Consiglio Internazionale dell'OFS - Edizione settimanale
Volume: 6 - N. 14 - 2000 - aprile - I
Da: Bollettino CIOFS, 1999, N. 3
Rispondere ai bisogni religiosi: una sfida per l'OFS
Marianne Powell
(Parte II)
Le chiese Protestanti, ivi comprese alcune chiese libere, sono presenti in America Latina già da molti anni, pur essendo rimaste di dimensioni relativamente modeste. Nelle ultime 3 decadi, però, si é assistito letteralmente ad una esplosione di sette di ogni tipo. La stessa cosa sta avvenendo in Africa anche se con conseguenze meno drastiche.
Sulla base di statistiche elaborate da H. Suso e riportate in un articolo di Franz Damen nel numero 72 della pubblicazione "Berichte, Dokumente, Kommentare" (Resoconti, Documenti, Commentari) del Centro Missionario dei Frati Minori OFM di Bonn, Germania, ogni anno 3,5 milioni di Cattolici in America Latina abbandonano la propria chiesa per aderire ad una delle numerose sette che operano nel continente. La stessa statistica ci rivela che il 12,5% della popolazione del continente fa parte di una setta e in alcuni luoghi questo numero sale fino al 25-30%. Negli ultimi dieci anni alcune sette hanno raddoppiato o triplicato il numero dei loro aderenti.
L'atteggiamento della Chiesa Cattolica nei confronti di questi fenomeni é stato molto negativo. La nostra Chiesa aveva praticamente il monopolio della Cristianità in queste aree e lo sviluppo delle sette é stato vissuto come una invasione o un attacco - l'intrusione di un elemento estraneo che non é compatibile con l'anima e la cultura Latino Americana.
Mettendo le cose in prospettiva, comunque, é necessario ricordare che l'adesione alle chiese tradizionali nel mondo intero é rimasta stazionaria nonostante la crescita della popolazione mondiale. Mentre, invece, le sette sono cresciute in proporzioni che vanno ben al di là della crescita della popolazione.
Un altro elemento che non é tipico solo dell'America Latina é la crescente frammentazione della Cristianità nel 20° secolo. Mentre nel 1900 vi erano circa 1900 diverse denominazioni Cristiane, nel 1985 il numero era cresciuto a 22.189 (di cui 3.799 attive in America Latina).
La frammentazione é stata particolarmente vistosa in America Latina, dove le sette hanno messo in atto piani di missione molto intensi. Tuttavia, molte sette, dopo essere approdate in America Latina, si sono divise per dar vita un gran numero di denominazioni locali. Queste sono per lo più comunità indigene, non di razza bianca che si formano tra gli emarginati per motivi sociali ed economici. Alcuni membri delle sette, a spiegazione di questa crescita, hanno indicato la miglior possibilità che le sette offrono alle popolazioni Indie e Afro-Americane native di integrare le proprie culture e tradizioni religiose.
Vi sono stati due tipi di reazioni leggermente diverse al problema delle sette. Un documento vaticano pubblicato nel maggio 1986 ("Sette o movimenti nuovi. Una sfida pastorale") analizzava il fenomeno e vedeva il sorgere delle sette come una risposta naturale alla struttura spersonalizzante della società di oggi. Il documento diceva che le sette rispondono bene ai bisogni della gente circa il senso di appartenenza, la solidarietà, l'identità culturale, la partecipazione e il coinvolgimento. Il documento concludeva che le sette, quindi, dovrebbero esse intese come una sfida pastorale piuttosto che come una minaccia alla Chiesa Cattolica.
L'altra reazione venne dalle deliberazioni ecumeniche dei vescovi in un documento "Movimenti religiosi oggi: una sfida per le Chiese", Cuenca, Novembre 1986. In esso, i vescovi non danno molta importanza alle sette e vedono la sfida come proveniente non tanto dalle sette quanto piuttosto dalle misere condizioni dei popoli poveri dell'America Latina, alla ricerca della propria liberazione.
Le sette sono tanto diverse per quanto sono numerose. Vi sono sette Cristiane, la maggior parte delle quali sono Pentecostali, pseudo-Cristiane (come i Testimoni di Jehova, i Mormoni etc.), e che sono nate dalla Cristianità ma vi hanno aggiunto altri elementi, e vi sono sette non Cristiane di tutti i tipi, molte delle quali sincretistiche, nelle quali si mescolano elementi religiosi tradizionali indigeni con elementi esoterici e occulti o religioni asiatiche.
La presenza Pentecostale in America Latina non é nuova, essa, però, é letteralmente esplosa negli ultimi anni. Nel 1930 i Pentecostali costituivano il 9,5% della presenza Protestante in quei paesi; nel 1972 questa era cresciuta al 73%.
