Consiglio Internazionale dell'OFS - Edizione settimanale
Volume: 6 - N. 11 - 2000 - marzo - III
Da: Bollettino CIOFS, 1999, N. 3
Abbiamo celebrato il Capitolo Generale di Madrid (23/31 ottobre
1999). Molti di noi sono stati intensamente impegnati ad approntare
il materiale di studio o ad organizzare gli aspetti logistici,
oppure … a raccogliere fondi per mettere tutti gli aventi
diritto in condizione di essere presenti a questa importante
assemblea, che ogni tre anni permette ai rappresentanti delle
Fraternità nazionali dell'OFS e della Gi.Fra. di
incontrarsi, dalle diverse parti del mondo, per:
-- vivere gioiosamente un momento di fraternità e scambiarsi
esperienze,
-- rafforzare il senso dell'appartenenza ad un unico Ordine a
dimensione mondiale,
-- discutere e deliberare "disposizioni e orientamenti per lo
svolgimento della vita dell'Ordine" (Statuto FIOFS art. 8.3 b).
Il Capitolo Generale ha avuto anche una specifica valenza spirituale, perché durante il suo svolgimento si sono concluse le celebrazioni del ventennale dell'approvazione della Regola rinnovata, celebrazioni che hanno visto i francescani secolari del mondo intero uniti nello studio, nella preghiera e nel rendimento di grazie per questo "dono dello Spirito, che conduce al Padre", in un rinnovato impegno a seguire il Cristo, "povero e crocifisso".
Questo rinnovato incontro con Cristo è, più che mai, necessario di fronte alle "sfide del tempo presente": secolarismo, soggettivismo etico, consumismo materialista e vaga religiosità, senza precise convinzioni e senza impegnative esigenze di coerenza. Ciò richiede l'impegno a crescere in una fede adulta, cioè a individuare con coraggio ciò che è essenziale "essere" e, di conseguenza, quanto occorre "fare" per rinvigorire quello che ci caratterizza come cristiani e come francescani, per esprimere in modo visibile il nostro carisma.
Puntando lo sguardo su S. Francesco, non facciamo fatica a cogliere la "centralità" di Cristo nella sua vita, la passione di riprodurre in se, per quanto possibile, il "vissuto" di Cristo, cioè di configurarsi progressivamente allo stile di vita di Gesù di Nazaret, lasciandosi invadere dal suo spirito, assimilando la sua scala di valori, adottando i suoi atteggiamenti interiori e i suoi comportamenti, identificandosi con lui affettivamente fino all'esperienza della Verna.
Ora, noi francescani secolari, nella specificità della nostra vocazione, siamo chiamati a riscrivere questa esperienza "cristica" di Francesco nelle pagine della nostra storia. Si tratta di diventare "sposi, fratelli e madri del nostro Signore Gesù Cristo" (Esortazione di S. Francesco ai fratelli e sorelle della penitenza - Prologo della Regola OFS).
Si tratta, in altri termini, di vivere nello "Spirito del Signore", il quale "suggerisce al cuore dei suoi fedeli ogni cosa buona e la pone sulla loro bocca". È lo Spirito del Signore che, presente e operante nella nostra storia individuale e comunitaria con la permanente irruzione della Sua multiforme novità,
-- spacca la roccia di ogni fissità mentale e pratica, che impedisce di cogliere le nuove domande emergenti dalla vita, dalla storia, dalla riflessione teologica;
-- consente di superare i pericoli dell'abitudine, i quali fanno vivere un rapporto statico e ripetitivo con i valori, bloccandoli in una comprensione e in una esperienza acquisite una volta per sempre ("è stato sempre così, si è sempre fatto così, si è sempre pensato così…");
-- disintegra la resistenza al nuovo e permette di accogliere, con fede profonda, il Dio che si è rivelato a noi come Colui "che fa sempre nuove tutte le cose";
-- cambia il cuore di pietra facendolo diventare cuore di carne fino a renderci "persone nuove", perciò libere;
-- tiene aperti al futuro e protesi verso di esso per essere costantemente sintonizzati con quanto Dio ci chiede nel vissuto di ogni giorno, attraverso una molteplicità di sollecitazioni e di mediazioni.
Dobbiamo, dunque, "appropriarci" degli atteggiamenti tipici di Francesco nel suo approccio al Vangelo, quali: la ricerca appassionata della persona, della vita, dei comportamenti del Signore, anteposta ad ogni approfondimento dottrinale, e l'osservanza letterale e fedele dei Suoi insegnamenti, con l'immediatezza di chi avverte di essere personalmente chiamato e interpellato da Cristo Gesù.
È da questa "conformità cristica" che nasce il francescano; è in essa che egli è chiamato a vivere; è su di essa che egli ha scommesso -- e scommette giorno dopo giorno -- la sua vita. Pertanto, solo al di dentro di questa "conformità cristica" il francescano si sente realizzato. Solo al di dentro di questa "conformità cristica" il francescano stupisce, inquieta, lievita, trasforma, innova … perché diventa testimone di Cristo nel mondo, segno evangelico di contraddizione, "profezia" per la comunità dei fratelli e per il mondo.
Solo se vissuta in questo spirito e con questi atteggiamenti interiori, anche la partecipazione dei francescani secolari alla vita e missione della Chiesa può essere costruita con più matura coscienza delle nostre responsabilità e "in fiducioso e aperto dialogo di creatività apostolica".
Celebrazioni nel 20º della Regola
Argentina: una settimana di preghiera e meditazione.
Corea: Seminario in occasione dell'incontro annuale; una settimana di preghiera; concorso di lavori fatti a mano ispirati alla Regola: premiazione del miglior lavoro.
Filippine: Riflessione durante la riunione annuale; settimana di preghiera; pubblicazione di un articolo: "Prega la Regola"
India: commemorazione nelle Fraternità locali tutto l'anno.
Nicaragua: settimana di preghiera e riflessione.
Repubblica Ceca: celebrazione di una Messa commemorativa in tutte le Fraternità; il Responsabile per la Formazione ha preparato una scheda per la meditazione settimanale sulla Regola con inizio il 3 ottobre in occasione del pellegrinaggio annuale.
Repubblica Sudafricana: ritiro commemorativo di due giorni.
Togo: iniziative varie in tutte le Fraternità che si concludono con un incontro di tre giorni.
USA: durante la settimana del Thanksgiving sono iniziate le manifestazioni di ringraziamento per la Regola, protrattesi per tutto l'anno; durante la riunione del Consiglio Nazionale vi è stata una speciale commemorazione.
Repubblica Sudafricana: dal 20 al 23 agosto 1999, presieduto dal Consigliere Internazionale Tom Purcell (Irlanda). Lydia Dalton è stata eletta Ministro Nazionale.