VITA ED ATTIVITA' APOSTOLICA

Emerenziana Rossato SFO

Il Francescanesimo si qualifica come vita,
cioè esperienza evangelica e fraterna.
Le Costituzioni approfondiscono
due momenti esistenziali:
vita ed apostolato.

Il secondo Capitolo delle nuove Costituzioni tratta della "-Forma di vita e attività apostolica-". Sia la Regola che le Costituzioni mettono in evidenza e associano fra loro il valore e l'importanza della forma di vita e dell'apostolato per il Francescano secolare. E' così perché se il Francescano secolare accorderà alla Regola tanto potere da conformarvi la vita, l'attività apostolica ne sarà la prima, preziosa e logica conseguenza. Il dare questo potere alla Regola è legato alla certezza che, a monte di tutto c'è stata una chiamata che è la chiave di tutto.

Siamo entrati nell'OFS mediante una vocazione e questo è fondamentale perché fa parte del piano salvifico di Dio su di noi per la cui realizzazione dovremmo essere disposti di dare anche la vita. L'iniziativa è stata sua, non nostra. È Dio che chiama e chiama continuamente ed ogni chiamata sceglie e destina, situa ed indirizza una persona.

Chiama Dio per un determinato scopo e dà i mezzi per raggiungerlo. Chiama a beneficio del chiamato ma anche a beneficio della comunità. Ed è la risposta del chiamato che realizza, o non, la volontà di Colui che chiama. Per cui ogni realizzo di vocazione non sarà mai un dettaglio ma pienezza di grazia. Ogni vocazione risuona nel chiamato con accenti particolari per doni, lumi, talenti, sensibilità, situazioni interne ed esterne diverse. Siamo chiamati ad approfondire le componenti, le caratteristiche, le dimensioni della nostra vocazione per non squalificarla e per darvi una bella risposta.

La prima risposta affermativa l'abbiamo data con la Professione: atto pubblico ecclesiale che ci fa nascere nella Fraternità; si professa nella Chiesa e ne scaturisce un nuovo legame; si professa la Regola che è un modo di vivere e si entra nella Famiglia Francescana. E' risposta personale che domanda fedeltà continua dalla quale dipende la riuscita della vocazione. Utile sarà ritornare spesso sul valore della parola data, di una promessa fatta, sulla nobiltà della fedeltà ad un impegno.

Il vivere la Professione fa parte dell'impegno personale che precede quello comunitario come l'azione apostolica della Fraternità presuppone quella del singolo legata alla conversione del cuore. E come il potenziale da trasformare non è l'OFS ma il singolo terziario, così non sarà mai l'OFS, in quanto tale, che fa di ciascuno quello che è, ma le proprie virtù personali. Questo, anche se è indiscusso che la forza della Fraternità può ridestare forti desideri, rinnovati slanci e francescana letizia. Saranno le virtù personali di ciascuno che, messe insieme a quelle dei Fratelli, daranno lustro, fisionomia e vita alla Fraternità.

Dopo la vocazione e la Professione ecco la Regola dono grande che ci dice chi siamo, come dobbiamo vivere e cosa dobbiamo fare. Il primo capitolo mette in luce la nostra natura e la nostra identità; il secondo la forma di vita da acquisire; il terzo la vita in Fraternità: dimensioni essenziali per noi. E sarà facendo funzionare il terzo capitolo che vivremo più facilmente il secondo per diventare come ci descrive il primo.
Il disegno di Dio su di noi si realizza mediante la Regola che, oltre a caratterizzare e canalizzare la nostra vocazione, ci dà una "forma di vita" nella triplice direzione: Dio, fratelli e creato, che ci qualifica come Francescani Secolari. Le nuove Costituzioni, occorre dirlo, non hanno altro compito che di aiutare a conoscere e vivere la Regola esplicitandone gli enunziati e indicando soluzioni a casi concreti. Dei suoi 26 Articoli, 16 riguardano la Forma di vita. Su questi ci dobbiamo misurare perché su questi ci dobbiamo formare.

Forma che si acquista osservando il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo sull'esempio di S. Francesco d'Assisi.

