BOLLETTINO INFORMATIVO
Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione Trimestrale
Vol. 3 - N. 2 - 2008 -
giugno

Famiglia Francescana del Kenia

Famiglia Francescana del Kenia
Nairobi, Festa del Nome di Gesù
3 gennaio 2008

Cari fratelli e sorelle della Famiglia Francescana in Kenia:

Vi salutiamo con le parole che nostro Signore rivelò a San Francesco: "Che il Signore vi dia Pace" [1] . Così San Francesco amava salutare le persone quando le incontrava. In tal modo voleva esser testimone del Vangelo del Signore Gesù Cristo e con queste parole vogliamo salutarvi all’inizio di questo nuovo anno 2008. Tuttavia, non è tanto l’inizio del nuovo anno che ci spinge a scrivervi quanto la situazione attuale nel nostro Kenia.

Sollecitati dalla scalata degli atti di violenza, rapina, spostamenti di persone, perdita di proprietà e dall’enorme cumulo di morti che si sta compiendo nel nostro paese dopo le elezioni, vogliamo rivolgerci a voi con l’abbraccio dello Shalom e con questo messaggio di Pace.

Le forze disordinate e maligne che sono in azione in questo momento, hanno il tremendo potere di dividere le nostre comunità, le nostre anime e i nostri cuori. Le tensioni si sentono da ogni lato e i timori stanno crescendo; e ciò che stiamo sperimentando ora può essere l’inizio di maggiore spargimento di sangue e della espansione dell’odio e del desiderio di vendetta.

Una grande sfida si presenta davanti a noi. Una sfida che ci chiama a vivere come "figli della luce" [2] e del Padre comune, che ci ama con lo stesso amore e fa brillare il suo sole su tutti. [3]

Questo è, più che mai, il tempo di vivere realmente la nostra vocazione cristiana e il carisma francescano di essere strumenti di pace, costruttori di vita e non di morte. "Benedetti quelli che lavorano per la pace perché saranno chiamati figli di Dio." [4]

Fratelli e sorelle, non lasciamo che un’altra crudele pagina di storia, come quella del Ruanda, sia scritta nel libro del nostro paese!

Facciamo tutto quello che è in nostro potere per preservare l’unità nelle nostre comunità e con le persone intorno a noi.

Impegnamoci tutti noi, membri della Famiglia Francescana del Kenia, a lasciare da parte la strada dell’aggressione e della violenza e ad aprire un cammino proiettato in avanti, che ci inciti a stringere relazioni fra noi e a costruire la pace.

San Francesco, che abbracciò il "lebbroso" e visitò il "sultano", ci insegni a lasciar da parte il risentimento e gli stereotipi per poter portare ai nostri fratelli e sorelle in difficoltà il nostro aiuto e le nostre parole di incoraggiamento, per superare le barriere tribali e le grandi differenze, che sono il cavallo di Troia utilizzato da quelli che pongono l’avidità e il potere al di sopra della vita umana.

NON ABBIAMO ALTRO PARTITO; se non IL PARTITO DI CRISTO!! Non lasciamoci invischiare nell’attuale scalata di tensioni politiche e sociali. Dobbiamo abbassare la tensione a vantaggio della giustizia e della verità, ma senza promuovere in alcun modo mezzi violenti. Tali mezzi di violenza non sono solo i machete e le armi, ma anche tutti i pensieri d vendetta e le connotazioni piene di odio, i discorsi che infiammano e le accuse oblique.

LA VITA E LA PACE sono bene supremi che non possono essere sacrificati su nessun altare individualista!!

Cari fratelli e sorelle delle nostre famiglie francescane del Kenia, specialmente voi, cari ministri e superiore delle nostre comunità francescane, il Signore oggi ci mette alla prova. La situazione attuale ci spinge a fare della nostra vocazione comune di costruttori di pace una realtà viva. Sopportiamoci reciprocamente; non abbiamo paura; affrontiamo le tensioni interne e cerchiamo le risposte nei nostri comuni ideali e impegni francescani.

La maggior parte delle nostre comunità sono formate da sorelle e fratelli di origini differenti, di comunanze etniche e politiche differenti. Queste differenze non devono esser barriere: noi ci siamo incontrati in Cristo, in lui che spezza le barriere delle nostre differenze.

Siamo membri del Corpo mistico di Cristo. Non possiamo restaurare la salute di questo corpo buttando fuori qualcuno dei suoi membri ma solo curando i feriti. Forse questi membri feriti e sofferenti stanno proprio fra di noi. In tal caso, avviciniamoci con calore gli uni agli altri per offrire aiuto, incoraggiamento e guarigione.

In tal mdo potremo tutti, individualmente e nelle nostre comunità, pregare con convinzione e sincerità rinnovata, non solo a parole ma con i fatti e con le nostre stesse vite, nelle nostre famiglie francescane.

Coloro che stanno pregando con voi e vi stanno mandando questa veemente richiesta di abbracciare senza paura e senza riserve la nostra vocazione francescana di esser strumenti di pace sono:

Fr. Isidor Peterhans,OFMCap, Presidente della FFA-Kenia

Fr. Sebastian Unsner, OFM, Ministro Provinciale.

Fr. Gianfrancesco Sisto OFM, Direttore della JPIC dei Francescani di Africa.

Sr. Mary Frances, membro della giunta della JPIC dei Francescani di Africa.

Fr. Benedict Ayodi, OFMCap, Direttore di Iniziativa Damietta per la Pace del Kenia.

I messaggi di incoraggiamento possono essere inviati al seguente indirizzo della GPIC Famiglia Francescana di Nairobi: jpicfa@gmail.com

 

 

 

[1]Testamento 23, Specchio di Perfezione 26.
[2]1 Tes 5, 5
[3] Mt 5, 45
[4] Mt 5, 9
[5] Testamento 34.
[6] Anonimo Perugino VIII, 38.
[7] Cfr. Cantico di Frate Sole, 10-11.

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