Consiglio Internazionale dell’OFS - Edizione settimanale
Volume: 11 - N. 11 - 2005 - marzo - III
Da: Bici 178 - OFMCap
ROMA - Dal 12 al 15 ottobre 2004 i membri della Commissione internazionale per la Solidarietà economica dell'Ordine cappuccino si sono incontrati a Roma con l'Ufficio della Solidarietà e con i Project Managers per lavorare e discutere su tutti i progetti presentati per il 2005. Il Ministro generale e suo Definitorio, basandosi sulle risorse raccolte nel 2004, avevano destinato 5.100.000 USD per essere distribuiti nel 2005. Le richieste presentate ammontavano al doppio della somma disponibile.
I sussidi che vengono distribuiti sono raggruppati in tre categorie: mantenimento dei missionari, formazione e progetti. Metà dei sussidi vanno per la formazione iniziale. Sono destinati ad assistere le giovani circoscrizioni che hanno molte vocazioni, perché possano dare formazione qualificata e addestramento dal postulato alla professione perpetua e oltre, inclusi gli studi e la formazione professionale. Il mantenimento missionario costituisce un importante sussidio per le nuove presenze in alcune nazioni dell'Africa e aree remote di evangelizzazione in Asia e nel Baltico. Molte delle nuove presenze hanno personale missionario proveniente dall'India o dalla Polonia, ma ricevono assistenza finanziaria dal fondo centrale della Solidarietà. I progetti includono anche tutte le altre richieste: opere sociali, costruzioni, mezzi di trasporto, formazione permanente, ecc.…
ROMA - Dal 22 al 27 novembre scorso si è svolto a Roma il primo Congresso Mondiale della Vita Consacrata. Presenti oltre 800 religiosi appartenenti alle due Unioni internazionali dei superiori e delle superiore generali. Obiettivo dell'incontro era quello di rilanciare la vita consacrata nel mondo contemporaneo. Tra le sfide principali: l’evangelizzazione, il dialogo, le ingiustizie sociali, la difesa della vita, le migrazioni. Il Congresso si è svolto sul tema “Passione per Cristo, passione per l’umanità”. Al Congresso hanno preso parte oltre al Ministro generale, fr. Beatus Kinyaiya, Ministro provinciale della Tanzania, il neo eletto vescovo Ambongo Besungu (VPG del Congo) e Michael Raymond, Delegato provinciale della Malaysia. I punti fondamentali che il presidente dell’Unione dei Superiori Maggiori ha presentato, tirando le somme di una intensa settimana di lavoro e di confronto tra religiose e religiosi di diverse provenienze, possono essere così sintetizzati:
La centralità di Cristo e quindi del suo Vangelo, come regola principale dell’intera vita delle persone consacrate. Ne deriva - ha affermato - una rinnovata vita spirituale per assumere lo spirito stesso di Cristo. Se mancherà questo rinnovamento spirituale la vita consacrata perderà ogni freschezza e non potrà affatto avere la stessa compassione del Samaritano per il prossimo. La Missione, altro punto rilevante del suo intervento conclusivo, non può che nascere da un vero innamoramento del progetto di Dio per l’umanità. Le persone consacrate scopriranno questo progetto lasciandosi toccare dalle ferite dei loro contemporanei, colpiti dalle strutture di sfruttamento, e dal grido di chi chiede più giustizia. E’ venuta l’ora, di smettere con l’indifferenza davanti alle sofferenze e dolori di tanti fratelli e sorelle. Per piangere però con chi piange, è necessario che le persone consacrate accettino la loro umanità con le sue realtà. Solo questo renderà più attraente il dono di sé per i giovani. I giovani religiosi l’hanno richiesto durante il Congresso. Vogliono comunità, più espressive, con relazioni umane di qualità; comunità aperte anche all’esterno. Ed infine, facendosi sempre voce del Congresso, il presidente ha parlato dell’inculturazione e della fine dello stile “eurocentrista” delle Congregazioni e degli Ordini religiosi. La vita consacrata, ha spiegato, è un cantiere e ogni membro deve partecipare agli stessi obiettivi, secondo la sua cultura d’origine e non seguire il modello unico europeo.
