Consiglio Internazionale dell'OFS
Volume: 1 - N. 2 - 1995 - aprile - II
Da: Koinonia, 1995, N. 1
nella visita pastorale alla Fraternità locale e come testimone alle elezioni della fraternità
Carl Schäfer OFM
I. RUOLO DELL'ASSISTENTE NELLA VISITA PASTORALE
La Regola dell'OFS parla della Visita pastorale e
fraterna:
"Per favorire la fedeltà al carisma e la osservanza della
Regola e per avere maggiore aiuti nella vita di fraternità
il ministro o presidente, d'accordo con il Consiglio, sia sollecito
nel chiedere periodicamente la visita pastorale ai competenti
superiori religiosi e la visita fraterna ai responsabili di livello
superiore, secondo le Costituzioni" (art.26).
Le Costituzioni Generali (= CG), all'art. 92 definiscono gli scopi delle visite:
"1. Lo scopo della visita sia pastorale che fraterna è quello di ravvivare lo spirito evangelico francescano, assicurare la fedeltà al carisma e alla Regola, offrire aiuto alla vita di fraternità rinsaldare il vincolo dell'unità dell'Ordine e promuovere il suo più efficace inserimento nella Famiglia francescana e nella Chiesa.
2. Nelle visite alle Fraternità e ai Consigli ai vari livelli il visitatore verificherà la vitalità evangelica e apostolica, l'osservanza della Regola e delle Costituzioni, l'inserimento delle Fraternità nell'Ordine e nella Chiesa.
3. Nelle visite alle Fraternità locali e ai Consigli ai vari livelli, il visitatore comunicherà tempestivamente al Consiglio interessato l'oggetto e il programma della visita. Prenderà visione dei registri e degli atti, compresi quelli relativi all'elezione del Consiglio e all'amministrazione dei beni. Stenderà una relazione della visita effettuata, annotandola agli atti nell'apposito registro della Fraternità visitata, e la porterà a conoscenza del Consiglio a cui è stata chiesta la visita".
Una visita pastorale e/o fraterna può essere fatta a tutta la Fraternità o al Consiglio della Fraternità. Lo scopo della visita deve essere chiaramente definito e il Visitatore dovrà comunicare al Consiglio gli obiettivi prefissati.
I motivi e gli argomenti di verifica comuni ad entrambe le visite sono descritte nei primi tre paragrafi dell'art. 92.
Gli scopi comuni sono quelli di: ravvivare lo spirito evangelico francescano; assicurare la fedeltà al carisma della Regola; offrire aiuto alla vita di fraternità rafforzare il vincolo di unità della Fraternità promuovere l'inserimento nella Famiglia francescana e nella Chiesa.
Gli argomenti di verifica comuni sono: vitalità evangelica ed apostolica; osservanza della Regola e delle Costituzioni; inserimento della Fraternità nell'OFS, nella Famiglia francescana e nella Chiesa; esame dei registri e degli atti, inclusi quelli relativi alle elezioni del Consiglio e all'amministrazione dei beni.
Sono disponibili due questionari, uno informativo e l'altro di valutazione: i Visitatori potranno inoltrarli alla Fraternità qualche mese prima della visita. I questionari sono di grande aiuto per rendere consapevole la Fraternità e per aiutare il visitatore nella verifica. Inoltre, dopo la visita dovrà essere compilato un formulario di valutazione della Fraternità
Continuiamo con l'art. 92:
"4. Nella visita alla Fraternità locale, il Visitatore s'incontrerà con l'intera Fraternità e con i singoli gruppi e sezioni in cui essa si articola. Darà particolare attenzione ai fratelli in periodo di formazione e a quei fratelli che dovessero richiedere un confronto personale. Procederà, ove occorrerà, alla correzione fraterna delle manchevolezze che si dovessero riscontrare".
Durante la visita alla Fraternità locale sono previste due riunioni con il Consiglio, una all'inizio per dar modo al Visitatore di informarsi sulla Fraternità e l'altra alla fine per comunicare al Consiglio le raccomandazioni e per programmare assieme il futuro.
