Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione settimanale
Volume: 12 - N. 14 - 2006 - aprile - I
Da: Segreteria CIOFS
(Assisi, 12 novembre 2005)
Fr. José Rodríguez Carballo, ofm
Ministro generale
Cari fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace.
È con grande gioia che saluto tutti voi, partecipanti al XI Capitolo generale dell’O.F.S. Saluto particolarmente la vostra Ministra generale, Encarnita del Pozo, i membri del Consiglio Internazionale, i rappresentanti della GIFRA e gli Assistenti generali. Con la stessa gioia vi accolgo qui alla Porziuncola, luogo particolarmente caro a san Francesco dato il suo singolare amore verso la “Vergine fatta Chiesa” e Regina degli Angeli.
Sotto lo sguardo materno di Santa Maria degli Angeli, carissimi fratelli e sorelle dell’O.F.S. state per concludere il vostro XI Capitolo generale. Un Capitolo generale è sempre un momento di grazia per noi fratelli e sorelle. Grazia nell’incontrare i fratelli e le sorelle provenienti da tutto il mondo. Grazia nell’ascolto reciproco, che ci fa crescere nella vera fraternità, e grazie per tutti nell’ascolto dello Spirito, che ci spinge e accompagna verso il futuro. Grazia nel porsi insieme la domanda, Signore che vuoi che io faccia? Grazia nel trovare insieme delle risposte alle sfide che ci vengono dalla società, dalla Chiesa e dal mondo. Sì, quanto è buono e bello che fratelli e sorelle stiano insieme!
Questo stare insieme, in fraternità, manifestazione di una unità molto più profonda a livello di sentimenti e di cuore, è ciò che ci dà la forza per camminare sulle strade del mondo, vivendo la nostra vocazione francescana e annunciando, come Francesco, il Vangelo del Signore a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
Il nostro primo sentimento alla fine di questo Capitolo generale, sia allora, di lode al Signore e Dio che compie meraviglie, a colui che è tutto il bene, sommo bene... Lode per il dono della vocazione, alla quale siamo stati chiamati senza merito alcuno da parte nostra. Lode per il dono dei fratelli e delle sorelle. Lode per i frutti evangelici che, attraverso la testimonianza di tanti fratelli e sorelle, si diffondono per il mondo intero. Si apra, fratelli e sorelle, il nostro cuore alla lode e in atteggiamento contemplativo facciamo memoria di tutto quanto il Signore sta facendo in noi a attraverso di noi.
Il tema che avete scelto e sul quale avete riflettuto durante il Capitolo, “La Novitas Franciscana: missione e testimonianza”, ha una grande importanza per la vostra vocazione specifica, cioè di Francescani secolari, chiamati ed inviati nel mondo per testimoniare la bellezza del Vangelo secondo lo “stile” francescano.
Questo significa, prima di tutto, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, accogliere la Sapienza di Dio e renderla presente nelle realtà della nostra vita quotidiana, lì dove siamo chiamati a vivere e testimoniare quello che siamo. Ma significa, anche, prendere coscienza di quello che siamo, la vocazione e missione alla quale siamo chiamati, cosi come è descritta dalla vostra Regola e dalle vostre Costituzioni Generali.
Proprio basandomi su questi documenti vorrei, in questo momento, sottolineare tre elementi che mi sembrano fondamentali: Chiamati alla sequela di Cristo, come secolari, in quanto parte della Famiglia francescana.
Cari fratelli e sorelle, chiamati alla sequela di Cristo, sulle orme di S. Francesco d’Assisi” (Reg. 1), “ricercate [costantemente] la persona vivente e operante di Cristo” (Reg. 4) nella vostra vita e in tutto quello che fate, e “spinti dalla dinamica del Vangelo”, conformate il vostro “modo di pensare e di agire a quello di Cristo mediante un radicale mutamento interiore” di conversione, “attuata ogni giorno” (Reg. 7), “nello spirito delle Beatitudini” (Reg. 11). Sia questo il vostro primo desiderio, la vostra prima preoccupazione. Sull’esempio di Gesù stesso e del padre san Francesco, fate “della preghiera e della contemplazione l’anima del proprio essere e del proprio operare” (Reg. 8). Sia la preghiera liturgica e personale la fonte della vostra missione in mezzo agli uomini e alle donne del nostro tempo. Soltanto una vita intensa di preghiera e un’attiva partecipazione “alla vita sacramentale della Chiesa, soprattutto all’Eucaristia” (Reg. 8) vi darà la forza per adoperarvi “a purificare il cuore da ogni tendenza e cupidigia di possesso e di dominio” (Reg. 11), vi renderà liberi all’amore di Dio e dei fratelli (cf Reg. 12), particolarmente dei più poveri (cf Reg. 13), vi porterà a “esercitare con competenza le proprie responsabilità nella spirito cristiano di servizio” (Reg. 14), e vi renderà coraggiosi “nella promozione della giustizia” e nelle scelte “concrete e coerenti” alla vostra fede, “nel campo della vita pubblica” (Reg. 15).