Questi punti provengono da un’autocritica che le persone consacrate hanno fatto, contemplando le due icone della Samaritana e del Buon Samaritano. Una religiosa diceva che per la prima volta i religiosi non hanno nascosto le proprie vulnerabilità e ferite. Sarà una via per far entrare il Signore che sana. Per cui, il documento finale parla di “Speranza” e di “cantiere aperto”. Il Congresso certo è concluso, ma la sua celebrazione comincia adesso, hanno sostenuto tutti presenti.
FRASCATI (Roma) - San Francesco, Santa Chiara d’Assisi e il movimento francescano hanno dato vita a un movimento religioso-spirituale nella Chiesa che provocato un grande rinnovamento nella Chiesa stessa e nella società. Benché coscienti di questa ricchezza, spesso si ha difficoltà a trasmetterla alle nuove generazioni. Non poche volte nella storia francescana le fonti ispiratrici non sono state le “francescane”. Ecco perché già da più di venti anni si svolge nei paesi di lingua inglese un programma per riscoprire e aggiornare la ricchezza del nostro carisma. È chiamato Franciscan Internship Program. Spinti dal Ministro Generale, fr. John Corriveau, tre membri dell’Ufficio Generale della Formazione, negli ultimi due anni, hanno frequentato questo programma in Canada. Dal 1° di novembre al 4 di dicembre 2004, si è svolto a Frascati, per la prima volta questo corso in lingua italiana (il primo fuori del mondo inglese). Lo scopo di questo corso è riscoprire la ricchezza del nostro carisma francescano e formare persone per svolgere il ministero della direzione spirituale in stile francescano. Questo corso ha come base teorica gli scritti spirituali di S. Bonaventura. Pertanto, si è fatto lo sforzo di recuperare l’autentica ed originale spiritualità francescana. Senza trascurare la base teorica, il corso ha un’impronta prioritariamente esperienziale. Per questo, partecipare a questo corso è soprattutto vivere un’esperienza di crescita spirituale-vocazionale. Il programma, a causa degli esercizi pratici, ha necessariamente un numero ristretto di partecipanti. Per tutto il tempo, hanno partecipato a questo primo corso in lingua italiana 6 frati cappuccini e due suore francescane. La natura del corso consiglia che sia misto. I partecipanti provenivano da Italia (2), Perù (2), Repubblica Ceca, Slovacchia, India e Brasile. Hanno animato questo corso i fratelli dell’UGF fr. Patrick Crasta, fr. Štefan Kozuh e fr. Sergio M. Dal Moro.
ORSAY (Francia) - Dal 23 al 31 agosto 2004, 28 giovani frati e suore in formazione, insieme ai rispettivi formatori di varie Famiglie francescane (3 frati minori, 3 cappuccini, 16 clarisse e 7 suore francescane) a Orsay, nel convento “La Clarté-Dieu”, si sono ritrovati per un incontro sul tema “Fondazione e rifondazione. XIX-XXI secolo”.
I partecipanti sono stati aiutati nella riflessione dalla competenza dei relatori. J.M. Ploux, sacerdote della Mission de France ha presentato la “Panoramica storica della evoluzione del mondo”, mentre il filosofo sloveno fr. E. Kovac, OFM, ha descritto “La Fraternità universale”. Fr. Thaddée Matura, OFM, ha relazionato sul “Ritorno alle fonti bibliche, patristiche e francescane alla fine del XIX secolo” e sr. Gabrielle Marguin ha offerto un contributo sull’esperienza ecumenica di alcune suore francescane a Taizé. Fr. Serge Delsaut, OFM, e fr. Pio Murat, OFMCap, hanno descritto il ritorno alla fonti a partire dai “Documenti” pubblicati in più lingue e dagli adattamenti delle Costituzioni cappuccine dopo il Vaticano II. Non è stata omessa l’attenzione all’iconografia francescana, attraverso lo studio dei cicli di vetrate della Chiesa francescana di Parigi e di quella dei cappuccini di Blois (J. Danel, OFM). La signora Gobbé, laica svizzera, ha poi presentato la “Storia dell’OFS e le attuali sfide” e sr A.M. Cunin, FMM, ha indicato “Le nuove prospettive della missione”. Sono state inoltre ascoltate le testimonianze di religiosi stranieri che vivono in Francia: una clarissa filippina residente da 17 anni ed un giovane studente cappuccino etiope. Il gesuita P. Flipo, direttore della rivista “Christus” ha parlato della ricerca spirituale come “ultima frontiera”.
