Cari Segretari Generali,
caro Ministro Generale.
La vostra lettera del 10
novembre 2005 al Presidente del Parlamento
Europeo, concernente la Costituzione dell’Unione Europea,
è stata inoltrata al Comitato per gli Affari Costituzionali ed è stata
esaminata dai coordinatori di tale Comitato nella loro riunione del 15
marzo 2006.
In primo luogo,
voglio ringraziarvi per l’attenzione che dedicate al processo
costitutivo dell’Unione Europea. Le forze spirituali giocano un ruolo
importante nel creare la consapevolezza che l’integrazione politica è
indispensabile per mantenere un ordine di pace, libertà, giustizia e
solidarietà nel nostro continente.
Nella sua
risoluzione del 13 gennaio 2005 il Parlamento Europeo affermava che il
trattato istitutivo di una Costituzione per l’Europa, preso nel suo
complesso, è un buon compromesso e un grande miglioramento dei trattati
esistenti, che produrrà tangibili benefici per i cittadini.
Il Parlamento,
ciononostante, era consapevole che il Trattato Costituzionale ha formato
oggetto di critiche, manifestate in pubblici dibattiti, che non
rispecchiano il suo reale contenuto. Soprattutto esso non ignora le
radici storiche e culturali dell’Europa, dal momento che si riferisce
alla sua eredità culturale, religiosa e umanistica.
Alla luce
delle difficoltà che il processo di ratifica del Trattato Costituzionale
ha incontrato a seguito dei referendum tenuti in Francia e in Olanda, il
Parlamento Europeo, nella sua risoluzione del 19 gennaio 2006, revocando
l’approvazione di tale Trattato, ha confermato il proprio impegno teso a
conseguire un assetto costituzionale per l’Unione Europea. Durante il
presente periodo di riflessione, volto a superare la crisi
costituzionale, a tutte le componenti della società civile d’Europa
viene richiesto di impegnarsi in un confronto sul futuro d’Europa.
Spero
vivamente che voi possiate sostenere gli sforzi tendenti a raggiungere
un assetto costituzionale per le future generazioni d’Europa, sotto la
formula della Costituzione: “Unità nella Diversità”.