Fr. Donal O'Mahony OFMCap
Oggi, tutto il mondo si trova di fronte a un dilemma come non mai: un sistema economico mondiale aperto che spinge contro un sistema ecologico terrestre chiuso.
Non è un segreto per nessuno che il Nord industrializzato sia il maggiore distruttore delle risorse mondiali con la sua capacità di produrre beni di lusso con tecnologie ad alta intensità di capitale. Le nazioni del Sud ne pagano le conseguenze poiché sono le loro risorse che vengono usate o succhiate dalle imprese industriali del mondo ricco. Però, il degrado ecologico non ha frontiere politiche. La fine delle foreste pluviali e i cambiamenti climatici che ne conseguono possono distruggere sia il Nord che il Sud.
Oggi, sia il Nord che il Sud sono chiamati ad affrontare i loro rispettivi problemi da angolature e prospettive nuove. Perché sarà impossibile arrestare il moltiplicarsi incessante del danno ambientale causato al nostro pianeta, fino a quando le nostre economie continueranno a funzionare sulla base di una crescita incontrollata. Se continuiamo a misurare il nostro progresso secondo il Prodotto Nazionale Lordo, continueremo a diminuire il Prodotto Terrestre Lordo. Quando avremo distrutto le specie, quando avremo esaurito il bio--sistema, ebbene saranno finiti! Non c'è nessun potere, in cielo né in terra che possa ridar vita alle specie estinte o purificare totalmente, in tempo storico, le nostre falde acquifere avvelenate.
Un rapporto responsabile tra i popoli del Nord e del Sud e tra i popoli del mondo e del pianeta terra, esige che una volta raggiunta l'economia del sufficiente, ci si prodighi a favore di una qualità migliore. Ed è questo un concetto di crescita diversa da quella a cui pensiamo generalmente. Significa che, oltre a scoprire tecniche, pratiche e prodotti durevoli, sani e soddisfacenti in modo da diminuire al massimo lo spreco, l'economia del sufficiente cercherebbe anche di minimizzare l'uso delle risorse non rinnovabili e introdurre possibili alternative. Detto con altre parole, si concentrerebbe sullo sviluppo di una società democratica, tecnicamente avanzata e sostenibile.
Se una società ammette e articola le sue necessità immateriali e cerca come soddisfarle, raggiungerà livelli assai elevati di felicità e di soddisfazione. Ma affinché ciò diventi una realtà, c'è bisogno di una visione nuova e questa visione nuova costituisce una sfida unica per i francescani. Noi abbiamo la possibilità, e io spero l'impegno anche, di presentare una visione nuova e una spiritualità che accompagni questa visione che aiuterà le persone a udire di nuovo la voce della terra dentro di loro. Ma dobbiamo in primo luogo praticarla dentro di noi.
Forse ciò è più che una sfida. Si tratta di una responsabilità da condividere. Se non l'accettiamo, temo che la nostra emarginazione aumenterà, nel senso peggiorativo del termine. D'altro canto, se accettiamo questa responsabilità, cioè quella di offrire una nuova visione alla gente ed una spiritualità che accompagni questa visione, possiamo imbatterci in una delle maggiore grazie a disposizione, e cioè una maniera contemplativa di guardare il mondo. È così che possiamo offrire un vero servizio alla chiesa, alla gente del mondo e alla Madre-Terra.
2.La "-nuova storia-" del nostro universo
Vi è una "-storia nuova-" nel nostro mondo odierno, che affonda le sue radici scientifiche nella fisica di Einstein, sopratutto nella teoria della relatività. Le sue basi religiose continuano ancor oggi ad essere oggetto di studio da parte dei teologi della Process School. La sua base ecologica trova la sua radice in una nuova ed entusiasmante cosmologia che prende in speciale considerazione le moderne intuizioni dei fisici e una spiritualità dinamica della Chiesa orientale e degli antichi Padri greci.
L'appoggio della Chiesa ufficiale a questa "-nuova storia-" dell'universo è stata espressa trent'anni fa nel Concilio Vaticano II, nel sostenere il concetto di uno sviluppo evolutivo della realtà, in Gaudium et Spes, n. 5: "-Il genere umano passa da una concezione piuttosto statica della realtà a una concezione più dinamica ed evolutiva-".
I fisici sono i primi a raccontarci la nuova storia dell'universo, primo tra di essi Albert Einstein che morì nel 1955. La sua teoria della relatività esprime la verità del fatto che tutta la realtà è relazionale. Niente è statico. Quindi, la persona umana non può essere un osservatore distaccato, ma deve partecipare. L'energia assume sempre nuove forme nel creare nuovi rapporti con l'ambiente. E il bello è che questo concetto è in armonia con l'idea biblica del mondo fatto a immagine e somiglianza di Dio (cioè in una comunicazione dinamica, energetica, interrelazionale). L'opera degli scienziati e la "-spiritualità trinitaria-" sintonizzano. Gli scienziati, in modo analogo, aiutano a "-svelare la presenza globale di Dio-" nella materia.