È stato presentato il progetto di un nuovo monastero di clarisse unito ad un centro pastorale.
Una giornata è stata dedicata alla visita della Sinagoga, della Cattedrale e della Moschea della cittadina d’Evry. Qui, il gruppo ha potuto incontrare le contemplative Domenicane che hanno rivolto alcune domande sul catecumenato e l’accompagnamento differenziato.
Fr. Arnaud Corbic, OFM, docente all’Antonianum di Roma ha parlato sul tema “L’incredulità, un rischio per la fede”. Un programma estremamente ricco che ha favorito la riflessione dei piccoli gruppi e della nascita di cinque laboratori fino alla prossima sessione. Per proseguire la riflessione nell’ambito della Famiglia francescana è stato proposto un Capitolo delle Stuoie per frati e suore al di sotto dei 50 anni.
LONDRA - Il 1° dicembre scorso, fr. Raniero Cantalamessa si è recato a Londra per un incontro con la "Parliamentary Christian Fellowship", cioè un gruppo di parlamentari cristiani, nella "House of the Speaker" a Westminster. In tale occasione ha parlato sul tema "Sperimentare una nuova Pentecoste". Con i membri del gruppo ha condiviso l'esperienza che ha avuto dello Spirito Santo ad un certo momento della sua vita e come essa lo abbia fatto cambiare da professore di Patrologia cristiana a Predicatore alla Casa pontificia e alla televisione. Nel nostro mondo attuale - ha detto - stiamo sperimentando profonde divisioni, e la necessità è quella di diffondere amore non odio. Dobbiamo riscoprire la potenza del nome di Gesù Cristo. Ha esortato poi i membri del Parlamento e i loro collaboratori a prendere coraggio e a lavorare con impegno per tutte le persone, perché Dio è con loro. Dopo il suo discorso, fr. Raniero è stato impegnato in un question time, che è durato più del suo stesso discorso. In una e-mail a fr. Raniero uno dei partecipanti ha detto il suo messaggio "una parola profetica per il nostro tempo" e anche a nome degli altri presenti gli ha espresso profonda gratitudine.
ROMA - Durante l’incontro del Definitorio generale con i Presidenti delle Conferenze, tenutosi dall’8 al 12 novembre a Roma, in un clima tipicamente autunnale, fr. John Corriveau ha inaugurato e benedetto il Museo Francescano appena restaurato, che è ubicato nella zona dell’Istituto Storico. Il restauro di questo Museo era iniziato il 4 maggio 2003. Durante i lavori di adeguamento sono state recuperate anche alcune stanze delle adiacenze, collegate al complesso, ampliando così, per quanto possibile, l’area espositiva. Fr. Servus Gieben, Direttore del Museo, coadiuvato da fr. Johannes Teklemariam, oltre al recupero e all’adattamento dell’immobile, assieme ai tecnici, ha curato anche le aree espositive, i servizi, i contenitori, con strutture apposite, coordinate stilisticamente e organizzando il percorso espositivo, con il risultato di una realtà omogenea e architettonicamente di grande interesse. I criteri seguiti nell’allestimento espositivo tentano di mediare due aspetti importanti: tipologia delle opere e storia religiosa di una fraternità come quella dell’Ordine cappuccino. Erano presenti alla manifestazione, oltre ai Presidenti delle Conferenze, il rettore del Collegio, fr. Mariano Di Vito, fr. Daniele Farnedi, fr. Sisto Zarpellon, alcuni membri dell’Istituto Storico e altri frati venuti per l’occasione dalla Curia generale.
Dopo la preghiera di benedizione da parte del Ministro generale è stato presentato il lavoro di realizzazione della struttura. Dopo la presentazione di fr. Servus, si è proceduto alla visita del Museo, molto apprezzato dai presenti.
Il Museo Francescano non è un museo artistico, anche se comprende molti oggetti di alta qualità estetica. Si colloca invece piuttosto nella categoria dei musei specializzati e specialmente fra quelli storici; infatti attraverso gli oggetti esposti nelle sue sale vengono illustrati personaggi ed eventi dell’Ordine francescano. Una caratteristica particolare del museo consiste nel fatto che documenta l’arte e la cultura francescana attraverso i secoli, cioè dal Duecento fino al XX° secolo.