Allegato 3
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Emanuela De Nunzio OFS
1. Principali avvenimenti del triennio
Nell'arco di tempo che va dal Capitolo di Fatima (ottobre 1990) a questo Capitolo di Città del Messico (ottobre 1993) il mondo ha vissuto avvenimenti di enorme portata: il superamento della guerra fredda Est/Ovest, lo sgretolamento dei Paesi ex comunisti, le recenti speranze di pace in Medio Oriente... Lodiamo Iddio per il modo con cui interviene negli eventi umani!
La Famiglia Francescana non è rimasta assente dal
cammino della storia e si è sentita pienamente
coinvolta negli interventi per la pace, la giustizia e la
salvaguardia del creato. Ricordiamo solo alcuni fatti tra i
più importanti e significativi:
-- il Capitolo del francescanesimo europeo (Assisi, settembre
1991), dove la presidenza CIOFS è stata presente con
due relatrici;
-- la partecipazione al Summit per la Terra (Brasile, giugno
1992);
-- le celebrazioni per il 5§ Centenario della evangelizzazione
delle Americhe culminate, per l'OFS, nel Congresso
Latino-americano (Lima, ottobre 1992);
-- gli aiuti offerti alle popolazione martoriate della ex
Jugoslavia.
La primavera del 1993 dovrà poi esser ricordata come un tempo di grazia per la Famiglia Francescana: tre nuovi beati sono venuti ad arricchire di rivoli preziosi il fiume di santità sgorgato da quella inesauribile sorgente che è il Santo di Assisi:
20 marzo -- beatificazione di Giovanni Duns Scoto
18 aprile -- beatificazione di Ludovico da Casoria
16 maggio -- beatificazione di Florida Cevoli, clarissa
cappuccina.
E ancora una data dobbiamo ricordare, con commozione e con amore, il 3 novembre 1992. Quel giorno, alle 8.15 del mattino, il Signore ha chiamato a Sè la nostra sorella Manuela Mattioli per concederle il premio meritato con una vita interamente dedicata al Suo servizio e dopo due anni di penosa malattia sopportata con tanta fortezza d'animo. Sappiamo tutti che, dopo essersi spesa senza riserve per l'OFS che tanto amava, anche le sue sofferenze sono state offerte per l'OFS. E ora, con la stessa intensità, lei certamente sta pregando per noi.
La sentiamo presente, come se fosse fisicamente in mezzo a noi con la sua sensibilità, il suo entusiasmo, il suo coraggio...
2. Risoluzioni del capitolo generale 1990
Siamo esattamente a metà percorso del sessennio 1990/1996. Per valutare le cose fatte e quelle che restano da fare è utile prendere le mosse dalle indicazioni concrete contenute nel documento conclusivo del Capitolo di Fatima.
Non seguirò strettamente l'ordine dei punti contenuti in quel documento, limitandomi a sviluppare quelli che impegnavano la responsabilità specifica e diretta della Presidenza neo eletta.
2.1 Collegialità e corresponsabilità
Una raccomandazione forte del Capitolo è stata fatta alla Presidenza perché operasse in forma collegiale e in spirito di corresponsabilità. In piena coscienza mi sento di dire che ci siamo attenuti a questa indicazione, senza riserve e senza sbavature.
Il Consiglio di Presidenza si è riunito 5 volte:
14-20 gennaio 1991 a Roma
14-20 ottobre 1991 in Assisi
17-23 maggio 1992 a Padova
22-28 gennaio 1993 a Roma
7- 9 ottobre 1993 a Città del Messico
Ogni decisione di una qualche importanza -- sia sul piano generale che per casi particolari -- è stata presa in collegialità, dopo discussioni caratterizzate sempre dalla serena disponibilità all'ascolto da parte di tutti e dal contributo intelligente e fattivo da parte di ciascuno. Proprio questo clima armonioso e costruttivo ha permesso di esaurire l'agenda di ogni riunione, anche quando gli argomenti erano tanti e, spesso, complicati. Non mancano nei nostri incontri i momenti di preghiera e di distensione che servono a rafforzare il vincolo fraterno. E fra un incontro e l'altro il rapporto continua: per corrispondenza, per telefono, per fax...
La collegialità è integrata e rafforzata
dalla corresponsabilità giacché, fin
dalla prima riunione di Presidenza, ci siamo divisi i compiti,
organizzando il lavoro in forma di Commissioni. Gli incarichi
sono stati distribuiti così:
-- Commissione giuridica, coordinata da E. Del Pozo
-- Commissione per la formazione, coordinata da E. Rossato
-- Commissione per l'animazione, coordinata da M. Def
-- Commissione per le questione economiche, coordinata da
J.Schuermans
-- Commissione per la Gioventù Francescana, coordinata
da I.Sainz
-- Delegata del CIOFS nella commissione interfrancescana
G.P.E. M. Powell, che rappresenta la Presidenza CIOFS anche
nel Comitato direttivo del CCFMC.
Ciascuna Commissione svolge un lavoro preparatorio di indagine, di studio e di approfondimento fino alla stesura di un testo che vale come "-instrumentum laboris-" per la decisione collegiale della Presidenza.
Nelle singole Commissioni (esclusa quella "-per le questioni economiche-") è presente uno degli Assistenti Generali. È una delle espressioni della collaborazione fra la Conferenza degli Assistenti Generali e la componente secolare della Presidenza CIOFS: una collaborazione fraterna, sempre pronta e generosa pur nel rispetto dei differenti ruoli.
2.2 Costituzioni e Statuti
Nel Capitolo del 1990 era avvenuta la consegna ufficiale delle Costituzioni Generali, approvate "-ad sexennium experimenti causa-" dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.
La Presidenza ha curato, nei tempi previsti, gli adempimenti conseguenti: stampa della "-editio tipica-" in lingua italiana; traduzione e diramazione delle traduzioni nelle lingue adottate dal CIOFS; revisione delle traduzioni in altre lingue, che via via vengono presentate per l'approvazione.
Contemporaneamente si è provveduto al lavoro
per:
-- adeguare lo Statuto Internazionale alle nuove Costituzioni
(ve ne riferirà in dettaglio la Vice Ministra quando
affronteremo questo tema, che rappresenta uno dei momenti
salienti di questo Capitolo);
-- fornire un supporto ai Consigli nazionali, che devono
procedere all'aggiornamento dei propri Statuti (a questo fine
sono state diramate, nelle principali lingue, le
"-Linee-guida-");
-- esaminare i testi aggiornati di Statuti nazionali, che
pervengono da parte dei rispettivi Consigli nazionali.
Proprio il lavoro che la Commissione giuridica sta conducendo sugli Statuti nazionali ha dimostrato quanta difficoltà incontrano i Consigli nazionali a darsi degli Statuti che siano organici, completi, correttamente formulati.
La Presidenza è, pertanto, venuta nella determinazione di preparare qualcosa di più delle "-Linee-guida-": intendiamo, cioè approntare un "-modello-" di Statuto nazionale, che possa essere direttamente utilizzato dai Consigli nazionali a seconda delle loro esigenze.
Questo "-modello-" non dovrà assolutamente esser preso come una imposizione, ma solamente come un aiuto. I Consigli nazionali -- se vogliono e nella misura in cui lo ritengono opportuno -- potranno seguire la traccia che verrà loro inviata, con tutti gli adattamenti richiesti dalle diverse situazioni organizzative, culturali, ambientali, ecc.
Siamo convinti che i Consigli nazionali debbano evitare di seguire pedissequamente e acriticamente il "-modello-" che verrà loro inviato, ma debbano fare uno sforzo per renderlo veramente rispondente alle realtà così variegate che l'OFS presenta nei vari Paesi.
Un altro sforzo che la Presidenza si propone di fare è quello di implementare la composizione della Commissione giuridica, perché i suoi compiti sono numerosi e onerosi. Si tratta non solo di verificare gli Statuti nazionali ma anche di rispondere a quesiti, di istruire i ricorsi al CIOFS, di svolgere un ruolo di consulenza per la Ministra Generale... Ricordate tutto questo, quando non ricevete le risposte con la tempestività desiderata!
2.3 Formazione
Il Capitolo Generale del 1990 aveva chiesto che la Commissione per la formazione, da ricostituire subito, provvedesse a completare il lavoro già avviato per diramare un documento sulla formazione dei responsabili OFS.
La Presidenza, nella sua prima riunione (gennaio 1991), ritenne che prioritariamente dovesse esser rielaborato il documento sulla formazione iniziale e permanente. Quello già emesso dalla precedente Presidenza doveva, infatti, considerarsi superato dato il tempo trascorso e sopratutto a seguito della entrata in vigore delle nuove Costituzioni.
La Commissione per la formazione ha fatto un lavoro pregevole, che è stato inviato ai Consigli nazionali sia in lingua italiana che nelle rispettive lingue ufficiali. A tutt'oggi manca un riscontro circa l'uso che ne è stato fatto nei singoli Paesi: sarebbe veramente un peccato se non venissero utilizzati adeguatamente tutti gli stimoli, le indicazioni e i supporti di un documento così ricco di ispirazione e di spunti, così accurato anche dal punto di vista psicologico e pedagogico.
Nella riunione del gennaio 1993, la Presidenza ha incaricato la Commissione per la formazione di affrontare la seconda fase del lavoro, quella appunto della formazione dei responsabili.
