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...insieme nel cammino

CONFERENZA DEGLI ASSISTENTI SPIRITUALI GENERALI OFS-GIFRA

2017-1                                                                                                    Anno 24                                                                                                     n. 93

 

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VIVERE IL CARISMA FRANCESCANO SECOLARE NEL MONDO DI OGGI

40 anni dopo la Seraphicus Patriarca

 

SEDOTTI DA DIO, CERCATORI DI CRISTO[1]

I francescani secolari e il loro rapporto con Dio

Fr. Amando Trujillo Cano, TOR

 

 

Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre! (Ger 20,7a)                                                                                                    

Dal 4 all'11 novembre di quest’anno, presso il Collegio Serafico di Roma, l'Ordine Francescano Secolare celebrerà il suo XV Capitolo generale ordinario il cui tema generale sarà: “Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo” (Gv 17,18), con il sottotitolo: “Animare e guidare l'OFS nel mondo di oggi”. In linea con questo tema, noi Assistenti Spirituali Generali dell’OFS abbiamo scelto come tema generale per il bollettino di quest'anno: “Vivere il carisma francescano secolare nel mondo di oggi": 40 anni dopo la Seraphicus Patriarca. La nostra intenzione è quella di dare il nostro contributo alla riflessione su questo tema così importante per la vita e la missione dell’OFS e, in un certo senso, per la GiFra Qui di seguito l’elenco degli argomenti scelti e il nome dell’Assistente che sarà responsabile della loro preparazione:

  • Koinonia 2017-1: “Sedotti da Dio, cercatori di Cristo” (cfr. Ger 20,7; Regola OFS 5): I francescani secolari e il loro rapporto con Dio – Fr. Amando Trujillo Cano, TOR.
  • Koinonia 2017-2: “Il Signore mi diede dei fratelli e delle sorelle” (cfr. Test 14): I francescani secolari e il dono della fraternità – Fr. Binoy Thomas, OFM Conv.
  • Koinonia 2017-3: “Inviati come testimoni e strumenti” ( Regola OFS 6.): I francescani secolari nella Chiesa e nel mondo – Fr. Francis Dor, OFMCap.
  • Koinonia 2017-4: “Andate con coraggio. Con il Vangelo nel cuore e tra le mani” (cfr. Parole del Santo Padre Francisco, Incontro con i giovani dell'Umbria, Visita Pastorale ad Assisi, 04.10.2013): I giovani francescani nel mondo – Fr. Pedro Zitha OFM.

Introduzione

In questo primo numero dell'anno, abbiamo cercato di riflettere sulla relazione fondante della vocazione cristiana e francescana, quella che ci unisce a Dio – Padre, Figlio e Spirito Santo. Inoltre, è sembrato opportuno intitolare questo articolo partendo da due frasi che corrispondono alle due dimensioni di questo rapporto, vale a dire, l'iniziativa di Dio – che si manifesta e ci chiama a conoscerlo e amarlo – e la risposta umana a partire dalla fede in Cristo, rivelazione del Padre, a cui Francisco d’Assisi seguì con grande passione.

Per sintetizzare ed esprimere vividamente la prima dimensione, ci è sembrata molto suggestiva la seguente frase del profeta Geremia (s. VII-VI a.C.): “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso!” (Ger 20,7). Questa famosa frase del profeta descrive la sua esperienza di fede come interazione tra l'amore “seducente” di Dio, che ha conquistato il suo cuore, e la libertà umana, che inizialmente rifiuta di entrare in comunione con lui perché, se da un lato, egli percepisce questo sia bello e profondo dall’altro comprende come questo comporti l'impegno fedele nelle avversità. Il Vaticano II ci ricorda che l'iniziativa divina è il fattore originale e finale di ogni relazione tra Dio e gli esseri umani:

La ragione più alta della dignità umana è la vocazione dell'uomo all'unione con Dio e fin dalla sua nascita, l'uomo è invitato ad entrare in dialogo con Lui. L’uomo esiste puramente e semplicemente per l'amore di Dio che lo ha creato, e per l'amore di Dio, che lo conserva. E si può dire che egli vive nella pienezza della verità solo quando liberamente ne riconosce l'amore e si affida al suo Creatore. Oggi sono in molti, però, ad allontanarsi da questa unione intima e vitale con Dio o la negarla in modo esplicito. Questo ateismo è uno dei fenomeni più gravi del nostro tempo che dovrebbe essere esaminato con la massima attenzione.[2]

Per esprimere invece, il nucleo della seconda dimensione del rapporto con Dio - la risposta umana alla “seduzione divina” – abbiamo preso in considerazione una frase ispirata alla Regola dell'OFS che indica la centralità che ha la ricerca di Cristo per la vita e per la spiritualità dei fratelli e delle sorelle dell'OFS:

I francescani secolari, quindi, ricerchino la persona vivente e operante di Cristo nei fratelli, nella Sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni liturgiche.  La fede di San Francesco che dettò queste parole: "Niente altro vedo corporalmente in questo mondo dello stesso altissimo Figlio di Dio se non il suo santissimo Corpo e il santissimo sangue" sia per essi l’ispirazione e l'orientamento della loro vita eucaristica (Regola OFS, 5).

