LISTA C I O F S

Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione settimanale

Volume: 12 - N. 18 - 2006 - maggio - I

Da: Segreteria CIOFS


S. Agnese Di Praga
Ma Gli Altri Dove Sono?
Un Flash Dalla Nigeria

S. Agnese di Praga

Il Ministro nazionale dell’OFS della Repubblica Ceca, Petr Alexa, ha indirizzato alla Ministra generale una interessante comunicazione, che riportiamo integralmente.

Carissima sorella,

nel 2011 celebreremo l’800° anniversario della nascita di S. Agnese di Praga. Durante l'ultima sessione dei Superiori maggiori degli Ordini francescani e delle Congregazioni francescane è stata presa la decisione di dedicare, nella Repubblica Ceca, l'anno 2011 a S. Agnese di Praga.

S. Agnese è però straordinariamente importante anche per la Famiglia Francescana mondiale come tale.

Il suo monastero è stato il primo convento delle Clarisse nella regione oltralpe. Agnese, figlia del re di Boemia Primislao Ottocar I, ha rifiutato di diventare moglie dell’Imperatore e ha preferito scegliere la via della minorità e povertà. L'amicizia profonda tra S. Chiara d'Assisi e S. Agnese di Praga è ben conosciuta, grazie alle lettere di S. Chiara. In quel tempo solo tre conventi delle Clarisse hanno avuto il privilegio della povertà. Uno di questi fu il Convento di Praga, fondato da S. Agnese.

S. Agnese cercava, insieme a S. Chiara, di informare la Regola delle Clarisse allo spirito del carisma francescano. Lei stessa ha scritto più lettere ai papi di quel tempo. Queste lettere non si sono conservate, ma le risposte a queste richieste ci sono.

Lei desiderava di realizzare l'ideale, non di ottenere riconoscimento. Appena ha saputo che il Papa approvava la Regola di S. Chiara per le Suore presso S. Damiano, chiedeva al Papa di poter introdurre questa Regola anche al Convento di Praga.

L'amicizia spirituale tra S. Chiara e S. Agnese è un esempio molto stimato anche oggi. Queste donne mai si sono incontrate personalmente, ma il desiderio di seguire Cristo povero e umile, nel comune ideale, superava tutte le frontiere e le differenze. Nella Regola di S. Chiara si può sentire bene l'influenza di S. Agnese, perché l’ esperienza di vita in un paese così lontano ha veramente arricchito anche S. Chiara.

S. Agnese era una donna molto educata, coraggiosa e contemporaneamente amante con amore materno. Ancora prima di invitare le Clarisse in Boemia, ha fondato il primo ospedale nel nostro paese secondo l'esempio di sua cugina S. Elisabetta di Ungheria. Anche dopo essere entrata nel monastero aiutava, secondo le proprie possibilità, i poveri, lavando i bendaggi dell’ ospedale o rammendando i vestiti della povera gente.

Pensiamo con rammarico che, nella dimensione mondiale, questa donna così ammirevole sia così poco conosciuta. Pensiamo che una buona occasione per migliorare la conoscenza di lei e del suo patrimonio spirituale sarebbe di proclamare l'Anno Mondiale Francescano di S. Agnese di Praga. Chi può dire di capire bene le lettere di S. Chiara senza conoscere la persona alla quale sono state scritte?

Cordialmente perciò invitiamo tutti i fratelli e tutte le sorelle della vita francescana a vivere l'anno 2011 insieme con S. Agnese ed a lasciarsi ispirare dal suo esempio.

Grazie in anticipo della tua risposta. Prego che S. Agnese sia tua intercessore dal nostro Signore Gesù Cristo, Agnello senza macchia.

Pace e bene!

La Ministra generale ha molto gradito questa lettera e ha assicurato Petr Alexa il suo appoggio.

Ma gli altri dove sono?

Emanuela De Nunzio

Alla domenica, vedendo tanti posti vuoti nei banchi delle nostre chiese, con tristezza ci risuona nel cuore la domanda: “Ma gli altri dove sono?”. E’ quasi un’eco delle parole di Gesù, dopo il ritorno a render grazie da parte del samaritano guarito: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri dove sono?”.

La risposta, in termini sociologici, non è difficile. Gli anni della modernità, il crescere della secolarizzazione hanno portato a una progressiva perdita del “senso religioso” della vita, di quel patrimonio comune e diffuso di conoscenza e di sensibilità, che ha sempre rappresentato una ricchezza del popolo cristiano. La cultura imperante sta svuotando la domenica del suo originario significato religioso. Anche nel linguaggio corrente si è passati dal “giorno del Signore” al “week.end”.