In effetti, la centralità della formazione è sempre presente alla Presidenza CIOFS, che anche in occasione delle visite alle Fraternità nazionali vi dedica la maggiore attenzione. Il livello riscontrato nei vari Paesi è molto diversificato, così come è diversificata la concreta disponibilità di testi appositi, di letteratura francescana, di risorse per tenere corsi, convegni, raduni... Riteniamo che un mezzo valido per sopperire alle difficoltà dei Paesi emergenti sia quello dell'interscambio con i Paesi più ricchi della medesima area linguistica. Ovviamente non è per questa via che si possano automaticamente risolvere i problemi, perché troppo differenti sono gli ambiti culturali e anche in mezzo a noi possono insorgere tentazioni di potere, di predominio, di incomprensione, di mascherata violenza. Ma... se rimaniamo chiusi nel piccolo mondo delle nostre Fraternità e dei nostri problemi, come possiamo sperare di incontrarci con gli altri e di capirci per costruire insieme? Da qui la validità e l'urgenza di un aggiornamento costante, di uno studio aperto, di convegni sul carisma e sulla missione dell'OFS nel contesto delle culture.
Altro mezzo che riteniamo di suggerire è l'utilizzazione del corso per corrispondenza del CCFMC destinato a tutte le componenti della Famiglia francescana, religiosi/e e laici. In occasione delle visite fraterne ho potuto constatare che viene già seguito proficuamente dai francescani secolari di vari Paesi. Ora, anche per la presenza di M. Powell nel Comitato direttivo, il corso sarà vieppiù adattato alle nostre esigenze, con un ampliamento delle lingue in cui viene pubblicato.
2.4 L'Assistenza spirituale
Il Capitolo di Fatima si è soffermato sul ruolo e sulla formazione degli Assistenti spirituali. La Conferenza degli Assistenti Generali, nella sua relazione, vi darà notizia delle iniziative assunte in questo ambito, con specifico riferimento allo Statuto pro Assistentia e al documento sulla formazione dei Frati per l'OFS.
Io qui vorrei allargare il tema per riferirvi le iniziative prese e i contatti avuti a livello di Famiglia Francescana. È infatti convinzione della Presidenza che la chiave di volta, per la soluzione dei problemi concreti che si riscontrano, stia proprio nel concetto di Famiglia Francescana di cui fanno parte, con pari dignità nell'unità del carisma, tutti i seguaci del Santo d'Assisi: i religiosi e le religiose, le sorelle di vita contemplativa, i membri dell'OFS, i membri degli Istituti secolari e degli altri gruppi ecclesiali che riconoscono S. Francesco come modello e ispiratore ( Cost, 98).
Questo orientamento:
-- è stato presentato al Consilium pro Laicis, in
occasione di un incontro dedicato proprio al tema dei rapporti
fra religiosi e laici in vista del prossimo Sinodo sulla vita
religiosa;
-- viene sviluppato in dialogo con la conferenza dei Ministri
Generali e con la Conferenza Francescana Internazionale;
-- sostiene e avvalora la nostra partecipazione agli organismi
costituiti a livello internazionale a fini di programmazione e
di iniziative comuni (Commissione interfrancescana G.P.E. e
"-Franciscans International-").
Si tratta di un discorso appena avviato, ma la rispondenza che ha trovato a livello dei Ministri Generali e della Presidente CIF fa bene sperare sui suoi futuri sviluppi.
In questa sede io vorrei dire che il principio della "-pari dignità nell'unità del carisma-" deve entrare innanzi tutto nella consapevolezza dei francescani secolari, attraverso una lunga e paziente opera di formazione.
Specialmente a livello di base si riscontra ancora una
"-tensione-" fra autonomia e dipendenza, che
può produrre diversi effetti:
-- se prevale l'autonomia, intesa in senso deteriore,
l'Assistente spirituale finisce col disinteressarsi della
Fraternità OFS, riducendo il proprio intervento a un
mero "-debito d'ufficio-";
-- se prevale la dipendenza (voluta spesso dagli stessi
secolari, che ancora non hanno acquisito sufficiente
maturità) la Fraternità si presta a una
posizione del tutto subordinata: piccoli servizi alla
comunità religiosa, animazione di qualche
attività parrocchiale, appoggio alle iniziative per le
missioni.
Altra carenza che dobbiamo cercare di colmare è quella dei rapporti con le altre componenti della Famiglia Francescana: non solo e non tanto nella ricerca di Suore "-animatrici-" per le Fraternità OFS quanto sul piano di una autentica collaborazione al fine di pervenire a una missione comune, nello spirito della reciprocità vitale di tutta la Famiglia Francescana.
2.5 La comunicazione
Altra esigenza fortemente espressa dai Capitolari di Fatima è stata quella di dare maggiore regolarità alla emanazione del Bollettino CIOFS.
Per questo aspetto qualcosa è stato fatto, anche se lo considero del tutto insufficiente. Stiamo cercando di farlo uscire 4 volte l'anno e anche qui tutti i membri della Presidenza sono coinvolti (G.P.E., formazione...), anche se la Ministra generale se ne è riservata la responsabilità primaria con la preziosa collaborazione di P. Ben Brevoort.
Per poter assolvere a questo impegno è stata presa una decisione dolorosa ma necessaria: ridurre l'edizione a tre sole lingue (italiano, spagnolo e inglese). So bene che ciò ha creato malcontento nelle altre aree linguistiche, ma vi prego di credere che il problema delle traduzioni è veramente grave. Naturalmente sarebbe sempre possibile ricorrere a traduttori professionali ma... costano troppo e questo ci porta al tema della economia del CIOFS, sul quale mi soffermerò più avanti.
D'altra parte i traduttori professionali non risolverebbero completamente il problema, perché è necessario che conoscano pure la nostra terminologia e che siano in grado di entrare nello spirito dei testi che devono tradurre.
Solo qualcuno che fa parte della Famiglia può svolgere adeguatamente questo servizio. Per questo riteniamo necessario che per ogni area linguistica si individuino francescani che conoscano bene le altre lingue principali e siano disposti a tradurre tempestivamente gli originali (documenti ufficiali e altri testi dell'OFS) scritti in un altra lingua. Questo è un impegno che chiediamo ai Consiglieri Internazionali, i quali potranno concordarlo nei loro rispettivi gruppi linguistici. La Presidenza aspetta le vostre indicazioni e proposte prima della fine del Capitolo.
2.6 Le visite fraterne
La comunicazione, naturalmente, non si esaurisce nel Bollettino. E infatti un canale privilegiato di comunicazione sono le visite fraterne perché niente quanto il contatto personale e diretto permette di "-rinsaldare il vincolo dell'unità dell'Ordine-" ( Cost, 92,1).
Di visite fraterne ne sono state fatte tante:
-- in forma autonoma o in concomitanza con la presidenza dei
capitoli nazionali elettivi,
-- congiunte alla visita pastorale o separatamente,
-- da parte della Ministra Generale o di altri membri secolari
della Presidenza.
Sono stati toccati quasi tutti i continenti:
-- l'Africa (R. Centroafricana, Togo, Kenya, Zambia),
-- l'America del Nord (Canada, USA),
-- l'America del Sud (Argentina, Paraguay, Uruguay, Bolivia,
Perù, Equador, Colombia, Venezuela),
-- l'Asia (Hongkong, Taiwan, Corea, Giappone),
-- l'Europa (Italia, Spagna, Belgio, Austria, Lituania,
Polonia, Croazia).
Nel breve spazio di questa relazione non mi riesce di uscire dal generico per descrivere adeguatamente il panorama che ci è stato offerto. Credo di poter dire che i francescani secolari incominciano a rendersi conto, attraverso lo studio della nostra legislazione rinnovata, che l'appartenenza all'OFS è un modo di "-essere Chiesa-" non attraverso pratiche devozionali ma in un movimento di vita e di operazioni cristiane autentiche. Non è una trasformazione indolore, sia perché esperienze positive non mancavano nell'OFS "-vecchia maniera-" (a che scopo cambiare?), sia perché il cammino "-nuova maniera-" si presenta entusiasmante ma pieno di incognite (a cosa ci porta?).
Il grado di conoscenza e di accoglienza delle nuove Costituzioni è estremamente variegato, sopratutto in relazione al livello di istruzione esistente nei vari Paesi. Personalmente ho l'impressione che, anche dove le Costituzioni sono state tempestivamente divulgate e messe allo studio, l'attenzione si è polarizzata sugli aspetti giuridico/istituzionali. Ci sono ancora tanti tesori da esplorare e da mettere in pratica, specialmente nel secondo Capitolo.
Ci sono poi molti Paesi dove ancora deve esser fatta la traduzione delle Costituzioni nella lingua locale e perciò la conoscenza del testo resta circoscritta a pochi responsabili. In questa situazione, mi sembrerebbe del tutto prematura la modifica del testo approvato per un sessennio "-ad experimentum-". Come possiamo dire di averlo sperimentato se tanti fratelli neppure lo conoscono? Ogni proposta di modifica, per il momento, sarebbe una forzata operazione di vertice, senza alcun coinvolgimento della base. A mio avviso sarebbe piuttosto opportuno chiedere alla Santa Sede una proroga del periodo sperimentale (altri 3 anni?) e intanto adoperarci perché i valori più autentici delle Costituzioni Generali penetrino nello spirito e nella vita delle nostre Fraternità.
2.7 Il Segretariato
Al tema della comunicazione si collega direttamente quello del Segretariato, attraverso il quale passa il flusso della corrispondenza fra la Presidenza e le Fraternità Nazionali.