Questo passo verrà discusso più avanti nella sezione dedicata alla Regola dell'OFS. Prima di questo approfondimento, qualche breve commento su come il rapporto con Dio sia descritto o appaia implicito all’inizio del Testamento di Francesco d'Assisi e nella sua Prima Lettera ai Fedeli. Siamo consapevoli della grande sfida di presentare questo tema in poche pagine e, quindi, non intendiamo fare un esame approfondito di tutti gli elementi da prendere in considerazione, ma vogliamo solo presentare una sintesi che aiuti a identificare gli aspetti più rilevanti della questione. Inoltre, il rapporto tra i francescani Secolari con Dio si esprime e si sviluppa anche attraverso altre mediazioni, quali la musica, la pittura, la poesia, la danza, la liturgia, la vita di ogni fraternità e l'esperienza dei santi e dei beati terziari francescani che hanno imbellito il volto dell'Ordine nei suoi otto secoli di vita.

  1. L'inizio della conversione di Francesco d'Assisi

L'esperienza di Dio che ha vissuto il Poverello è stata analizzata in innumerevoli opere e sarebbe impossibile riassumerla ora in poche righe. Così, qui sottolineammo soltanto un aspetto della sua esperienza di fede, che egli ha ricordato nel suo Testamento, scritto verso la fine della sua vita, quando racconta l'inizio della sua vita di penitenza o conversione evangelica:

Il Signore dette a me, frate Francesco, d'incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’ animo e di corpo; e poi mi stetti un poco e uscii dal mondo.

In queste prime righe del suo Testamento, Francesco indica chiaramente i vari elementi della sua esperienza di fede:

  • È stato Dio che ha preso l'iniziativa di chiamarlo personalmente alla vita penitenziale. 
  • Francesco confessa la sua condizione iniziale di peccatore che gli causava grande amarezza, o disgusto, quando si avvicinava a coloro che erano afflitti da quella malattia orribile che è la lebbra, con tutte le implicazioni, non solo fisiche, ma anche spirituali, psicologiche e sociali che essa comportava.
  • la penitenza che il Signore lo chiama a fare, inizia con la pratica della misericordia verso coloro che soffrono di questa malattia e che per essa sono ai margini della società.
  • L'esperienza del “fare” la misericordia trasforma tutto il suo essere e grazie a questo impegno egli sperimenta la dolcezza dell'anima e del corpo, segno questo del vero inizio della sua conversione progressiva e permanente al Signore[3]
  • Uscire del secolo, non ha comportato per Francesco l’entrare in un monastero o ignorare ciò che stava accadendo al suo intorno, ma ha significato piuttosto, il lasciare la condizione di peccato che gli aveva impedito di aprirsi alla sofferenza degli altri e intraprendere una vita evangelica in fraternità e generatrice di fraternità, sul modello di Gesù e i suoi apostoli.

Questa esperienza originale ha segnato l'inizio della conversione di Francesco ed è stata suscitata dal Signore, non in un contesto liturgico o in un recinto sacro, ma nell'immediatezza del dolore e della emarginazione del prossimo. Questo ha un valore particolare per i francescani secolari, chiamati a “costruire un mondo più fraterno ed evangelico” (Regola OFS 14).

  1. Lettera ai fedeli I [EpFid I / 1CtaF]

La lettera ai fedeli di Francisco di Assisi è il testo che meglio ci permette di intravedere il contenuto della sua predicazione penitenziale ed evangelica[4]. Ne sono giunte a noi due versioni, una più breve, chiamata Lettera ai fedeli I (prima redazione), o Codice Volterra, e una più ampia e sviluppata, conosciuta come la Lettera ai fedeli II (seconda redazione).  Ci concentreremo qui sulla Lettera ai fedeli I, che è stata considerata da alcuni studiosi, senza che però ci sia una concordanza generale su di essa, come la prima bozza di regola scritta che Francesco di Assisi ha dato ai fratelli e alle sorelle della Penitenza, vale a dire che essa è e la loro “regola primitiva”[5]. Il titolo di questa lettera che è stata scoperta nel manoscritto di Volterra dice: “Queste sono parole di vita e di salvezza: Coloro che le leggeranno e le metteranno in pratica troveranno la vita e raggiungeranno la salvezza nel Signore” mentre la prima parte si intitola: “Di quelli che fanno penitenza”. Come sappiamo, l’intera lettera è posta come prologo alla Regola dell'OFS.