Oltre al tempo da dedicare agli incontri personali sono previsti incontri con l'Assistente, con tutta la Fraternità (e i suoi vari gruppi), con i candidati del periodo di iniziazione e quelli del tempo di formazione, con il Consiglio della GI.Fra. facente parte della fraternità locale OFS. Inoltre, si dovrà considerare la possibilità di incontrare il Parroco, sia esso francescano o no e con il Guardiano quando la fraternità è ospitata in una casa francescana.
Le CG dell'OFS descrivono separatamente la visita fraterna e la visita pastorale. In merito alla visita pastorale si dice all'art. 94:
"1. La visita pastorale è espressione dell'"altius modernamen" e della cura pastorale dell'OFS conferita dalla Chiesa al Primo Ordine e al TOR. Essa è effettuata in nome della Chiesa e serve a garantire e promuovere l'osservanza della Regola e delle Costituzioni e la fedeltà al carisma francescano".
Secondo l'art. 94, la visita pastorale è un esercizio della giurisdizione, cioè, un'espressione dell'"altius moderamen" di cui si parla negli art. 85.2 e 86.1 delle CG dell'OFS.
"La cura spirituale e pastorale dell'OFS, affidata dalla Chiesa al Primo Ordine Francescano e al TOR, è dovere anzitutto dei loro Ministri Generali e Provinciali. Ad essi spetta l'"altius moderamen" di cui al can. 303. "L'altius moderamen" mira a garantire la fedeltà dell'OFS al carisma francescano, la comunione con la Chiesa e l'unione con la Famiglia Francescana, valori che rappresentano per i francescani secolari un impegno di vita" (art. 85.2).
" I Ministri generali e provinciali esercitano il loro ufficio riguardo all'OFS mediante: l'erezione della Fraternità la visita pastorale; l'assistenza spirituale alle Fraternità ai vari livelli. Possono esercitare questo compito personalmente o tramite un proprio delegato " (art. 86.1).
In merito alla giurisdizione, al 129 del Codice di Diritto Canonico si legge:
"1. Sono abili alla potestà di governo, che propriamente è nella Chiesa per istituzione divina e viene denominata anche potestà di giurisdizione, coloro che sono insigniti dell'ordine sacro, a norma delle disposizioni di diritto.
2. Nell'esercizio della medesima potestà i fedeli laici possono cooperare a norma del diritto".
Il delegato a cui si riferisce l'art. 86.1 delle CG dell'OFS, per poter esercitare il potere di giurisdizione durante la visita pastorale deve avere gli "ordini sacri". Quindi, ad un Animatore non è permesso fare una visita pastorale alla Fraternità OFS.
Le CG all'art. 94 proseguono:
"4. I Ministri delle Fraternità regionali e locali, con il consenso dei rispettivi Consigli, chiedono la visita almeno ogni tre anni ai Superiori religiosi secondo gli Statuti propri.
5. Per cause urgenti e gravi, ovvero in cado di inadempimento del Ministro e del Consiglio a farne richiesta, la visita pastorale può essere effettuata per iniziativa del competente Superiore religioso.
B. Ruolo dell'assistente nella visita pastorale
Qui non si parla dell'Assistente della Fraternità locale. Egli, infatti, è tra coloro che ricevono la visita. Stiamo parlando dell'Assistente Visitatore. Per quanto riguarda il ruolo dell'Assistente nella visita pastorale le CG dell'OFS all'art. 95 dicono:
"1. Il Visitatore svolgerà il suo compito nel rispetto della organizzazione e del diritto proprio dell'OFS.
2. Verifica l'erezione canonica della Fraternità si interessa dei rapporti tra la Fraternità e il suo Assistente spirituale e la Chiesa particolare e incontrerà i pastori (Vescovo, parroco), quando ciò sia opportuno per favorire la comunione e il servizio all'edificazione della Chiesa.