Per garantire la regolarità di questo flusso è necessaria la piena funzionalità del Segretariato. Anche questa è stata una preoccupazione dei Capitolari di Fatima. Con soddisfazione posso dire che molto è stato già fatto: già sapete tutti che disponiamo di una vera sede, indipendente e adeguata alle nostre esigenze. L'abbiamo avuta in comodato gratuito dalla generosità della Curia generale dei Cappuccini e abbiamo provveduto a dotarla dell'arredamento e delle apparecchiature indispensabili (fotoriproduttori, personal computer, segreteria telefonica). Ma... le mura, i mobili, gli apparecchi rimangono muti e inerti se non c'è che li fa funzionare e gli dà vita!
A livello di cooperatori siamo alle difficoltà di sempre. Solo la Segretaria generale assicura una presenza efficiente e sistematica per due pomeriggi alla settimana. Voglio cogliere questa occasione per dargliene atto e ringraziarla cordialmente. Altri collaboratori vengono solo in forma discontinua, saltuaria; danno una mano in qualche momento "-di punta-", ma non sono in grado di prendersi dei compiti in forma regolare e costante. Penso che questo sia inevitabile quando si fa affidamento solo sul "-volontariato-", sopratutto per un servizio come quello richiesto per il Segretariato CIOFS.
Si tratta di un servizio piuttosto arido: protocollo, archivio, scritturazione a macchina, fotocopie... È un lavoro poco gratificante, ben diverso da quello che i volontari possono fare nelle strutture di base, dove c'è sempre il contatto con i fratelli, l'afflato umano... Abbiamo cercato di creare un'atmosfera di fraternità, introducendo un incontro mensile di preghiera condotto, di volta in volta, da uno degli Assistenti generali. Ce l'hanno messa tutta, offrendoci riflessioni ben preparate e molto profonde, ma la partecipazione dei secolari è così scarsa che lo scoraggiamento è dietro l'angolo.
A questo punto credo ci sia solamente la soluzione di assumere un/una dipendente con regolare retribuzione. E si torna al tema delle risorse economiche che, almeno per ora, non ci consentono di farci carico di un onere annuale di circa 20 milioni di Lit.
La piena funzionalità del Segretariato è, a mio avviso, una esigenza imprescindibile non tanto per l'oggi quanto per il domani, quando avremo un Ministro Generale non residente a Roma. Se il Segretariato assicura il regolare svolgimento del lavoro corrente, il Ministro Generale può stare tranquillo anche se risiede in capo al mondo, specie ora che i collegamenti via fax annullano le distanze!
3. Situazione economica
Joseph Schuermans vi ragguaglierà, nella sua specifica competenza, sulla situazione economica e sul suo andamento nel triennio. Io voglio fare solo qualche riflessione di carattere generale.
La sensibilizzazione dei francescani secolari per l'attuazione degli articoli 25 della Regola e 30,3 delle Costituzioni Generali non esiste ancora, o almeno è limitata ad aree molto ristrette.
Ci sono alcuni Paesi che hanno risposto con generosità stupenda agli appelli della Presidenza CIOFS per le sue esigenze ordinarie e per iniziative straordinarie (da menzionare il Seminario di formazione per la "-implantatio-" dell'OFS nei Paesi ex URSS e per l'OFS nell'ex-Yugoslavia).
Altri Paesi, invece, sono sempre in ritardo nel versamento delle quote annuali e si muovono solo dopo interventi e sollecitazioni.
Altri ancora si trincerano dietro la povertà delle loro popolazioni e per il loro stesso funzionamento si aspettano tutto da aiuti esterni.
Chi potrebbe disconoscere che tante aree del mondo vivono in situazioni di povertà endemica? Chi potrebbe disconoscere che la maggioranza dei francescani secolari appartiene alle fasce disagiate della popolazione (operai, casalinghe, pensionati)? Ma il problema non è questo. Nessuno è tanto povero da non poter offrire in un anno l'equivalente del prezzo di un paio di uova, se solo si convince di far parte di una famiglia e che la famiglia ha bisogno anche del suo aiuto.
Per me è sempre penoso trattare l'argomento denaro, ma ho trovato forza nella seconda lettera di S. Paolo ai Corinzi là dove tratta della colletta per la Chiesa di Gerusalemme. San Paolo ne parla come di "-dono di benedizione-" per chi lo fa, più che per chi lo riceve. "-Ricordate: chi semina scarsamente, scarsamente mieterà; e chi semina con larghezza, mieterà pure con larghezza. Ciascuno dia secondo che ha stabilito in cuor suo, non di mala voglia o per forza, poiché Dio ama il donatore gioioso... Colui che somministra la semente al seminatore e il pane in cibo, fornirà e moltiplicherà la vostra semente e accrescerà i frutti della vostra giustizia-".
L'autenticità della comunione, che abbraccia tutto e tutti, si manifesta nell'aiuto reciproco. Quando i francescani secolari sono poveri e versano personalmente in ristrettezze, nel loro dono si esprime la ricchezza spirituale della fraternità. Spetta a voi tutti, che avete responsabilità eminenti nelle vostre Fraternità nazionali, creare nella base la giusta mentalità: non si tratta di esigere o di comandare, bisogna sforzarsi di persuadere. È un lavoro faticoso e ingrato e voi per primi dovete esser convinti che la generosità e la prontezza nel contribuire alle spese di organizzazione e di funzionamento della Fraternità internazionale esprimono concretamente il senso di appartenenza e l'amore all'Ordine, assai più che le formule o i segni esterni.
4. Riconoscimento delle Fraternità nazionali
Con l'entrata in vigore delle Costituzioni Generali, il compito di costituire nuove entità nazionali è demandato alla Presidenze del CIOFS, su richiesta e in dialogo con i Consigli delle Fraternità interessate (Cfr. art. 65,2).
Si tratta di una norma innovativa perché, in passato, la costituzione formale (o il riconoscimento di una situazione di fatto già consolidatasi) avveniva, di norma, a cura dei Superiori maggiori dei Frati che assicuravano l'assistenza spirituale alla entità interessata. Anche la Presidenza CIOFS ha costituito entità nazionali, se non mediante appositi provvedimenti, almeno mediante atti significativi quali l'approvazione dello Statuto nazionale o la presidenza del Capitolo nazionale elettivo.
In questa materia bisogna ora fare il punto della situazione con un accurato censimento delle entità nazionali che, in una forma o nell'altra, hanno già conseguito il riconoscimento e di quelle che ancora devono esser costituite, in conformità alle nuove disposizioni.
Per questo abbiamo bisogno della collaborazione di tutti i Consigli nazionali, dato che l'archivio del Segretariato CIOFS è carente e anche le ricerche effettuate negli archivi degli Assistenti Generali non hanno dato esito certo e completo. Al più presto sarà inviato a tutti i Consigli nazionali un questionario destinato all'aggiornamento dei dati statistici e all'acquisizione di ogni atto o documento utile a verificare se una entità nazionale possa esser considerata come già formalmente costituita oppure se ancora necessita dell'atto formale di riconoscimento.
Nel primo caso, la Presidenza CIOFS si limiterà a prendere atto della realtà nazionale esistente, conservandone gli atti nel proprio archivio e dandone comunicazione alla Fraternità nazionale interessata.
Nel secondo caso, la risposta al questionario sarà considerata come richiesta di costituzione della Fraternità nazionale e sarà debitamente istruita, alla luce delle Costituzioni Generali e del nuovo Statuto della Fraternità internazionale, per l'eventuale emanazione del decreto di costituzione.
Raccomando ai Consiglieri internazionali di seguire questi adempimenti con ogni attenzione, anche quando dovessero sembrare la mera ripetizione di cose già note e consolidate, anche quando dovessero sembrarvi meramente burocratici. Abbiamo veramente bisogno della vostra collaborazione per costituire un archivio, che sia all'altezza di una grande realtà internazionale quale è l'OFS; una "-banca dati-", che ne rappresenti la vera consistenza.
5. Conclusione
Dal pomeriggio di oggi ci dedicheremo allo studio del tema prescelto per questo Capitolo generale: la secolarità. Mi aspetto contributi ricchi e costruttivi, perché l'OFS rinnovato vuole vivere la sua identità in piena aderenza al presente, impegnandosi alla trasformazione per essere all'altezza del futuro. La spiritualità del laicato francescano vuol essere quella di una "-libertà liberante-" di fronte al consumismo, al relativismo e all'edonismo nei criteri di vita.
La legge della "-interiorità-" e la legge della "-radicalità-" sono necessarie all'OFS per una presa di coscienza attraverso la riflessione sulla realtà, quale primo passo per proporsi: opzioni, obiettivi, strategie.
Qualcosa è stato fatto. Molto resta da fare. Ogni suggerimento che vorrete darci sarà prezioso per il cammino che abbiamo davanti nel prossimo triennio.
Prima di concludere, sento il bisogno di ringraziare i membri laici della Presidenza e la Conferenza degli Assistenti Generali per l'affetto che sempre mi dimostrano, per la pazienza con cui mi sopportano, per la collaborazione generosa che mi offrono.
Ringrazio i presenti per la loro partecipazione e tutti i fratelli e le sorelle del mondo per la fiducia con cui guardano al CIOFS e alla sua Presidenza.
Mexico City, October 10-17, 1993
Emanuela De Nunzio, SFO General Minister
1. Main Events of the Past Three Years
In the period of time between the Chapter of Fatima (October 1990) and this Chapter in Mexico City (October 1993), the world has lived through enormously important events: the end of the cold war between East and West, the collapse of the ex-communist countries, the recent hopes for peace in the Middle East, etc. Praise be to God for the way in which He intervenes in human events!