Vogliamo qui siamo rilevare solo due punti salienti che riguardano l'identità “di coloro che fanno penitenza”, secondo la Lettera ai fedeli I nel loro rapporto con Dio. In primo luogo, Francesco descrive cinque azioni che riflettono il suo modo di intendere la identità di base dei penitenti. È interessante notare che questi cinque verbi segnano un cammino penitenziale che ha come punto di partenza l'amore verso Dio e verso il prossimo, definito da Gesù come il più grande dei comandamenti, passando attraverso il rifiuto radicale alla tendenza al peccato[6] che è proprio della natura umana caduta e attraverso l'unione sacramentale con Cristo, per giungere a concretizzarsi in “degni dei frutti di penitenza”. Per Francesco quindi il punto di partenza e l'essenza della vita penitenziale non sono le pratiche di mortificazione o quelle devozionali, ma l'amore evangelico che supera l'egoismo e ci introduce alla comunione vitale con Cristo, generando segnali di una vera conversione a Lui.

In secondo luogo, Francisco proclama beati e benedetti coloro che fanno e perseverano in “tali cose”. Coloro che hanno iniziato questo cammino di conversione evangelica a partire dall'esperienza dell'amore di Dio, hanno già iniziato a vivere la vera felicità, dal momento che sono entrati in una vita di profonda comunione e di “familiarità” con il Dio Uno e Trino “su di essi riposerà lo spirito del Signore (cfr. Is 11,2) e farà presso di loro la sua abitazione e dimora (cfr. Gv 14,23), e sono figli del Padre celeste (cfr. Mt 5,45) del quale compiono le opere, e sono sposi, fratelli e madri del Signore nostro Gesù Cristo (cfr. Mt 12,50)”. Francesco prosegue quindi descrivendo in dettaglio le implicazioni di questa comunione con ciascuna delle Persona della Trinità e il valore eccelso di questa comunione.

  1. La Regola dell’Ordine Francescano Secolare
    1. Una fede cristocentrica

La Regola dell'OFS, promulgata da Papa Paolo VI il 24 giugno 1978[7] con la Lettera Apostolica Seraphicus Patriarca, mostra la dimensione cristocentrica come la caratteristica più saliente del rapporto dei francescani secolari con Dio. Tuttavia essa presenta anche importanti elementi della relazione viva e profonda con lo Spirito Santo e con Dio Padre che i fratelli e le sorelle dell'OFS sono chiamati a vivere e nutrire. Presenteremo in questo ordine queste tre dimensioni, di cui abbiamo provato a distinguere i diversi livelli o aspetti.

Una scelta di vita fondamentale. La regola sottolinea che fin dall'inizio la famiglia francescana ha una sua identità essenziale nella sequela di Cristo vissuta “sulle orme di San Francesco di Assisi” (n. 1). In realtà, si afferma chiaramente che la “regola e la vita dei francescani secolari è questa: osservare il vangelo di nostro Signore Gesù Cristo secondo l'esempio di San Francesco d'Assisi, che di Cristo fece l'ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini”. Cristo è “dono dell'amore del Padre" e anche “Via verso di Lui”. Per queste ragioni, i francescani secolari sono incoraggiati alla lettura assidua del Vangelo, per passare da questo “alla vita e dalla vita al Vangelo” (n. 4). Fare questa scelta di vita fondamentale significa che i francescani secolari cercano il Cristo vivente nei vari ambiti della loro esistenza: nei fratelli, nella Sacra Scrittura, nella comunità di fede e le sue celebrazioni liturgiche, e che la loro vita eucaristica trova il suo orientamento nell’esempio della fede di San Francesco che teneva in particolare onore il corpo e il sangue dell’“altissimo Figlio di Dio” (n. 5).

