Ordine Francescano Secolare

Ordo Franciscanus Sæcularis

  • Register

Ordo Franciscanus Saecularis 
CONSIGLIO INTERNAZIONALE


COMMISSIONE FAMIGLIA 

                                                          Silvia Diana OFS.

                                                                      Traduzione: Noemi Paola Riccardi OFS 

 


CONCLUSIONI SUL SINODO DELLA FAMIGLIA

PARTE Capitolo III

 

La famiglia nella dottrina cristiana 

PDF

Il Capitolo III ci presenta la Famiglia nella dottrina cristiana: continuiamo ad approfondire la ricchezza della Esortazione Apostolica Amoris Lætitia (AL) e a condividerla nelle nostre realtà locali, per rafforzare le nostre famiglie ed accompagnare il cammino dei fratelli. Leggiamo i testi proposti e poi dialoghiamo per condividere in Fraternità partendo dalle domande:

 

Matrimonio nell’ordine della creazione e pienezza sacramentale

[…] Risulta particolarmente opportuno comprendere in chiave cristocentrica le proprietà naturali del matrimonio, che costituiscono il bene dei coniugi (bonum coniugum), che comprende unità, apertura alla vita, fedeltà e indissolubilità. Alla luce del Nuovo Testamento secondo cui tutto è stato creato per mezzo di Cristo e in vista di lui (cf. Col 1,16; Gv 1,1ss), il Concilio Vaticano II ha voluto esprimere apprezzamento per il matrimonio naturale e per gli elementi positivi presenti nelle altre religioni (cf. LG, 16;NA, 2) e nelle diverse culture, nonostante limiti e insufficienze (cf. RM, 55). Il discernimento della presenza dei “semina Verbi” nelle altre culture (cf. AG, 11) può essere applicato anche alla realtà matrimoniale e familiare. Oltre al vero matrimonio naturale ci sono elementi positivi presenti nelle forme matrimoniali di altre tradizioni religiose. Queste forme - comunque fondate sulla relazione stabile e vera di un uomo e una donna -, riteniamo siano ordinate al sacramento. Con lo sguardo rivolto alla saggezza umana dei popoli, la Chiesa riconosce anche questa famiglia come cellula basilare necessaria e feconda della convivenza umana.(47)

Indissolubilità e fecondità dell’unione sponsale

L’irrevocabile fedeltà di Dio all’alleanza è il fondamento dell’indissolubilità del matrimonio. L’amore completo e profondo tra i coniugi non si basa solo sulle capacità umane: Dio sostiene questa alleanza con la forza del suo Spirito. La scelta che Dio ha fatto nei nostri confronti si riflette in certo modo nella scelta del coniuge: come Dio mantiene la sua promessa anche quando falliamo, così l’amore e la fedeltà coniugale valgono “nella buona e nella cattiva sorte”. Il matrimonio è dono e promessa di Dio, che ascolta la preghiera di coloro che chiedono il suo aiuto. La durezza di cuore dell’uomo, i suoi limiti e la sua fragilità di fronte alla tentazione sono una grande sfida per la vita comune. La testimonianza di coppie che vivono fedelmente il matrimonio mette in luce il valore di questa unione indissolubile e suscita il desiderio di rinnovare continuamente l’impegno della fedeltà. L’indissolubilità corrisponde al desiderio profondo di amore reciproco e duraturo che il Creatore ha posto nel cuore umano, ed è un dono che Egli stesso fa ad ogni coppia: «quello che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi» (Mt 19,6; cf. Mc 10,9).[…](48)

I beni della familia

Il matrimonio è la «comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla generazione e educazione della prole» (CIC, can. 1055 - §1). Nella reciproca accoglienza,i nubendi si promettono dono totale, fedeltà e apertura alla vita. Nella fede e con la grazia di Cristo, essi riconoscono i doni che Dio offre loro e si impegnano in suo nome di fronte alla Chiesa. Dio consacra l’amore degli sposi e ne conferma l’indissolubilità, offrendo loro la sua grazia per vivere la fedeltà, l’integrazione reciproca e l’apertura alla vita. Rendiamo grazie a Dio per il matrimonio perché, attraverso la comunità di vita e d’amore, i coniugi cristiani conoscono la felicità e sperimentano che Dio li ama personalmente, con passione e tenerezza.[…](49)

La fecondità degli sposi, in senso pieno, è spirituale: essi sono segni sacramentali viventi, sorgenti di vita per la comunità cristiana e per il mondo. L’atto della generazione, che manifesta la «connessione inscindibile» tra valore unitivo e procreativo – messo in evidenza dal Beato Paolo VI (cf. HV, 12) - deve essere compreso nell’ottica della responsabilità dei genitori nell’impegno per la cura e l’educazione cristiana dei figli. Questi sono il frutto più prezioso dell’amore coniugale. Dal momento che il figlio è una persona, egli trascende coloro che lo hanno generato. «Essere figlio e figlia, infatti, secondo il disegno di Dio, significa portare in sé la memoria e la speranza di un amore che ha realizzato se stesso proprio accendendo la vita di un altro essere umano, originale e nuovo. E per i genitori ogni figlio è se stesso, è differente, è diverso» (Francesco, Udienza generale, 11 febbraio 2015). La bellezza del dono reciproco e gratuito, la gioia per la vita che nasce e la cura amorevole di tutti i membri, dai piccoli agli anziani, sono alcuni dei frutti che rendono unica e insostituibile la risposta alla vocazione della famiglia. Le relazioni familiari concorrono in modo decisivo alla costruzione solidale e fraterna dell’umana società,irriducibile alla convivenza degli abitanti di un territorio o dei cittadini di uno Stato.(50)

