REGOLA DELL' OFS
Lettera dei Quattro Ministri Generali della
Famiglia Francescana
l’originale della Lettera Apostolica ‘‘Seraphicus
Patriarcha’’
Lettera apostolica di approvazione
REGOLA DELL'OFS
- Prologo: Esortazione di San Francesco ai
fratelli e alle sorelle della penitenza
- Di quelli che fanno penitenza
- Di quelli che non fanno penitenza
- Capitolo I: L'Ordine Francescano Secolare
(OFS)
- Capitolo II: La Forma di Vita
- Capitolo III: La Vita in
Fraternità
REGOLA DELL' OFS
Lettera
dei Quattro Ministri Generali
della Famiglia Francescana
ai Fratelli e Sorelle dell'Ordine Francescano
Secolare,
in occasione della consegna della Regola,
approvata per loro dalla Santa Sede.
Abbiamo ta gioia di comunicarvi che la Santa Sede,
mediante la lettera apostolica "- Seraphicus
Patriarcha
-", datata 24 giugno 1978, "-sub anulo
piscatoris-", ha approvato la Regola rinnovata
dell'Ordine Francescano Secolare, che abroga e sostituisce la
precedente di Papa Leone XIII.
E' al Papa Paolo VI che dobbiamo questo splendido dono, poco
prima che lasciasse questa terra.
Egli vi amava.
Più volte, infatti, aveva manifestato il suo amore
verso l'Ordine Francescano Secolare ed aveva rivolto a voi
parole indimenticabili, come nel giugno 1968 e nel 1971, in
occasione del 750ø anniversario del "-Memoriale
propositi-".
L'iter percorso dall'anno 1966, data 7 marzo, cioè
da quando la Sacra Congregazione per i religiosi concesse la
facoltà di iniziare l'aggiornamento della legislazione
dell'Ordine Francescano Secolare, è stato lungo e
laborioso.
Vogliamo sottolineare il lavoro dei fratelli e delle
Fraternità, sia mediante le varie forme di vita, way,
way of life, od itinerari, sia mediante l'indefesso lavoro
della Presidenza del Consiglio internazionale, dopo
l'istituzione di esso, nell'anno 1973.
Tale lavoro è stato di capitale importanza nella
ricerca delle vie dello Spirito ed efficacissimo per avvertire
la presenza e la vitalità del carisma francescano nel
popolo di Dio, ai nostri giorni.
La Regola che oggi vi presentiamo non è soltanto il
frutto di questi lavori.
La Chiesa ve la consegna come norma di vita.
La priorità della vostra attenzione corra verso il
contenuto evangelico, accogliendo il messaggio francescano che
essa porta e la guida che vi offre per vivere secondo il Santo
Vangelo.
Uno dei cardini dell'auspicato rinnovamento è il
ritorno alle origini, alla esperienza spirituale di
Francesco d Assisi e dei fratelli e delle sorelle della
penitenza, che ricevettero da lui ispirazione e guida.
Tale proposito viene suggerito datl'inserzione come prologo
della "-Lettera ai fedeli-" (recensio prior)
, nonché dai costanti riferimenti alla dottrina ed
all'esempio di San Francesco.
Un altro cardine è l'attenzione allo Spirito nei
segni dei tempi.
Appoggiati a questi due cardini, dovete mettere in pratica
l'invito della regola alla creatività e
all' esercizio della corresponsabilità.
Questa creatività, in alcuni casi, dovrà
esprimersi in forma di statuti.
Infatti il n 3 dice come norma generale: "-l'applicazione
sarà fatta dalle Costituzioni Generali e da Statuti
particolari-"
Noi, ministri francescani, con tutti i nostri frati abbiamo
l'animo pronto ed aperto ad offrirvi tutta l ássistenza
per camminare assieme a voi nelle vie del Signore.
Con questi sentimenti ci è gradito consegnare la Regola
rinnovata dell'Ordine Francescano Secolare alla Presidenza del
Consiglio Internazionale OFS e, tramite essa, a tutti i
francescani secolari, che la riceveranno come norma e
vita.
