BOLLETTINO INFORMATIVO 2007 I
Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione Trimestrale
Vol. 1 - N. 1 - 2007 - febbraio

Ana Maria Olmedo, francescana secolare del Guatemala, membro della Giunta Direttiva di Franciscans International, è stata invitata a partecipare al Foro Sociale sullo Sradicamento della Povertà con il tema de "La diseguaglianza di costume nella povertà", cioè sulle cause per cui il 70 % dei poveri nel mondo sono donne. Ne presentiamo qui di seguito un riassunto.

 

LA DISEGUAGLIANZA DI COSTUME NELLA POVERTA’

La esclusione della donna nella società

La mancanza di preparazione, educazione e qualificazione, che ci vengono negate a partire dalla famiglia, ci esclude dal pieno godimento dei benefici dello sviluppo integrale. Il sistema economico attuale, che si impone tramite la globalizzazione nei trattati del libero commercio e che si vede rafforzato dalle strutture istituzionali, valuta le persone unicamente per la produttività che rappresentano per il mercato. Di fronte a questo sistema economico elitario, le donnne si trovano in svantaggio, aumentando cosí la esclusione da una partecipazione piena ai corrispondenti spazi decisionali che ci permetta di esercitare i nostri diritti nelle sfere economiche e lavorative, politiche e culturali. Le donne che arrivano a ottenere un lavoro si vedono in svantaggio. Cito come esempio il caso del Guatemala dove attualmente il salario minimo per i lavoratori dei campi dovrebbe essere di $6.00 ma molti sono assunti con una paga di $4.00 per gli uomini e di $2.00 per le donne. Oltre a ciò, la donna soffre le molestie sessuali, la discriminazione e l’insufficiente appoggio in tema di assistenza e per la salute in generale. Anche quando esistono leggi per far valere i loro diritti, l’applicazione delle sanzioni richiede un lungo cammino legale che poche donne sono in grado di percorrere. Qusta situazione porta molte donne alla rassegnazione cosicché, nonostante tutta questa ingiustizia in ambito lavorativo, è frequente ascoltare dalle labbra di alcune madri che preferiscono avere il "privilegio di essere sfruttate" piuttosto che restare disoccupate, poiché sebbene questi lavori siano mal retribuiti per lo meno permettono che i loro figli non muoiano di fame. Scarse sono le possibilità di studio e di qualificazione, che ci permettano di uscire dalla esclusione tramite un lavoro indipendente, poichè le risorse monetarie su cui possiamo contare ci bastano appena per sopravvivere. A ciò aggiungasi la mancanza di tempo a causa del doppio lavoro di molte donne che lavorano 10 ore fuori di casa e 6 o 8 per la pulizia della casa e la preparazione degli alimenti, per cui molte volte ci restano solo 3 o 4 ore per il riposo.

L’effetto di questo è: LA VULNERABILITA’ DELLA DONNA

A causa della situazione di discriminazione, emarginazione, esclusione, oppressione, salute precaria e mancanza di studi la donna è esposta ad una totale vulnerabilità di fronte alle situazioni di povertà, violenza e ingiustizia. In Guatemala la donna è vittima della violenza nelle più svariate forme, senza che si dia importanza al suo aumento. Ciò viene aggravato per la persistenza di una legislazione discriminatoria che continua a non punire molte forme di violenza di costume contro le donne, specialmente la violenza in ambito familiare e le molestie sessuali; la impunità perpetua la violenza e i delitti commessi contro donne e bambine. Attualmente esiste una disposizione di legge secondo la quale avere relazioni sessuali con una minorenne è reato solo se la víttima è considerata una "donna onesta" e inoltre il reato viene meno nel caso in cui l’autore sposa la vittima, se questa ha più di 12 anni. La violenza da parte del coniuge non si considera reato e le molestie sessuali ancora non sono state penalizzate. D’altro canto, la violenza e altri delitti sessuali non sono perseguibili d’ufficio e permane la disposizione di legge che permette alla vittima di perdonare all’autore, con la coseguenza che le vittime sono esposte alle pressioni perché non presentino denunce. Più è vulnerabile, maggiore sarà la sua povertà e ingustizia; e maggiore è la povertà e l’ingiustizia, più sarà vulnerabile.

Questo ha come effetto: LE FAMIGLIE "DISFUNZIONALI"

Intendiamo per famiglie "disfunzionali" quelle che non possono contare su di un ambiente favorevole al pieno sviluppo dei suoi componenti. In questo caso ci riferiamo tanto a quelle nelle quali la madre è il capo famiglia come a quelle nelle quali esiste la presenza di un uomo, sia o no il padre dei bambini. Causa la necessità di uscire a lavorare per assicurare il sostentamento, si verifica l’assenza della figura materna e/o paterna, lasciando un grande vuoto nella educazione integrale che il bambino deve ricevere fin dalla nascita. Nell’area urbana, le madri sole usano, nel migliore dei casi, lasciare i bambini all’asilo o, se non dispongono dei mezzi economici per pagare questo servizio, si vedono obbligate molte volte a lasciare i bambini chiusi a chiave in casa oppure abbandonati per strada alla mercé della delinquenza. Nelle campagne, le madri sole portano sulle spalle i bambini sul posto di lavoro e quando il bambino ha 4 o 5 anni lo si considera già atto al lavoro e incomincerà ad aiutare sua madre. Questi bambini, che non conoscono cosa sia un’infanzia normale, saranno facile preda dei grandi flagelli che ci affliggono: la delinquenza nelle bande giovanili, la pornografia e lo sfruttamento sessuale dei minori, e la narcoattività. Ancora una volta ci si avvita in un circolo vizioso poiché: Nella misura in cui esista più povertà, ci saranno più famiglie disfunzionali; e nella misura in cui ci saranno più famiglie disfunzionali, ci sarà più povertà. L’effetto immediato in queste famiglie saranno uomini dominanti e donne sottomesse che riproducono nuovamente la cultura del "MACHISMO"

 

SOLUZIONI

Nel problema della diseguaglianza di costume dobbiamo riconoscere che, da parte delle strutture, sono stati fatti passi avanti quanto a legislazione, accordi e norme per ridurlo. Però tutte queste norme e leggi restano lettera morta dato che la cultura "machista" continua ad essere presente da parte della famiglia e la svalutazione della donna stessa è qualcosa che le impedisce di progredire. Gli aiuti che le si sono dati finora per promuovere la parità sessuale sono stati rivolti più a contrastare il problema in sede istituzionale che per risolverne gli aspetti culturali ed emotivi.

Contrastare la cultura machista:

Implementando progetti educativi per ambo i sessi, nei quali la parità sessuale sia assunta pienamente dalle nuove generazioni

Promuovendo e sostenendo progetti che possano offrire, tanto all’uomo quanto alla donna, una formazione integrale per vitalizzare la parità sessuale a partire dalle famiglie

 

Restituire alla donna la sua valorizzazione:

Promovendo e sostenendo progetti che possano offrire appoggio psicologico alle donne bisognose di aiuto per la loro salute emotiva

Promovendo e sostenendo progetti che offrano aiuto psicologico alle famiglie che soffrano la violenza intrafamiliare

Promovendo e sostenendo progetti che promuovano la paternità responsabile

Solo attaccandone le radici potremo veramente porre fine a questa dura realtà, che reca tanto danno ai più poveri. Con questo desidero concludere la mia partecipazione, ringraziando per la opportunità che mi è stata concessa

Grazie

Ana Maria Olmedo OFS

Membro di Franciscans International

 

 

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