La domenica è stata riempita di tanti impegni quasi totalizzanti. Si pensi, ad esempio, alle tante persone occupate nei grandi magazzini e negli esercizi pubblici aperti; ai tanti giovani impegnati nello sport dilettantistico o professionistico; ai milioni di persone che ogni domenica si spostano per recarsi al mare o in altre località di vacanza. E tutti, più o meno, sentono la necessità di smaltire lo stress di una settimana lavorativa dai ritmi incalzanti. L’uomo d’oggi, nella giornata del tempo libero, è tutt’altro che libero: nelle aree del benessere, passa dalla catena della produzione alla catena dei consumi, e ricomincia una settimana più stanco e più vuoto di prima; nelle aree del disagio, spesso la sofferenza è così grande che spegne anche la speranza di un futuro migliore. In Italia un’indagine demoscopica ha rilevato i dati relativi alla partecipazione dei cattolici alla messa domenicale. Il 57,8 % si definisce “cattolico praticante”, ma di essi solo il 21,4 % va a messa ogni domenica. Di quelli che non ci vanno, il 33,7 % lo fa “per noia”, il 19,8 % perché “preferisce riposarsi” e l’11 % perché “non vi sente nessuna spiritualità”.

Eppure, tutti abbiamo bisogno dell’Eucaristia domenicale per riprendere forza e poter affrontare le fatiche del viaggio della vita. Disertare l’Eucaristia domenicale ci impoverisce; indebolisce la nostra fede e l’appartenenza alla Chiesa; ci impedisce di fare della domenica un giorno di festa e di comunione. La domenica non è solo il “giorno del Signore”, è anche il “giorno dell’uomo”. Essa ci chiama ad attuare la condivisione del tempo e degli affetti nella famiglia e con le famiglie. Accogliendo il dono d’amore che Cristo fa di se stesso nell’Eucaristia, la famiglia cristiana – marito e moglie, genitori e figli – vivifica e accresce la capacità di donarsi reciprocamente, dà fondamento solido alla struttura familiare; ristabilisce rapporti di solidarietà all’interno della comunità.

La partecipazione all’Eucaristia non può essere un dovere da compiere (“e che almeno l’omelia non sia troppo lunga!”), ma dovrebbe permeare l’intera giornata e prolungarsi, nel segno della festa, con il pasto in comune (spesso l’unico della settimana), gli incontri conviviali con parenti ed amici (specie se soli e anziani), l’attenzione alle situazioni di povertà (materiale e spirituale) riscontrabili intorno a noi.

Ai laici si richiede in modo speciale di custodire la sacralità della domenica, che può garantire quell’irrinunciabile “spazio di Dio” nel cielo grigio del materialismo. L’Eucaristia, infatti, ci insegna che la vita non dipende dalla propria attività; ci esorta a non aver paura del silenzio, dell’incontro con Dio; ci spinge a vivere con il cuore. Da qui l’esigenza di coltivare questa dimensione con la preghiera quotidiana, con la riscoperta della bellezza della liturgia, con il fascino della “sacralizzazione” del tempo.

In Italia, il Congresso Eucaristico nazionale di quest’anno è stato celebrato con il tema “Senza l’Eucaristia domenicale non possiamo vivere”: così risposero i martiri di Abidene al rappresentante dell’Imperatore romano che li condannava a morte per non aver osservato il divieto di riunirsi per l’Eucaristia domenicale. Nella sua omelia alla chiusura del Congresso il Santo Padre ha detto: “Partecipare alla Celebrazione domenicale....é un bisogno per il cristiano, è una gioia. Così il cristiano può trovare l’energia necessaria per il cammino che dobbiamo compiere ogni settimana. Un cammino, peraltro, non arbitrario: la strada che Dio ci indica nella sua Parola va nella direzione iscritta nell’essenza stessa dell’uomo. La Parola di Dio e la ragione vanno insieme. Seguire la parola di Dio, andare con Cristo, significa per l’uomo realizzare se stesso; smarrirla equivale a smarrire se stesso”.

In quanto francescani secolari siamo esortati ad avere, come S. Francesco, un’intensa vita eucaristica (Reg. OFS, n. 5). Le Costituzioni Generali danno, al riguardo, indicazioni concrete: “I fratelli partecipino all’Eucaristia con la maggiore frequenza possibile....attenti non solo alla santificazione personale, ma anche a servire la crescita della Chiesa e l’espansione del Regno” (CC. GG., art 14, nn.2 e 3). Questi orientamenti possono aiutarci anche a compiere gesti semplici, ma profondamente umani, che esprimono e realizzano la solidarietà, la condivisione, la speranza, la liberazione integrale dell’uomo.

Così, la Celebrazione Eucaristica domenicale diviene, per tutti noi, una preziosa occasione per verificare la nostra conformazione a Cristo (Reg. OFS, n.7) e il nostro impegno di imitarlo nel dono generoso della nostra vita (Reg. OFS, n. 13).