Roma. 4 ottobre 1978
Fr. Costantino Koser
Min. Gen. OFM
Fr. Vitale M. Bommarco
Min. Gen. OFM Conv.
Fr. Pasquale Rywalski
Min. Gen. OFM Cap.
Fr. Rolando Faley
Min. Gen. T.O.R.
Lettera apostolica di approvazione
PAOLO PAPA VI
ad perpetuam rei memoriam
Il serafico Patriarca San Francesco d Assisi, mentre era
in vita ed anche dopo la sua preziosa morte, ha invogliato
molti a servire Dio in seno alla famigtia religiosa da lui
fondata, ma ha attirato anche innumerevoli laici ad entrare
nelle sue istituzioni rimanendo nel mondo, per quanto era loro
possibile. Difatti, per servci delle parole del nostro
Predecessore Pio XI, "sembra... non esservi stato mai
alcuno in cui brillasse più viva e più
somigliante l'immagine di Gesù Crtsto e la forma
evangetica di vita che in Francesco. Pertanto egli che si era
chiamato l'Araldo del Gran Re, giustamente fu salutato quale
un altro Gesù Cristo per essersi presentato ai
contemporanei e ai secoli futuri quasi Cristo redivivo, dal
che seguì che, come tale, egli vive tuttora agli occhi
degli uomini e continuerà a vivere per tutte le
generazioni avvenire" (Encicl. "-Rite
expiatis-" 30 aprile 1926; AAS, 18 [1926] p. 154). Noi
siamo lieti che il "-carisma francescano-" ancora
oggi vigoreggi per il bene della Chiesa e della
comunità umana, nonostante il serpeggiare di dottrine
accomodanti e la crescita di tendenze che allontanano gli
uomini da Dio e dalle cose soprannaturali.
Con lodevole impegno e con una comune azione le quattro
Famiglie Francescane per un decennio hanno studiato per
elaborare una nuova Regola del Terz'Ordine Francescano
Secotare o, come ora viene chiamato, Ordine Francescano
Secolare. Ciò è sembrato necessario sia per le
mutate condizioni dei tempi, sia per le disposizioni e gli
incoraggiamenti dati in proposito dal Concilio Ecumenico
Vaticano II.
Perciò i diletti figli, i quattro Ministri Generali
degli Ordini Francescani ci hanno rivolto la istanza
perché approvassimo la Regola in tal modo preparata. E
noi, seguendo l'esempio di alcuni Nostri Predecessori, ultimo
dei quali Leone XIII, volentieri abbiamo deciso di
accondiscendere alle suppliche. In tal modo Noi, nutrendo
fiducia che la forma di vita predicata da quel mirabile Uomo
d'Assisi riceverà un nuovo impulso e fiorirà con
vigore, dopo aver consultato la Sacra Congregazione per i
Religiosi e gli Istituti Secolari, che ha esaminato con
diligenza il testo presentato, avendo tutto ponderato
attentamente, con sciente e matura deliberazione, approviamo e
confermiamo, con la Nostra Apostolica autorità per
mezzo di queste Lettere, la Regota dell'Ordine Francescano
Secolare, e vi annettiamo la forza della sanzione apostolica,
purché concordi con l'esemplare che si conserva
nell'archivio della Sacra Congregazione per i religiosi e
gl'Istituti Secolari, di cui le prime parole sono "-Inter
spirituales familias-", le ultime "-ad normam
Constitutionum, petenda-".
Con la presente Lettera e con la Nostra autorità
abroghiamo la precedente Regola di quello che era chiamato
Terz'Ordine Francescano Secolare. E stabiliamo che queste
Lettere restino ferme e raggiungano il loro scopo ora e
nell'avvenire nonostante qualsiasi cosa in contrario
Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l'anello del
Pescatore, il 24 giugno 1978, anno 16ø del Nostro
pontificato.
REGOLA DELL' OFS
Prologo
ESORTAZIONE DI SAN FRANCESCO
AI FRATELLI E ALLE SORELLE DELLA PENITENZA
Nel nome del Signore!
