nel V o centenario della evangelizzazione delle Americhe
1. Il presente messaggio, firmato il giorno della "-umanità-" del Signore (25 dicembre), è diretto a tutti voi, sorelle e fratelli, per incoraggiarvi a celebrare nella vostra vita l'azione di grazie e ad effettuare un esame di coscienza in occasione del Vø centenario della evangelizzazione delle Americhe.
2. Siamo consapevoli della diversità di interpretazione riguardo a questo avvenimento e delle differenti prese di posizione esistenti anche nell'ambito della stessa Chiesa e della Famiglia Francescana. Tali interpretazioni e prese di posizione dipendono dai diversi contesti sociali e anche dalle differenti visioni che esistono sia a livello storico che sociologico e perfino teologico.
3. Noi non possiamo rimanere in silenzio mentre tutta la Chiesa è in marcia, intorno al "-signor Papa-", fino a Santo Domingo. Vogliamo fare la nostra parte, accogliendo anche il desiderio di molti fratelli e sorelle che ci hanno sollecitato a intervenire.
4. Dirigiamo, dunque, questo messaggio a tutti e ad ognuno di voi perché, tanto a livello individuale che comunitario, dovunque avranno luogo incontri o si terranno commemorazioni, sappiate leggere i segni dei tempi passati e presenti con mente pura e con occhi limpidi, lodiate il Signore per la presenza del suo Spirito nel mondo e nella storia e, in spirito di conversione continua, imploriate forza e luce per il cammino della nuova evangelizzazione verso il 2000: evangelizzazione nuova che, come ha detto il Papa, deve essere "-nuova nel suo ardore, nei suoi metodi e nella sua espressione-" ( Discorso in Puerto Principe, Haiti, 1983)
5. È nostro desiderio, anzitutto, lodare il Signore, il quale ama servirsi di strumenti fragili per realizzare i suoi progetti. Lo ringraziamo per i numerosi fratelli e sorelle che sono stati autentici evangelizzatori delle Americhe e di tanti Paesi, dai quali sono venuti e provengono attualmente numerosi testi-moni del vangelo.
6. Oggi più che mai auspichiamo che i poveri di tutti i tempi e di tutte le latitudini diventino i veri soggetti della propria storia, i protagonisti della propria evangelizzazione e della propria liberazione. Desideriamo contemplare nei poveri del nostro tempo il volto del Signore nostro Gesù Cristo povero e crocifisso, come seppe fare il nostro padre e fratello Francesco d'Assisi nella sua epoca. Oggi, come in ogni tempo, i poveri sono il "-sacramento-" della presenza del Signore crocifisso e risorto. Effettivamente, molte volte sono stati essi i veri profeti del Regno venturo.
Presenti nei ritmi della storia
7. In tale processo di trasformazione è e sarà nostro impegno essere presenti e incarnati, come francescani, nella storia della nostra gente. Vogliamo camminare con il nostro popolo, dinamicamente fedeli al mandato della Chiesa e allo spirito del nostro fratello Francesco. Ogni giorno più convinti che occorre instaurare la pace come frutto della giustizia, vogliamo in primo luogo offrire il nostro contributo per l'edificazione di un mondo più giusto, libero e fraterno, operando con mezzi pacifici e poveri, con un cuore più puro e riconciliato.
8. Secondo la Scrittura, l'uomo è stato creato a immagine del Dio della vita. Forse è impossibile, soprattutto oggi, in un mondo tanto conflittivo, immaginarsi un Dio che non ami la vita, un Dio umiliato, povero, strumentalizzato, miserabile. Pertanto, in forza della nostra fede, mai potremo accettare il fatto che la grande maggioranza degli esseri umani, creati secondo il progetto di Dio come esseri liberi, sia in stato di povertà e di umiliazione. Noi, che per definizione siamo e ci qualifichiamo "-minori-", non troviamo altra collocazione sociale ed ecclesiale, per la nostra contemplazione del Dio incarnato nella storia e a nostro servizio, che il posto dei minori, dei poveri e dei piccoli. In questa ottica, siamo chiamati a comprendere e ad interpretare, sempre meglio, la storia con occhi da minori, con particolare sensibilità per le vittime e i poveri di tutti i tempi.