Un flash dalla Nigeria

Indirizzo di benvenuto presentato dal Presidente della Fraternità OFS di Enugu (Nigeria), Sorella Perpetua MBA, in occasione della visita fatta nello scorso mese di marzo da due frati cappuccini d’Italia e dal delegato regionale dell’OFS della Provincia di Toscana (Italia).

E’ per me un onore e un privilegio dare il benvenuto, in rappresentanza della Fraternità OFS di Enugu, alla sorella Lucia e ai nostri fratelli Corrado e Luciano,. Ringraziamo la divina misericordia perché avete potuto viaggiare dall’Italia fino alla Nigeria e arrivare senza inconvenienti a Enugu.

Siamo riconoscenti a Dio per la grazia della presenza cappuccina quí en Enugu, perchè ci hanno portato una forma di vita che ha trasformato molti uomini e donne nel nostro ambiente. Amiamo San Francesco e stiamo facendo tutto il possibile perché i suoi ideali siano vissuti autenticamente nella nostra società. Attraverso la nostra testimonianza francescana, nelle nostre varie commissioni e nella nostra Fraternità, abbiamo potuto, e continuiamo a farlo, prestare assistenza agli abbandonati, a quelli che hanno bisogno di cibo, indumenti e riparo, cosí come stiamo facendo opere di carità in alloggi privati e pubblici, in ospedali e scuole, etc. Specialmente con l’aiuto nel pagamento delle fatture degli ospedali e delle scuole per gli studenti indigenti.

Qui nella Fraternità OFS di Enugu, a parte le varie commissioni con differenti apostolati, abbiamo le Fraternità “case/parrocchie”. Queste Fraternità raggiungono i meno privilegiati nei nostri vicinati e mettono in risalto lo spirito fraterno dei propri membri perché tengono le riunioni nelle proprie case. Il risultato è che i membri dell’OFS stanno avendo una grande risonanza nei nostri ambienti di casa/parrocchia. Oltre alle nostre riunioni fraterne trimestrali, la nostra Pasqua, il ritiro di fine anno e i corsi di formazione per i vari livelli fino alla professione nell’OFS, ora teniamo anche giornate di riflessione per tutti e corsi speciali per i nostri membri più giovani per migliorare e mettere in risalto la loro crescita umana, personale e spirituale. Teniamo anche una giornata per conoscere e approfondire la fede cattolica, così essenziale per la nostra formazione cristiana. Tutto questo grazie al nostro dinamico e impegnato Assistente Spirituale, fra. Paschal. Ora siamo impegnati nella pubblicazione della quarta edizione del nostro Bollettino “Voce Francescana”.

Uno dei nostri maggiori progetti quest’anno riguarda la salute. Vogliamo comenciare a visitare le aree rurali nello stato di Enugu almeno una volta al mese con una équipe di operatori sanitari, che sono membri dell’OFS, e realizzare consultazioni, fare prescrizioni e distribuire medicine, però questo nobile progetto è ostacolato dalla nostra mancanza di fondi. Vi ringraziamo per i medicinali che ci avete inviato il mese scorso però, come Oliver Twist, abbiamo bisogno di più; abbiamo bisogno di medicine e di denaro per questo progetto. Contiamo sul vostro aiuto.

Per la mancanza di fondi, i nostri giovani francescani non possono essere rappresentati nella celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù e nell’Incontro Francescano della Gioventù dal 12 al 21 agosto di quest’anno in Hortgenwald, cosí come è stato chiesto dal Ministro Generale dell’OFS. Almeno una o due persone dovrebbero rappresentare la Nigeria, però noi genitori non possiamo appoggiare nessuno di loro. Preghiamo che voi possiate aiutarci.

La Ministra Generale dell’OFS ci ha chiesto, non solamente che preghiamo e appoggiamo spiritualmente le vittime del disastro dello Tsunami, ma anche che contribuiamo materialmente. Riguardo a ciò, stiamo inviando tramite vostro la somma di N10.000, che sono approssimativamente 80 Dollari. Abbiamo ascoltato la richiesta urgente fatta dalla Ministra Generale per il finanziamento degli uffici generali o del segretariato. Stiamo raccogliendo la nostra contribuzione unitamente con altre Fraternità della Nigeria, come una Fraternità Nazionale emergente.

Una volta ancora diamo il benvenuto alla nostra amata Lucia, a fr Luciano e a fra Corrado. Accetterete i nostri regali come piccoli ricordi alla fine di questo scambio, come un segno del nostro benvenuto e apprezzamento per la vostra presenza tra noi. BENVENUTI E BONVOYAGE!

Per intercessione di San Francisco, chiediamo la benedizione di Dio sul vostro viaggio di ritorno alla vostra Toscana, Italia.