Consiglio Internazionale dell'OFS - Edizione settimanale
Volume: 3 - N. 9 - 1997 - febbraio - IV
Da: Bollettino CIOFS, 1996, N. 2
Marianne Powell
La International Interfranciscan Commission for Justice and Peace and the Safeguarding of Nature (abbreviato IFCJP) ha tenuto due incontri nel 1995: uno in Roskilde (Danimarca) a marzo e uno in Roma a novembre. Il primo è stato programmato per seguire immediatamente il Summit Sociale delle NU di Copenhagen. Ciò ha permesso ai membri della Commissione di prendere parte con Franciscans International (FI) al Forum delle Organizzazioni non Governative e, infatti, al Forum sono stati presenti un buon numero di francescani oltre ai membri della Commissione. a me è stato chiesto di prestare la mia opera nella Delegazione ufficiale della Santa Sede al Summit, così - come gruppo francescano - abbiamo potuto fare l'esperienza del Summit sia al livello ufficiale governativo sia a livello delle ONG. Da ciò sono derivati una conoscenza più profonda e proficui scambi di idee.
IFCJP e FI
Il punto più importante all'ordine del giorno dell'incontro è stato la discussione e valutazione di FI. Abbiamo discusso il progetto, la sua storia ed il suo sviluppo nel tempo. Abbiamo mandato un documento di osservazioni e raccomandazioni al Comitato Esecutivo di FI, che peraltro, ha avuto pieno consenso. Fin dall'insediamento della IFCJP siamo stati profondamente coinvolti con FI, sia come Commissione sia tramite singoli membri di IFCJP che hanno prestato la loro opera nell'Esecutivo di FI. Successivamente, i Ministri Generali e Presidenti Internazionali della Famiglia Francescana, che noi rappresentiamo nella Commissione, in varia misura ci hanno affidato il compito di dialogare con l'Esecutivo di FI sulla futura struttura e funzionamento dell'organizzazione, preparando la piena partecipazione e accettazione del progetto da parte dei Ministri Generali e Presidenti Internazionali, ora Conferenza della Famiglia Francescana (CFF).
Osservazioni di IFCJP
La nostra principale attenzione è stata dedicata alla forma di appartenenza. È un fatto spiacevole che gli appartenenti a FI sono ancora molto pochi e noi abbiamo considerato quanto segue:
I francescani di ogni ramo della Famiglia sono abituati ad un modello organico di associazione con altri francescani. Cioè, noi sentiamo un collegamento con ciascun altro solo in virtù della partecipazione al comune carisma. I francescani a livello di base hanno difficoltà a comprendere perché dovrebbero sottoscrivere l'adesione ad un progetto che ha l'avallo della leadership francescana, che ha dei francescani che vi lavorano a tempo pieno e che porta il nome a cui essi hanno sempre avuto diritto nella propria identità. Essi si sentono interessati a molti sforzi di altri francescani, anche se non vi hanno nulla a che fare praticamente o immediatamente. L'attuale struttura di FI cerca di sostituire questo organico modello di associazione, che ci è già familiare, con un modello volontario, che ci appare per lo più inusitato e non necessario.
Secondariamente, quantunque molti francescani abbiano una sensibilità inter-francescana, il fatto è che noi viviamo la nostra vita francescana nel contesto di una determinata giurisdizione canonica... Inoltre, i vari rami della Famiglia Francescana hanno già mezzi di comunicazione e comuni iniziative in materia, mezzi che sono abbastanza efficienti e creativi. I francescani resistono alla creazione di una struttura parallela aggiuntiva al proprio complesso di incontri e gruppi quando ci sono già tante crescenti esigenze a fronte della ristrettezza del tempo e alla scarsità delle risorse.
Da ultimo, anche se singoli francescani accettano il modello di FI e si iscrivono come membri, si presenta l'inevitabile domanda: "Cosa faccio adesso?" Non ci sono linee chiare per rispondere a questa domanda, ed il risultato è confusione piuttosto che la messa a fuoco di una specifica missione.