Carisma francescano e nostra responsabilità
9. La nostra attitudine francescanamente contemplativa, di fronte alla storia in generale e in specie per quanto riguarda la presenza francescana nelle Americhe, ci invita ad una visione critica di ogni tappa del nostro passato, non per giudicare ma per recuperare sempre meglio l'utopia originaria del Francescanesimo.
10. Noi francescani godiamo molta reputazione, grazie alle valenze del nostro carisma, quali bontà, umanità, fraternità, preferenza dei poveri, semplicità, rinunzia al potere, opzione della minorità o penitenza; carisma vissuto dal nostro fratello e padre Francesco di Assisi. E per quanto riguarda l'evangelizzazione delle Americhe, dobbiamo sottolineare che molti nostri fratelli sono rimasti fedeli al nostro carisma fondamentale di essere "-servitori-" e non "-padroni-", anche nel groviglio delle contraddizioni e dei peccati del programma coloniale.
11. La salvezza che viene da Dio non può che realizzarsi nella storia. Il progetto divino vuole incarnarsi nel tessuto della storia, nelle sue tappe, nelle culture. Non vi sono salvezza e liberazione al di fuori della storia, sotto la regia di Dio e la collaborazione dell'uomo. In questo processo millenario non sono mancati gli ostacoli posti dagli uomini, non sono state assenti le colpe, le alleanze contraddittorie, le sofferenze degli innocenti, le tragedie. Tuttavia, non sono mai venute meno la speranza e la lotta nel segno del vangelo.
12. Oggi più che mai, appare chiaro che il piano di Dio, presente nei semplici e soprattutto in uomini e donne di fede, mai si identifica con un determinato progetto politico e sociale. Il piano di Dio, operante nella storia, è condotto da una forza che trascende le nostre culture, le ideologie e tutti i progetti umani. Nel contempo, siamo grati ai fratelli e alle sorelle che, nel corso di una storia sofferta e in particolare nella evangelizzazione delle Americhe, sono stati strumento di pace e segno di un'era di giustizia.
13. Come francescani di questo tempo, siamo capaci di trasmettere nel presente e nel futuro l'utopia di Gesù e di Francesco, nello spirito di autentica conversione e senza rivolgere accuse ad altri? (cf RB 3,10-11; 2,17) Siamo in grado di ispirare una nuova illusione, facendo nostra la nuova evangelizzazione, portando a tutte le culture antiche e nuove il nostro messaggio di povertà e di umiltà, di semplicità e di fraternità, nella preghiera e nella devozione, impegnati inoltre in una continua attitudine di intercessione per la pace e per la giustizia? Noi francescani, pertanto, intendiamo intraprendere nuovamente l'opera di evangelizzazione, come debitori verso il Dio della storia, con ardente amore, con una presenza incarnata, profonda, gratuita nel cuore del mondo e con preferenza nei riguardi dei poveri, condividendo la bontà di Dio, vivendola e proclamandola ad ogni creatura e facendo del mondo la vera fraternità del Signore.
14. In questa prospettiva, riteniamo che il nostro atteggiamento di fronte alla storia, con le sue luci e le sue ombre, può e deve essere un atteggiamento di fondamentale gratitudine. Come nella celebrazione eucaristica, rendiamo grazie al Signore per la sua presenza creatrice e trasformatrice che già annuncia e rende presente il mondo nuovo del Regno venturo e nondimeno presente in tanti segni. Nello stesso tempo, come in ogni eucaristia, chiediamo perdono per le nostre colpe e per i peccati dell'umanità, che ostacolano la venuta del Regno. Preghiamo tutti i nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo che si rendano sempre più operatori e strumenti di una autentica riconciliazione, perennemente grati per il dono della fede che hanno ricevuto, ben oltre gli accadimenti della storia umana.
La forza della testimonianza di fraternità
15. In un mondo ancora caratterizzato da forme di razzismo, da rigurgiti di nazionalismo, da barriere e muri tra nord e sud, noi francescani vogliamo dimostrare con la nostra vita e con le nostre opzione fondamentali che il sogno di un mondo nuovo e di una nuova creazione può trasformarsi in realtà se camminiamo uniti tra di noi e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, mediante una cultura della pace, attraverso l'ascolto reciproco e una nuova solidarietà ecclesiale e interecclesiale, nazionale e internazionale, sapendo che la nostra fraternità oltrepassa largamente gli orizzonti della politica e della cultura.
