornate lavorative sono lunghe e spesso appesantite da lunghi tempi di trasferta. Questo non aiuta i familiari a ritrovarsi tra loro e con i figli, in modo da alimentare quotidianamente le loro relazioni.” (n°14).

Ecologia e famiglia: Anche nella preoccupazione ecologica, non si può accantonare la famiglia; che “deve essere adeguatamente protetta” (n° 16). Esplorando elementi per una “ecologia integrale”, deve coinvolgere non solo l’ambiente ma anche le condizioni umane, sociali e economici conveniente per un servizio alla creazione. La grande domanda è: “chi si occupa oggi di sostenere i coniugi, di aiutarli a superare i rischi che li minacciano, di accompagnarli nel loro ruolo educativo, di stimolare la stabilità dell’unione coniugale?” (AL 52). La Chiesa continua a manifestare il suo amore per la famiglia e spinge tutti I suoi figli e tutte le persone di buona volontà ad aiutare la famiglia.

La testimonianza Cristiana sulla bellezza del matrimonio e sulla saggezza divina nascosta in esso e nella famiglia è di una importanza primaria in un contesto come sopra. “Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, o per sentimenti di inferiorità di fronte al degrado morale e umano.” (AL 35). La forza della famiglia “risiede essenzialmente nella sua capacità di amare e di insegnare ad amare.” (AL 53).

Per la condivisione in Fraternità:

1. Leggete La Regola OFS, n°. 17.

2. Il contesto socio-economico analizzato sopra, come si applica nel vostro contesto particolare?

3. Qual è il vostro contributo nelle strategie della Chiesa locale per aiutare la famiglia del vostro contesto?


Finiamo la sessione pregando insieme:

LA PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA

Gesù, Maria e Giuseppe in voi contempliamo
lo splendore del vero amore, a voi, con fiducia veniamo.
Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche
le nostre famiglie il luogo di Cenacolo, di comunione e di preghiera,
autentiche scuole di Vangelo e piccole chiese domestiche.
Santa Famiglia di Nazareth,
Che non ci siano mainelle famiglie episodi
di violenza, di isolamento e di divisione;
che chi è stato ferito o offeso
sia presto essere confortati e guarito.
Santa Famiglia di Nazareth, sensibilizzare a tutti
il carattere sacro e inviolabile della famiglia,
la sua bellezza nel piano di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltino e ricevano la nostra preghiera.
Amen.

Maggio 2016.

1 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20160319_amoris-laetitia.html

 

Incoraggiamo le Fraternità OFS e Gi.Fra ad organizzare una riunione, un incontro familiare, il giorno 28 aprile o intorno a questa data, nel quale celebriamo la memoria dei “Beati Lucchesio e Buonadonna” e speriamo che possiate condividere un giorno pieno di allegria, di speranza, di vita fraterna insieme con le vostre famiglie;

inoltre vi incoraggiamo a condividere con noi le vostre esperienze di questo incontro, attraverso notizie, fotografie, etc.

http://www.ciofs.org/portal/index.php/it/commissione-famiglia/1463-presentazione-della-commissione-famiglia