LISTA C I O F S

Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione settimanale

Volume: 11 - N. 14 - 2005 - aprile - II

Da: Segreteria CIOFS


Lettera al cardinale camerlengo
Dal messaggio del Santo Padre - 2002

LETTERA AL CARDINALE CAMERLENGO

Madrid, 3 aprile 2005

Festa della Divina Misericordia

S.E. Rev.ma.

Monsignor Eduardo Martínez Somalo

Cardinale Camerlengo

Città del Vaticano

Eminenza Reverendissima:

Unitamente ai miei fratelli e sorelle dell’Ordine Francescano Secolare e della Gioventù Francescana, presenti in 91 nazioni del mondo, desidero comunicarLe il sereno e, allo stesso tempo, profondo dolore che proviamo e condividiamo con la Chiesa intera, per la morte del nostro amato Papa, Giovanni Paolo II. Il suo ritorno alla casa del Padre è avvenuto nei primi giorni della Santa Pasqua, quasi a significare la volontà del Padre di offrirgli la pienezza assoluta della Pace del Risorto. Insieme a tutta la Chiesa, offriamo la nostra preghiera fiduciosa al Padre della Misericordia affinché voglia concedergli il meritato premio per tutti i suoi affanni e la donazione generosa della sua vita.

Abbiamo seguito e accompagnato, con trepidante emozione, la testimonianza di accettazione, obbedienza e amore, di fronte al dolore e all’approssimarsi di “Sorella Morte”, offerta dal Santo Padre fino al suo ultimo respiro, abbracciato alla Croce, in una configurazione totale a Cristo. Accettazione, obbedienza e amore che hanno significato fede e speranza, abbandono totale al disegno di Dio sulla sua vita, come ci ha dimostrato nel corso della sua vita donata a tutti come “servo dei servi di Dio”. I suoi atteggiamenti, le sue decisioni hanno ricordato a noi, figli di Francesco, quelli del “Poverello d’Assisi”.

Il Santo Padre conosceva bene la meta verso cui era incamminato ed, avendo egli “fatto la sua parte”, come ci disse Francesco, avrà certamente ascoltato le consolatrici parole del Signore: “Bene, servo buono e fedele… prendi parte alla gioia del tuo Signore”. E il nostro buon Papa avrà lasciato, pieno di gioia, i suoi sandali, ormai consunti di pellegrino, per godere eternamente di Cristo, nostra Pasqua.

Don Eduardo, noi francescani secolari non potremo mai ringraziare abbastanza il Signore per il dono prezioso del papa Giovanni Paolo II e del suo servizio alla Chiesa, nel ricordo di come ci siamo sentiti particolarmente amati e curati da lui, e conserveremo, come patrimonio prezioso, il suo Magistero sul nostro Ordine.

Le assicuriamo, Eminenza, che ci manterremo uniti nella preghiera affinché lo Spirito Santo, del quale Francesco anelava sopra ogni cosa di possedere la “santa operazione”, infonda il suo soffio vitale sul Collegio Cardinalizio perché offra alla Sua Chiesa un nuovo Papa che la guidi con amore, saggezza e dono di sé, invitandola continuamente e instancabilmente alla missione di amare, vivere e annunciare il Vangelo della speranza.

Con filiale devozione,

Encarnación del Pozo

Ministra generale OFS

DAL MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
AL CAPITOLO GENERALE DELL'ORDINE FRANCESCANO SECOLARE - 2002

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Vi accolgo tutti con gioia e rivolgo a ciascuno il mio cordiale benvenuto: a tutti i Francescani Secolari e ai membri della Gioventù Francescana presenti nel mondo. Ora bisogna guardare al futuro e prendere il largo: Duc in altum!

La Chiesa attende dall'Ordine Francescano Secolare, uno e unico, un grande servizio alla causa del Regno di Dio nel mondo di oggi. Essa desidera che il vostro Ordine sia un modello di unione organica, strutturale e carismatica, a tutti i livelli, così da presentarsi al mondo quale "comunità di amore" (Regola OFS 26). La Chiesa aspetta da voi, Francescani Secolari, una testimonianza coraggiosa e coerente di vita cristiana e francescana, protesa alla costruzione di un mondo più fraterno ed evangelico per la realizzazione del Regno di Dio.

2. La riflessione, fatta in questo Capitolo, sulla "Comunione vitale reciproca nella Famiglia Francescana" vi spinge a impegnarvi sempre più nella promozione dell'incontro e dell'intesa anzitutto all'interno del vostro Ordine, poi nei confronti degli altri fratelli e sorelle francescani e infine, con massima cura, come voleva San Francesco, nel rapporto con l'autorità gerarchica della Chiesa.