3. Promuoverà la collaborazione e il senso di corresponsabilità tra i responsabili secolari e gli Assistenti religiosi. Dovrà verificare la qualità dell'assistenza spirituale che si dà alla Fraternità visitata, incoraggiare gli Assistenti spirituali nel loro servizio e promuovere la loro formazione permanente spirituale e pastorale.
4. Dedicherà particolare attenzione ai programmi, metodi ed esperienze formative, alla vita liturgica e di preghiera e alle attività apostoliche della Fraternità".
Si precisa che la visita pastorale è un'espressione dell'"altius moderamen" e della cura pastorale dell'OFS affidata dalla Chiesa. Nello svolgere la visita pastorale in nome della Chiesa, il Visitatore dovrà garantire e promuovere l'osservanza della Regola e delle Costituzioni e la fedeltà al carisma francescano.
Il Visitatore verifica l'erezione canonica della Fraternità. Se questo non è stato fatto egli proporrà le modalità da seguire. Darà particolare importanza ai programmi, ai metodi e alle esperienze di formazione; alla vita liturgica e di preghiera; alle attività apostoliche della Fraternità.
Il Visitatore si interessa del rapporto esistente tra la Fraternità e l'Assistente Spirituale, incontrando i Pastori per promuovere comunione e per costruire la Chiesa a livello parrocchiale e diocesano. Egli promuove la collaborazione e la corresponsabilità tra i responsabili laici e i religiosi, verificando la qualità dell'assistenza dei frati, incoraggiando nel suo servizio l'Assistente locale, promuovendo la continua formazione spirituale e pastorale dell'Assistente.
Durante una riunione di Fraternità il Visitatore pastorale dovrà dare a tutti la possibilità di dialogare in uno scambio di domande e risposte, condividendo con tutti la fede, la speranza e la carità.
Per il ruolo che il Visitatore pastorale dovrà svolgere è essenziale che esso preghi assieme alla Fraternità con la Liturgia delle ore e l'Eucaristia, o in altro modo (p.e. preghiere spontanee, Via Crucis, il Rosario) e che egli proclami la Parola di Dio con omelie ben preparate e che richiamino allo stesso tempo la Regola, il Rituale e le CG.
II. COLLEGAMENTO TRA VISITA PASTORALE E VISITA FRATERNA.
Nell'art. 92 delle CG dell'OFS si dice:
"5. I due Visitatori, religioso e secolare, possono, se ciò giova al servizio della Fraternità, effettuare simultaneamente la visita, concordandone previamente il programma nel modo più consono alla missione di ciascuno di loro".
Ci sono alcuni vantaggi nel fare assieme le due visite, pastorale e fraterna; in questo modo si possono confrontare le impressioni personali, si possono discutere i metodi da adottare e forse anche evitare di dare giudizi sbagliati. Quando sono assieme, i Visitatori, hanno maggiore possibilità di ascolto e di valutazione. Se il Visitatore pastorale è solo ha meno opportunità di dialogare con i responsabili laici. Iniziative che implicano maggiore responsabilità possono essere prese se entrambi i Visitatori sono presenti.
Comunque, la visita congiunta può creare difficoltà nel capire l'importanza delle due cose. Resta la liberà di fare visite separate quando questo è richiesto o è utile.
Spesso succede che i partecipanti danno più importanza ad un Visitatore. In alcune culture si dà poca attenzione se il Visitatore è laico o è donna se è presente anche un Visitatore sacerdote. Oppure, se i due Visitatori sono uomini, può succedere che quello secolare trova difficile considerarsi pari al sacerdote.
Si dovranno evitare quelle situazioni in cui uno possa mettere in ombra l'altro. I Visitatori stessi dovranno essere sempre attenti nel mantenere l'equilibrio tra i compiti di uguale importanza e assicurarsi che ognuno abbia la possibilità di presentarsi e di portare avanti il suo compito.
Ognuno dei due visitatori è importante e svolge un compito specifico. Ignorare l'importanza di una vista o dell'altra, sia essa fraterna o pastorale, darebbe una cattiva impressione alla Fraternità e all'Assistente.