Di quelli che fanno penitenza
Tutti coloro che amano il Signore con tutto il cuore, con
tutta l'anima e con tutta la mente, con tutta la loro forza
(cf. Mc 12,30) ed amano il loro prossimo come se stessi (cf.
Mt 22,39), ed odiano il proprio corpo con i suoi vizi e
peccati, e ricevono il corpo ed il sangue del Signore nostro
Gesù Cristo, e fanno degni frutti di penitenza: quanto
mai sono felici questi e queste, facendo tali cose e
perseverando in esse, perché su di esse riposerà
lo spirito del Signore (cf. Is 11,2) e stabilirà in
essi la sua abitazione e la sua dimora (cf. Gv 14,23), e sono
figli del Padre celeste, di cui fanno le opere, e sono sposi,
fratelli e madri del nostro Signore Gesù Cristo (cf. Mt
12,50).
Siamo sposi quando con il vincolo dello Spirito Santo
l'anima fedele si congiunge al nostro Signore Gesù
Cristo. Gli siamo f ratelli, quando facciamo la volontà
del Padre che è nei cieli (Mt 12,50). Madri, quando lo
portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo (cf. 1 Cor 6,20)
per virtù dell'amor di Dio e di pura e sincera
coscienza; lo partoriamo con le opere sante, che debbono
illuminare gli altri con l'esempio (cf. Mt 5,16).
O come è cosa gloriosa, avere un Padre santo e
grande nei cieli! O come è cosa santa, avere un tale
sposo, paraclito, bello e ammirabile! O come è cosa
santa e come è cosa amabile, possedere un tale fratello
ed un tale figlio, piacevolissimo, umile, pacifico, dolce,
amabile e sopra tutte le cose desiderabile: il Signore nostro
Gesù Cristo, che diede la sua vita per le pecore (cf.
Gv 10,15) e pregò il Padre dicendo: Padre santo,
conserva nel tuo nome (Gv 17,11) quelli che mi hai dato nel
mondo; erano tuoi e tu li hai dati a me (Gv 17,6). E le parole
che hai dato a me, io le ho date a loro; ed essi le hanno
ricevute ed hanno creduto veramente che io sono uscito da te
ed hanno conosciuto che tu mi hai inviato (Gv 17,8). Prego per
essi e non per il mondo (cf. Gv 17,9). Benedicili e
santificali (Gv 17,17) e per essi io santifico me stesso (Gv
17,19). Non prego solo per essi, ma anche per quanti
crederanno in me per la loro parola (Gv 13,20) affinché
siano santificati nella unità (cf. Gv 17,23) come noi
(Gv 17,11). E voglio, o Padre, che, dove sono io, siano
anch'essi con me, perché possano vedere la mia gloria
(Gv 17,24) nel tuo regno (Mt 20,21). Amen.
Di quelli che non fanno penitenza
Tutti quelli e quelle, che non fanno penitenza, e non
ricevono il corpo ed il sangue del nostro Signore Gesù
Cristo, e vivono nei vizi e peccati e camminano dietro alta
prava concupiscenza ed alle cattive brame della loro carne, e
non osservano quanto promisero al Signore, e servono col corpo
al mondo, ai desideri carnali ed alle sollecitudini del secolo
ed agli affari di questa vita: schiavi del diavolo, di cui
sono figli e di cui fanno le opere (cf. Gv 8,41), sono ciechi,
perché non riconoscono la vera luce, il Signore nostro
Gesù Cristo. Non possiedono la sapienza spirituale,
perché non possiedono il Figlio di Dio che è la
vera sapienza del Padre, dei quali è scritto: La loro
sapienza è stata divorata (Sal 106,27); e: Maledetti
coloro che si allontanano dai tuoi comandamenti (Sal
118,21).
Vedono e lo riconoscono, sanno di fare il male e lo fanno
e così consapevolmente mandano in rovina la loro anima.
