Consiglio Internazionale dell'OFS - Edizione settimanale
Volume: 5 - N. 21 - 1999 - maio - III
Da: Bollettino CIOFS, 1998, N. 3
L anno 1998 è stato, per la Gioventù Francescana d Italia, il cinquantennale della sua fondazione. Le celebrazioni hanno avuto il loro momento più significativo ed esaltante nell udienza concessa dal Santo Padre il 9 maggio: vi hanno partecipato circa 7000 giovani, provenienti da tutte le regioni d Italia, in un atmosfera di incontenibile entusiasmo.
Il 6 dicembre 1998 le celebrazioni si sono concluse con una calorosa giornata, svoltasi in Assisi con la partecipazione della Ministra Generale dell OFS, Emanuela De Nunzio. La S. Messa nella Basilica di S. Francesco è stata presieduta dal Ministro Generale dei Cappuccini, P. John Corriveau.
Riportiamo il testo del messaggio che Emanuela ha rivolto ai giovani:
Carissimi fratelli e sorelle,
oggi celebrate la conclusione dell anno celebrativo del 50º anniversario della fondazione della GIFRA. Sono felice di festeggiarla insieme a voi, così come ero con voi nell Aula Paolo VI, in quel fantastico 9 maggio. In quella circostanza, anche il S. Padre ha sottolineato la coincidenza con il 20º anniversario dell approvazione della Regola OFS, che avete assunto quale documento ispirazionale della vostra vita, come singoli e come Fraternità.
E' certamente alla vostra forma di vita, tratta dalla Regola OFS, si riferiva il Papa quando parlava del vostro esigente itinerario di formazione umana e cristiana.
Il Papa, nella sua grande saggezza e nella sua finissima intuizione psicologica, sa bene che i giovani hanno fame di un orientamento esigente. Non di piattezza, non di conformismo, non di banalità. Tutto ciò che li circonda propone loro ogni giorno e in tutte le salse il qualunquismo e il conformismo più deprimente e la banalità più sconcertante. Ne sono stufi e delusi!
Il Papa sa che i giovani hanno bisogno di speranza , che tutto è tranne che conformismo e banalità. Perciò abbina sempre il discorso ai giovani con il tema della speranza e vi ripete: In voi c è la speranza, perchè voi appartenete al futuro come il futuro appartiene a voi. E aggiunge: Quando diciamo che voi appartenete al futuro, pensiamo in categorie di transitorietà umana, la quale è sempre un passaggio verso il futuro. Quando diciamo che da voi dipende il futuro, pensiamo in categorie etiche, secondo le esigenze della responsabilità morale, che ci ordina di attribuire all uomo come persona - e alle comunità e società, che sono composte di persone - il valore fondamentale degli atti, dei propositi, delle iniziative e delle intenzioni umane (cfr. Lettera Apostolica del 1985).
Mi consentite di fare un cenno alla mia esperienza personale?
Quando, esattamente 50 anni fa, la GIFRA muoveva i suoi primi passi, io facevo la mia vestizione nell OFS. Nel mio paese di GIFRA ancora non si parlava proprio, ma io - a 19 anni - sentivo il bisogno di scoprire il progetto di Dio su di me, di programmare e scegliere la mia vita, di assumere le prime decisioni autonome, che orientassero il mio futuro. Mi ponevo, cioè, la domanda che ognuno di voi si è posta: Cosa devo fare affinchè la mia vita abbia pieno valore e pieno senso?.
La giovinezza è una ricchezza che si manifesta proprio in questi interrogativi. Non è che essi non continuino ad affacciarsi anche più avanti nella vita, ma nella giovinezza essi si impongono in modo particolarmente intenso, stimolati dalla dinamica dello sviluppo della personalità umana.
La risposta io la trovai nell OFS. Voi l avete trovata nella GIFRA, e siete più fortunati di quelli della mia generazione, perchè la risposta non può essere affrettata nè superficiale. La GIFRA è, per definizione, un cammino di scoperta vocazionale, è il luogo che vi aiuta, nella proposta francescana e nella dimensione fraterna, a costruire un ordine di valori, dai quali emergerà l ideale da realizzare. In questo processo, come dice il S. Padre,
* la vocazione diventa progetto e
* il progetto comincia a essere vocazione.
Quale vocazione? Quale progetto? Sarà forse il sacerdozio o la vita religiosa; sarà, nella maggioranza dei casi, una vita familiare, professionale e sociale nella quale dovrete mettere a frutto, come cristiani impegnati, i vostri talenti. Spero e prego che molti fra voi siano chiamati a una vita di speciale consacrazione e vi rispondano con generosità e con fedeltà.