Conformazione a Cristo. Partecipi del Mistero pasquale di Cristo mediante il battesimo, i francescani secolari devono annunciare il Risorto “con la vita e con la parola” (n. 6). La conversione evangelica a cui sono chiamati qualli “fratelli e le sorelle della penitenza” consiste nella conformazione radicale e continua del modo di pensare e di agire a Cristo (cfr. n. 7). Inoltre, Gesù Cristo orante è il loro modello per fare “della preghiera e della contemplazione l'anima del proprio essere e del proprio operare” (n. 8). Essi sono chiamati ad associarsi all’obbedienza redentrice di Gesù nella loro condizione secolare e a confessare Cristo, povero e crocifisso, seguendolo fedelmente “nelle difficoltà e nelle persecuzioni” (n. 10).

Impatto sulla vita secolare. Cristo povero e umile è anche la motivazione per la quale i francescani secolari cercano “una giusta relazione con beni terreni” tramite il distacco e la semplicità, essendo essi semplici “amministratori dei beni ricevuti” (n.11). Essi devono saper accogliere tutte le persone “come dono del Signore e immagine di Cristo” e devono diventare fratelli di tutti, specialmente dei più poveri, sforzandosi di creare per loro “condizioni di vita degne di creature redente da Cristo” (n. 13). Essere seguaci di Cristo è anche un cammino di umanizzazione che comporta l’adempimento dei doveri con competenza nello “spirito cristiano di servizio” (n. 14). La vita coniugale e quella familiare devono essere segno del rinnovamento universale di Cristo e del suo amore per la Chiesa (cfr. n. 17). I francescani secolari poi, dato che sono “immersi nella risurrezione di Gesù Cristo” (n. 19), devono accogliere serenamente l'arrivo di sorella morte e vederla come “l'incontro definitivo con il Padre".

  1. All’impulso dello Spirito Santo

Interazione fruttuosa e permanente.  La Regola inizia evidenziando la presenza attiva dello Spirito Santo nella Chiesa, suscitando in essa delle famiglie spirituali, tra le quali ha una sua collocazione la famiglia francescana, che riunisce “laici, religiosi e sacerdoti” (n. 1). In un articolo successivo, parlando dei fratelli e delle sorelle che fanno parte dell'Ordine Francescano Secolare in tutte le fraternità sparse nel mondo, la Regola afferma che essi sono “spinti dallo Spirito a raggiungere la perfezione della carità nel proprio stato secolare” (n. 2), vale a dire, che lo Spirito Santo li spinge a vivere la santità e che è lo Spirito Santo che introduce i credenti alla verità che è Cristo (cfr. n. 4). Questa frase è basata su due versetti del Vangelo di Giovanni: 14, 6 e più specificamente, 16.13: “Quando però verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future”. Partendo da questi riferimenti possiamo dire che la Regola descrive la relazione dei francescani secolari con lo Spirito Santo in un’interazione fruttuosa e continua che parte dalle origini stesse della famiglia spirituale francescana, prosegue introducendo i fratelli e le sorelle nella verità che è Cristo, e si prolunga spingendoli a cercare la pienezza della carità – la santità – nella loro condizione secolare.

Fonte di benedizione. Nella parte conclusiva la Regola richiama la prima parte della benedizione che Francesco ha posto alla fine del suo Testamento, riferendosi allo Spirito come fonte di benedizione terrena, accanto al “Figlio diletto” del Padre, per quelli che osserveranno “queste cose". Francesco qualifica lo Spirito Santo con due aggettivi: Santissimo e Paraclito. Il Superlative della parola “Santo” corrisponde allo stile espressivo di Francesco, che sottolinea la trascendenza di Dio rispetto alle creature; mentre il titolo del Paraclito – dal greco parakletos: colui che è “chiamato al fianco di” (para-Kaleo, ad-vocatus) – richiama l’uso che il Vangelo di Giovanni fa di questo qualificativo applicandolo allo Spirito che Gesù promette il suo discepoli (cfr. Gv 14,16.26; 15,26; 16,7), e che è stato tradotto in diversi modi: "avvocato", "difensore", "maestro", "assistente", "consolatore". L’epilogo della Regola riprende la benedizione di Francesco: lo Spirito della più alta santità accompagni e difenda contro le avversità della vita il francescano secolare che è fedele alla regola che ha professato di vivere.

