LISTA C I O F S

Consiglio Internazionale dell'OFS - Edizione settimanale

Volume: 5 - N. 1 - 1999 - gennaio - I

Da: http://Vatican.va


Proclamazione dell'Anno Santo 2000
 

PROCLAMAZIONE DELL'ANNO SANTO 2000

1. Con lo sguardo fisso al mistero dell'in carnazione del Figlio di Dio, la Chiesa si appresta a varcare la soglia del terzo millennio. Mai come in questo momento sentiamo di dover fare nostro il canto di lode e di ringraziamento dell'Apostolo: "- Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. [... Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto, nella sua benevolenza, aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra -" ( Ef 1, 3-5.9-10).

Da queste parole emerge con evidenza che la storia della salvezza trova in Gesù Cristo il suo punto culminante ed il significato supremo. In lui noi tutti abbiamo ricevuto "- grazia su grazia -" ( Gv 1, 16), ottenendo di essere riconciliati con il Padre (cfr Rm 5, 10; 2 Cor 5, 18).

La nascita di Gesù a Betlemme non è un fatto che si possa relegare nel passato. Dinanzi a lui, infatti, si pone l'intera storia umana: il nostro oggi e il futuro del mondo sono illuminati dalla sua presenza. Egli è "- il Vivente -" ( Ap 1, 18), "- colui che è, che era e che viene -" ( Ap 1, 4). Di fronte a lui deve piegarsi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sottoterra, ed ogni lingua proclamare che egli è il Signore (cfr Fil 2, 10-11). Incontrando Cristo ogni uomo scopre il mistero della propria vita.

Gesù è la vera novità che supera ogni attesa dell'umanità e tale rimarrà per sempre, attraverso il succedersi delle epoche storiche. L'incarnazione del Figlio di Dio e la salvezza che egli ha operato con la sua morte e risurrezione sono dunque il vero criterio per giudicare la realtà temporale e ogni progetto che mira a rendere la vita dell'uomo sempre più umana.

2. Il Grande Giubileo dell'Anno 2000 è alle porte. (...) Il tempo giubilare ci introduce a quel robusto linguaggio che la divina pedagogia della salvezza impiega per sospingere l'uomo alla conversione ed alla penitenza, principio e via della sua riabilitazione e condizione per recuperare ciò che con le sole sue forze non potrebbe conseguire: l'amicizia di Dio, la sua grazia, la vita soprannaturale, l'unica in cui possono risolversi le più profonde aspirazioni del cuore umano. L'ingresso nel nuovo millennio incoraggia la comunità cristiana ad allargare il proprio sguardo di fede su orizzonti nuovi nell'annuncio del Regno di Dio. E doveroso, in questa speciale circostanza, ritornare con rinsaldata fedeltà all'insegnamento del Concilio Vaticano II, che ha gettato nuova luce sull' impegno missionario della Chiesa dinanzi alle odierne esigenze dell'evangelizzazione. Nel Concilio la Chiesa ha preso più viva coscienza del proprio mistero e del compito apostolico affidatole dal suo Signore. Questa consapevolezza impegna la comunità dei credenti a vivere nel mondo sapendo di dover essere "- il fermento e quasi l'anima della società umana, destinata a rinnovarsi in Cristo e a trasformarsi in famiglia di Dio -". Per corrispondere efficacemente a questo impegno essa deve permanere nell'unità e crescere nella sua vita di comunione. L'imminenza dell'evento giubilare costituisce un forte stimolo in questa direzione. (...)

3. Gli anni di preparazione al Giubileo sono stati posti sotto il segno della Santissima Trinità: per Cristo — nello Spirito Santo — a Dio Padre. Il mistero della Trinità è origine del cammino di fede e suo termine ultimo, quando finalmente i nostri occhi contempleranno in eterno il volto di Dio. Celebrando l'Incarnazione, noi teniamo fisso lo sguardo sul mistero della Trinità. Gesù di Nazareth, rivelatore del Padre, ha portato a compimento il desiderio nascosto nel cuore di ogni uomo di conoscere Dio. Ciò che la creazione conservava impresso in sé come sigillo dalla mano creatrice di Dio e ciò che i Profeti antichi avevano annunciato come promessa, nella rivelazione di Cristo giunge a definitiva manifestazione.

