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S. Francesco visita i nostri fratelli privi
della libertà
Cristina Ribles, ofs
Conoscere la parola di Dio guida ogni essere
umano e probabilmente tutta la vita non basta per riuscirci:
viverla è per tutti una sfida. Scoprire Francesco, comprendere
che visse il Vangelo come Cristo lo chiede, è un incentivo per
noi che abbiamo scelto di essere Fratelli della Penitenza.
Perciò, seguendo Cristo e Francesco, a partire dal mese di
Febbraio dell’anno scorso e dopo aver ottenuto la necessaria
autorizzazione delle competenti autorità penitenziarie, con un
gruppo di detenuti nel carcere di "Las Flores" della città di
Santa Fe, Argentina, ho incominciato un corso che chiamiamo "Catechesi
Francescana". Al principio lo frequentavano solamente in quattro,
giacché si trattava di un’esperienza pilota, radicalmente
distinta da quella sviluppata dalla pastorale penitenziaria.
Questo laboratorio-corso fu impostato seguendo le richieste dei
detenuti e, oltre al Vangelo, abbiamo fatto conoscere loro
l’inizio della vita di San Francesco, le sue inquietudini
giovanili, il suo tempo di prigionia e il suo incontro con
Nostro Signore. Abbiamo anche proiettato il film "Fratello Sole,
Sorella Luna".
Durante i primi mesi, e considerando che ero sola a dare la
catechesi, non fu permesso che si aggiungessero altri detenuti
per motivi di sicurezza. Successivamente, per grazia di nostro
Signore, si aggregarono la Responsabile della formazione, un
collaboratore del Convento e una giovane studentessa
universitararia. Si approfondì la conoscenza della vita di
Francesco, si proiettarono altre pellicole relative alla sua
vita, si permise l’aumento del numero dei detenuti, che
attualmente oscilla tra 12 e 18. Tra loro vi sono due fratelli
evangelici, che incominciano a conoscere i fondamenti della
nostra fede. A fine Ottobre nacque l’idea di un presepe vivente:
il primo che si sia realizzato nel carcere! Fu tutto un turbinio
di emozioni, di sacrifici e di sforzi per risolvere difficoltà e
contrattempi, ma finalmente, il 23 dicembre, nella Cappella
della struttura carceraria il presepe fu realizzato con la
partecipazione dei detenuti, la collaborazione di un gruppo di
agenti della Polizia. penitenziaria e con la presenza, nel ruolo
della Vergine Maria, di una giovane cantante lirica di spicco.
Fece seguito la celebrazione della Santa Messa, concelebrata dal
Cappellano del carcere e dal nostro Assistente spirituale.
Per il prossimo anno abbiamo in programma di ampliare l’opera al
Padiglione giovanile, però la nostra attività si estende, al di
là dei carcerati, a tutto il personale del servizio
penitenziario mediante la distribuzione del bollettino del
Convento, appositi foglietti e periodiche conversazioni che
intratteniamo con le autorità della struttura. Nel mese scorso e
dinanzi alle carenze di mezzi nella Cappella, sono stati donati
quattro ventilatori a soffitto e un impianto audio, da
utilizzare nella Messa e in eventi pastorali da parte dell’O.F.M.
e dell’ O.F.S..-
Abbiamo bisogno delle preghiere di tutti i nostri fratelli e fin
d’ora ringraziamo quelli che vorranno ricordarsi di questa
piccola opera che la Fraternità San Francesco d’Assisi di Santa
Fe sta portando avanti.

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