  1. Il Padre misericordioso

Gratitudine straripante. La Regola presenta Dio come un Padre che elargisce doni ai propri figli. Il dono più sublime del suo amore è Cristo, la Via al Padre e portatore di vita che dona in abbondanza (cfr. N. 4), l’"altissimo Figlio di Dio " (n. 5). Anche tutte le persone sono dono del Signore e immagine di Cristo e, di conseguenza, i francescani secolari devono accoglierle “con animo umile e cortese” così come il Padre che vede in ogni uomo "i lineamenti del suo Figlio" (n. 13). In questa logica, i francescani secolari sono invitati a considerare il lavoro come “dono di Dio”, che permette loro di partecipare "alla creazione, alla redenzione e al servizio della comunità umana" (n. 16). Infine, la benedizione di Francesco già citata prima, tratta dal Testamento e collocata come "epilogo" della Regola, chiede che “chiunque osserverà queste cose sia ricolmo in cielo della benedizione dell’altissimo Padre”. La gratuità traboccante di Dio si manifesta nei doni descritti nella regola: Cristo, le persone, il lavoro e la benedizione celeste. Ognuno di questi doni implica una risposta adeguata da parte dei beneficiari.

Sacramentalità e vita di preghiera. In risposta al Padre che concede questi doni ai propri figli, la Regola esorta ai francescani secolari a partecipare attivamente alla vita sacramentale e liturgica della Chiesa e a abbracciare una vita di preghiera. Così, mentre essi si impegnano a vivere la conversione quotidiana, aspetto centrale della loro vocazione di “fratelli e sorelle della penitenza”, la Regola invita i francescani secolari a partecipare al Sacramento della Riconciliazione quale “segno privilegiato della misericordia del Padre e fonte di grazia” (n. 7). Inoltre, la preghiera e la contemplazione – anche essi centrali per la loro vocazione penitenzialedevono essere l'anima del loro essere e del loro agire, ad imitazione di Gesù, “vero adoratore del Padre”. Inoltre, essi devono partecipare ai sacramenti della Chiesa “specialmente all'Eucaristia”, e ad altre forme di preghiera liturgica della Chiesa (cfr. n. 8).

Altro impatto sulla vita secolare. Da questo rapporto con il Padre misericordioso derivano anche conseguenze in diversi ambiti della vita dei francescani secolari. E così, il fedele adempimento dei propri doveri è anche un segno della adesione alla volontà del Padre, “associandoli all'obbedienza redentrice di Gesù” (n. 10). Sull'esempio di povertà e umiltà di Cristo e di Maria, i francescani secolari devono agire come "amministratori dei beni ricevuti a favore dei figli di Dio" e purificare "il cuore da ogni tendenza e cupidigia di possesso e di dominio, come "pellegrini e forestieri" sulla strada per la casa del Padre" (n. 11). Otterranno la libertà di amare Dio e i fratelli attraverso la “purezza del cuore”, cui sono chiamati a cercare, mentre sono testimoni dei beni futuri (cfr. n. 12). Essi sono chiamati anche a edificare il Regno di Dio con la realizzazione di "un mondo più fraterno ed evangelico" in collaborazione con "tutti gli uomini di buona volontà" (n. 14). Analogamente, essi devono rispettare "le altre creature, animate e inanimate," che "dell’Altissimo portano significazione" (n. 18). Infine, sono invitati a tendere con serenità d’animo all'incontro definitivo con il Padre, consapevoli del vero senso di "sorella morte" (n. 19).

Conclusioni

Il percorso intrapreso in questo breve articolo ci ha portato a mettere in evidenza alcuni elementi che sembrano significativi per riflettere sul rapporto con Dio che i francescani secolari sono chiamati a coltivare e a sviluppare. Per ragioni di spazio e di tempo, ci siamo fermati solo all'inizio della conversione di Francesco basandoci solo sul suo Testamento, prendendo poi in considerazione due elementi della Lettera ai fedeli che, in un certo senso, ci sono serviti da introduzione alla sintesi che abbiamo fatto dell'esperienza del Dio trino e unico che la Regola paolina propone di abbracciare ai francescani secolari. Ci auguriamo che questa riflessione possa essere utile ai fratelli e alle sorelle che sono stati chiamati a vivere il carisma penitenziale francescano nell'Ordine Francescano Secolare, nella loro ricerca del Dio vivente, che si è pienamente rivelato nel suo Figlio Gesù Cristo e che continua ad accompagnare e sollecitare la sua Chiesa attraverso lo Spirito Santo, che ha suscitato e che mantiene viva in ciascuno di noi la vocazione francescana.