Potrà essere redatto un solo rapporto per entrambe le visite. Comunque, ogni Visitatore è libero di esprimersi in un rapporto separato. Infatti, le visite hanno uno scopo diverso e ci sono delle cose che vanno dette o da uno o dall'altro dei Visitatori.
III. RUOLO DELL'ASSISTENTE NELLE ELEZIONI
La Regola dell'OFS dice poco sulle elezioni. All'art. 21 si legge:
"Nei diversi livelli, ogni fraternità è animata e guidata da un consiglio e un Ministro (o Presidente) che vengono eletti dai Professi in base alle Costituzioni".
Le CG dell'OFS all'art. 76 dicono:
"2. L'Assemblea elettiva, o Capitolo, sarà presieduta dal Ministro del Consiglio di livello immediatamente superiore o da un suo delegato, il quale conferma l'elezione....Sia presente l'Assistente spirituale di livello immediatamente superiore o un suo Delegato, come testimone della comunione con il Primo Ordine e con il TOR....
3. Il Presidente del Capitolo e l'Assistente di livello superiore non hanno diritto di voto".
B. Ruolo dell'Assistente nelle elezioni
Come membro del Consiglio (cf. CG. art. 89.4), l'Assistente della Fraternità locale ha voce attiva nella stessa Fraternità (cf. CG, art. 77,1). L'Assistente di livello immediatamente superiore non funge da Presidente al Capitolo elettivo né vota.
L'Assistente è presente come testimone della comunione che dovrebbe esistere tra i responsabili laici e i frati e tra la Fraternità locale e l'Ordine dei Frati che hanno eretto la Fraternità locale, i quali si sono assunti la responsabilità di dar loro assistenza spirituale e di fare la visita pastorale.
In occasione del Capitolo dovrà svolgere il suo compito specifico che è quello di animatore spirituale e apostolico e formatore dei responsabili laici (cf. Statuto degli Assistenti StA 36). Promuove l'interesse del Capitolo ai problemi pastorali e ai piani della Chiesa (cf. StA 42).
Per presentarsi come testimone di comunione, l'Assistente, dovrà viverla nel suo atteggiamento, nelle sue parole e nei suoi atti. E' necessario che egli sia convinto che la vocazione e il carisma francescano vissuti sia da religiosi che da laici dimostrano la vitalità della famiglia francescana. Il suo servizio di testimone della comunione è di grande aiuto ma egli non sostituisce il Presidente del Capitolo a cui appartiene la guida, il coordinamento e l'animazione del Capitolo elettivo.
IV. COLLEGAMENTO TRA LE VISITE E IL CAPITOLO ELETTIVO
L'esperienza ha messo in evidenza la necessità di collegare le due cose: le visite e il Capitolo elettivo. In questo modo il Visitatore fraterno assume il ruolo di Presidente del Capitolo elettivo e il Visitatore pastorale assume quello di Assistente a livello superiore o suo delegato.
Questo collegamento può essere fatto in due modi. La visita o le visite possono essere fatte per ragioni pratiche (p.e. per ridurre le spese di viaggio, per evitare lunghi viaggi, per mancanza di tempo a disposizione) immediatamente prima del Capitolo elettivo.
Comunque, fare queste visite almeno tre mesi prima del Capitolo è molto più efficace. In questo modo la fraternità ha l'opportunità di riflettere su se stessa e sul ruolo del Consiglio. Inoltre c'è la possibilità di preparare adeguatamente il Capitolo coinvolgendo non soltanto il Consiglio in carica ma tutti i membri della fraternità. Nel caso in cui si prevede l'assenza di alcuni membri della fraternità (p.e. gli anziani, i malati, coloro che da qualche tempo non partecipano) è possibile consultarli per avere indicazioni sui nominativi da proporre nella lista. Tutta la Fraternità dovrà essere coinvolta in un programma di preghiera per chiedere il discernimento dello Spirito Santo e di totale adesione ai suoi suggerimenti.