BOLLETTINO INFORMATIVO
Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione Trimestrale
Vol. 3 - N. 1 - 2008 -
marzo

Il Francescano, Creatore di Alternative

Adattamento dall’ intervento del Prof. Mario Cayota, OFS alla Presidenza CIOFS

10 November, 2007

Quando Francesco parla del “mondo”, non si riferisce alle realtà temporali in cui la gente vive, ma, piuttosto, alla mentalità e organizzazione di tali realtà che sono basate su valori non conformi al Vangelo. Nello stesso modo, vivere nel mondo implica la rinuncia ad uno stile di vita contrario al Vangelo, non lasciandosi contaminare da questo stile di vita.

Il mondo al quale Francesco e Chiara esortavano i loro seguaci a rinunciare era quello che esaltava il potere e la violenza, che stabiliva strutture sociali ingiuste e inique inclusa una società medievale divisa in classi, un mondo che cercava il proprio onore, le ricchezze e l’appagamento personale. È questo mondo, contrario alla volontà di Dio e ai valori predicati da Gesù, quello al quale i Francescani sono chiamati a rinunciare. I primi evangelizzatori Francescani che arrivarono in America offrirono una commovente testimonianza - quando giunsero nelle Indie Occidentali - essi rinunciarono al mondo dei conquistatori, caratterizzato dai saccheggi e dalle crudeltà, e seguirono una via alternativa che aveva come principale punto di riferimento le prime comunità cristiane.

Il Francescano, religioso o secolare, è chiamato ad essere creatore di alternative. Il Francescano è sempre alla ricerca di modalità diverse da quelle proposte dal “mondo”. Oggi, i Francescani Secolari sono chiamati a rinunciare, fra le altre cose, al consumismo, all’edonismo e al relativismo, tutte cose di cui Sua Santità Benedetto XVI parla a ragion veduta, così come alle ideologie materialistiche che tentano di sedurre la gente. Come creatore di alternative, il Francescano non deve conformarsi al mondo odierno, e deve rifiutare di accettare la competizione e il mercato come valori assoluti, sebbene tali cose siano riconosciute come necessarie. Il Francescano dovrebbe dare testimonianza di una famiglia diversa da quella che la società attuale vuole vendere e imporre. La vita del Francescano deve riflettere i valori del Vangelo, così differenti da quelli oggi presentati nella televisione, dai media, e persino nelle leggi emanate in vari paesi. Il Francescano deve rifiutare di conformarsi agli stili del mondo.

Detto ciò, i Francescani devono vivere nel mondo ed entrare pienamente nelle speranze e nelle angosce del mondo in cui vivono, come ha fatto anche Francesco. I Francescani devono assumere le sfide che vengono loro presentate e accogliere tutto ciò che è buono nel mondo in questo tempo presente. Il Francescano deve essere una persona della sua epoca. Francesco e Chiara erano persone del loro tempo, influenzati dalla loro cultura, ma sempre capaci di trascendere le idee e gli ideali del mondo in favore della vita evangelica. Infine, come Francesco e Chiara, i Francescani sono chiamati a rinunciare a tutti gli aspetti del mondo che non sono conformi al Vangelo e fuggire questo mondo quando esso propone un modo di vivere contrario al carisma francescano. Per far ciò, il Francescano deve continuamente fare attenzione e accogliere un rinnovamento nella propria vita, tramite la penitenza e conversione (METANOIA).

Nel vero spirito di conversione, i Francescani devono continuamente riflettere su alcune questioni di primaria importanza: Che cosa è “il mondo” per il Francescano? Cosa significa per un Francescano evitare di essere coinvolto nelle questioni del mondo? Fino a che punto un Francescano può accettare compromessi con il vivere in questo mondo contemporaneo? Questi concetti e questioni fondamentali devono essere continuamente tenuti al primo posto nelle nostre coscienze. 

Spesso si può essere tentati di adottare comportamenti egoistici, che ci alienano gli uni dagli altri. È su questo punto che i documenti pontifici e conciliari possono insegnarci e incoraggiarci come laici, per vivere le nostre vite in giustizia e carità.

Ricordiamo sempre il chiaro comandamento di Gesù quando ci esortò ad essere il sale e la luce del mondo!

 

 

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