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CAPITOLO GENERALE |
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DAY 6 OF THE GENERAL CHAPTER A Tour of the Beauty and History of Budapest
BUDAPEST, 20 Novembre 2008 – Una serie di tribù hanno invaso la terra ungherese intorno all’anno 1000 – guidate da Santo Stefano, incoronato re da Papa Silvestro II. L’Assemblea Capitolare ha fatto tappa obbligatoria alla statua di Santo Stefano, durante il Capitolo Generale in Budapest. Munito di aureola in groppa ad un cavallo, Santo Stefano occupa il centro della piazza in un angolo della collina del Castello di Buda. Eretto sulla cima di una collina, il Castello di Buda "è piuttosto una città che una fortezza", come riferisce la guida Tibor Kauser, ex consigliere internazionale per l’Ungheria, recentemente eletto consigliere di Presidenza per l’area di lingua Inglese 1 (America del Nord e Europa). All’interno delle mura del castello sono presenti case, appartamenti, attività di ogni tipo, chiese, siti archeologici, l’ex Palazzo Reale (attualmente una galleria d’arte e museo di storia naturale), e l’ufficio del presidente d’Ungheria. Il Castello di Buda di affaccia sul centro di Budapest, divisa in due dal largo e agitato Danubio. La sede del governo Ungherese, il Parlamento, si estende dalla lontana riva del fiume, dominando la vista della città. "E’ uno dei più grandi Parlamenti di Europa", dice Kauser, dopo aver regalato alcune curiosità storiche. Gli autobus che trasportano i turisti per tutta la città di Budapest si sono diretti rapidamente verso le rovine dell’anfiteatro romano, "un ricordo vivente che l’Ungheria è stata una volta parte dell’impero romano". Dal Castello di Buda, gli autobus hanno poi accompagnato il gruppo dei Francescani Secolari, verso le rive del Danubio su di un ponte che ha due leoni come guardiani, a ciascuna delle due estremità, fino ad arrivare alle strade del centro fiancheggiate da edifici immensi, per giungere finalmente alla Chiesa di Sant’ Elisabetta. Una statua della santa, scolpita Gyorgy Kiss, si eleva davanti alla chiesa. Dalle fattezze morbide e giovani in un pomeriggio soleggiato. I francescani secolari hanno partecipato alla Messa concelebrata dagli assistenti spirituali. La chiesa, a tre navate, è stata costruita oltre 100 anni fa si caratterizza per le imponenti vetrate istoriate. Il campanile fuori si innalza per oltre 76 metri. Dopo la Messa, la Fraternità Nazionale ungherese ha accolto i visitatori offrendo dolci tipici fatti caserecci e gnocchi con salsa di pomodoro e caffè in abbondanza. Dopo la cena ci si è fermata per un’ultima tappa, verso il tramonto, alla Piazza degli Eroi,prima di rientrare al Manréza Hotel, situato nelle montagne di Dobogókö. La visita alla piazza, addolcita da una pioggerella sottile, è stata accompagnata da canti e balli della Gifra (Gioventù Francescana), mentre la piazza continuava ad illuminarsi grazie ai flash del gruppo. Una volta rientrati nella sala conferenze dell’hotel, l’assemblea si è aggiornata per una breve sessione pomeridiana, per dare a tutti i partecipanti la possibilità di fare domande o offrire spunti di lavoro per la Presidenza. Molti di loro hanno approfittato per esprimere gratitudine alla Presidenza uscente per il lavoro svolto in questo sessennio Tra i vari commenti: Dal Kenya è giunto un invite. "Abbiamo tanto da fare come secolari francescani oggi, ma dobbiamo ascoltare la voce di Cristo come fece Francesco. Egli gli disse, ‘ripara la mia chiesa’. Lavorando insieme saremo capaci di riparare la chiesa molto meglio. Dobbiamo farci visita gli uni gli altri. Venite in Kenya. Venite a vedere come lavoriamo. Impariamo gli uni gli altri."
La Ministra Generale Encarnaciòn el Pozo ha chiuso la sessione prendendo atto con cura della tempesta di idee arrivate, dicendo ai capitolari e ai partecipanti che la sessione di Venerdì focalizzerà sulle priorità dei prossimi sei anni. Il dibattito è stato presieduto dal nuovo Vice Ministro Doug Clorey. |
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