Aprite gli occhi, o ciechi, ingannati dai vostri nemici: dalla
carne, dal mondo e dal diavolo; poiché è cosa
dolce per il corpo commettere il peccato e gli è cosa
amara farlo servire a Dio; poiché tutti i vizi ed i
peccati escono dal cuore degli uomini e da lì
procedono, come dice il Signore net Vangeto (cf. Mc 7,
21).
E così non avete niente di buono in questo mondo e
non ne avrete per il futuro. E pensate di possedere a lungo le
cose vane di quaggiù, ma vi fate imbrogliare,
poiché verrà un giorno ed un'ora, che non
pensate, che non conoscete e che ignorate; s'ammala il corpo,
s'avvicina la morte e così l'uomo muore di una morte
amara. E dovunque, in qualsiasi tempo e modo l'uomo muoia in
peccato mortale senza penitenza e soddisfazione, se può
soddisfare e non soddisfa, allora il diavolo rapisce la sua
anima dal suo corpo con tanta angustia e tribolazione, che
nessuno può immaginare, tranne colui che ciò
subisce. E saranno loro tolti (cf. Lc 8,18; Mc 4,25) tutti i
talenti ed il potere e la scienza e la sapienza (2Par 1,12),
che credevano di possedere. E lasciano tutto ai parenti ed
agli amici e dopo che essi si sono tolti e divisi i suoi beni
soggiungono: Maledetta sia l'anima sua, poiché avrebbe
potuto darci di più e guadagnare di più di
quanto non abbia guadagnato. I vermi (intanto) divorano il
corpo, e così hanno mandato alla malora il corpo e
l'anima nel breve periodo di tempo di questo mondo, e se ne
andranno all'inferno, ove saranno tormentati all'infinito. Per
la carità che è Dio (cf. 1 Gv 4,16), preghiamo
tutti coloro, ai quali giungerà questa lettera, di
ricevere benignamente per amore di Dio queste olezzanti parole
del nostro Signore Gesù Cristo, come sopra riferite. E
quanti non sanno leggere, se le facciano leggere spesso; e le
conservino presso di sé mettendole santamente in
pratica sino alla fine, perché sono spirito e vita (Gv
6,64). E coloro che non faranno ciò, saranno tenuti a
rendere conto nel giorno del giudizio (cf. Mt 12,36) davanti
al tribunale del nostro Signore Gesù Cristo (cf. Rm
14,10).
Capitolo I
L'ORDINE FRANCESCANO SECOLARE (OFS)*)
*) Denominato anche con il nome di
Fraternità Francescana Secolare
o con la sigla T.0.F. corrispondente al Terzo'0rdine
Francescano.
- Tra le famiglie spirituali, suscitate dallo Spirito
Santo nella Chiesa*), quella Francescana riunisce tutti quei
membri del Popolo di Dio, laici, religiosi e sacerdoti, che si
riconoscono chiamati alla sequela di Cristo, sulle orme di S.
Francesco d'Assisi.
*) Lumen Gentium 43.
In modi e forme diverse, ma in comunione vitale reciproca,
essi intendono rendere presente il carisma del comune Serafico
Padre nella vita e nella missione della Chiesa*).
*) Apostolicam Actuositatem, 4,8.
- In seno a detta famiglia, ha una sua specifica
collocazione l'Ordine Francescano Secolare. Questo si
configura come un'unione organica di tutte le
fraternità cattoliche sparse nel mondo e aperte ad ogni
ceto di fedeli, nelle quali i fratelli e le sorelle, spinti
dallo Spirito a raggiungere la perfezione della carità
nel proprio stato secolare, con la Professione si impegnano a
vivere il Vangelo alla maniera di S. Francesco e mediante
questa Regola autenticata dalla Chiesa*).
*) Can. 702,1 [314].
- La presente Regola, dopo il Memoriale propositi
(1221) e dopo le Regole approvate dai Sommi Pontefici
Nicolò IV e Leone XIII, adatta l'Ordine Francescano
Secolare alle esigenze ed attese della santa Chiesa nelle
mutate condizioni dei tempi. La sua interpretazione spetta
alla Santa Sede e l'applicazione sarà fatta dalle
Costituzioni Generali e da Statuti particolari.