The Franciscan Family has not been absent from the course of history and has felt itself fully involved in the efforts for peace, justice and care for creation. We recall only some of the most important and significant facts:
-- the Chapter of European Franciscanism (Assisi,
September 1991), where the Presidency of the SFO International
Council was represented by two speakers;
-- participation at the Earth Summit (Brazil, June 1992);
-- the celebrations for the Fifth Centenary of Evangelization
of the Americas culminating, for the SFO, in the
Latin-american Congress (Lima, October 1992);
-- the help given to the martyred people of former
Yugoslavia.
Then, we will have to remember the spring of 1993 as a time of grace for the Franciscan Family: three new Blessed's rose, like precious streams, to enrich the river of sanctity gushing from that inexhaustible fountain, the Saint of Assisi:
-- 20 March: beatification of John Duns Scotus;
-- 18 April: beatification of Ludovico da Casoria;
-- 16 May: beatification of Florida Cevoli, Capuchin Poor
Clare.
And we must remember still another date with emotion and love, 3November 1992. On that day, at 8.15 in the morning, the Lord called to himself our sister Manuela Mattioli to grant her the reward merited by a life entirely dedicated to his service and after two years of severe illness suffered with such great strength of spirit. We all know that after having spent herself without reserve for the SFO which she loved so much, also her sufferings were offered for the SFO. And now, with the same intensity, she is certainly praying for us. We feel her present, as though she were physically among us with her sensitivity, enthusiasm and courage.
2. Resolutions of the General Chapter 1990
We are exactly half-way through the six-year period 1990/1996. In order to evaluate the things done and those that remain to be done, it is useful to move out from the concrete indications contained in the document at the close of the Chapter of Fatima.
I will not follow strictly the order of the points contained in that document, but I will limit myself to develop those that engaged the specific and direct responsibility of the newly-elected Presidency.
2.1 Collegiality and co-responsibility
A strong recommendation of the Chapter was made to the Presidency to operate in collegial form and in the spirit of co-responsibility. In conscience, I feel that I can say that we have kept to this indication, without reserve and without quibbling.
The Presidency met five times: 14-20 January 1991, in Rome; 14-20 October 1991, in Assisi; 17-23 May 1992, in Padua; 22-28 January 1993, in Rome; 7-9 October 1993 in Mexico City.
Every decision of importance, whether on the general level or in particular cases, was made collegially, after discussions characterized always by everybody's calm availability to listen and by the intelligent and active contribution of each one. Precisely this harmonious and constructive climate allowed us to complete the agenda of every meeting, even when the items were so many and often complicated. Our meetings do not lack moments of prayer and recreation that serve to strengthen the fraternal bond. And between one meeting and the other, the rapport continues: by correspondence, telephone, fax, etc.
Collegiality is integrated and strengthened by co-responsibility since, from the first meeting of the Presidency, we shared out the tasks, and organized the work in the form of Commissions. The charges were distributed thus:
-- Juridical Commission, coordinated by E. Del Pozo;
-- Formation Commission, coordinated by E. Rossato;
-- Animation Commission, coordinated by M. Def.
-- Commission for Financial Matters, coordinated by
J.Schuermans;
-- Commission for the Franciscan Youth, coordinated by
I.Sainz;
-- Delegate of the SFO International Council in the
Interfranciscan Commission for Justice and Peace and Care for
Creation, M.Powell, who represents the Presidency also in the
Directive Committee of the Correspondence Course on the
Franciscan Missionary Charism.
Each Commission carries out a preparatory work of inquiry, study and investigation before drafting a text that serves as a working instrument for the collegial decision of the Presidency.
In each Commission (except the one for financial matters), one of the General Assistants is present. This is one expression of the collaboration between the Conference of General Assistants and the secular component of the Presidency of CIOFS: a fraternal collaboration, always ready and generous, while respecting the different roles.
2.2 Constitutions and Statutes
The official consignment of the General Constitutions, approved "-as an experiment for six years-", by the Congregation for Institutes of Consecrated Life and Societies of Apostolic Life, took place in the Chapter of 1990.
The Presidency attended to the consequent implementations in the times foreseen: the printing of the "-typical edition-" in Italian; the translation and circulation of the translations in the languages adopted by the International Council SFO; the revision of the translations in the other languages which are being presented for approval.
At the moment, we have attended to the work of adapting the International Statutes to the new Constitutions (the Vice Minister General will refer to it in detail when we deal with this theme, which represents one of the most important moments of the Chapter); supporting the National Councils, who must go ahead and update their own Statutes (for this purpose the "-Guidelines-" have been circulated in the principal languages); examining the updated texts of the National Statutes, submitted by the respective National Councils.
The work that the Juridical Commission is carrying out on the National Statutes has shown how much difficulty the National Councils meet to ensure that the Statutes are organic, complete and correctly formulated. Therefore, the Presidency has decided to prepare something more than the "-Guidelines-": we intend to provide a "-model-" of national Statutes that can be used directly by the national Councils according to their needs. This "-model-" must definitely not be taken as an imposition but only as an aid. The National Councils, if they wish and to the extent that they hold it to be opportune, can follow the outline that will be sent to them, and they can make all the adaptations called for by the diverse organizational, cultural and environmental situations. Personally, I am convinced that the national Councils must avoid servilely and uncritically following the "-model-" that will be sent to them, but that they must make an effort to make it truly respond to such a variety of realities that the SFO presents in their countries.
Another effort that the Presidency proposes to make is to fill out the composition of the Juridical Commission, because its tasks are many and burdensome. It is not only a matter of checking the National Statutes but also of responding to queries, preparing the appeals to the International Council, playing the role of consultant for the Minister General, etc. Please remember all this, when you do not receive replies as quickly as you would like!
2.3 Formation
The General Chapter of 1990 had asked that the Commission for Formation, which was to be reconstituted immediately, would attend to completing the work already begun, to circulate a document on the formation of SFO leaders.
The Presidency, in its first meeting in January 1991, considered that first of all the document on initial and ongoing formation had to be reworked. The document already sent out by the preceding Presidency had to be considered outdated in fact, given the time that had passed, especially since the promulgation of the new Constitutions.
The Commission for Formation produced a valuable text which was sent to the National Councils both in Italian and in the respective official language. Up till now, we have no feedback about the use the has been made of it in the individual countries. It would be a great pity if all the stimuli, indications and aids of a document so rich in inspiration and hints were not put to use adequately, considering all that it is, so thorough from the psychological and pedagogical points of view.
In the meeting of January 1993, the Presidency gave the Commission for Formation the charge of tackling the second phase of the work, the formation of the leaders.
In effect, formation is always of prime importance to the Presidency. Most of its attention is dedicated to formation also during the visits to the national Fraternities. The level that is found in the various countries is very diversified, just as there is great diversity in the availability of the appropriate texts, of Franciscan literature, of resources for holding courses, conventions and assemblies. We hold that a good way of providing for the difficulties of the emerging countries is to exchange with the better-off countries of the same language group. Obviously, the problems cannot be automatically resolved in this way, because the cultural surroundings are too different and also temptations of power, predominance, lack of understanding and masked violence, can arise. But, if we remain enclosed with our problems in the little world of our Fraternity, how can we hope to meet and understand one another in order to build together? Hence the value and need of a constant updating, of wide study, of meetings on the charism and mission of the SFO in the context of cultures.
Another means that we want to suggest is the use of Bonn's Correspondence Course on the Franciscan Missionary Charism, destined for all the components of the Franciscan Family, religious and lay. During pastoral visits, I have noted that it is already followed fruitfully by the Secular Franciscans of various countries. Now, also because M.Powell is present in the directive Committee, the course will be adapted much more to our needs, and it will be published in more languages.
2.4 Spiritual Assistance
The Chapter at Fatima dwelt on the role and formation of the Spiritual Assistants. The Conference of General Assistants, in its report, will inform you about the initiatives taken in this field, with specific reference to the Statutes for Assistance and to the document on the formation of the friars with regard to the SFO.
Here I would like to broaden the theme to refer you to the initiatives taken and the contacts made at the level of the Franciscan Family. In fact, the Presidency is convinced that the key to the solution of the concrete problems that we face is to be found precisely in the concept of Franciscan Family of which all the followers of St Francis are a part, with equal dignity in the unity of the charism: the men and women religious, the Sisters of the contemplative life, the members of the SFO, the members of the Secular Institutes and of the other ecclesial groups that recognize St Francis as their model and inspirer (G.C. Art.98).
This orientation:
-- has been presented to the Council for the Laity, on the
occasion of a meeting dedicated to the very theme of relations
between religious and laity in view of the coming Synod on
religious life;
-- is developed in dialogue with the Union of Ministers
General and with the International Franciscan Conference;
-- upholds and gives value to our participation in the
organizations set up at the international level for the
purpose of producing programs and taking initiatives together
(Interfranciscan Commission for Justice and Peace and the Care
of Creation; Franciscans International).
We are talking about something that has hardly begun, but the response that it has found at the level of the Ministers General and of the President of the International Franciscan Conference gives us reason to hope in its developments in the future.
Here, I would like to say that the principle of
"-equal dignity in the unity of the charism-" must
enter above all into the awareness of the Secular Franciscans,
through a long and patient work of formation. Especially at
the grass-roots level, we still come across a tension between
autonomy and dependence, that can produce diverse effects:
-- if autonomy, understood in a negative sense, prevails, the
spiritual Assistant ends up without interest in the SFO
Fraternity, and reduces his own involvement to a mere
"-official obligation-";
-- if dependence (desired often by the seculars themselves,
who have not yet gained sufficient maturity) prevails, the
Fraternity lends itself to an entirely subordinate position:
small services to the religious community, looking after some
parish activity, supporting initiatives for the missions.
