GENERAL CHAPTER

November 5-12, 2005

 

Centro di Spiritualità “Barbara Micarelli”

Suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino

Via Patrono d’Italia, 5/E

S. Maria degli Angeli (PG)

 

8 novembre 2005

Discusione di gruppo e Tavola Rotonda

Nelle conclusioni della discusione di gruppo, il gruppo italo-portughese ha detto tra altro:
L'OFS può aver un ruolo molto importante per far crescere il senso della famiglia francescana. Questo già accade, in paesi come Brasile e Portogallo dove l'OFS svolge un ruolo di mediazione tra il Primo Ordine e TOR da un lato, il Secondo Ordine dall'altro. L'OFS si deve riscoprire parte integrante della tiade francescana e non considerarsi una componente subalterna di Primo Ordine/TOR e Secondo Ordine.
La sensibilità a questo rapporto vitale e reciporoc è maggiore ad ali livelli e diminuisce man mano che si scende nei livelli gerarchivi della Famiglia Francescana. Su questo fronte ci deve essere una collaborazione per accrescere questa consapevolezza anche nei livelli più basso. Spesso si ha l'impressione che i secolari francescani dimentichino la propria vocazione e questo improverisce l'identità dell'Ordine. Non siamo un gruppo parocchiale, ma spesso veniamo trattati in questo modo perché non si è capaci di affermare la propria identità. Siamo un Ordine eretto dalla Chiesa e dobbiamo ritornare alla grandiosità del progetto iniziale di Francesco d'Assisi che ci ha dato un'identità ben precisa attraverso la forma di vita. In tal modo riscopriremo la nostra identità rafforzandola e riuscendo ad essere proposta di vita anche per i più giovani.
La Famiglia Francescana è erede del messaggio evangelico vissuto secondo il carisma di Francesco in tutte le sue componenti, ciascuna secondo le proprie caratteristiche. I Francescani Secolari devono vivere nella loro quotidianità di laici il messaggio evangelico, aspirando di essere laici e non frati o suore, senza complesso di inferiorità. Per fare questo dobbiamo riscoprire il messaggio originale di S. Francesco.
Un aspetto molto importante della Novitas Francescana è la creazione di tre Ordini tutti con la stessa finalità ma cascuno secondo il proprio carisma. Questi tre Ordini, facendo parte di una sola famiglia, creano una visione della Chiesa meno gerarchica. La Chiesa appare un po' piú orizzontale e meno verticale nella propria organizzazione e di conseguenza più vicina alla gente e più attraente. Questo è un aspetto incorraggante della Novitas Francescana che conferisce concretezza alla Famiglia Francescana.
L'oggettivo di rafforzare i rapporti fra i tre Ordini, di creare una più stretta collaborazione, costituisce una sfida che meriterebbe a buttare giù certi ostacoli. Il fondatore della Famiglia Francescana è uno solo, S. Francesco: bisogna risalire a lui e non ai fondatori intermedi.

Nella tavola rotonda, il Consigliere internazionale di Croazia, Antica, ha parlato della lotta da parte dell'OFS contro un progetto di sbarco di petroleo, che rischia a inquinare tutto il mare adriatico. Ha detto tra altro: Noi prepariamo con altri 20 organizzazioni cattoliche la Lettera aperta, che doveva uscire al pubblico martedì 14. Lunedì 13 uno di noi organizzatori si lascia ingannare da un giornalista e dà al giornale quotidiano più diffuso in Croazia questa lettera, non ancora finita e firmata, per stamparla già 13 sera. Per evitare lo scandalo siamo stati costretti mandare la stessa sera la lettera al governo, parlamento i ministero dell'ambiente e a tutti altri mass media.
Di mattina del giorno seguente, martedì 14, esce la nostra lettera in detto giornale, occupando un spazio considerevole, come anche nel portale di quel giornale. Alle 6 sulla radio statale questo era la seconda notizia, con le citazioni lunghe dalla nostra lettera, ma già alle 7 non si poteva più sentire sulle onde della radio statale né vedere sulla TV statale, mentre tutti altri mass media la davano durante tutto il giorno. Il giorno dopo si svolgono le nostre dimostrazioni a Rijeka e i giornalisti si sono presentati molto benevoli.
In seguito a tutte le richieste, e anche le pressioni degli altri paesi, si è arrivato al punto che il Ministero dell'Ambiente ha respinto la richiesta di permesso per la costruzione dell'oleodotto. La decisione definitiva spetta ora al parlamento, che dovrà votare sulla questione il giorno 9 novembre 2005.

Enrico ed Elisabetta Tavazzani hanno condiviso la loro esperienza missionaria con il Capitolo. Hanno detto tra altro: "Da qualche tempo noi facciamo l'esperienza di una forma di attività missionaria che vorremmo condividere con voi. Si tratta del Centro Missionario dell'Ordine Francescano Secolare, abbreviato CeMiOFS. Il CeMiOFS è un servizio dell'OFS italiano che promuove la nascita di una specifica spiritualità missionaria laicale e francescana.
Nel concreto, si occupa di animazione missionaria a vari livelli: tra gli altri forma e invia volontari francescani in altri paesi, dove possano svolgere un servizio nelle missioni, ma in modo particolare forma e invia laici missionari, dell'ordine francescano secolare. Una sottolineatura: noi al Centro Missionario distinguiamo tra i volontari, che restano nel paese di missione per un tempo limitato (tipo 1 mese) e i laici missionari che fanno un cammino diverso, più approfondito ed hanno una permanenza minima di 3 anni nella missione.
Siamo ancora agli inizi, perché il CeMi è nato nel 1998, ma attualmente abbiamo 2 coppie di sposi francescani secolari in missione, con i loro figli. Un 'altra coppia partirà l'estate prossima. Una particolarità della missione dei laici francescani infatti è proprio questa. Non si tratta di singole persone che, spinte da un desiderio molto personale, partono per una missione, ma si tratta di una Chiesa e di una Fraternità che invia dei missionari ad un'altra Chiesa e ad un'altra Fraternità.
Abbiamo due famiglie missionarie, una in Romania ed una in Venezuela. Arrivando in questi luoghi, le due coppie non hanno cominciato chissà quale attività, o progetto; questo perchè lo stile del Laico Missionario Francescano non è tanto quello del "fare" ma piuttosto quello dell' "essere": essere con gli altri.
Nel caso dei nostri missionari, il fatto di essere famiglie unite, con un marito ed una moglie che si amano, si rispettano, che pregano con i figli, che collaborano tra di loro...è stata la prima vera forma di testimonianza. Anzi, per diversi mesi, non hanno fatto altro che osservare e ascoltare: hanno vissuto accanto alla popolazione locale, condividendone il più possibile lo stile di vita, cercando di conoscere e di capire la ricchezza della cultura che li ha ospitati. Soltanto dopo essersi inseriti nelle comunità locali, si sono messi a disposizione degli abitanti del luogo, per sostenerli nella nascita di alcune attività di promozione umana, di servizio pastorale e sociale.
Tutto ciò è stato fatto con attenzione, evitando in ogni modo di assumere ruoli di comando, ma lasciando che fossero proprio i locali a farsi protagonisti della loro crescita, con i propri tempi e le proprie modalità. Il nostro desiderio è che, quando i nostri missionari se ne andranno e torneranno in patria, la gente non si senta orfana, perché il missionario ha lavorato senza che la sua presenza fosse così ingombrante da diventare necessaria per le persone, perché non si è fatto salvatore di nessuno, ma semplicemente ha percorso un tratto di strada insieme ad altri fratelli.

Tavola rotonda

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