Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione Trimestrale
Vol. 4 - N. 1 - 2009 - Febbraio

 

LE OSSERVAZIONI DI UN OSSERVATORE
AL CAPITOLO GENERALE

Manuela Berciano, OFS

E’ stato il mio primo Capitolo Generale – e piaccia a Dio che non sia l’ultimo – ma già considero questa esperienza come una delle migliori della mia vita. Sono passati solo due anni da quando ho professato nell’OFS, ma sono ritornata dall’Ungheria convinta che la mia Professione nel nostro Ordine sia stata il più grande dono che Dio mi abbia mai fatto. Queste poche righe vogliono rappresentare una piccola cronaca “non ufficiale” del Capitolo appena celebrato, scritta dal punto di vista di un umile osservatore, in modo informale.

La prima cosa che mi ha colpito quando sono arrivata è stata la scelta del luogo, secondo me ideale e decisamente idoneo per concentrarsi sul lavoro, in un ambiente ricco di pace e di fascino naturale. Questo, indubbiamente, ha favorito il duro lavoro e la perfetta organizzazione di cui in seguito sono stata testimone.

Tuttavia, qualcuno non è partito con il piede giusto. La nostra cara Chelito, Consigliere per l’Area Spagnola, è scivolata ed è caduta il primo giorno del Capitolo, grazie a Dio senza nessuna conseguenza.
Fortunatamente non si sono verificati altri incidenti, sebbene ci sia stato più di un raffreddore...

Anche le nuove tecnologie hanno fatto la loro parte nell’evento. Ci sono sempre stati computers con connessione internet disponibili per coloro che non avevano il loro computer portatile, in modo da rimanere in contatto con il mondo esterno e per controllare, ad esempio, che il sito web del CIOFS fosse aggiornato in tempo reale.
A questo riguardo, possiamo sottolineare il fatto che nel giorno stesso in cui il Consiglio di Presidenza è stato eletto, e nonostante lei non fosse presente, potevamo vedere e sentire Ana Fruk, il nuovo Consigliere GIFRA, grazie a quelle nuove tecnologie che sono così utili in questi momenti. Lo stesso giorno, Ana poteva persino apparire nella foto di gruppo della nuova Presidenza!

La sala da pranzo dell’albergo, poi, è stata il posto privilegiato per fraternizzare. Condividere la tavola durante i tre pasti quotidiani, ci ha aiutato a conoscerci meglio e a stringere i nostri legami fraterni. Nonostante la dieta potesse essere definita noiosa – non me ne vogliano i cuochi – e certamente ricca in carboidrati (riso bianco e patate non sono mancati nemmeno un giorno), era compensata dal dessert che arrivava nella forma di deliziosi e variati dolcetti (indubbiamente sono degne di menzione le torte di cioccolato che ci hanno servito a Budapest i nostri ospiti).

Anche le serate sono state un momento perfetto per la convivialità fraterna. Ricordiamo i balli offerti dai nostri fratelli di lingua Spagnola, così come il meraviglioso spettacolo musicale e di danze folcloristiche ungheresi organizzato dai nostri fratelli ungheresi, alla fine del quale abbiamo potuto testare la nostra abilità nella danza.

Fra i momenti più divertenti del Capitolo merita di essere ricordato lo spettacolo illusionistico del nostro caro Padre Apollonio, il grande Mago Magone. Ci ha fatto divertire come ragazzini con i suoi trucchi ingegnosi. Ed è impossibile non ricordare i commenti divertenti dell’interprete spagnolo che ha provocato delle sonore risate nella sala degli incontri.

Ma c’è stato anche posto per testimonianze molto commoventi di amore coniugale, come per la nostra rieletta Ministra Generale che ha accettato il suo incarico insieme a suo marito Juan: lei ha accettato il servizio, mentre lui ha accettato la rinuncia, secondo le stesse parole di Encarnita. Un vero esempio di dedizione all’Ordine, che si è ripetuto in molti altri interventi. A questo punto non possiamo dimenticare la piacevole presenza dei nostri fratelli Xavi e Mamen e del loro piccolo figlio Francesc, che è diventato un “giocattolo” per tutti noi che partecipavamo al Capitolo. E tanti altri momenti pieni di emozione e di amore fraterno.

Tra i ricordi e la nostalgia, ma anche nella gioia della Fraternità “al suo culmine”, posso solo aggiungere che vi porto tutti nel mio cuore.