Another deficiency that we must seek to make up for is the lack of relations with the other components of the Franciscan Family; not only and not so much in looking for Sister Animators for the SFO Fraternities as on the plane of an authentic collaboration, so as to arrive at a common mission, in the spirit of "-life-giving union-".
2.5 Communication
Another need strongly expressed by the capitulars at Fatima is to give greater regularity and frequency to the publication of the "-Bulletin CIOFS-". Something has been done about this, even if I consider it altogether insufficient. We are seeking to publish it four times a year and here also all the members of the Presidency are involved (Justice and Peace, Formation, etc.), even if the Minister General reserved to herself the primary responsibility, with the precious collaboration of Fr. Ben Brevoort.
In order to carry out this task, a painful but necessary decision has been taken: to limit the edition to three languages only (Italian, Spanish and English). I know very well that this has created discontent in the other language areas, but I beg you to believe that the problem of the translations is truly grave. Of course, it would always be possible to recur to professional translators, but they cost too much, and this brings us to the theme of the finances of CIOFS, which I will dwell on later.
In any case, professional translators would not resolve the problem completely because it is necessary that they also know our terminology and succeed in entering into the spirit of the texts that are to be translated. Only a person who belongs to the family can carry out this service adequately. And so we hold that it is necessary that, for each linguistic area, some Franciscans be picked out who know the other main languages well and who are available to translate in good time the original texts (official documents and other texts of the SFO) written in another language. This is a particular task that we ask of the International Councillors who, in their respective language groups, will come up with concrete proposals that are to go forward to the Presidency. We await your indications before the conclusion of this Chapter.
2.6 Fraternal visits
Communication is not exhausted with the Bulletin, naturally. In fact, a privileged channel of communication are the fraternal visits, because nothing so much as personal and direct contact permits us "-to reinforce the bond of the unity of the Order-" (G.C. Art.92.1).
Many fraternal visits have been made:
-- autonomously or at the same time as when presiding at
national elective Chapters;
-- together with the pastoral visit or separately;
-- by the Minister General or by other secular members of the
Presidency.
Almost all the continents have been contacted: Africa (Central African Republic, Kenya, Togo, Zambia); North America (Canada, U.S.A.); South Africa (Argentina, Bolivia, Colombia, Ecuador, Paraguay, Peru, Uruguay, Venezuela); Asia (Hong Kong, Korea, Japan, Taiwan); Europe (Austria, Belgium, Croatia, Italy, Lithuania, Poland, Spain).
In the brief space of this report, I am not going to succeed in breaking out of generalizations in order to describe adequately the panorama that is offered to us. I believe I can say that the Secular Franciscans are beginning to be aware, through the study of our renewed legislation, that belonging to the SFO is a way of "-being Church-", not through devotional practices but in a movement of life and of authentic Christian actions. It is not an operation without pain, either because positive experiences were not lacking in the "-old-style-" SFO (so, "-Why change?-"), or because the "-new-style-", though presented enthusiastically, is full of unknown elements ("-What is it leading us to?-").
The degree of understanding and of acceptance of the new Constitutions is extremely diverse, especially in relation to the level of instruction existing in the various countries. Personally, I have the impression that even where the Constitutions have been circulated in good time and studied, attention has been fixed on the juridical and institutional aspects. There are still so many treasures to explore and put into practice, especially in the second Chapter.
Then there are many countries where the translation of the Constitutions into the local language must still be done and so the understanding of the text remains limited to a few leaders. In this situation, it would seem to me to be altogether premature to modify the text approved for a six-year period "-ad experimentum-". How can we say that we have experienced it if so many members do not even know it? Every proposal to modify it, for the moment, would be an action enforced from above, without any involvement of the base. In my opinion, it would be opportune rather to ask the Holy See for an extension of the experimental period (another three years?) and in the meantime to work so that the most authentic values of the General Constitutions may penetrate into the spirit and life of our Fraternities.
2.7 The Secretariat
The theme of communication is directly connected with that of the Secretariat, through which the flow of correspondence passes between the Presidency and the National Fraternities. In order to guarantee the regularity of this flow, the full functioning of the Secretariat is necessary. This also was a concern of the capitulars at Fatima. I can say with satisfaction that much has already been done: you all know already that we now have a proper Centre, independent and adequate for our needs. We have it on a free loan through the generosity of the General Curia of the Capuchins, and we have provided it with furniture and with the indispensable equipment (photocopiers, personal computer, answerphone). But... the walls, the furniture, the equipment remain dumb and inactive if there is no one who can make them function and give them life!
We are always in difficulties finding staff. Only the General Secretary ensures an efficient and systematic presence for two afternoons a week. I want to take this opportunity to acknowledge her and thank her very much. Other helpers come only irregularly, now and then; they give a hand at some busy moment, but they are not able to take on tasks regularly and constantly. I think that this is inevitable when we rely only on volunteers, especially for a service such as is requested by the Secretariat of the SFO International Council.
It involves rather uninspiring work: registering documents, keeping the archives, typing, photocopying, etc. It is not very satisfying, very different from what volunteers can do in the lower structures, where there is always contact with the members, the human touch, etc. We have sought to create an atmosphere of fraternity and have introduced a monthly prayer meeting conducted from time to time by one of the General Assistants. They have given themselves to it, offering us well-prepared and deep reflections, but the participation of the seculars is so slight that discouragement is round the corner. At this point, I believe that the only solution is to take on a regularly paid staff-member. And we come back to the theme of financial resources that, at least for now, do not permit us to take on the annual burden of about twenty million liras.
The full functioning of the Secretariat is, in my opinion, an urgent need not so much for today as for tomorrow, when we will have a Minister General who does not reside in Rome. If the Secretariat ensures the regular carrying out of current work, the Minister General can rest assured even if he resides at the North Pole, especially now that the links by fax reduce distances to nothing.
3. The Financial Situation
Joseph Schuermans will inform us, in his specific capacity, on the financial situation and on its development in the three-year period. I want to make some general reflections only. Sensitizing the Secular Franciscans to carry out Art. 25 of the Rule and Art. 30.3 of the General Constitutions is not yet happening, or at least it is limited to very restricted areas.
There are some countries that have responded with stupendous generosity to the appeals of the Presidency of CIOFS for its ordinary needs and for some extraordinary initiatives (such as the Formation Seminar for "-implanting-" the SFO in the countries of the former Soviet Union). Other countries, instead, are always late in sending their annual quotas and make a move only after reminders and solicitations. Still others entrench themselves behind the poverty of their people and, for their own functioning, expect everything from outside help.
Who could refuse to recognize that so many areas of the world live in situations of endemic poverty? Who could ignore that the majority of Secular Franciscans belongs to the needy groups of society (workers, housewives, pensioners)? But this isn't the problem. No one is so poor that he cannot offer in a year the equivalent of the price of two eggs, if only he is convinced that he belongs to a family and that the family needs his help also.
For me, it is always painful to talk about money matters, but I have found strength in the Second Letter of St Paul to the Corinthians, where he talks about a collection for the Church of Jerusalem. St Paul speaks of it as the "-gift of a blessing-" for him who does it more than for him who receives. "-Do not forget: thin sowing means thin reaping; the more you sow, the more you reap. Each one should give what he has decided in his own mind, not grudgingly or because he is made to, for God loves a cheerful giver... The one who provides seed for the sower and bread for food will provide you with all the seed you want and make the harvest of your good deeds a large one-" (2 Cor 9:6-10).
The authenticity of communion, that embraces everything and everyone, is shown in reciprocal help. When the Secular Franciscans are poor and give personally in their straitened circumstances, the spiritual richness of fraternity is expressed in their gift. It is up to you all, you who have eminent responsibilities in your national Fraternities, to create the right mentality in the members: it is not a question of demanding or commanding, but it is necessary to make the effort to persuade. It is a tiring and ungrateful work and you must be the first to be convinced that generosity and readiness to contribute to the expenses of the organization and functioning of the international Fraternity express concretely the sense of belonging to the Order and love for it, much more than formulas and external signs.
4. Recognition of the national Fraternities
With the entry into effect of the General Constitutions, it is the task of the Presidency of CIOFS to build new national entities, at the request of the Councils of the Fraternities concerned (cfr. Art. 65.2), and in dialogue with them.
Here we have a new norm, because in the past the formal constitution (or the recognition of a situation already consolidated in fact) came, as a rule, under the care of the major Superiors of the friars who ensured the spiritual assistance to the entity concerned. Also the Presidency of CIOFS has constituted national entities, if not through appropriate provisions, at least through significant acts such as the approval of the National Statutes or presiding at the national elective Chapter.
In this matter, we must now take stock of the situation with an accurate census of the national entities which, in one form or another, have already gained recognition and of those which must still be constituted, in conformity with the new requirements. For this, we need the collaboration of all the national Councils, given that the archives of the Secretariat of CIOFS are incomplete and also that the searches carried out in the archives of the General Assistants have not given a certain and complete result. As soon as possible, a questionnaire will be sent to all the national Councils for the purpose of bringing the statistical data up to date and acquiring every act or document useful for verifying whether a national entity can be considered as already formally constituted or whether it still needs a formal act of recognition.