Di qui: il passare dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo; il ricercare Cristo nei Fratelli; l'essere testimoni e strumenti della missione della Chiesa tra gli uomini; il conformare il modo di pensare e di agire a quello di Cristo; il fare della preghiera e della contemplazione l'anima del proprio operare; il testimoniare l'amore alla Vergine Maria imitandone l'esempio; l'adempiere fedelmente gli impegni della propria condizione.

Di qui: il giusto uso di beni; la purificazione del cuore; la fedeltà alla vocazione; l'accoglienza dei fratelli; l'esercizio competente delle proprie responsabilità; le iniziative in favore della giustizia; lo spirito di pace; il rispetto verso tutte le creature; la fiducia nella presenza del germe divino che è nell'uomo e nella potenza trasformatrice dell'amore e del perdono; la serenità nell'attesa dell'incontro definitivo con il Padre.

A rafforzare il tutto e a far emergere particolari valori della Regola, ecco ora le Costituzioni che, alla Forma di vita, dedicano la prima parte del secondo capitolo composta da 9 articoli: dall'8 al 16.

Nelle Costituzioni viene ribadito l'impegno derivante dalla Professione di vivere il Vangelo secondo la spiritualità francescana nella condizione secolare, secondo la Regola OFS, in un cammino di conversione; aperti alle istanze della società e della Chiesa; nella dimensione personale e comunitaria (Cost. 8).

La spiritualità francescana è detta un progetto di vita incentrato sulla persona di Cristo e sulla sua sequela, più che un programma da mettere in pratica. Richiede studio e amore alla Parola evangelica per conoscerla e comprenderla, come è annunziata dalla Chiesa (Cost. 9).

Il Cristo povero e crocefisso, massima manifestazione dell'amore di Dio per noi, è per i Francescani Secolari il libro in cui s'impara a vivere, amare e soffrire; in cui si scopre il valore delle contraddizioni, il senso delle difficoltà e delle croci, lo spirito francescano di pace (Cost.10).

Memori che lo Spirito Santo è la sorgente della loro vocazione i Francescani Secolari desiderino sopra tutte le cose "-lo Spirito del Signore e le Sue opere-" (Cost. 11).

Dalle Costituzioni siamo chiamati a vivere con fede il dono che ci ha fatto Cristo: la rivelazione del Padre. Siamo chiamati a renderne testimonianza davanti agli uomini: nella vita di famiglia; nel lavoro; nella gioia e nelle sofferenze; nell'incontro con gli uomini, tutti fratelli nello stesso Padre; nella presenza e nella partecipazione alla vita sociale; nel rapporto fraterno con tutte le creature (Cost. 12).

Ci necessita uno spirito di conversione permanente sia personale che in Fraternità che porta con sé l'amore al rinnovamento della Chiesa; l'amore per le opere di carità verso il fratelli; l'amore alle pratiche penitenziali (Cost. 13).

Siamo chiamati ad una riflessione di fede sulla Chiesa sacramento universale di salvezza; sulla sua missione nel mondo; sul ruolo dei laici francescani in essa per servirne la crescita a favorire l'espansione del Regno. Siamo chiamati a fare dell'Eucarestia il centro della nostra vita e della vita della Fraternità; a privilegiare la Liturgia delle Ore; a trovare tempi di silenzio e di raccoglimento da dedicare esclusivamente alle preghiere (Cost. 14).

Sempre dalle Costituzioni siamo sollecitati a vivere lo spirito delle Beatitudini e in speciale modo lo spirito di povertà che manifesta la fiducia nel Padre Celeste, riduce le esigenze personali a favore dei più bisognosi, attua la libertà interiore e promuove una giusta distribuzione delle ricchezze, in ascolto delle indicazioni della Chiesa e delle istanze della società (Cost. 15).

Siamo sollecitati a guardare a Maria come a modello nell'ascolto della Parola e nella fedeltà alla vocazione e perché in Lei come Francesco vediamo realizzate tutte le virtù evangeliche. A Lei allora il nostro amore intenso, la preghiera supplice, l'imitazione costante, l'abbandono filiale (Cost. 16).

La Madonna ha incarnato la Parola ed è andata da Elisabetta. E come ognuno nella vita ha un "-Isacco-" da immolare, un "-lebbroso-" da baciare, un "-lupo-" da ammansire, ha anche una "-Elisabetta-" da visitare. Prega la Madonna e corri, dice un proverbio spagnolo.

A buon intenditor...