 |
BOLLETTINO INFORMATIVO
Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione
Trimestrale
Vol. 3 - N. 1 - 2008 -
marzo |
 |
Un sacrificio personale per salvare una vita
Bukavu 09.02.2008
Jean Francis Isia Amundala
Domenica
3 febbraio sembrava, a prima vista, una domenica come tante. Il mercato era
aperto e la chiesa piena di fedeli per la Celebrazione Eucaristica domenicale.
Improvvisamente, alle 9.00 ora locale, si è sentito un rumore terribile. Gli
edifici, i mercati e le chiese sono crollati contemporaneamente. Molta gente,
ferita gravemente giaceva tra i detriti. Gente terrorizzata scappava via
cercando di salvare la propria vita. Ma dove fuggire? Si era appena verificato
un terremoto del sesto grado della scala Richter.
Questa scena è
avvenuta nella città di Bukavu, ad est della Repubblica Democratica del Congo,
nella regione dei grandi laghi dell’Africa Centrale. Il terremoto si è esteso
anche ai paesi vicini del Ruanda e del Burundi. Secondo l’Osservatorio Nazionale
Sismico l’epicentro si trovava a circa 20 km a nord di Bukavu. Le autorità
locali hanno ordinato l’evacuazione delle abitazioni avvisando la popolazione di
tenersi a una distanza di circa 200 metri dagli edifici. La gente ha dovuto
dormire all’aperto, esposta a tutto.
D’un tratto i
ricchi ed i poveri si sono trovati fianco a fianco, non per un sentimento di
misericordia ma per perché obbligati dalla Natura, poiché tutti hanno dovuto
dormire all’aperto a causa delle continue scosse di assestamento. Non c’erano
più barriere tra i due gruppi, ricchi e poveri. Dio aveva dimostrato la sua
onnipotenza. Le ville sontuose erano crollate ed erano state immediatamente
abbandonate. Gli alti muri di sicurezza delle case dei ricchi erano caduti. In
quel momento mi è venuto in mente il documento finale “Aparecida 2007”
scritto a conclusione della Quinta Conferenza Generale dei Vescovi
Latino-Americani, tenutosi dal 13 al 31 maggio al sacrario di Nostra Signora ad
Aparecida, Brasile. L’intero documento si divide in 544 punti su vari temi, ma
il punto n. 65 tratta il tema La Povertà e il Povero: “Dobbiamo
guardare in faccia coloro che soffrono: i poveri, gli esclusi, gli immigrati,
gli emarginati,..........”
Ora anche i
cosiddetti ricchi avevano volti sofferenti Un membro della Gioventù Francescana
locale ha trovato un modo originale per esprimere questo improvviso cambiamento
e ha aggiunto questa frase al Cantico di Frate Sole di San Francesco:
“Laudato sii, Frate Terremoto, per avere unito i ricchi ed i poveri!”
Che cosa
avrebbero potuto offrire i giovani francescani in questo momento di sofferenza,
angoscia e disperazione? Anche loro erano indigenti, ma grazie all’iniziativa di
tre giovani ragazze francescane – Sifa Kaleng, Francisca Nanci e Isia Fabiola -
hanno deciso di visitare l’ospedale di Bukavu per offrire parole di conforto ai
feriti gravi e per donare il sangue. Dunque “UN SACRIFICIO PERSONALE PER
SALVARE UNA VITA!”
indice |