In quanto “secolari” contribuite, “nelle comuni condizioni del secolo” (CCGG 17, 2), “alla edificazione del Regno di Dio con la presenza nelle realtà e nelle attività temporali” (CCGG 2), aperti sempre “alle istanze che vengono dalla società e dalle realtà ecclesiali” (CCGG 8, 2). Amate la Chiesa e vivete in piena comunione con “il Papa e con i Vescovi” (CCGG 99; cf. CCGG 100-101). Agite sempre “come lievito nell’ambiente” in cui vivete, (CCGG 14) e nel “campo della vita pubblica” (CCGG 22, 1) per una società più giusta e fraterna, essendo sempre messaggeri di gioia e di speranza (cf CCGG 26-27). Vivete sempre come realtà inseparabile la vostra “appartenenza alla chiesa e alla società” (CCGG 20, 1). La vostra secolarità vi chiama, soprattutto, a “rendere testimonianza della fede nella vita di famiglia; nel lavoro; nella gioia e nella sofferenza; nell’incontro con gli uomini, tutti fratelli nello stesso Padre; nella presenza e partecipazione alla vita sociale; nel rapporto fraterno con tutte le creature” (CCGG 12).Questo esige, tra gli altri atteggiamenti, l’ascolto della voce del Signore negli avvenimenti della storia, nonché il riconoscimento, la lettura e l’interpretazione dei segni dei tempi alla luce del Vangelo.
In quanto, poi, membri della Famiglia francescana, vivete “in comunione vitale reciproca” (Reg. 1) con tutti gli altri membri della Famiglia. Tutti noi siamo chiamati, in modi e forme diverse, ma in comunione vitale, a rendere presente il carisma del comune serafico padre san Francesco, nella vita e nella missione della Chiesa. In questo modo, camminando insieme, nel rispetto della diversità, offriremmo così, voi e noi, una bella testimonianza di fraternità e di comunione. La Famiglia ha bisogno di tutti i suoi membri. Nessuno può considerarsi così ricco da non avere bisogno degli altri, e nessuno può considerarsi o essere considerato così povero da non poter dare qualcosa. La comunione, prima di tutto, e poi la collaborazione ci arricchisce tutti. Dobbiamo camminare insieme, quindi, sulle vie del Signore. Soltanto così potremo testimoniare in pienezza il nostro comune carisma.
Rispondere a questa vocazione e missione richiede da parte di tutti voi, cari fratelli e sorelle, un impegno rinnovato per la formazione permanente, “humus” della formazione iniziale. L’O.F.S. sarà quello che sarà la formazione dei suoi membri. Senza un’adeguata formazione ai tempi e alle esigenze di oggi, non ci sarà futuro per l’O.F.S., perché non c’è presente.
Un particolare invito rivolgo a voi, giovani francescani, ad essere missionari e testimoni presso i vostri coetanei, i quali hanno bisogno della vostra testimonianza giovanile e fedele per ricominciare di nuovo, o talvolta iniziare, il cammino con il Signore.
Carissimi fratelli e sorelle, la missione che ci attende non è facile, ma con forza vi dico:
Non temete, perché anche voi avete trovato grazia presso Dio.
Non temete, perché non siete soli, siamo insieme in questo cammino.
Non temete, perché il Signore è sempre con voi.
Da questo luogo santo il Poverello di Assisi, come già fece con i suoi primi compagni, vi rivolge il suo invito:
Andate in tutto il mondo e riempitelo con lo Spirito e la Sapienza del Signore!
Andate e servite con la forza del Suo amore i malati, gli emarginati e gli abbandonati!
Andate e siate i missionari e testimoni dell’amore del Signore nella vita di famiglia, nel lavoro, nella gioia e nelle sofferenze, nell’incontro con tutti gli uomini, nella presenza e partecipazione alla vita sociale e nel rapporto fraterno con tutte le creature.
Andate e annunciate a tutto il mondo la Pace e il Bene!
Per finire voglio, ancora una volta, manifestarvi la mia vicinanza e la mia fraterna stima, anche a nome di tutto l’Ordine dei Frati Minori che vi assicurerà, nel rispetto della vostra legislazione, l’assistenza spirituale.
Che la Vergine Maria, “umile serva del Signore, disponibile alla sua parola e ai suoi appelli” (Reg. 9), interceda davanti al suo dilettissimo Figlio affinché siate sempre disponibili a compiere la volontà del Signore.