NOTIZIE – CAPITOLI – VISITE – RIUNIONI

Riunione annuale della CAS 2016 (Tempo Forte)

La riunione annuale di verifica e programmazione della Conferenza degli Assistenti Generali dell'OFS-GiFra (CAS) – chiamata Tempo Forte – ha avuto luogo nel Protomonastero di Rivotorto dei Frati Conventuali, dal 1 al 5 dicembre 2016. Sono stati giorni di condivisione fraterna, e, come d’abitudine, in essi valutiamo il lavoro svolto nel 2016 e prendiamo decisioni riguardo il nostro lavoro come conferenza per l’anno a venire: le celebrazioni liturgiche per le riunioni della Presidenza, il Capitolo generale del OFS, il Congresso di Asia-Oceania; i temi per la newsletter Koinonia; la nostra collaborazione su progetti e comitati della Presidenza; come rendere più efficaci le nostre visite pastorali, ecc. Inoltre, abbiamo programmato i nostri impegni per il prossimo anno in rapporto ai capitoli nazionali, alle visite fraterne e pastorali ai Consigli nazionali, agli incontri mensili, alle traduzioni di documenti vari, ecc. Il Tempo forte ha certamente contribuito a far crescere la nostra gioia francescana e la speranza nel nostro servizio collegiale all’OFS e alla GiFra a livello internazionale. Il sabato sera abbiamo partecipato alla fiaccolata dalla Porziuncola. Nell'ultimo giorno abbiamo celebrato l'Eucaristia presso la tomba di San Francesco, fatto colazione con i frati del Sacro Convento e poi pranzato nel Convento dai frati del TOR. I quattro assistenti sono molti riconoscenti per l'accoglienza fraterna e generosa che la comunità locale OFMConv e le altre comunità hanno offerto durante la loro riunione.

Kenya – Capitolo nazionale elettivo

La Fraternità nazionale del Kenya ha celebrato il suo Capitolo nazionale elettivo dall’8 all’11 dicembre a Nairobi. Il Capitolo è stato presieduto da Daniel Chidemu, OFS-Zimbabwe, delegato di Tibor Kauser, Ministro generale dell'OFS, che è stato assistito da Fr. Francis Jabedo, OFMCap, delegato della CAS. Le elezioni si sono tenute il sabato 10. Patrick Macharia è stato eletto Ministro nazionale mentre quale Consigliere internazionale è stata eletta Jacinta Kingori. Durante la Messa di chiusura, presieduta da Fr. Francis Jabedo nel pomeriggio del 10, Daniel Chidemu, secondo il Rituale, ha accolto l’insediamento del nuovo Consiglio nazionale a servire la fraternità per il prossimo triennio.

Segreteriato CIOFS, Roma – Auguri di Natale

Giovedì 15 dicembre presso la sede del Segretariato CIOFS è iniziato con un buon pranzo il consueto incontro annuale del personale e dei dipendenti del Segretariato con gli Assistenti generali dell'OFS presenti a Roma per lo scambio degli auguri natalizi. Erano presenti: Tibor Kauser, Ministro generale dell'OFS; Isabella Di Paola, Segretaria generale; Lucio Monti, Tesoriere generale; Isabella Rimmaudo, Laura Busaglia, Benedetto Lino, Fr. José Antonio Cruz Duarte, OFM, e Fr. Amando Trujillo Cano, TOR, che ha guidato le preghiere e i canti. Non sono mancati i regali, i canti natalizi e il brindisi all’occasione.

Ciad – Capitolo nazionale elettivo

Il Capitolo nazionale elettivo dell'OFS in Ciad ha avuto luogo dal 15 al 18 dicembre nel centro di St. Elizabeth, in Moundou. È stato presieduto da Michel Janian, Consigliere della Presidenza, assistito da Fr. Francis Bongajum Dor. I primi due giorni sono stati dedicati quasi esclusivamente ai rapporti delle fraternità locali. Erano presenti una cinquantina di membri, tra cui 21 con diritto di voto, sei assistenti spirituali e una decina di membri della Gioventù Francescana, che hanno prestato il loro servizio nella liturgia, nella cucina, ecc. Ange-Gabriel Soulasaye è stato eletto Ministro nazionale e Consigliere internazionale e sostituisce Michel Passeh. Fr. Thomas Robe è il nuovo Assistente nazionale.  Più di un anno fa, Fr. Olivier Nonkar ha sostituito Fr. Raffaele Madalena, che è stato nominato Assistente ma purtroppo è rientrato in provincia per motivi di salute. Sabato 17, durante la Messa di chiusura, Michel Janian ha insediato il nuovo Consiglio. I visitatori hanno avuto un breve incontro con il nuovo Consiglio la sera del 17, prima di lasciare i Capitolari ad intraprendere il lungo viaggio verso la capitale, N'Djamena. Il Capitolo è stato caratterizzato da semplicità e gioia fraterna.

