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Il Capitolo Generale dell’Ofs mostra la sua solidarietá ai fratelli del Congo chiedendo loro di essere operatori di pace e misericordia
Il Capitolo Generale dell’Ofs, riunito da ieri in Ungheria, ha mostrato oggi nella sua prima sessione plenaria tutta la sua solidarietá ai fratelli della Repubblica Democratica del Congo, a causa del conflitto bellico e del genocidio che il Paese africano sta sopportando con sofferenza, in particolare nella regione nord del Kivi, che la comunitá internazionale guarda in un modo quasi impassibile.
“Oltre alla solidarietá, dobbiamo trasmettere il nostro affetto e preghiera” ai fratelli che vivono in Congo, ha suggerito Encarnación del Pozo, Ministra Generale dell’OFS, “affinché siano, non solo costruttori di pace e riconciliazione, ma anche segno della Misericordia di Dio per tutti quelli che sono piú vicini”. In questo senso ricorda come in altri conflitti recenti i francescani si sono caratterizzati per la ospitalitá mostrata alle vittime della violenza.
Il Capitolo ha approvato, quindi, un messaggio che verrá inviato ai fratelli francescani del Congo nel quale si ricorda ció che esorta l’articolo 19 della Regola dell’OFS “in quanto portatori di pace e consapevoli che la pace si deve costruire incessantamente”, per cercare “il camino dell’unitá e dalla intelligenza fraterna attraverso il dialogo, confidando nella presenza del germe divino che c’é nell’uomo en ella forza trasformatrice dell’amore e del perdono”.
“La guerra”, ricorda il messaggio “indipendentemente dai suoi motivi, sempre provoca piú vittime tra gli innocenti che tra le parti in conflitto” e le sue conseguenze, “specialmente tra i minori e le famiglie, sono irreversibili”.
Per questo, “la Famiglia Francescana del Congo deve, prima di tutto, partecipare ai movimenti di pace e riconciliazione e, come figli di Francesco, essere degni testmoni del Vangelo”. Peró il messaggio va ben oltre l’animare dei francescani, religiosi e secolari, “per distruggere lo spirito di odio e di vendetta tra i fratelli di uno stesso popolo per una pace duratura”.
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