Einstein, un ebreo devoto, è stato ispirato da questa "-nuova storia-" dell'universo nell'ascoltare, nel 1932, una conferenza di un sacerdote e astronomo cattolico belga, Padre George Lemaitre (1894--1966). Il sacerdote spiegò la sua teoria secondo cui l'universo nacque dall'esplosione di un "-atomo primordiale-", e, in seguito, non ha cessato di espandersi. L'universo continuerà ad espandersi sempre ad una velocità variabile almeno che la gravità non superi eventualmente la forza di propulsione del Big Bang. Alla fine della conferenza, Einstein saltò in piedi e disse: "-È la più bella e soddisfacene spiegazione sulla creazione mai sentita-".
La nuova cosmologia, appena percepita all'inizio del secolo, manda in frantumi la visione di Newton secondo cui il cosmo è una macchina. Il nuovo paradigma vede il cosmo non più come una entità oggettiva, ma come un sistema organico, emergente, le cui parti, umane e no, formano un'intrecciata rete di componenti interdipendenti.
3.Energie increate, personali e ricolmi di amore
Brian Swimme, un fisico americano, descrive la vita come una serie di strati interconnessi. L'universo è composto da soggetti, uniti insieme in comunione. Tutto e tutti, anche Dio, sono interrelazionali. Dio è forza dinamica, energetica, mai statica, ma che si rivela sempre attraverso gli eventi di ogni giorno. Dio lo fa per grazia, o per ciò che gli scrittori spirituali chiamano "-le energie increate, personali e ricolme di amore di Dio-", un termine più dinamico che grazia, che, nel passato, ha avuto connotazioni statiche. Dio condivide la vita con noi. Nella mente di Dio, totalmente incomprensibile, noi sperimentiamo la divinità. In quella esperienza, conosciamo Dio, Amore verso di noi.
Queste energie increate non sono azioni di Dio. Non sono cose che esistono al di fuori di Dio. Non sono doni di Dio. Sono Dio stesso che agisce. Sono Dio increato, come ci dice l'arcivescovo Joseph Raya. San Tommaso d'Aquino, usando le categorie aristoteliche, definisce la grazia come il principio esterno delle azioni umane. È un dono, che si aggiunge al nostro potere naturale. Ma ciò che è cruciale nella comprensione delle "-energie increate-" è che attraverso le energie di Dio noi entriamo in contatto con il Dio vivo.
Tutti e tutto, all'interno, sono ricolmi della Trinità che si autocomunica, attraverso queste "-energie increate-". Dio riempie in permanenza l'universo di sé stesso, con amore; le energie personali di Dio, ricolme di amore, e che scaturiscono dalle tre Persone della Trinità, sono reali (anche se non materiali). Sono essenziali; scaturiscono veramente dall'essenza di Dio anche se sono distinte da Lui.
L'immagine favorita del sole che sprigiona i suoi raggi sulla terra viene usata da San Gregorio di Nissa e può aiutarci a capire questo concetto. Anche se il sole è diverso dai suoi raggi, il sole è pur sempre interamente presente in ogni raggio. E così Dio è completamente presente in ogni raggio della divinità, anche se Dio nella sua essenza rimane inavvicinabile. Pensare in modo diverso vorrebbe dire essere panteisti. È questa distinzione tra essenza e energie che rende possibile di conservare il significato reale dei termini "-partecipi della natura divina-" ( 2 Pet . 1,4). La dottrina delle energie significa che tutta la Trinità è energeticamente e personalmente presente nel rapporto d'amore verso di noi e verso tutta la creazione.
Gli esseri umani, capaci di contemplare, hanno occhi nuovi
per vedere e nuove sensibilità per sperimentare queste
energie. Possiamo essere aiutati in ciò, in due modi,
anche se nel fondo, è Dio che si rivela:
In primo luogo, rieducando i nostri sensi in modo da renderci
più consapevoli delle esperienze vitali, significative,
profonde. È l'unica maniera in cui il mondo materiale
può entrare in contatto con noi in un modo
naturale.
In secondo luogo, e fatto ancora più importante, possiamo prepararci a sperimentare le energie personali di Dio lasciando che Gesù Cristo, mediante il suo Spirito risorto, ci prenda per mano e ci guidi verso l'amore implosivo delle Tre persone. E questo può succedere solo nella preghiera. È la forma più semplice, ma anche la più profonda di preghiera contemplativa. È per mezzo dell'esercizio fedele di questo tipo di preghiera trinitaria che possiamo prepararci a "-vedere-" Dio non solo progressivamente nella creazione, ma a vedere le energie di Dio che invadono tutto l'universo e che lo ricolmano di amore infinito. È un dono. Ma sarà dato a coloro che lo cercano, anche se ciò significa aspettare.
