Consiglio Internazionale dell'OFS - Edizione settimanale
Volume: 1 - N. 17 - 1995 - novembre - III
Da: Bollettino CIOFS, 1995, N. 2
Mimi Def
Il Cristo è risorto. Egli è vivo. Alleluja!
La mattina di Pasqua, milioni di cristiani sparsi per il mondo hanno esclamato questa "gioiosa Novella". Da quel momento nel quale uomini e donne in Palestina hanno visto crollare la loro speranza, il vuoto della tomba li riporta a quella speranza: "Egli vi precederà in Galilea".
Oggi, quante speranze sono spezzate dalla lettura del giornale, l'ascolto della radio o della TV. Non si contano più i "cessate il fuoco" ignorati in Bosnia. Il massacro in un campo profughi del Ruanda rianima il conflitto, un attentato al gas nella Metro di Tokyo o l'autobomba ad Oklahoma City ci fanno tremare. Conflitti di etnie, conflitti di religione, dove l'intolleranza genera la morte. Dove è la nostra speranza? Per mantenere la pace a tutti i costi bisogna tacere e lasciar fare? Una donna algerina ci scongiurava alla TV francese di non confondere la tolleranza con l'accecamento di fronte al pericolo totalitario dell'integralismo musulmano, aggiungo: di fronte a ogni fanatismo.
Noi francescani secolari attingiamo al Vangelo, come Francesco d'Assisi per decidere la linea del nostro comportamento. Due testi ci serviranno come base: S. Marco (16,15.16): Andate in tutto il mondo... Noi sappiamo quanti massacri sono stati perpetrati in nome della politica, dell'economia che si intrecciava con la religione.
Da un recente sondaggio è emerso che il 36,5% delle persone interrogate sono convinte che le tensioni religiose sono alla base delle guerre dei nostri tempi. Bisogna quindi rinunciare all'evangelizzazione? Che significa per noi oggi questa parola? Quali sono i nostri rapporti con gli altri, credenti o no? Francesco, ricordiamolo, ha vissuto in un periodo turbolento. La Chiesa conduceva le Crociate da più di due secoli. Anche lui voleva partecipare alla lotta della Chiesa, ma in tutt'altra maniera. Sarebbe di grande interesse rileggere l'incontro di Francesco con il Sultano.
Ripetiamo ciò che si trova negli Scritti di Francesco al cap. 16 (1,9) della Prima Regola: "Quelli che vanno dai Saraceni e gli altri infedeli." Per Francesco, i frati possono considerare il loro ruolo spirituale in due maniere - o essere sottomessi a ogni creatura umana a causa di Dio e confessare semplicemente di essere cristiani, - oppure, se questa è la volontà di Dio, annunciare la Parola di Dio affinché i pagani credano e si facciano battezzare.
Qui due atteggiamenti fondamentali nelle nostre relazioni con quelli che non condividono la nostra fede e che riuniscono due convinzioni espresse da Mons. Dagens: - sì al rispetto in tutte le circostanze - sì al perdono e alla riconciliazione.
Riconciliazione era il tema della Quaresima e dai nostri fratelli in Ruanda è stata praticata. Rispetto è stato il sentimento che ha riunito cristiani, ebrei e musulmani per commemorare le vittime di Oklahoma. Quale migliore conclusione di questa preghiera a Maria:
O Maria, Madre di Dio, Madre della Chiesa, grazie a te al mattino dell'Annunciazione tutto il genere umano con le sue culture si era rallegrato di sapersi capace di essere Vangelo. In questa vigilia della novella Pentecoste per le Chiese d'Africa, del Madagascar e delle Isole, insieme al popolo che ci è affidato, in comunione con il Santo Padre, siamo uniti a Te affinché l'effusione dello Spirito Santo faccia delle nostre culture dei luoghi di comunione nella differenza, e di noi, la Chiesa famiglia del Padre, Fraternità del Figlio, immagine della Trinità, l'anticipatrice e la cooperatrice assieme a tutti del Regno di Dio, nella cittadella che ha Dio per costruttore: Città di Giustizia e di Pace! Amen!
Piste di riflessione:
Nella mia famiglia, nel mio quartiere, nel mio mondo di
lavoro...
- ho avuto occasione di incontrare altri credenti, dei
non-credenti?
- ho avuto oppure ho favorito un dialogo con essi?
- ciò ha inciso sul mio modo di pensare? sulle mie
convinzioni?
- ho potuto parlare di ciò in fraternità?
-- se sì, come?
-- se no, perché?
- l'ecumenismo: una parola, una domanda, una realtà?