Capitolo II
LA FORMA DI VITA
- La regola e la vita dei francescani secolari è
questa: osservare il vangelo di nostro Signore Gesù
Cristo secondo l'esempio di S. Francesco d'Assisi, il quale
del Cristo fece l'ispiratore e il centro della sua vita con
Dio e con gli uomini*). Cristo, dono dell'Amore del Padre,
è la via a Lui, è la verità nella quale
lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli
è venuto a dare in sovrabbondanza.
*) 1Cel 18. 115.
I francescani secolari si impegnino, inoltre, ad una assidua
lettura del Vangelo, passando dal Vangelo alla vita e dalla
vita al Vangelo*).
*) Apostolicam Actuositatem 30, 8.
- I francescani secolari, quindi, ricerchino la persona
vivente e operante di Cristo nei fratelli, nella sacra
Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni liturgiche. La fede di
S. Francesco che dettò queste parole: "-Niente
altro vedo corporalmente in questo mondo dello stesso
altissimo Figlio di Dio se non il suo santissimo Corpo e il
santissimo Sangue-" sia per essi l'ispirazione e
l'orientamento della loro vita eucaristica.
- Sepolti e resuscitati con Cristo nel Battesimo che li
rende membri vivi della Chiesa, e ad essa più
fortemente vincolati per la Professione, si facciano testimoni
e strumenti della sua missione tra gli uomini, annunciando
Cristo con la vita e con la parola.
Ispirati a S. Francesco e con lui chiamati a ricostruire la
Chiesa, si impegnino a vivere in piena comunione con il Papa,
i Vescovi e i Sacerdoti in un fiducioso e aperto dialogo di
creatività apostolica*).
*) Paolo VI, 19.5.1971, Discorso ai
Terziari,
III.
- Quali "-fratelli e sorelle della
penitenza-"*), in virtù della loro vocazione,
sospinti dalla dinamica del Vangelo, conformino il loro modo
di pensare e di agire a quello di Cristo mediante un radicale
mutamento interiore che lo stesso Vangelo designa con il nome
di "-conversione-", la quale, per la umana
fragilità, deve essere attuata ogni giorno.
*) Memoriale propositi.
In questo cammino di rinnovamento il sacramento della
Riconciliazione è segno privilegiato della misericordia
del Padre e sorgente di grazia*).
*) Presbyterorum ordinis 18,2.
- Come Gesù fu il vero adoratore del Padre,
così facciano della preghiera e della contemplazione
l'anima del proprio essere e del proprio operare*).
*) Apost. Actuositatem, 4, 1-3.
Partecipino alla vita sacramentale della Chiesa, soprattutto
all'Eucaristia, e si associno alla preghiera liturgica in una
delle forme della Chiesa stessa proposte, rivivendo
così i misteri della vita di Cristo.
- La Vergine Maria, umile serva del Signore, disponibile
alla sua parola e a tutti i suoi appelli, fu circondata da
Francesco di indicibile amore e fu designata Protettrice e
Avvocata della sua famiglia*). I francescani secolari
testimonino a Lei il loro ardente amore, con l'imitazione
della sua incondizionata disponibilità e nella
effusione di una fiduciosa e cosciente preghiera.
*) 2Cel, 198.
- Unendosi all'obbedienza redentrice di Gesù, che
depose la sua volontà in quella del Padre, adempiano
fedelmente agli impegni propri della condizione di ciascuno
nelle diverse circostanze della vita*), e seguano Cristo,
povero e crocifisso, testimoniandolo anche fra le
difficoltà e le persecuzioni.
*) Lumen Gentium, 41.
- Cristo, fiducioso nel Padre, scelse per Sé e
per la Madre sua una vita povera e umile*), pur
nell'apprezzamento attento e amoroso delle realtà
create; così, i francescani secolari cerchino nel
distacco e nell'uso una giusta relazione ai beni terreni,
semplificando le proprie materiali esigenze; siano
consapevoli, poi, di essere, secondo il Vangelo,
amministratori dei beni ricevuti a favore dei figli di
Dio.
