Consiglio Internazionale dell'OFS - Edizione settimanale
Volume: 6 - N. 7 - 2000 - febbraio - III
Da: Bollettino CIOFS, 1999, N. 2
L'Ordine Francescano Secolare d'Italia ha istituito, nel settembre 1998, il CE.MI. OFS (Centro Missionario dell'OFS) per l'animazione missionaria delle Fraternità locali, la formazione degli animatori e il coordinamento dell'impegno nella missione ad gentes dei laici francescani. In queste tre parole c'è la sintesi di tutto il cammino che il Centro Nazionale vuole proporre a tutte le Fraternità OFS d'Italia, per riscoprire un rinnovato impegno dei laici francescani, in tema di evangelizzazione, quale segno concreto di collaborazione "alla costruzione della Chiesa come sacramento di salvezza per tutti gli uomini" (CC.GG. OFS art. 17; Reg. Art. 1), "nell'aperto dialogo di creatività apostolica" (Reg. OFS art. 6).
Perché laici francescani al servizio della missione "ad gentes"?
Perché "l'obbligo generale" (CDC, can. 225) di impegnarsi, perché "l'annuncio della salvezza venga conosciuto e accolto da ogni uomo e in ogni luogo" (CDC, can. 225), nonché di annunciare Cristo "con la vita e con la parola" (Reg. Art. 6), "promuovendo iniziative… per collaborare a diffondere il Vangelo, rimuovere le cause dell'emarginazione e servire la causa della pace" (CC.GG. art. 98), non può non toccare o riguardare i francescani secolari in quanto resi per il Battesimo e la Professione "testimoni e strumenti della missione della Chiesa (CC.GG. art. 17)
Oggi si parla molto di servizi caritativi e di giustizia sociale, quali ambiti privilegiati per nuove forme di impegno per i laici. Ma Giovanni Paolo II, nella sua Enciclica missionaria "Redemptoris Missio" ci raccomanda sin dalle sue prime affermazioni che "l'evangelizzazione missionaria costituisce il primo servizio che la Chiesa (quindi anche i laici) può rendere a ciascun uomo e all'intera umanità nel mondo odierno" (R.M. 2).
Come i laici francescani possono impegnarsi nella missione "ad gentes"?
Alle sue origini, nella Chiesa, la missione è vista come un impegno comunitario e una responsabilità della Chiesa locale, che ha bisogno appunto di "missionari" per spingersi verso nuove frontiere, così come ci rivelano gli Atti degli Apostoli.
Sulla base di questa esperienza, ma ancor più in forza dello stesso mandato missionario del Risorto affidato a tutta la comunità cristiana riunita nel Cenacolo ("gli undici e coloro che stavano con loro" Lc 24,33), in questi ultimi anni, la Chiesa ha chiamato i laici a riscoprire la dimensione missionaria della propria vocazione cristiana. Nello stesso decreto conciliare "Ad gentes" la Chiesa invita i laici a partecipare come testimoni e come vivi strumenti alla sua missione salvifica… sviluppando in se stessi e negli altri la conoscenza e l'amore per le missioni, e nella propria famiglia, nelle associazioni cattoliche e nelle scuole, offrendo sussidi di qualsiasi specie, affinché il dono della fede, che han ricevuto gratuitamente, possa essere condiviso (AG n.41). "Anzi, laddove è possibile, i laici siano pronti a cooperare ancora più direttamente con la Gerarchia, svolgendo missioni speciali per annunciare il Vangelo e divulgare l'insegnamento cristiano…" (AG n.21).
Quale atteggiamento dovranno assumere le nostre Fraternità alla chiamata universale: "Andate anche voi…" (Mt 20,3) in tema di missione ad gentes? Come rispondere positivamente, nonostante le innumerevoli difficoltà interne ed esterne alla vita stessa delle nostre Fraternità?
Fermiamoci per un istante a riflettere il brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci in Mc 6,34-44:
Sbarcando egli vide una grande folla e ne ebbe pietà… Allora incominciò ad insegnare loro molte cose;… (poi disse): Date voi loro da mangiare… ed Egli prese i cinque pani e i due pesci… li diede ai discepoli, perché li distribuissero… Mangiarono tutti a sazietà e si raccolsero dodici ceste piene di frammenti, e anche dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.
Solo nella misura in cui noi daremo generosamente della nostra povertà (i cinque pani e di due pesci), commossi per l'aumento di uomini e donne (circa 4 miliardi) che ancora non conoscono Cristo, "le genti" (ad gentes) senza pastore, nella misura in cui ci impegneremo a collaborare con il Signore ("date voi da mangiare") senza fare inutili calcoli umani, potremo sperimentare l'abbondanza dell'Amore di Dio ("mangiarono tutti a sazietà").
Il Ce.Mi. OFS d'Italia intende avviare nuove forme di cooperazione missionaria con Fraternità OFS o comunità francescane estere che aspirano all'OFS al fine di individuare aree di impegno missionario per laici francescani o per volontari internazionali italiani.
Pertanto, chi fosse interessato a cooperare con i francescani secolari scriva all'indirizzo sottoindicato dando informazioni sulla realtà socio-ecclesiale circa:
a. dati generali sulla partecipazione dei cristiani e/o
francescani alla vita comunitaria;
b. notizie brevi sulla realtà socio-politica del paese e
della zona interessata;
c. servizi sociali ed ecclesiali che richiedono un impegno di laici
o famiglie francescane;
d. necessità economiche richieste al Ce.Mi. o offerte dalla
missione per l'accoglienza di laici francescani disponibili a
svolgere un servizio temporaneo o di lunga presenza;
e. proposta di impegno concreto per un nucleo di laici francescani
e possibilità di accoglienza logistica da parte della
missione.
CE.MI. OFS - ITALIA
Via Senni 61
50038 SCARPERIA (Firenze)