BOLLETTINO INFORMATIVO 2006 II
Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione Trimestrale
Vol. 1 - N. 2 - 2006 - ottobre

1.

IL FRANCESCANO SECOLARE DEVE ESSERE PROFETA

Questo è un punto chiave dell’intervento di P. José Carballo durante la visita pastorale alla Presidenza del CIOFS.

La formazione è il pilastro della nostra rifondazione. Rifondazione vuol dire che si deve andare alle fondamenta, riscoprire le nostre radici, gli elementi carismatici essenziali. Ciò che conta è la qualità della vita.. Siamo francescani nella misura in cui viviamo il nostro progetto di vita. Se non lo viviamo, non facciamo niente.

Quali le conseguenze di questa rifondazione?

Accettare la nostra condizione di minorità. Accontentiamoci di quello che siamo. Non dobbiamo entrare in competizione con gli altri. Tutti noi siamo chiamati ad essere "minori" nella nostra società.

Dare priorità alla qualità della vita rispetto alla quantità.

Privilegiare l’aspetto simbolico rispetto all’efficacia. E’ una tentazione quella di porre l’efficacia al di sopra della fraternità. Dobbiamo anteporre il rinnovamento dell’Ordine alla sopravvivenza. La Chiesa non ha bisogno di sopravvissuti, ma di persone vive.

Chi può entrare in questo cammino? IL PROFETA, che ha cinque caratterístiche:

Una gran memoria. Un popolo senza storia non ha nè presente nè futuro. Senza storia, anche la famiglia OFS non avrà nè presente nè futuro. Dobbiamo purificare la nostra storia, vivendone anche gli elementi che forse dobbiamo avere il coraggio di dire "questa è la nostra storia".

L’attenzione alla realtà, con un orecchio in ascolto del Signore e l’altro in ascolto della gente. Dobbiamo tenere sempre in mano la Bibbia e il giornale, per essere sempre attenti alla realtà. Il Papa, nella Enciclica "Novo Millennio Adveniente" ci invita alla memoria e alla profezia, per "anticipare il futuro". Anche noi dobbiamo anticipare il futuro, come Francesco, che guardava sempre avanti. Molto ascolto ci darà la possibilità di avere una visione del futuro.

Un grande amore per la gente, che ci porterà a vivere il presente con passione. "Guarda al passato con gratitudine e vivi il presente con passione" (Giovanni Paolo II) . Quello che deve avere un francescano è la passione di Francesco che, come Chiara, era innamorato con passione di Gesù Cristo, per cui diceva "l’amore non è amato". La Scrittura è molto forte contro i tiepidi.

La fede e il coraggio. Molta fede perché sappiamo che non siamo soli. Dobbiamo recuperare la fede nello Spirito. S. Francesco è il primo carismatico. Era l’uomo della "mozione dello Spirito". Dobbiamo recuperare la fede nel Signore della Storia. La crisi di oggi è la crisi della fede. E la fede da’ un gran coraggio per affrontare qualsiasi cosa. Il profeta ha coraggio. Ama la Chiesa profondamente e nel medesimo tempo è critico. Se non abbiamo coraggio dobbiamo interrogarci sulla nostra fede.

Molta pazienza. Essere disposto ad essere respinto. Andare avanti, pur con la consapevolezza che non è facile. Non dobbiamo lasciare per domani quello possiamo fare oggi, tenendo conto che nessun profeta è morto nel suo letto. Il rifiuto forma parte della vocazione profetica. Quando si accetta di esser profeta, si deve accettare il rifiuto, come Cristo accettò la morte.

Ora dobbiamo approfondire il senso del nostro centenario e anche del centenario di Sta. Elisabetta. Non possiamo lasciar passare questi momenti di grazia, perché non basta limitarci a fare un bel congresso, o una bella pubblicazione. Dobbiamo smuovere le acque. C’è molto letargo nella nostra famiglia. Siamo un esercito. Siamo la famiglia spirituale più numerosa del mondo. Però che cosa facciamo?

 

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