Nuovo Assistente generale OFM

Fr. João Pedro Zitha, OFM, chiamato abitualmente Fr. Pedro, è nato in Mozambico il 1° agosto 1973 ed è cresciuto a Nelspruit, in Sudafrica. È entrato nell'Ordine dei Frati Minori il 3 febbraio 1998, e quindi ha fatto la professione solenne il 29 dicembre 2004. È stato ordinato sacerdote il 21 ottobre 2006. In seguito, per tre anni, ha svolto il servizio pastorale di vice-parroco. Nel 2009 è stato a Roma per ottenere la specializzazione in Sacra Liturgia, conseguendo la licenza il 22 giugno 2012. Nello stesso anno è rientrato in Sudafrica, dove è stato nominato di nuovo vice-parroco e, per un anno, Cappellano degli Studenti Universitari (Rhodes University di Grahamstown), Il 15 febbraio 2014 è stato trasferito a Durban, dove ha prestato servizio come parroco e assistente del Vicario foraneo. Il Ministro generale dell'Ordine dei Frati Minori, Fr. Michael A. Perry, lo ha nominato Assistente generale dell'OFS l’11 novembre 2016. Fr. Pedro si è trasferito a Roma per iniziare il suo servizio nel gennaio 2017. Il 20 gennaio 2017, Fr. José Antonio Cruz Duarte, OFM, suo predecessore, ha partecipato alla sua ultima riunione del CAS, e ha presentato Fr. Pedro. La Conferenza degli Assistenti generale apprezza il servizio e la collaborazione che Fr. José Antonio ha tenuto da quando è stato nominato dal Ministro generale, Fr. Michael Perry, OFM, nel marzo 2013. Gli auguriamo tutto il bene e sereno ritorno in Brasile e nella sua provincia.

La morte di Fr. Benitius Brevoort, OFMCap e di Fr. Benet Fonck, OFM, già Assistenti generali

Negli ultimi mesi, sono stati chiamati alla casa del Padre due ex-Assistenti generali OFS, Fr. Benet Fonck, OFM, e Fr. Benitius Brevoort, OFMCap. Fr. Fr. Benet Fonck era nato il 6 marzo 1945 negli Stati Uniti ed era stato ordinato il 3 giugno 1972. Successivamente aveva lavorato in parrocchia in Texas, Illinois e Missouri. È stato Assistente generale OFS dal 1980 al 1985. Dopo del suo rientro in provincia, ha continuato a servire il suo Ordine e la Chiesa fino al suo ritiro nel Villagio di Santa Chiara a Alton, dove si è spento il 21 dicembre 2016. Fr. Benitius Brevoort (Ben Brevoort) è nato il 1938/04/03 a Kota Raja, Diocesi di Medan, in Indonesia. Ha emesso la professione temporanea il 31 agosto 1957; e quella solenne il 31 agosto 1960, mentre è stato ordinato sacerdote il 22 febbraio 1964. È stato Assistente generale OFS/GiFra dal 1990 fino al 2002. E’ stato poi guardiano del Convento di Garbatella-Roma, tra il 2012 e il 2015. Dopo aver svolto il servizio di Assistente generale, Fr. Ben ha spesso prestato servizio come interprete nella Presidenza CIOFS ed è stato testimone della semplicità e letizia francescana. E’ rientrato nella sua provincia nei primi mesi del 2016 e mentre se preparava per una nuova missione nei Paesi Bassi, il Signore lo ha chiamato alla sua presenza il 17 gennaio 2017 a Medan, in Indonesia. Riposa nel cimitero della Provincia Cappuccina di quella città.

San Juan de los Lagos, Messico – Corso per Assistenti spirituali OFS/GiFra

Il Corso annuale per Assistenti spirituali dell'OFS e della GiFra del Messico è stato tenuto dall’8 al 10 febbraio 2017 nella Casa Pastorale di San Juan Pablo II a San Juan de los Lagos, Jalisco. Il corso è stato organizzato dalla Giunta esecutiva nazionale OFS e dalla Conferenza dei Ministri provinciali OFM del Messico, tramite gli Assistenti nazionali dell'OFS: Fr. Abelardo Aranda Echeverría, OFM, Fr. Jesus Arrondo Aguerri, OFMCap, e Fr. Francisco Aceves Vargas, OFMConv. Fr. Amando Trujillo Cano, TOR, Assistente generale OFS è stato invitato a essere relatore del corso. Le presentazioni sono state seguite dai lavori di gruppo e da sessioni plenarie. Hanno partecipato una cinquantina di Assistenti spirituali OFM, OFMConv, OFMCap e un sacerdote diocesano. Sono stati presente anche cinque membri della Giunta esecutiva nazionale OFS per offrire il supporto logistico. Il corso si è svolto in un clima fraterno di dialogo, di riflessione e di preghiera. La Messa di apertura è stata presieduta da Fr. Constantino Alonso Saldivar OFMCap, Custode di Messico-Texas, mentre la Messa conclusiva è stata presieduta da Fr. Amando.