Noi proponiamo che l'appartenenza a FI sia riportata alle giurisdizioni che già ci sono familiari e che già hanno diritto alla nostra fedeltà. Ciascun francescano dovrebbe poter dire "sono un francescano, quindi sono parte della nostra organizzazione non governativa associata alle Nazioni Unite".
Abbiamo anche riflettuto sulla questione della responsabilità:
Spesso si sentono le domande: "A chi FI rende conto? A nome di chi parla?" La risposta è: "Parla in nome e rende conto ai propri membri", che secondo l'ultimo conteggio erano 2.528. La domanda è legittima, ma la risposta è inadeguata.
Il Comitato Esecutivo non è direttamente responsabile verso alcuna autorità francescana, di base o gerarchica. In termini di strutture di base, il Congresso internazionale, che avrebbe dovuto aver luogo nel novembre 1995, avrebbe dovuto eleggere un ufficio di direzione. Peraltro, le strutture rappresentative locali e regionali, che avrebbero dovuto inviare rappresentanti a questo congresso, semplicemente non esistono.
A livello gerarchico, è carente una connessione strutturale con le autorità francescane esistenti. Nella percezione comune, quando una organizzazione si presenta pubblicamente come "francescana", si presume che rappresenti e parli per i francescani, cosí come sono già costituiti. Ci sono donne e uomini, ossia i Ministri Generali e Presidenti Internazionali, già responsabili della rappresentanza dei francescani, ma essi sono strutturalmente scollegati da FI. Sulla base della struttura concordata dalla leadership internazionale della Famiglia Francescana per i propri incontri e deliberazioni, proponiamo un nuovo Comitato di Direzione per FI composto da: un frate OFM, un frate Cappuccino, un frate Conventuale, un frate del TOR, un Francescano Secolare e un rappresentante della IFC-TOR, ciascuno nominato dal rispettivo Ministro Generale/Presidente Internazionale; suggeriamo anche: un Francescano Anglicano o Luterano, nominato dalla sua giurisdizione, una Clarissa (se possibile), un rappresentante delle associazioni di base scelto dagli altri membri del Comitato.
Reazioni
Il nostro documento è stato trasmesso all'Esecutivo di FI e ai membri della CFF. I 4 Ministri Generali lo hanno discusso nel loro incontro della Settimana Santa 1995. Il 3 ottobre 1995 è stato discusso da tutti i 6 membri della CFF, che ci hanno comunicato la loro approvazione al riguardo, esprimendo la speranza che il modello da noi prospettato sia seguito in una prossima ristrutturazione di FI.
Anche il Comitato Esecutivo di FI ha discusso la nostra proposta, ma è arrivato a differenti conclusioni. Non intendono rinunciare all'appartenenza individuale e non intendono che l'appartenenza si ricolleghi alla giurisdizione. Inoltre, i membri delle Congregazioni francescane che seguono la Regola TOR (e parecchi di loro fanno parte del Comitato Esecutivo) non ritengono che la Presidente Internazionale della IFC-TOR sia paragonabile ai Ministri Generali dei Frati, né accettano che parli o agisca in loro nome in questo contesto.
Incontro fra IFCJP e rappresentanti del Comitato Esecutivo FI
L'incontro di IFCJP in Roma il 4 novembre 1995 è stato fissato in modo da coincidere con la riunione del Comitato Esecutivo FI, e i due co-Direttori di FI, Sr. Bernadette Sullivan SFP e Br. Tom Grady, hanno trascorso qualche tempo con noi discutendo i nostri differenti punti di vista sulla futura direzione di FI. Purtroppo l'incontro si è risolto in un niente di fatto. Ci sono varie questioni in gioco. C'è la comprensibile sofferenza dei pionieri ad abbandonare il proprio progetto. C'è la paura che qualcuno prova quando un movimento di base assume una organizzazione di tipo tradizionale (possiamo risentire le parole dello stesso S. Francesco: "Ci sono troppi Frati Minori!"). Qualcuno nutre diffidenza verso le strutture istituzionali, mentre altri sono spaventati di quelli che gli italiani chiamano "cani sciolti" (cani perduti che non devono render conto a nessuno). La questione delle Congregazioni TOR è un altro argomento. Ce ne sono circa 400 e non c'è modo che esse possano essere singolarmente rappresentate nella direzione.