Ma - come secolare e perciò stesso consapevole, in prima persona, delle responsabilità che incombono sui christifideles laici - spero e prego che tutti voi sappiate
* diventare adulti nella fede
* essere apostoli nella Comunità ecclesiale
* comportarvi nella società come persone responsabili, capaci di assumersi con coraggio il ruolo a cui la Provvidenza vi chiama.
Sarebbe troppo facile demandare tutto alla vostra responsabilità e alle vostre scelte. Come Ministro Generale dell OFS devo anche farmi carico delle responsabilità dei francescani secolari adulti e darvi conto delle nostre scelte. Sotto questo aspetto posso assicurarvi che l ottica dell OFS verso la GIFRA sta subendo un radicale cambiamento. In passato, due atteggiamenti contrastanti dominavano il campo:
* il distacco (Ma che pretendono questi giovani? Se non si sentono di entrare nell OFS, facciano quello che gli pare, senza crearci problemi nè metterci in difficoltà; oppure
* l assorbimento (Se amano S. Francesco devono stare con noi, seguire i nostri programmi, i nostri schemi, i nostri percorsi).
Oggi non è più così. Nell orientamento della Presidenza CIOFS c è consapevolezza, rispetto e una indiscussa volontà di assecondare la GIFRA nel suo autonomo cammino, restandole accanto in quanto parte integrante della realtà francescana secolare. Posso altresì assicurarvi che, negli incontri e nelle visite che faccio nei vari Paesi, riscontro che questo atteggiamento sta diventando una realtà vissuta dalle Fraternità nazionali dell OFS. E dove non è ancora così, la Presidenza CIOFS cerca di correggere le visioni distorte.
La mia conclusione non può essere che una raccomandazione e un augurio. Non abbiate paura. Non abbiate paura di essere anticonformisti, non abbiate mai paura della verità. La verità, proposta nella carità, ha dalla sua una forza irresistibile. La verità è il valore più alto perchè, senza la verità, anche la pace è un illusione che non può resistere alle forze in contrapposizione.
Emerenziana Rossato
Nel correre veloce del tempo, anche l anno dedicato allo Spirito Santo sta per finire.
Non finisce però l azione che tale Spirito opera nella Chiesa e in noi: è Lui infatti il datore della vita, della libertà e della conformità a Cristo.
In tutto ed incessante c è la Sua presenza.
Per Lui i cieli si aprono e cielo e terra si parlano.
Gesù stesso, pur nella potenza del Padre, è stato concepito in Maria, per opera dello Spirito Santo. Ed era in Gesù nel silenzio e nel lavoro, nel deserto e nella predicazione, nei miracoli e nella profezia. Era in Lui quando, con le tenebre dell uomo, ha conosciuto la paura, il tradimento e l abbandono; e nella morte offerta al Padre e nella Risurrezione che ha sconvolto ogni cosa.
Ed è in noi quale sostegno alla nostra fede, quale norma di comportamento, quale aiuto a guardare al di là delle cose. E in noi nel viaggio, da questo mondo al cielo, e ci ricorda il nostro essere creature fragili e di vita breve, la finalità ultima della nostra esistenza e ad offrirci, pur meschini e pieni di limiti, un alleanza eterna con il Padre.
Da Lui ci viene la forza di accettare serenamente ogni croce, da lui la sollecitudine per i bisognosi, la condanna delle ingiustizie, la sofferenza per le gravi situazioni di tanti fratelli.
Viviamo un periodo meraviglioso preludio di un grande Giubileo. Un Giubileo che ci chiede di non perdere di vista il carattere spirituale dell Evento, e di purificare nell attesa tutto il nostro essere con forte determinazione e coerenza di vita.
Questo ci porta a sostenere anche le nostre Fraternità, perchè abbiano ad esprimere più visibilmente la fecondità della fede pur in tempi tanto difficili. Vanno spronate a vagliare con cuore generoso la loro posizione dentro e fuori al fine di offrire, secondo le necessità, segni concreti e significativi della loro presenza nella Chiesa e nella società.
Tale impegno ci rivelerà anche, quali seguaci di Francesco, il senso di responsabilità che portiamo dentro di noi, e la nostra capacità di testimonianza e di annuncio.
Il 1999 ci dirà l inaudita bellezza del ritorno al Padre.