In the first case, the Presidency of CIOFS will limit itself to taking note of the existing national entity, conserving the acts in its own archives and communicating it to the national Fraternity concerned.
In the second case, the reply to the questionnaire will be considered as a request to constitute the national Fraternity and due preparations will be made, in the light of the General Constitutions and of the new Statutes for the International Fraternity, for the eventual issuing of the decree of constitution.
I recommend that the international Councillors follow these provisions with full attention, even when they must seem to be a mere repetition of things already noted and consolidated, also when they would seem to you to be merely bureaucratic. We really need your collaboration to build the archives, worthy of the great international reality which is the SFO; a "-data bank-" to represent what it really is.
5. Conclusion
From this afternoon, we will give ourselves to the study of the chosen theme of this General Chapter: Secularity. I am looking forward to rich and constructive contributions, because the renewed SFO wants to live its identity in full adhesion to the present, committing itself to being transformed in order to be equal to the challenges of the future. The spirituality of the Franciscan laity wants to be of a "-liberating freedom-" in the face of consumerism, relativism and hedonism as criteria of life.
The law of "-interiority-" and the law of "-radicality-" are necessary to the SFO for an examination of conscience through reflection on reality, and as a first step to propose options, objectives and strategies for itself.
Something has been done. Much remains to be done. Every suggestion that you would like to give us will be valuable for the road that lies ahead of us in the next three years.
Before concluding, I must thank the lay members of the Presidency and the Conference of General Assistants for the affection that they always show me, for the patience with which they support me, for the generous collaboration that they offer me. I thank you who are present for your participation, and all the brothers and sisters in the world for the trust with which they look to the SFO International Council and to the Presidency.
1. Principales acontecimientos del trienio
En el período de tiempo que va desde el Capítulo de Fatima (octubre de 1990) a este Capítulo de la Ciudad de México (octubre 1993) el mundo ha vivido acontecimientos de enorme transcendencia: la superación de la Guerra Fría Este-Oeste, la desintegración de los regímenes comunistas, la actual esperanza de paz en el Medio Oriente: alabemos al Señor por el modo como interviene en los eventos humanos.
La familia franciscana no se ha quedado al margen del camino de la historia, y se ha sentido plenamente integrada en las intervenciones por la paz, la justicia, y la salvaguardia de lo creado. Recordamos solo algunos hechos entre los mas importantes y significativos:
-- el Capítulo del Franciscanismo Europeo
(Asís, septiembre de 1991), en donde la Presidencia del
CIOFS ha estado presente con dos ponentes;
-- la participación en el "-Summit-" por la
Tierra (Brasil junio 1992);
-- la celebración del Quinto Centenario de la
Evangelización de América en cuyo ámbito
realizo la OFS su II Congreso Latinoamericano (Lima, octubre
1992);
-- las ayudas ofrecidas a las poblaciones martirizadas de la
ex-Yugoslavia.
La primavera de 1993 debería ser recordada en el
futuro como un Tiempo de Gracia para la familia franciscana:
tres nuevos beatos han venido a enriquecer el río de
santidad nacido de aquella fuente inagotable que es el Santo
de Asís:
20 de marzo: Beatificación de Juan Duns Escoto
18 de abril: Beatificación de Luis de Casoria
16 de mayo: Beatificación de Flora Cevoli, clarisa
capuchina.
Y debemos recordar con emoción y afecto la fecha del 3 de noviembre de 1992. En este día, a las 8:15 de la mañana, el Señor llamo a Sì a nuestra hermana Manuela Mattioli para concederla el premio merecido con una vida enteramente dedicada al servicio del Señor, además de dos anos de una penosa enfermedad que supo soportar con tanta fortaleza de ánimo. Todos sabemos que, tras haberse gastado sin reservas por la OFS que tanto amaba, le ofreció también sus sufrimientos. Y ahora, sin duda, Manuela esta rogando por nosotros con la misma intensidad. La sentimos presente, como si estuviese físicamente entre nosotros con su sensibilidad, entusiasmo, y su ánimo generoso y su valencia.
2. Resoluciones del Capítulo General de 1990
Estamos exàctamente a la mitad del sexenio
1990-1996. Para valorar lo realizado, y lo que resta por
hacer, es útil partir de las indicaciones concretas
contenidas en las conclusiones del Capítulo de Fatima.
No seguiré exactamente el orden de los puntos
contenidos en aquel documento; me limitaré a
desarrollar aquellos que afectaban a la responsabilidad
especifica del nuevo Consejo de Presidencia.
2.1 Colegialidad y corresponsabilidad
El Capítulo recomendó con insistencia a la Presidencia que actuase de una forma colegial y con espíritu de corresponsabilidad. En conciencia, se que puedo decir que nos hemos atenido a esta indicación, sin reservas y sin límites.
El Consejo de Presidencia se ha reunido cinco veces: 14/20 de enero 1991 en Roma; 14/20 de octubre de 1991 en Asís; 17/23 de mayo de 1992 en Padua; 22/28 de enero de 1993 en Roma; 7/9 de octubre de 1993 en la Ciudad de México.
Todas las decisiones de una cierta importancia, tanto en el plano general como para cada caso particular, han estado tomadas colegialmente, tras unas discusiones caracterizadas siempre por la serena disponibilidad para la escucha por parte de todos, y por la aportación inteligente y practica por parte de cada uno. Este clima constructivo y armonioso ha permitido llevar a cabo el orden del día de todas nuestras reuniones, incluso cuando los argumentos han sido muchos, y a menudo, complicados. No han faltado en nuestros encuentros los momentos de oración, y de distensión, que sirven para reforzar los lazos fraternos. Y, entre un encuentro y otro, la relación ha continuado: por correspondencia, por teléfono, y por fax...
La colegialidad ha sido completada y reforzada por la
corresponsabilidad, ya que desde la primera reunión de
Presidencia, nos hemos dividido las tareas, organizando el
trabajo en forma de Comisión. Las responsabilidades han
sido distribuidas así:
-- Comisión Jurídica coordinada por
Encarnación del Pozo;
-- Comisión de Formación coordinada por
Emerenziana Rossato;
-- Comisión para la Animación, coordinada por
Mimi Def;
-- Comisión de Economía coordinada por Joseph
Schuermans;
-- Comisión para la Juventud Franciscana coordinada por
Inmaculada Sainz;
-- Delegada del CIOFS en la Comisión Interfranciscana
Justicia, Paz y Ecología, Marianne Powell, que
representa la Presidencia CIOFS, también en el
comité directivo para el Curso por Correspondencia
sobre el Carisma Franciscano Misionero CCFMC.
Cada comisión desarrolla un trabajo preparatorio de investigación, de estudio, y de profundización, hasta la redacción de un texto que vale como "-instrumento de trabajo-" para la decisión colegial de la Presidencia.
En cada Comisión (excepto la Comisión Económica) està presente uno de los Asistentes Generales. Es una expresión de la colaboración entre la Conferencia de Asistentes Generales y el componente secular de la Presidencia CIOFS: una colaboración fraterna, siempre pronta y generosa también respetando los diferentes papeles.
2.2 Constituciones y Estatutos
En el Capítulo de 1990 se entregaron oficialmente las Constituciones Generales, aprobadas "-ad sexennium experimenti cuasa-" de la Congregación para los Institutos de Vida Consagrada y las Sociedades de Vida Apostólica.
La Presidencia se ha preocupado, en los términos previstos de las siguientes realizaciones: impresiòn de la "-editio tipica-" en lengua italiana; traducción y difusión de las traducciones en los idiomas adoptados por el CIOFS; revisión de las traducciones en otras lenguas, que, poco a poco, vienen siendo presentadas para la aprobación.
Al mismo tiempo se ha llevado a termino:
-- el adecuar los Estatutos Internacionales a las nuevas
Constituciones Generales (sobre este punto informará
detalladamente la Vice Ministra cuando llegue este tema que
sera uno de los momentos importantes de este
Capítulo);
-- dar una ayuda a los Consejos nacionales que deben proceder
a una renovación de sus propios Estatutos (a este fin
han sido difundidas, en los idiomas principales, la
"-Guía y Orientaciones-");
-- examinar los textos actuales de los Estatutos Nacionales,
que proceden de los respectivos Consejos Nacionales.
La Presidencia ha llegado, a la determinación de preparar algo más que la "-Guía y Orientaciones-". Tenemos el proyecto de preparar un "-modelo-" de Estatuto nacional que pueda ser utilizado directamente por los Consejos Nacionales según sus propias exigencias. Este "-modelo-" no debe en absoluto considerarse como una imposición, únicamente como una ayuda. Los Consejos Nacionales -- en la medida que consideren oportuno -- podrán seguir el modelo que les será enviado, con todas las adaptaciones exigidas por las diversas situaciones culturales, ambientales, de organización, etc.
Personalmente, estoy convencida que los Consejos nacionales deben evitar el seguir al pie de la letra, y sin critica, el "-modelo-" que les será enviado, sino que deberán hacer un esfuerzo para que responda verdaderamente a las realidades tan variadas que la OFS presenta en los varios países.
Otro esfuerzo que la Presidencia se propone hacer es ampliar la composición de la Comisión Jurídica, porque sus tareas son muy numerosas y exigentes. Se trata no sólo de verificar los Estatutos Nacionales, sino también de responder a las preguntas que recibimos, entender los recursos al CIOFS, desarrollar la tarea de aconsejar a la Ministro General... Recuerden todo esto cuando no reciban las respuestas con la urgencia o puntualidad que desean.