*) Lettera a tutti i fedeli, 5.
Così, nello spirito delle "-Beatitudini-",
s'adoperino a purificare il cuore da ogni tendenza e cupidigia
di possesso e di dominio, quali "-pellegrini e
forestieri-" in cammino verso la Casa del Padre*).
*) Rm 8, 17; Lumen Gentium, 7, 5.
- Testimoni dei beni futuri e impegnati nella vocazione
abbracciata all'acquisto della purità di cuore, si
rederanno così liberi all'amore di Dio e dei
fratelli*).
*) Ammonizioni, 16; 1 Lettera a
tutti i fedeli, 69
- Come il Padre vede in ogni uomo i lineamenti del suo
Figlio, Primogenito di una moltitudine di fratelli*), i
francescani secolari accolgano tutti gli uomini con animo
umile e cortese, come dono del Signore e immagine di
Cristo.
*) Rm 8,29.
Il senso di fraternità li renderà lieti di
mettersi alla pari di tutti gli uomini, specialmente dei
più piccoli, per i quali si sforzeranno di creare
condizioni di vita degne di creature redente da Cristo*).
*) Regola n.b. 9,3; Mt 25,40.
- Chiamati, insieme con tutti gli uomini di buona
volontà, a costruire un mondo più fraterno ed
evangelico per la realizzazione del Regno di Dio, consapevoli
che "-chiunque segue Cristo, Uomo perfetto, si fa lui
pure più uomo-", esercitino con competenza le
proprie responsabilità nello spirito cristiano di
servizio*).
*) Lumen Gentium, 31; Gaudium et spes,
93.
- Siano presenti con la testimonianza della propria vita
umana ed anche con iniziative coraggiose tanto individuali che
comunitarie, nella promozione della giustizia, ed in
particolare nel campo della vita pubblica impegnandosi in
scelte concrete e coerenti alla loro fede*).
*) Apostolicam Actuositatem, 14.
- Reputino il lavoro come dono e come partecipazione
alla creazione, redenzione e servizio della comunità
umana*).
*) Gaudium et spes, 67, 2; Regola
n.b., 7, 4; b., 5, 2.
- Nella loro famiglia vivano lo spirito francescano di
pace, fedeltà e rispetto della vita, sforzandosi di
farne il segno di un mondo già rinnovato in
Cristo*).
*) Regola Leone XIII, 11,
8.
I coniugati in particolare, vivendo le grazie del matrimonio,
testimonino nel mondo l'amore di Cristo per la sua Chiesa. Con
una educazione cristiana semplice ed aperta, attenti alla
vocazione di ciascuno, camminino gioiosamente con i propri
figli nel loro itinerario umano e spirituale*).
*) Lumen Gentium, 41, 5;
Apostolicam Actuositatem, 30, 2. 3.
- Abbiano inoltre rispetto per le altre creature,
animate e inanimate, che "-dell'Altissimo portano
significazione-"*), e si sforzino di passare dalla
tentazione di sfruttamento al francescano concetto di
fratellanza universale.
*) 1Cel 80; Cantico delle
Creature,
4.
- Quali portatori di pace e memori che essa va costruita
continuamente, ricerchino le vie dell'unità e delle
fraterne intese, attraverso il dialogo, fiduciosi nella
presenza del germe divino che è nell'uomo e nella
potenza trasformatrice dell'amore e del perdono*).
*) Regola Leone XIII, II, 9; Tre
Compagni, 14, 58.
Messaggeri di perfetta letizia, in ogni circostanza, si
sforzino di portare agli altri la gioia e la speranza*).
*) Ammonizioni, 21; Regola n.b.
, 7, 17:
Innestati alla Risurrezione di Cristo, la quale dà
ilvero significato a Sorella Morte, tendano con
serenità all'incontro definitivo con il Padre*).
*) Gaudium et spes, 78,
1-2.
