LISTA C I O F S

Consiglio Internazionale dell'OFS - Edizione settimanale

Volume: 4 - N. 3 - 1998 - gennaio - III

Da: Bollettino CIOFS, 1997, N. 4


Una Esperienza Africana
Notizie Dal Mondo
Settimane EUFRA
Capitoli Nazionali elettivi

UNA ESPERIENZA AFRICANA

Emanuela De Nunzio

Nel mese di ottobre, insieme a P. Ben, ho trascorso tre settimane in Africa: in Zambia, per la visita fraterna e pastorale, ed in Tanzania, per il Capitolo nazionale elettivo preceduto da un seminario di formazione.

Sono partita con "timore e tremore", consapevole delle differenze abissali che avrei trovato sul piano del linguaggio, della mentalità, della cultura Continuavo a chiedermi come sarei riuscita a comunicare (traduttori a parte) con questi lontani fratelli, che da anni chiedevano un incontro con il Ministro Generale dell'OFS. Continuavo a chiedermi di che cosa avessero realmente bisogno e che cosa io fossi in grado di offrire loro. Così mi sono sforzata di prepararmi, leggendo tutto quello che mi capitava sotto mano a proposito dell'Africa. Non solo il Messaggio del Sinodo Africano (1994) e l'Esortazione apostolica "Ecclesia in Africa" (14 settembre 1995), ma anche articoli, studi e interviste che in questi ultimi tempi si sono moltiplicati, proprio in coincidenza con il Sinodo.

Da questa mia breve esperienza diretta ho tratto alcune sorprese e alcune conferme.
Incomincio con le "sorprese", tutte positive, devo dire.

Innanzitutto mi ha colpito il livello di organizzazione dell'OFS nei due Paesi che ho visitato. Specialmente in Zambia ci sono responsabili secolari attivi e preparati, con un elevato grado di autonomia. Se penso alla frato-dipendenza di tante Fraternità europee, devo dire che molti africani sono più avanti di noi. Sanno organizzare i loro incontri nelle forme più adatte alle reali esigenze dei propri membri, alternando i momenti formativi con la preghiera e con la festa. E questi momenti sono perfettamente integrati e armonicamente fusi: anche lo svago, fatto di canti e danze e piccole recite, non è fine a se stesso, ma vuol trasmettere una esperienza concreta e dare un insegnamento morale e spirituale.

Ho imparato molto sulla vita familiare e sociale in Zambia e in Tanzania proprio dalle scenette, che giovani e adulti recitavano con grande spontaneità e fantasia. Ognuno di quegli sketch era una applicazione del "passare dalla vita al Vangelo e dal Vangelo alla vita", senza tante parole e complicati ragionamenti, ma con l'immediatezza della quotidianità.

Un'altra sorpresa è stata la capacità di attenzione e di assimilazione degli africani. Le risposte elaborate dai gruppi di lavoro nel seminario in Tanzania erano sempre appropriate, sintetiche e aderenti al loro vissuto. Non c'era, come spesso accade altrove, alcun esibizionismo da parte del relatore del gruppo né la ripetizione di formule stereotipate e di luoghi comuni, ma ne traspariva un sincero sforzo di trarre dall'insegnamento ricevuto delle indicazioni pratiche da applicare alla propria realtà.

E, infine, mi ha sorpresa la disponibilità dei francescani secolari africani ad affrontare sacrifici non indifferenti per partecipare ad un incontro formativo. In Zambia i ritiri annuali, a livello distrettuale, durano tre giorni e vedono una altissima percentuale di partecipanti. In Tanzania, ai seminari di formazione (6 giornate) e al Capitolo elettivo (3 giornate) erano presenti i rappresentanti di 16 regioni su un totale di 19. Alcuni di loro, al tempo di permanenza nella sede dell'incontro dovevano aggiungere 3 o 4 giorni di viaggio per l'andata e altrettanti per il ritorno! È ben vero che in Africa il tempo ha una valenza molto diversa che nel mondo occidentale, ma resta il fatto che questi secolari hanno fame di formazione e colgono con entusiasmo le occasioni che vengono offerte loro.

E ore le "conferme". Esiste anche per l'OFS il problema delle risorse materiali, che debbono permettere alla Chiesa africana di far fronte alle esigenze della missione e delle opere ad essa collegate e di assumere pienamente le proprie responsabilità. Su questo piano resta molto da fare per evitare i rischi reali di Fraternità francescane (e di Chiese) mantenute in vita artificialmente a forza di "trasfusioni" finanziarie o d'altro tipo e nutrite con "biberon" prodotti da altri, condannate ad un atteggiamento di mendicità, a una fragilità intrinseca che non permetterà mai di realizzare obiettivi propri e di valorizzare i doni e le ricchezze ricevute dallo Spirito Santo.

Esiste anche in Africa il problema della unità dell'OFS nel contesto della Famiglia Francescana. Certamente qui non c'è il peso della tradizione e di secolari controversie. Si risentono, viceversa, le conseguenze di una esigua e frazionata presenza sul territorio da parte dei Religiosi che prestano all'OFS l'assistenza e l'animazione spirituale. Ciascun Ordine missionario ha proprie aree di presenza e scarsissimi sono i contatti con i confratelli di altro Ordine, operanti in altre aree dello stesso Paese. Proprio in Africa esiste una esemplare struttura di collaborazione tra Frati Minori, Conventuali e Cappuccini. È il Centro di formazione inter-francescano ".S. Bonaventura" di Lusaka (Zambia), dove studiano insieme chierici dei tre rami del Primo Ordine. Ma poi, in campo operativo, ognuno cerca faticosamente di arare il proprio campo e ignora quasi del tutto cosa fanno gli altri, a centinaia o migliaia di chilometri di distanza. Talvolta i Superiori maggiori dell'uno e dell'altro ramo hanno la propria sede in Paesi diversi, con rare occasioni di incontro, cosicché la collegialità dell'Assistente spirituale resta un discorso astratto, che ha pochi riscontri sul piano pratico.