2.3 Formación
El Capítulo General de 1990 pidió que la Comisión para la Formación, debía reconstituirse de inmediato, para completar el trabajo, ya iniciado, de redactar un documento sobre la formación de los responsables OFS.
La Presidencia, en su primera reunión, (enero de 1991), consideró que prioritariamente debería ser reelaborado el documento sobre la formación inicial y permanente. Aquel ya emitido por la Presidencia debería, ciertamente, considerarse superado por el tiempo transcurrido, y, sobre todo, por la entrada en vigor de las nuevas Constituciones Generales.
La Comisión para la Formación ha realizado un valioso trabajo, el cual ha sido enviado a los Consejos Nacionales, tanto en lengua italiana, como en las otras lenguas oficiales. Hoy, es necesario verificar el uso que se le ha dado en cada uno de los países: sería un verdadero pecado el no utilizar adecuadamente todos los estímulos, las indicaciones, y auxilios de un documento tan rico de inspiración y de ideas, tan esmerado, incluso desde el punto de vista psicológico y pedagógico. En la reunión de enero de 1993, la Presidencia encargó a la Comisión para la Formación afrontar la segunda fase del trabajo, o sea la formación de los responsables.
En efecto, la centralidad de la formación ha estado siempre presente en la Presidencia CIOFS, quien también, en las visitas a las fraternidades nacionales, le dedica la mayor atención. El nivel encontrado en los varios países es muy diverso, así como es tan diversa la disponibilidad concreta, de literatura franciscana, de recursos para realizar cursos, convenios, reuniones... Consideramos que un medio valido para proveer las dificultades de las fraternidades emergentes, podria ser el intercambio con los países mas experimentados de la misma aérea lingü¡stica. Obviamente, no es por ese camino que se puedan resolver automáticamente los problemas, porque son muy diferentes los ambientes culturales, y también en medio de nosotros pueden surgir tentaciones de poder, de predominio, de incomprensiones, y de violencia disfrazada. Pero si permanecemos cerrados en el pequeño mundo de nuestras fraternidades y de nuestros problemas, ¨cómo podemos esperar encontrarnos con los demás para construir juntos? De aquí la validez y la urgencia de un "aggiornamento" constante, de un estudio abierto, de cursos sobre el carisma y sobre la misión de la OFS en el contexto de las culturas.
Otro medio, que deseamos sugerir, es la utilización del curso por correspondencia del CCFMC destinado a todos los miembros de la Familia franciscana, religiosos, religiosas, y laicos. Con ocasión de las visitas fraternas, he podido constatar que ya está siendo seguido con mucho provecho por franciscanos seglares de varios países. En este momento con la presencia de Marianne Powell en el Comite Directivo, el curso será mejor adaptado a nuestras necesidades y además, ampliado a otras lenguas.
2.4 La Asistencia Espiritual
El Capítulo de Fatima se ha detenido en el rol y en la formación de los Asistentes Generales, en su relación, notificarán las iniciativas asumidas en este ámbito, con una referencia especifica al Estatuto para la Asistencia Espiritual, y al documento sobre la Formación de los Frailes para la OFS.
Aquí quisiera alargar el tema para referirme a las iniciativas tomadas y a los contactos tenidos a nivel de Familia franciscana. De hecho, es una convicción de la Presidencia que la clave para la solución de los problemas concretos que se encuentran, se hallen propiamente en el concepto de la Familia franciscana de la que forman parte, "-con igual dignidad en la unidad del carisma-", todos los seguidores del Santo de Asís: los religiosos y las religiosas, las religiosas de vida contemplativa, los miembros de la OFS, los miembros de los institutos seculares y de los otros grupos eclesiales que reconocen a San Francisco como modelo e inspiración. ( Const. 98).
Esta orientación:
-- ha sido presentada al Consejo para los Laicos, con
ocasión de un encuentro dedicado propiamente al tema de
las relaciones entre religiosos y laicos, en vista del
próximo Sínodo sobre la vida religiosa;
-- se está realizando en dialogo con la Conferencia de
los Ministros Generales, y con la Conferencia Franciscana
Internacional;
-- sostiene y valora nuestra participación en los
organismos constituidos a nivel internacional para los fines
de programación y de iniciativas comunes
(Comisión InterFranciscana Justicia, Paz, y
Ecología) y "-Franciscans
International-".
Se trata de un discurso apenas iniciado, pero la respuesta que he encontrado a nivel de los Ministros Generales y de la Presidente de la Comisión Internacional Franciscana hace esperar su un buen desarrollo futuro.
En esta sede, quisiera decir que el principio de la "-igual dignidad en la unidad del carisma-" debe entrar en la conciencia de los franciscanos seglares por medio de un largo proceso de formación.
Especialmente, a nivel de base aun se encuentra una
"-tensión-" entre autonomía y
dependencia, la cual puede producir diversos efectos:
-- si prevalece la autonomía, entendida en el sentido
peyorativo, el Asistente espiritual termina por desinteresarse
de la Fraternidad OFS, reduciendo su intervención a un
mero "-cumplimiento de oficio-";
-- si prevalece la "-dependencia-" (querida por los
mismos seglares, que aun no han adquirido suficiente madurez)
la fraternidad se presta a una posición del todo
subordinada: pequeños servicios a la comunidad
religiosa, animación de alguna actividad parroquial,
apoyo a las iniciativas para las misiones.
Otra carencia que debemos tratar de llenar es la de las relaciones con los otros miembros de la Familia franciscana; no sólo y no tanto en la búsqueda de religiosas "-animadoras-" para la fraternidad OFS, cuanto sobre el plan de una autentica colaboración, a fin de realizar una misión común, en el espíritu de la "-comunión vital recíproca-".
2.5 La comunicación
Otra exigencia fuertemente expresada por los Capitulares de Fatima es la de dar mayor regularidad y frecuencia a la publicación del Boletín CIOFS. En este aspecto, algo se ha hecho, pero lo considero del todo insuficiente. Estamos buscando hacerlo salir cuatro veces al año. Y también aquí todos los miembros de la Presidencia están involucrados: (Justicia, Paz y Ecología, Formación,...) aunque la Ministra General se ha reservado la responsabilidad primaria con la colaboración del P. Ben Brevoort, OFM Cap.
Para poder cumplir este empeño, se ha tomado una decisión dolorosa pero necesaria: reducir la edición solo a tres idiomas (italiano, inglés, y español). Se que esto ha causado un descontento en las otras aéreas lingü¡sticas, pero les ruego crear que el problema de las traducciones es verdaderamente grave. Naturalmente, sería siempre posible recurrir a traductores profesionales, pero cobran bastante, y esto lleva a la economía del CIOFS, sobre la cual me detendré más adelante.
Por otra parte, los traductores profesionales no resolverían completamente el problema, porque es necesario que conozcan también nuestra terminología, y que alcancen a entrar en el espíritu de los textos que van a traducir. Solo alguien que es parte de la Familia puede realizar adecuadamente ese servicio.
Por ello, consideramos necesario que, para cada aérea lingü¡stica se localieen franciscanos que conozcan bien los otras lenguas principales y estén dispuestos para traducir oportunamente los originales (documentos oficiales y otros textos de la OFS) escritos en otra lengua. Este es un empeño concreto que pedimos a los Consejeros Internacionales que podrán concordar en los respectivos grupos lingü¡sticos. Esperamos sus indicaciones y propuestas concretas a la Presidencia antes de la conclusión del Capítulo.
2.6 Las Visitas Fraternas
La comunicación, naturalmente, no termina con el Boletín. De hecho, un canal privilegiado de comunicación son las visitas fraternas porque nada como el contacto personal y directo permite "-reforzar el vínculo de la unidad de la Orden-" ( Const . 92.1).
Se han visitado casi todos los continentes: Africa: Kenya, R. Centro-africana, Togo, Zambia; América del Norte: Canadá, USA; América del Sur: Argentina, Bolivia, Colombia, Ecuador, Paraguay, Perú, Uruguay, Venezuela; Asia: Corea, Hong Kong, Japón, Taiwán; Europa: Austria, Bélgica, Croacia, España, Italia, Lituania, Polonia.
En el breve espacio de esta relación no se logra salir de lo genérico para descubrir adecuadamente el panorama que se nos ha presentado. Creo poder decir que los franciscanos seglares comienzan a darse cuenta, a través del estudio de nuestra legislación renovada, que la pertenencia a la OFS es un modo de "-ser Iglesia-": no a través de practicas devocionales, sino en un movimiento de vida y de acciones cristianas auténticas. No es una operación sin dolor, sea porque experiencias positivas no faltan en la OFS "-Antigua forma-" (¨Para que cambiar?), sea porque el camino "-nueva forma-" se presenta con mucho entusiasmo, pero lleno de incógnitas (¨a dónde nos lleva?).
El grado de conocimiento y de acogida de las nuevas Constituciones Generales es extremamente variado, sobre todo, en relación al nivel de instrucción existente en los varios países. Personalmente, tengo la impresión de que, donde las Constituciones Generales han sido oportunamente divulgadas, y estudiadas, la atención se ha polarizado sobre los aspectos jurídico/institucionales. Y un son tantos los tesoros por descubrir, y por poner en practica especialmente en el segundo Capítulo.