Decisione del Comitato Esecutivo FI
Il Comitato Esecutivo FI ha successivamente riconsiderato la proposta IFCJP, fatta propria dai Ministri Generali e dalle Presidenti Internazionali dell'OFS e della CFI-TOR (la CFF), ma l'ha ampiamente respinta. Il Comitato Esecutivo desidera una direzione costituita come segue:
2 membri della CFF (un uomo e una donna)
7 rappresentanti dai diversi continenti
1 membro di un gruppo interfrancescano mondiale
2 aderenti individuali, scelti dalla nuova direzione dopo che
quelli di cui sopra siano stati nominati o eletti, al fine di
bilanciare il gruppo o di portare qualche specifica esperienza.
Questa direzione dovrebbe essere formata in un Congresso Internazionale da tenere a Nairobi (Kenya) dal 7 al 13 giugno 1997. A parte la prima categoria della lista, non esistono, comunque, le strutture per eleggere o nominare il resto, né certamente esistono le strutture per inviare le persone al Congresso.
Il Comitato Esecutivo ha fatto un ulteriore cambiamento nell'organizzazione di FI, ammettendo l'appartenenza per guappi. Ciò, peraltro, non risolve il problema della responsabilità, né certamente le conseguenze dell'appartenenza di gruppo rappresentano un'alternativa senza che sia pienamente attuata la struttura suggerita. Come è stato puntualizzato da Fr. Hermann Schalück nella sua risposta al Comitato Esecutivo in nome della CFF (22.1.96): "Cosa accadrebbe se la CFF, che parla in nome di tutti i suoi membri nel mondo, chiedesse di aderire come gruppo a FI? La Famiglia Francescana diverrebbe una substruttura di FI?"
Questo illumina il problema assurdo posto dall'attuale struttura. "FI - conclude Fr. Hermann - deve agire e operare all'interno della intelaiatura costituzionale offerta dalla Famiglia e dai rispettivi rami". Questa è l'unica via attraverso la quale FI "avrà un chiaro mandato entro la nostra Famiglia e entro le Nazioni Unite".
Crisi
La crisi che tocca FI sulla questione della struttura e della responsabilità è ancor più dolorosa visto che dal luglio 1995 la nostra NGO ha acquisito lo status di ECOSOC. Ci sono oggi più di 1700 ONG, e FI è stata la 43a NGO nella storia delle Nazioni Unite che, con ECOSOC ha conseguito lo status consultivo di I Categoria.
La situazione è molto seria e c'è di mezzo il futuro di FI. Due rami della Famiglia Francescana hanno già dichiarato che, se non sarà trovata una soluzione accettabile, prenderanno in considerazione la possibilità di una propria iscrizione come NGO alle NU. Una soluzione accettabile per loro sarebbe quella che porti i responsabili francescani ai livelli più alti a poter riconoscere FI come un impegno ufficiale dei singoli componenti della Famiglia Francescana. Senza questo, FI non avrebbe il supporto - né morale, né economico, né personale - di cui ha bisogno. Senza il supporto dei Ministri Generali e Presidenti Internazionali c'è il rischio che FI cada come progetto unitario della Famiglia.
Per quelli fra noi che sono stati coinvolti con FI per molti anni e hanno difeso il progetto contro vari atteggiamenti critici, la prospettiva di una frattura rattrista profondamente, perché spaccare FI in varie NGO sarebbe la peggiore testimonianza che potremmo dare al mondo. Vorrei pregarvi di considerare l'argomento con ogni attenzione e usare tutta la vostra immaginazione creativa per aiutare a risolvere l'attuale crisi, che sta minacciano il futuro di questo importante progetto mondiale della Famiglia.