Colombia – Capitolo nazionale elettivo

L'ottavo Capitolo nazionale elettivo dell'OFS in Colombia si è tenuto a Barranquilla, dal 18 al 20 marzo 2017, ed è stato presieduto da Mariélide De Lima Tagliaferro, delegata del Ministro generale, Tibor Kauser, accompagnata da Fr. José Antonio Cruz Duarte, OFM, delegato della CAS, che ha presieduto la Messa di apertura, accompagnato da tre Ministri provinciali. Hanno partecipato 42 membri capitolari, 46 osservatori e 3 Assistenti. Sara I. Ruiz è stata rieletta Ministro nazionale e Consigliere internazionale. Il Capitolo si è svolto in un clima di grande gioia, di fraternità e di preghiera.

Roma, Collegio Seraphicum – Riunione della Presidenza del CIOFS

La prima riunione della Presidenza del CIOFS del 2017 si è svolta a Roma, come di consueto, presso il Collegio Seraphicum dei Frati Minori Conventuali, in Via del Serafico 1, dal 18 al 25 marzo. Erano presente tutti i membri e partner/collaboratori nei vari servizi. Questa volta, l'incontro si è avviato con una giornata di esercizi spirituali preparati e animati dalla CAS. È stata una settimana di intenso lavoro, di condivisione fraterna e di preghiera, senza per questo aver perduto la possibilità di godere di attività ricreative e di celebrare la fraternita. Nel corso della riunione, la Presidenza ha deciso di lanciare un gruppo ad hoc per accompagnare e assistere la Fraternità nazionale dell'India a ricominciare il suo cammino con un nuovo slancio. Un elemento centrale dell'ordine del giorno è stato quello relativo alla preparazione al Capitolo generale intermedio che si terrà negli stessi ambienti del Collegio Seraphicum, nel novembre di quest’ anno. I membri della Presidenza e gli Assistenti sono ripartiti, al termine dell’incontro molto soddisfatti del lavoro svolto e allo stesso tempo con nuovi impegni di lavoro a favore dell’Ordine.

Svizzera – Corso di formazione

L’incontro delle diverse fraternità francescane della Svizzera si è svolto dal 31 marzo al 1° aprile presso la casa Mattli Antoniushaus, a Morschach, Svizzera. Il tema centrale dell’incontro è stato “Là dove è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore (Mt 6,21) – L’appartenenza come chiave per il futuro”. Erano presenti 48 persone appartenenti ai tre gruppi linguistici francescani e quindi il gruppo di lingua francese (MFL), di lingua italiana (OFS) e di lingua tedesca (FG). Hanno partecipato all’incontro 5 Assistenti spirituali Cappuccini e il Ministro provinciale dei Cappuccini della Svizzera, Fr. Agostino Del Pietro. Il punto di partenza della riunione è stata la conferenza tenuta da Attilio Galimberti, membro della Presidenza CIOFS, focalizzata sul tema dell’appartenenza all'OFS. Nel pomeriggio del primo giorno e durante tutta la mattina del giorno successivo, tutti i gruppi linguistici si sono riuniti per discutere il tema dell'incontro. La Messa conclusiva è stata presieduta da Fr. Agostino Del Pietro.

[1] (Cfr. Jer 20,7; Regla OFS 5).

[2] Concilio Vaticano II, Cost. Past. Gaudium et Spes, 19: AAS 58(1966) 1038-1039.

[3] Cfr. P. Maranesi, Facere misericodiam. La conversione di Francesco d’Assisi confronto critico tra il Testamento e le Biografie, Assisi, 2007, y P. Messa, Le fonte patristiche negli scritti di Francesco di Assisi, 2006, P. 246s.

[4] Cfr. Francesco D’Assisi, Scritti, a cura di C. Paolazzi, Grottaferrata, 2014, p. 172.

[5] Cfr. R. Pazzelli, Il titolo della Prima recensione della Lettera ai Fedeli, in Analecta TOR 19 (1987), p. 246.

[6] Cfr. R. Pazzelli, San Francesco e il Terz’Ordine. Il movimento penitenziale pre-francescano e francescano, Padova, 1982, p. 204.

[7] Per approfondire nella storia della Regola, cfr. R.M. Stewart, “De illis qui faciunt penitentiam.” The Rule of the Secular Franciscan Order: Origins, Development, Interpretation, Roma, 1991.