Son muchos los países donde aun debe hacerse la traducción de las Constituciones Generales en la lengua local, y por ello, falta el conocimiento del texto aprobado por un sexenio "-ad experimentum-". ¨Cómo podemos decir que se ha experimentado si tantos hermanos ni siquiera las conocen? Toda propuesta de modificación seria una acción forzada del vértice, sin involucrara la base. Segim mi parecer, serìa mas oportuno pedir a la Santa Sede una prórroga del período experimental (¨otros tres años?) y, mientras tanto, dedicarnos a que los valores mas auténticos de las Constituciones Generales penetren en el espíritu y en la vida de nuestras fraternidades.
2.7 El Secretariado
Al tema de la comunicación se une directamente el del Secretariado, a través del cual pasa el flujo de la correspondencia entre la Presidencia y las fraternidades nacionales. Para garantizar la regularidad de ese flujo, es necesario la plena funcionalidad del secretariado. También ésta ha sido una preocupación de los capitulares de Fatima. Con satisfacción puedo decir que ya se ha hecho mucho: todos sabéis que disponemos de una verdadera Sede, independiente y adecuada a nuestras necesidades. La hemos recibido en "comodato" gratuito de la generosidad de la Curia General de los Capuchinos, y hemos provisto dotarla del mobiliario y los aparatos indispensables (fotocopiadoras, computadora personal, teléfono secretarial), mas los muros, los muebles, los aparatos permanecen mudos e inertes si no hay quien los haga funcionar y les de vida.
A nivel de colaboradores tenemos las dificultades de siempre. Sólo la Secretaria General asegura una presencia eficiente y sistemática dos tardes a la semana. Quiero aprovechar esta ocasión para hacerlo presente y agradecérselo de corazón. Otros colaboradores vienen sólo en forma discontinua, de vez en cuando; dan una mano en algún momento de necesidad, pero no están en grado de realizar tareas en forma regular y constante. Pienso que esto sea inevitable cuando sólo se confía sobre el voluntariado; sobre todo, para un servicio, como el que se exige para el Secretariado CIOFS. Se trata de un servicio más bien árido: protocolo, archivo, escribir a maquina, fotocopias... Es un trabajo poco gratificante, bien diferente de aquel que los voluntarios pueden hacer en las estructuras de base, donde hay siempre el contacto con los hermanos, el espíritu humano... Hemos buscado el crear una atmósfera de fraternidad, introduciendo un encuentro mensual de oración conducido, de vez en cuando, por uno de los Asistentes Generales,que han puesto todos su voluntad ofreciendonos reflexiones bien preparadas y muy profundas, mas la participación de los seglares es tan escasa que el desaliento està tras la puerta.
En este punto creo que la solución sea asumir un/una empleado con una retribución regular. Y regresamos al tema de los recursos económicos, que, al menos por ahora, no nos permiten hacernos responsables de una carga anual de cerca de 20 millones de liras.
La plena funcionalidad del Secretariado es, a mi parecer, una exigencia imprescindible, no tanto para hoy, cuanto para mañana, cuando tengamos un Ministro General no residente en Roma. Si el Secretariado asegura el desarrollo regular del trabajo corriente, el Ministro General puede estar tranquilo aunque residiera al fin del mundo, especialmente ahora que las comunicaciones, via fax, anulan las distancias.
3. Situación Económica
Joseph Schuermans les informará, en su específica competencia, sobre la situación económica y su caminar en el trienio. Deseo sólo hacer alguna reflexión de carácter general.
La sensibilidad de los franciscanos seglares para el cumplimiento de los artículos 25 de la Regla, y 30 de las Constituciones Generales no existe todavía, o al menos està limitada a aéreas muy restringidas.
Hay algunos países que han respuesto, con generosidad, a la llamada de la Presidencia CIOFS para sus necesidades ordinarias y para iniciativas extraordinarias (por mencionarse el Seminario de Formación para la "-implantación-" de la OFS en los países ex URSS).
Otros países, a su vez, están siempre retrasados en el pago de las cuotas anuales, y se mueven solo después de intervenciones y solicitaciones.
Otros, hasta se atrincheran tras la pobreza de su pueblo, y para su mismo funcionamiento lo esperan todo de ayudas externas. ¨Quien puede desconocer que tantas aéreas del mundo viven en situaciones de pobreza extrema? ¨Quien puede desconocer que la mayoría de los franciscanos seglares pertenecen a las clases desfavorecidas de la población (obreros, amas de casa, jubilados)? Mas, el problema no es éste. Nadie es tan pobre que no pueda ofrecer en un año el equivalente del precio de un par de huevos, si solo se convence de que forma parte de una familia, y que la familia tiene necesidad también de su ayuda.
Para mi, siempre es penoso tratar el tema del dinero, pero he encontrado apoyo en la segunda carta de San Pablo a los Corintios, donde trata de la colecta para la Iglesia de Jerusalén. San Pablo nos habla de un "-don de bendición-" para quien lo da, más que para quien lo recibe. "-Además, fíjense, quien siembra con mezquindad, con mezquindad cosechará, y quien hace siembras generosas, generosas cosechas tendrá. Cada uno de según lo decidió personalmente y no de mala gana o fuerza pues "-Dios ama al que da con alegría-"... Dios, que proporciona la semilla al que siembra, le proporcionará también el pan para alimentarse; a Uds. Les multiplicará la semilla, y también hará crecer los frutos de sus obras buenas-".
La autenticidad de la comunión, que abraza a todo y todos, se manifiesta en la ayuda recíproca. Cuando los franciscanos seglares son pobres y pagan personalmente en su pobreza, en su don se expresa la riqueza espiritual de la fraternidad. Corresponde a todos Uds. que tienen eminentes responsabilidades en sus fraternidades nacionales, crear, en la base, una mentalidad justa: no se trata de exigir o de mandar, se necesita esforzarse en persuadir. Es un trabajo fatigoso e ingrato, y vosotros en primer lugar debéis estar convencidos que la generosidad y la prontitud de la generosidad de contribuir en los gastos de la atención, y en los gastos de organización y funcionamiento de la Fraternidad Internacional, expresan concretamente el sentido de pertenencia y el amor a la Orden mucho mas que las fórmulas y los signos externos.
4. Reconocimiento de las Fraternidades Nacionales
Con la entrada en vigor de las Constituciones Generales, la tarea de constituir nuevas entidades nacionales compete a la Presidencia del CIOFS, sobre solicitud, y en dialogo con los consejos de las fraternidades interesadas (cfr. Const. 65,2).
Se trata de una nueva norma porque, en el pasado, la constitución formal, (o el reconocimiento de una situación de hecho, ya consolidada), venía, como norma, al cuidado de los Superiores Mayores de los frailes quienes aseguraban la asistencia espiritual a la entidad interesada. También, la Presidencia CIOFS ha constituido entidades nacionales, si no mediante expresas disposiciones, al menos, mediante actos significativos como la aprobación del Estatuto Nacional, o la Presidencia del Capítulo Nacional electivo.
En esta materia es necesario realizar un cuidadoso censo de las entidades nacionales que, en una forma u otra, ya han conseguido el reconocimiento, y de aquellas que aun deben ser constituidas, en conformidad a las nuevas disposiciones.
Para ésto, tenemos necesidad de la colaboración de todos los Consejos Nacionales, dado que el archivo del Secretariado CIOFS es carente, y también las investigaciones efectuadas en los archivos de los Asistentes Generales no han tenido éxito cierto y completo. En cuanto sea posible se les enviará a todos los Consejos nacionales un cuestionario destinado a actualizar los datos estadísticos, y para la adquisición de todo acto o documento útil para verificar si una entidad nacional puede ser clasificada como ya formalmente constituida, o si todavía necesita el acto formal de reconocimiento.
En el primer caso, la Presidencia CIOFS se limitara a tomar conocimiento de las realidades nacionales existentes, conservando las actas en el propio archivo y dando comunicación a la fraternidad nacional interesada.
En el segundo caso, la respuesta al cuestionario será considerada como solicitud para la constitución de la Fraternidad Nacional, y se procederá debidamente, a la luz de las Constituciones Generales, y del nuevo Estatuto de la Fraternidad Internacional, para la eventual promulgación del decreto de constitución.
Recomiendo a los Consejeros Internacionales seguir estos requisitos con mucha atención, aun cuando pudieran parecer únicamente burocráticos. Tenemos verdadera necesidad de vuestra colaboración para formar un archivo, que esté a la altura de una gran realidad nacional, como es la OFS; un "-banco de datos-" que sea verdaderamente consistente.
5. Conclusión
Desde el mediodía de hoy nos dedicaremos al estudio del tema elegido para este Capítulo General: la Secularidad. Espero contribuciones ricas y constructivas, porque la OFS renovada quiere vivir su identidad en plena fidelidad al presente, empeñ ndose en su transformación para estar a la altura del futuro. La espiritualidad del laicado franciscano quiere ser la de una "-libertad libertadora-" frente al consumismo, al relativismo, y al hedonismo en los criterios de vida.
La ley de la "-interioridad-" y la ley de la "-radicalidad-" son necesarias a la OFS para una toma de conciencia a través de una reflexión sobre la realidad, como primer paso para proponerse opciones objetivos estrategias.
Algo se ha hecho. Mucho queda por hacer. Toda sugerencia que quieran darnos será valiosa para el camino que tenemos delante en el próximo trienio.
Antes de concluir, siento la necesidad de agradecer a los miembros laicos de la Presidencia, y la Conferencia de los Asistentes Generales por el afecto que siempre me han mostrado, por la paciencia que han tenido conmigo, y por la colaboración generosa que me ofrecen.
Agradezco a los presentes su participación, y a todos los hermanos y las hermanas del mundo la confianza con la que miran al CIOFS y a su Presidencia.