Capitolo III
LA VITA IN FRATERNITA'
- L'Ordine Francescano Secolare si articola in
fraternità a vari livelli: locale, regionale, nazionale
e internazionale. Esse hanno singolarmente la propria
personalità morale nella Chiesa*). Queste
fraternità di vario livello sono tra di loro coordinate
e collegate a norma di questa Regola e delle Costituzioni.
*) Can. 687 [309].
- Nei diversi livelli, ogni fraternità è
animata e guidata da un consiglio e un Ministro (o
Presidente), che vengono eletti dai Professi in base alle
Costituzioni*).
*) Can. 697 [309].
Il loro servizio, che è temporaneo, è impegno di
disponibilità e di responsabilità verso i
singoli e verso i gruppi.
Le fraternità al loro interno si strutturano, a norma
delle Costituzioni, diversamente secondo i vari bisogni dei
loro membri e delle loro regioni, sotto la guida del Consiglio
rispettivo.
- La fraternità locale ha bisogno di essere
canonicamente eretta, e così diventa la cellula prima
di tutto l'Ordine e un segno visibile della Chiesa,
comunità di amore. Essa dovrà essere l'ambiente
privilegiato per sviluppare il senso ecclesiale e la vocazione
francescana, nonché per animare la vita apostolica dei
suoi membri*).
*) Pio XII, 1.7.1956, Discorso ai Terziari,
3.
- Le domande di ammissione all'Ordine Francescano
Secolare vengono presentate ad una fraternità locale,
il cui Consiglio decide l'accettazione dei nuovi
fratelli*).
*) Can. 694 [307].
L'inserimento si realizza mediante un tempo di iniziazione, un
tempo di formazione di almeno un anno e la Professione della
Regola*). A tale sequenza di sviluppi è impegnata tutta
la fraternità anche nel suo modo di vivere. Riguardo
all'età per la Professione e al segno francescano
distintivo, ci si regoli secondo gli Statuti.
*) Momoriale, 29-30.
La Professione è di per sé un impegno
perpetuo*).
*) Memoriale, 31.
I membri che si trovino in difficoltà particolari,
cureranno di trattare i loro problemi con il Consiglio in
fraterno dialogo. Il ritiro o la definitiva dimissione
dall'Ordine, se proprio necessaria, è atto di
competenza del Consiglio di Fraternità, a norma delle
Costituzioni.*)
*) Can. 696 [308].
- Per incrementare la comunione tra i membri, il
Consiglio organizzi adunanze periodiche ed incontri frequenti,
anche con altri gruppi francescani, specialmente giovanili,
adottando i mezzi più appropriati per una crescita di
vita francescana ed ecclesiale, stimolando ognuno alla vita di
fraternità*). Una tale comunione prosegue con i
fratelli defunti con l'offerta di suffragi per le loro
anime.
*) Can. 697 [309].
- Per le spese occorrenti alla vita della
Fraternità e per quelle necessarie alle opere di culto,
di apostolato e di carità, tutti i fratelli e le
sorelle offrano un contributo commisurato alle proprie
possibilità. Sia poi cura delle fraternità
locali di contribuire alle spese dei Consigli delle
fraternità di grado superiore*).
*) Memoriale, 20.
- In segno concreto di comunione e di
corresponsabilità, i Consigli ai diversi livelli,
secondo le Costituzioni, chiederanno religiosi idonei e
preparati per l'assistenza spirituale ai Superiori delle
quattro Famiglie religiose francescane, alle quali da secoli
è collegata la Fraternità Secolare.
Per favorire la fedeltà al carisma e la osservanza
della Regola e per avere maggiori aiuti nella vita di
fraternità il ministro o presidente, d'accordo con il
Consiglio, sia sollecito nel chiedere periodicamente la visita
pastorale ai competenti Superiori religiosi*) e la visita
fraterna ai responsabili di livello superiore, secondo le
Costituzioni.
*) Regola di Nicolò IV, cap.
16.
"-E chiunque osserverà queste cose sia
ricolmo in cieto delta benedizione delláltissimo Padre
e in terra sia ripieno della benedizione del Figlio suo
diletto con il Santissimo Spirito Paraclito...-".
(Benedizione di S. Francesco)
SOMMARIO