Il poeta Hopkins esprime le energie di Dio quando scrive: "-Il mondo è pieno della grandezza di Dio, che si sprigiona come il bagliore della carta argentata-".
Vivendo la fede in questo modo, possiamo scoperchiare le esperienze del momento per rivelare la presenza energetica, dinamica e piena d'amore di Dio, nel cuore della materia. Non avremo più desiderio di controllare le cose. Al contrario, ci abbandoneremo con gioia alla presenza d'amore di Dio in ogni evento, in ogni instante.
Una spiritualità che vede Dio all'opera nel mondo materiale attraverso le energie increate, personali e ricolme d'amore contiene infinite possibilità per la vita quotidiana. Nulla è profano. Tutto il mondo è sacro per coloro che hanno imparato a vedere. Ma perché questa spiritualità di presenze viene insegnata così raramente, la maggior parte di noi continua a vedere e di fatto non vede. Vediamo dei fiori bellissimi e non vediamo il volto meraviglioso di Dio che brilla attraverso i fiori. Vediamo uomini e donne, come confessò il cieco, come se fossero "-alberi che camminano-".
Come Bartimeo, lungo il cammino verso Gerico, ci sediamo sul ciglio della vita, ciechi, senza vedere il mondo reale che sfila dinanzi a noi. Gesù ci chiede, come chiese a Bartimeo: "-Cosa vuoi che io faccia per te?-" La nostra risposta dovrebbe essere: "-Maestro, voglio vedere-". Se noi abbiamo questa spiritualità, essa ci permetterà di essere sensibili alla creazione e a tutto ciò che la distrugge. Non cercheremo di sfruttarla e di conquistarla. Al contrario, vorremmo dar lode a Dio presente in essa.
Questa spiritualità è composta di tre
movimenti che si integrano:
1. Dentro di noi, sperimentiamo le energie di Dio, ricolme di
amore, e che ci guidano verso la famiglia della
Trinità. Cristo, che è il cammino, lo rende
possibile mediante il Suo spirito risorto.
2. Al di fuori, siamo condotti dallo Spirito nel mondo
materiale per divenire uno strumento d'amore pieno di energie
verso tutti coloro che incontriamo.
3. Infine, insieme agli altri e con l'aiuto delle energie
d'amore di Dio, noimodelliamo il Regno di Dio sulla terra, un
regno di unità e d'amore. È qui che giace il
motivo più profondo per impegnarsi nell'opera di pace,
giustizia ed ecologia. Ogni volta che vediamo distruggere la
natura; ogni volta che assistiamo a situazioni di ingiustizia,
sia istituzionale, che morale o fisica, ci sentiamo scuotere.
Ogni volte che scopriamo degli ostacoli alla
relazionalità a causa dell'irresponsabilità
umana, di mancanza di carità, o di atteggiamenti di
dominio, come per esempio quelli dei paesi creditori verso i
paesi debitori, o di dominio degli uomini sulle donne, degli
esseri umani sulla natura, sentiamo dolore e agiamo.
5.La rivelazione primordiale di Dio
Il mondo naturale è importante in ogni tradizione. È bellezza e abbondanza, è rivelazione primordiale di Dio all'umanità. La natura ha rivelato Dio prima ancora che fossero scritte le Scritture o prima che i profeti venissero a raccontarci come.
Il nostro compito oggi è quello di vivere e di insegnare una spiritualità che ripristina il senso della presenza sacra di Dio in tutta la natura. Essendo sempre più ricettivi alle energie di Dio, insieme agli altri agiremo per fare in modo che questo pianeta sia un ancor più bella rivelazione dell'amore di Dio.
Non vogliamo diminuire la trascendenza di Dio, in alcun modo. Difatti, è sbagliato dire che Dio è in parte in ogni cosa e in parte fuori di ogni cosa. Dio è nello stesso tempo totalmente con e totalmente al di fuori di tutti gli esseri. La spiritualità di cui abbiamo parlato prende in considerazione la trascendenza e l'immanenza di Dio. In sintonia con le necessità odierne, è questa una spiritualità particolarmente attenta alla presenza di Dio in ogni creatura viva, e in tutta la realtà materiale.
Dove iniziare, quindi, a riscoprire l'immanenza di Dio meglio che nell'Eucaristia, dove le sue energie d'amore sono totalmente ed intensamente presenti, insieme al mondo, nella sua bellezza e nei loro limiti? Tutto viene lì unificato nell'unico Corpo di Cristo, Cristo capo e Cristo nelle sue membra.