Nonostante i genuini sforzi fatti dalla Chiesa Cattolica, non si é riusciti a far fronte alla sfida delle sette. I motivi sono molteplici. Vi é una grave carenza di sacerdoti in America Latina che sfocia nelle, spesso evidenziate, situazioni disperate di Cattolici che per parecchi anni non riescono a partecipare a una messa o a ricevere la Santa Comunione -o a qualsiasi altro sacramento per lo stesso motivo-, e i laici non sono sufficientemente integrati nel lavoro pastorale. Michael Garnett, sacerdote che opera in Perù, scrisse in un articolo pubblicato in The Tablet (un giornale Cattolico inglese) nel luglio 1998: "la Chiesa considera che la situazione in questa parte del mondo rappresenti una crisi speciale; essa, invece, é sempre stata una crisi speciale fin da quando la Cristianità vi fu introdotta nel 16° secolo. Michael Garnett descrive una sua esperienza nella quale, dopo aver viaggiato attraverso le montagne, raggiunse un piccolo villaggio per celebrare la Santa Comunione. Egli notò una piccola iscrizione sulla parete della piccola chiesa nella quale si diceva che i membri della parrocchia l'avevano costruita e completata 7 anni prima. Dopo la messa egli chiese quando era stata celebrata l'ultima messa e il catechista rispose: "Padre, questa é la prima volta". Per un Chiesa, in cui i sacramenti sono centrali e il ministero ordinato é un elemento costitutivo, l'assenza cronica di preti equivale a dirigersi verso l'abisso. Dovremmo rattristarci ma non sorprenderci del fatto che un numero sempre crescente di membri della nostra Chiesa cerchino il proprio sostentamento spirituale altrove.
I fattori di crescita sono sia di natura interna che esterna. Tra i fattori esterni Franz Damen, nel già citato articolo, menziona influenze neo-conservatrici che si oppongono al coinvolgimento Latino Americano in iniziative di liberazione. Molte sette hanno un ethos sociale molto conservatore.
Tra i fattori interni c'é la facilità con cui i
Pentecostali hanno assunto in se stessi la religiosità
popolare. Tutto questo, unito alla struttura e organizzazione
semplice delle sette, la semplicità della dottrina,
ancorché dualistica, e certi elementi "magici", come i
miracoli e guarigioni, hanno fatto particolare presa sulla
popolazione indigena. A ciò si possono aggiungere vari altri
aspetti riassunti qui di seguito (nuovamente tratti dall'articolo
di Franz Damen):
-- la possibilità di appartenere a gruppi piccoli e semplici
in una atmosfera fraterna;
-- l'integrazione in una religione "laica" priva di gerarchie
religiose, dove il carisma dei singoli membri viene
riconosciuto;
-- il senso di appartenenza a una religione misteriosa e
soprannaturale caratterizzata da grande semplicità di
dottrina;
-- una spiritualità di conversione, di santità e di
guarigione, che cambia la vita concretamente;
-- partecipazione e corresponsabilità, condivisione
spontanea della fede tra i membri;
-- metodi popolari ed efficaci di educazione e formazione.
Come si può vedere da questo sommario, quello che le sette offrono non é in rapporto ad una dottrina particolare ma a modi concreti di vivere e condividere la fede.
Una risposta Francescana Secolare?
Alla luce di quanto esposto e riesaminando la serie di ragioni addotte per optare in favore di una setta, mi sembra che le sette rappresentino davvero una sfida concreta per l'OFS. Molte delle necessità delle persone, e che esse ritengono di vedere soddisfatte nelle sette, dovrebbero poter essere soddisfatte altrettanto bene in una Fraternità Francescana Secolare: senso di appartenenza, fratellanza, rispetto per i carismi di ciascuno, una spiritualità di conversione e santità sperimentate in modo concreto, partecipazione e corresponsabilità, condivisione e programmi di formazione efficaci adattati ai membri e ai futuri possibili aderenti.
Forse dovremmo riconsiderare il nostro ruolo nella Chiesa, dal momento che la nostra Regola e la nostra spiritualità é immensamente adatta a captare il crescente interesse religioso che si riscontra nei laici - non solo in America Latina, ma anche in molte altre parti del mondo. Abbiamo qualcosa da offrire e una struttura già esistente. Mentre la sfida in America latina viene dalle sette, nella parte del mondo dove io vivo, che é costituita da una società profondamente secolarizzata, la sfida proviene da un nuovo riemergere di senso religioso, che sgorga e circola liberamente senza condizionamenti e che si aggrappa a qualsiasi cosa in cui ci si imbatta: pratiche religiose asiatiche, insegnamenti mistici medioevali, reincarnazione, elementi del rituale Pasquale Cattolico - assunti poiché fanno presa sui sensi, culti satanici ed ogni tipo di miscugli vari. Nei negozi danesi di oggi gli articoli più popolari che la gente acquista per decorare le proprie case sono statue di Maria e candele votive decorate con immagini di santi provenienti dal Messico e nei negozi che vendono abiti femminili, corone del rosario pendono dagli espositori insieme a cinture e oggetti vari. La cosa preoccupante di tutto questo é che dobbiamo mantenere le nostre chiese sotto stretta sorveglianza in quanto mobili e oggetti di chiesa hanno improvvisamente acquistato un valore commerciale.
L'Ordine Francescano Secolare in tutto il mondo ha sfide in abbondanza da affrontare. Così come per tutta la Chiesa in generale, il nostro futuro dipende da come noi le sapremo affrontare.
Fonti primarie: "Berichte, Dokumente, Kommentare" 72: Die neuen Heilsbringer, Missionszentrale der Franziskaner (1998); Hans Jörg Urban, "Freikirchen" in: Kleine Konfessionskunde, ed. Johann-Adam-Möhler-Institut (Paderborn 1997)