« una delle sfide fondamentali di fronte a cui si trovano le famiglie oggi è sicuramente quella educativa, resa più impegnativa e complessa dalla realtà culturale attuale e della grande influenza dei media ».« La Chiesa svolge un ruolo prezioso di sostegno alle famiglie, partendo dall’iniziazione cristiana, attraverso comunità accoglienti ».Tuttavia mi sembra molto importante ricordare che l’educazione integrale dei figli è « dovere gravissimo » e allo stesso tempo « diritto primario » dei genitori. Non si tratta solamente di un’incombenza o di un peso, ma anche di un diritto essenziale e insostituibile che sono chiamati a difendere e che nessuno dovrebbe pretendere di togliere loro. Lo Stato offre un servizio educativo in maniera sussidiaria, accompagnando la funzione non delegabile dei genitori, che hanno il diritto di poter scegliere con libertà il tipo di educazione – accessibile e di qualità – che intendono dare ai figli secondo le proprie convinzioni. La scuola non sostituisce i genitori bensì è ad essi complementare. Questo è un principio basilare: « Qualsiasi altro collaboratore nel processo educativo deve agire in nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, anche su loro incarico ».Tuttavia « si è aperta una frattura tra famiglia e società, tra famiglia e scuola, il patto educativo oggi si è rotto; e così, l’alleanza educativa della società con la famiglia è entrata in crisi ».(AL 84)

Verità e bellezza della familia

Con intima gioia e profonda consolazione, la Chiesa guarda alle famiglie che sono fedeli agli insegnamenti del Vangelo, ringraziandole e incoraggiandole per la testimonianza che offrono. Grazie ad esse è resa credibile la bellezza del matrimonio indissolubile e fedele per sempre. Nella famiglia matura la prima esperienza ecclesiale della comunione tra persone, in cui si riflette, per grazia, il mistero d’amore della Santa Trinità. «È qui che si apprende la fatica e la gioia del lavoro, l’amore fraterno, il perdono generoso, sempre rinnovato, e soprattutto il culto divino attraverso la preghiera e l’offerta della propria vita» (CCC, 1657). Il Vangelo della famiglia nutre pure quei semi che ancora attendono di maturare, e deve curare quegli alberi che si sono inariditi e necessitano di non essere trascurati (cf. Lc13,6-9).La Chiesa, in quanto maestra sicura e madre premurosa, pur riconoscendo che tra i battezzati non vi è altro vincolo nuziale che quello sacramentale, e che ogni rottura di esso è contro la volontà di Dio, è anche consapevole della fragilità di molti suoi figli che faticano nel cammino della fede. «Pertanto, senza sminuire il valore dell’ideale evangelico, bisogna accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone che si vanno costruendo giorno per giorno. […] (51)

I Padri sinodali hanno insistito sul fatto che le famiglie cristiane, per la grazia del sacramento nuziale, sono i principali soggetti della pastorale familiare, soprattutto offrendo « la testimonianza gioiosa dei coniugi e delle famiglie, chiese domestiche ». Per questo hanno sottolineato che « si tratta di far sperimentare che il Vangelo della famiglia è gioia che “riempie il cuore e la vita intera”, perché in Cristo siamo “liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento” (Evangelii gaudium, 1). Alla luce della parabola del seminatore (cfr Mt 13,3-9), il nostro compito è di cooperare nella semina: il resto è opera di Dio. […] (AL 200)

« Per questo si richiede a tutta la Chiesa una conversione missionaria: è necessario non fermarsi ad un annuncio meramente teorico e sganciato dai problemi reali delle persone ». La pastorale familiare « deve far sperimentare che il Vangelo della famiglia è risposta alle attese più profonde della persona umana: alla sua dignità e alla realizzazione piena nella reciprocità, nella comunione e nella fecondità. Non si tratta soltanto di presentare una normativa, ma di proporre valori, rispondendo al bisogno di essi che si constata oggi, anche nei paesi più secolarizzati ». Inoltre « si è parimenti sottolineata la necessità di una evangelizzazione che denunzi con franchezza i condizionamenti culturali, sociali, politici ed economici, come l’eccessivo spazio dato alla logica del mercato, che impediscono un’autentica vita familiare, determinando discriminazioni, povertà, esclusioni e violenza. Per questo va sviluppato un dialogo e una cooperazione con le strutture sociali, e vanno incoraggiati e sostenuti i laici che si impegnano, come cristiani, in ambito culturale e sociopolitico ».(AL 201)


Domande per approfondire:

a) Cosa possono fare le famiglie per celebrare e proteggere il matrimonio cristiano, rimandendo fedeli agli insegnamenti del Vangelo?

b) Come accompagniamo le realtà dei nostri fratelli nel progetto di educazione dei loro figli?

c) Come rafforziamo le relazioni familiari per la costruzione solidale e fraterna della società umana?

Finiamo l'incontro pregando insieme: LA PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA


Marzo, 2017.