Anche in Africa l'amore e l'attenzione per l'OFS da parte dei Frati esprime, in molti casi, una convinzione e una scelta personale piuttosto che un orientamento e una linea operativa della comunità e dell'Ordine al quale appartengono. Bisognerebbe perciò incrementare uno sforzo comune perché nasca dagli insediamenti francescani un "tessuto" che, attraverso un laicato organizzato e fedele, faccia radicare e diffondere in questa cultura e in questa società la visione francescana della vita, così consona all'anima africana e così rispondente ai suoi bisogni, alle sue attese, alle sue speranze.

Se una conclusione posso trarre da questa esperienza africana è per la validità dei seminari di formazione, piuttosto che per altre forme di intervento e di sostegno. Già la Presidenza del CIOFS aveva preso una iniziativa del genere per la Repubblica Centro Africana ed i frutti erano stati decisamente positivi, grazie all'opera di Mimi Def. Ora il seminario in Tanzania apre prospettive altrettanto valide. È una strada da battere con tenacia e con convinzione, ma i relativi costi non possono essere sostenuti dagli africani: bisogna che se ne facciano carico altre Fraternità nazionali dell'OFS, anche in riparazione di quello che altre parti del mondo hanno fatto soffrire agli africani con lo schiavismo prima e con il colonialismo poi.


NOTIZIE DAL MONDO

Settimane EUFRA
"Con Francesco verso una nuova Europa"

Quest'anno i 100 partecipanti provenienti da 18 nazioni si sono ritrovati a Ustron in Polonia per il ventesimo incontro delle vacanze EUFRA.

I due momenti forti di queste vacanze, promosse dalle instancabili Margaret Mertens e Walburga Hack, nell'intento di promuovere la comprensione e la fratellanza tra i popoli, sono stati la visita a Auschwitz e Birkenau e la visita alle Fraternità della Slovacchia.

Mentre la prima ha lasciato un sentimento di sgomento la seconda era improntata dalla fratellanza gioiosa. I membri delle Fraternità di Trstená e Zuberec hanno animato la giornata con canti e danze ed hanno offerto un pranzo caratteristico a tutti gli ospiti. Come di consueto, i traduttori volontari erano molto occupati ad assicurare il funzionamento della comunicazione.

Il motto "la condivisione è la chiave per il regno dei cieli" ha caratterizzato queste due settimane che si sono concluse con una solenne celebrazione eucaristica e con il proposito di ritrovarsi nel 1998 dal 19 luglio al 2 agosto a Warendorf-Freckenhorst (Germania).


Capitoli nazionali elettivi

Dal 23 al 25 maggio 1997 è stato celebrato il Capitolo di Canada, presieduto dalla Consigliera Internazionale Laura Haukaas (USA), presente l'Assistente Generale P. Carl Schäfer, OFM. Françoise Malboeuf è stata confermata Ministra Nazionale.

Dal 17 al 20 luglio ha avuto luogo il Capitolo di Brasile, presieduto dalla Consigliera di Presidenza Alicia Gallardo (Cile), con la presenza dell'Ass.Gen. P. Ben Brevoort, OFMCapp. Maria Aparecida Crepaldi è stata eletta Ministra Nazionale.

Dal 2 al 4 agosto si è celebrato il Capitolo di El Salvador presieduto dal Consigliere Internazionale Roque Romero (Honduras). Guadalupe Martinez è stata confermata Ministra Nazionale.

Dal 22 al 24 agosto ha avuto luogo il Capitolo di Danimarca, presieduto dalla Consigliera di Presidenza, Wilhelmina Visser-Pelsma (Olanda), presente P. Ubald Hausdorf, OFM, Assistente Nazionale (Germania) e P. Huub Hodzelmans, OFM (Olanda). Marianne Powell è stata eletta Ministra Nazionale.

Dal 23 al 24 agosto si è celebrato il Capitolo di Irlanda, presieduto dalla Ministra Generale Emanuela De Nunzio, presente l'Ass.Gen. P. Valentin Redondo, OFMConv. Maura Noone è stata confermata Ministra Nazionale.

Dal 5 al 7 settembre ha avuto luogo il Capitolo di Gran Bretagna, presieduto dalla Ministra Generale, Emanuela De Nunzio, alla presenza dell'Ass.Gen. P. Valentin Redondo, OFMConv. Merle O'Driscoll è stata confermata Ministra Nazionale.

Dal 15 al 19 ottobre si è svolto il Capitolo degli Stati Uniti, presieduto dal Consigliere Internazionale Doug Clorey (Canada), presente l'Ass.Gen. P. Carl Schäfer, OFM. Bill Wicks è stato eletto Ministro Nazionale.

Dal 21 al 23 ottobre fu celebrato il Capitolo di Tanzania, presieduto dalla Ministra Generale Emanuela De Nunzio, presente l'Ass.Gen. P. Ben Brevoort, OFMCapp. Felix Mosha è stato confermato Ministro Nazionale.