3. Nell'incontro che ebbi più di venti anni fa, il 27 settembre 1982, con i partecipanti all'Assemblea Generale del vostro Consiglio Internazionale, vi esortavo: "Studiate, amate, vivete la Regola dell'Ordine Francescano Secolare, approvata per voi dal mio precedessore Paolo VI. Essa è un autentico tesoro nelle vostre mani, sintonizzata allo spirito del Concilio Vaticano II e rispondente a quanto la Chiesa attende da voi" (Insegnamenti, V/3, 1982, pag. 613). Sono lieto di potervi rivolgere analoghe parole oggi: studiate, amate, vivete anche le vostre Costituzioni Generali! Essi vi esortano ad accettare l'aiuto che, per compiere la volontà del Padre, vi viene offerto dalla mediazione della Chiesa, da coloro che in essa sono stati costituiti in autorità e dai Confratelli.

Siete chiamati ad offrire un contributo proprio, ispirato alla persona e al messaggio di San Francesco d'Assisi, per affrettare l'avvento di una civiltà in cui la dignità della persona umana, la corresponsabilità e l'amore siano realtà vive (Cfr. Gaudium et Spes 31 ss). Dovete approfondire i veri fondamenti della fraternità universale e creare ovunque spirito di accoglienza e atmosfera di fratellanza. Impegnatevi con fermezza contro ogni forma di sfruttamento, di discriminazione e di emarginazione e contro ogni atteggiamento di indifferenza verso gli altri.

4. Voi, Francescani secolari, vivete per vocazione l'appartenenza alla Chiesa e alla società come realtà inseparabili. Perciò vi viene chiesto prima di tutto la testimonianza personale nell'ambiente in cui vivete: "davanti agli uomini; nella vita di famiglia; nel lavoro; nella gioia e nelle sofferenze; nell'incontro con gli uomini, tutti fratelli nello stesso Padre; nella presenza e partecipazione alla vita sociale; nel rapporto fraterno con tutte le creature" (Costituzioni Generali OFS 12.1). Forse non vi sarà chiesto il martirio del sangue, ma certamente vi viene chiesta la testimonianza di coerenza e fermezza nell'adempimento delle promesse fatte nel Battesimo e nella Cresima, rinnovate e confermate con la Professione nell'Ordine Francescano Secolare. In virtù di tale Professione, la Regola e le Costituzioni Generali devono rappresentare, per ciascuno di voi, il punto di riferimento dell'esperienza quotidiana, a partire da una specifica vocazione e da una precisa identità (cf Promulgazione delle Costituzioni Generali dell'OFS). Se veramente siete spinti dallo Spirito a raggiungere la perfezione della carità nel proprio stato secolare, "sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all'insegna di un'etica minimalistica e di una religiosità superficiale" (Novo Millennio ineunte 31). Occorre impegnarsi con convinzione in quella "misura alta della vita cristiana ordinaria" a cui ho invitato i fedeli al termine del Grande Giubileo del 2000 (Ibid.).

5. Non voglio concludere questo Messaggio senza raccomandarvi di considerare la vostra famiglia come l'ambito prioritario nel quale vivere l'impegno cristiano e la vocazione francescana, dando in essa spazio alla preghiera, alla Parola di Dio e alla catechesi cristiana, ed adoperandovi per il rispetto di ogni vita dal suo concepimento e in ogni situazione, fino alla morte. Occorre fare in modo che le vostre famiglie "offrano un esempio convincente della possibilità di un matrimonio vissuto in modo pienamente conforme al disegno di Dio e alle vere esigenze della persona umana: di quella dei coniugi, e soprattutto di quella più fragile dei figli" (Novo Millennio ineunte 47).

In questo contesto vi esorto a riprendere in mano il Santo Rosario, che, per antica tradizione, "si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi, per comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio" (Rosarium Virginis Mariae 41). Fatelo con lo sguardo alla Vergine Maria, umile serva del Signore, disponibile alla sua Parola e a tutti i suoi appelli, che fu circondata da Francesco di indicibile amore e fu designata Protettrice e Avvocata della Famiglia francescana. Testimoniate a Lei il vostro ardente amore, con l'imitazione della sua incondizionata disponibilità e nella effusione di una fiduciosa e cosciente preghiera (cfr Regola OFS 9).

Con questi auspici imparto di cuore a voi, Francescani Secolari e a voi, membri della Gioventù Francescana, una speciale Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 22 novembre 2002

Giovanni Paolo II