Gesù rivela il volto di Dio Padre "- ricco di misericordia e compassione -" ( Gc 5, 11), e con l'invio dello Spirito Santo rende manifesto il mistero di amore della Trinità. E lo Spirito di Cristo che opera nella Chiesa e nella storia: di lui si deve restare in ascolto per riconoscere i segni dei tempi nuovi e rendere l'attesa del ritorno del Signore glorificato sempre più viva nel cuore dei credenti. L'Anno Santo, dunque, dovrà essere un unico, ininterrotto canto di lode alla Trinità, Sommo Dio. Vengono in nostro aiuto le parole poetiche di san Gregorio Nazianzeno, il Teologo:

"- Gloria a Dio Padre e al Figlio,
Re dell'universo.
Gloria allo Spirito, degno di lode e tutto santo.
La Trinità è un solo Dio
che creò e riempì ogni cosa:
il cielo di esseri celesti e la terra di terrestri.

Il mare, i fiumi e le fonti
egli riempì di acquatici,
ogni cosa vivificando con il suo Spirito,
affinché ogni creatura
inneggi al suo saggio Creatore,
causa unica del vivere e del durare.

Più di ogni altra la creatura ragionevole
sempre lo celebri
come grande Re e Padre buono -".

4. Possa questo inno alla Trinità per l'incarnazione del Figlio essere innalzato insieme da quanti, avendo ricevuto lo stesso Battesimo, condividono la medesima fede nel Signore Gesù. Il carattere ecumenico del Giubileo sia un segno concreto del cammino che, soprattutto in questi ultimi decenni, i fedeli delle diverse Chiese e Comunità ecclesiali stanno compiendo. E l'ascolto dello Spirito che deve rendere tutti noi capaci di giungere a manifestare visibilmente nella piena comunione la grazia della figliolanza divina inaugurata dal Battesimo: tutti figli di un solo Padre. L'Apostolo non cessa di ripetere anche per noi, oggi, l'impegnativa esortazione: "- Un solo corpo, un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti -" ( Ef 4, 4-6). Per dirla con le parole di sant'Ireneo, noi non possiamo permetterci di dare al mondo l'immagine di terra arida, dopo che abbiamo ricevuto la Parola di Dio come pioggia scesa dal cielo; né potremo mai pretendere di divenire un unico pane, se impediamo alla farina di essere amalgamata per opera dell'acqua che è stata riversata in noi. (...)

6. Stabilisco, pertanto, che il Grande Giubileo dell'Anno 2000 abbia inizio nella notte di Natale del 1999 , con l'apertura della porta santa della Basilica di San Pietro in Vaticano, che precederà di poche ore la celebrazione inaugurale prevista a Gerusalemme ed a Betlemme e l'apertura della porta santa nelle altre Basiliche patriarcali in Roma. Per la Basilica di San Paolo l'apertura della porta santa è rimandata al successivo martedì 18 gennaio, inizio della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, per sottolineare anche in questo modo il peculiare carattere ecumenico che connota questo Giubileo.

Stabilisco, inoltre, per le Chiese particolari che l'inaugurazione del Giubileo sia celebrata nel giorno santissimo del Natale del Signore Gesù, con una solenne Liturgia eucaristica presieduta dal Vescovo diocesano nella cattedrale e anche nella concattedrale. Nella concattedrale il Vescovo può affidare la presidenza della celebrazione ad un suo delegato. (...)

Per tutti il Natale 1999 sia una solennità radiosa di luce, il preludio per un'esperienza particolarmente profonda di grazia e di misericordia divina, che si protrarrà fino alla chiusura dell'Anno giubilare nel giorno dell'Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo, il 6 gennaio dell'anno 2001. Ogni credente accolga l'invito degli Angeli che annunciano incessantemente: "- Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama -" ( Lc 2, 14). Il tempo del Natale sarà così il cuore pulsante dell'Anno Santo, che immetterà nella vita della Chiesa l'abbondanza dei doni dello Spirito per una nuova evangelizzazione.