16. Non sarebbe forse necessario fare passi più concreti, impegnandoci per esempio a creare fraternità più internazionali e interculturali, capaci di essere segno del mondo futuro, trascendendo i confini di razza e di nazionalità (cf Gal3,26-28), superando sempre più decisamente, nel nostro stile di vita e di evangelizzazione, le connotazioni del colonialismo di ieri e di oggi, nonché del predominio politico, economico e culturale di una parte del mondo sopra gli altri?
17. Non dovremmo avvertire come urgente la necessità di studiare la cultura e le lingue di altri popoli, di altri fratelli e sorelle, per essere in grado di dare testimonianza, in maniera più efficace e visibile, dei valori del Regno e dare volto fin da ora ai segni del Regno, in questo nostro mondo tanto pieno di conflitti razziali, sociali e politici?
18. In qual modo possiamo contribuire francescanamente ad una soluzione equitativa del grave problema dei debiti esterni e alla costruzione di un nuovo ordine mondiale, più giusto e più solidale?
19. Non spetta alla missione francescana promuovere studi e riflessioni allo scopo di stimolare "-utopie-" e modelli per un nuovo ordine politico ed economico in ambito mondiale, nel quale nessuno possa essere sfruttato da altri e dove regni la solidarietà al posto dello sfruttamento, il rispetto invece dell'odio, la fraternità universale invece dell'egoismo individuale e corporativo?
20. In questa prospettiva, è nostro desiderio che tutti noi dovunque ci troviamo siamo consapevoli delle "-strutture di peccato-" (cf Giovanni-Paolo II, Sollicitudo rei socialis, 36) e, senza abbandonarci a gesti e a parole di accusa o di condanna, ci adoperiamo a contribuire con coerenza evangelica e con discernimento intelligente ad una nuova evangelizzazione nel campo socio-politico, come funzione profetica della nostra Chiesa, soprattutto attraverso la diffusione della sua dottrina sociale (cf ibidem, 41).
21. Vi esortiamo, dunque, ad un costante rinnovamento della vostra vita francescana e ad attivare iniziative in spirito di sussidiarietà. Alcune di tali iniziative potrebbero essere, per esempio:
favorire interscambio di esperienze di fede, di teologia e
di vita francescana tra regioni, paesi e continenti;
fomentare l'ascolto reciproco, come pure il rispetto
vicendevole, rifuggendo da gesti e parole che potrebbero
distruggere anziché edificare;
programmazione di ricerche e convegni con l'intento di
studiare e approfondire la nostra storia e le diverse culture,
in prospettiva dell'annuncio del Regno di Dio;
studio delle tematiche cruciali nel mondo di oggi, a livello
economico, etico e socio-politico;
facilitare e incrementare la creatività, in modo tale
che i nostri fratelli e le sorelle possano esprimere anche
mediante la musica, le altre arti, feste e celebrazioni itemi
inerenti al V centenario.
22. Cari fratelli e sorelle, della nostra storia dobbiamo raccogliere e trasmettere al futuro il fuoco e non le ceneri. Perciò, nel concludere, vogliamo affidare il nostro lavoro di evangelizzazione, antica e nuova, nelle Americhe e in tutti i continenti e le culture a Nostra Signora della Porziuncola e a Nostra Signora bruna di Guadalupe:
Maria,
Madre del nostro Fratello e Signore Gesù Cristo, povero
e crocifisso,
Madre della nostra Famiglia,
Madre dei poveri,
ascolta la supplica fiduciosa
che oggi ti rivolgiamo.
Manca il pane materiale e il pane spirituale
a molti popoli del nostro tempo;
manca il pane della verità e dell'amore
in tante menti e in tanti cuori;
manca il pane della parola e il pane del Signore
tra molta gente.
Avvolge il cuore di molti uomini e di molte donne
l'egoismo che impoverisce
Che i popoli delle Americhe e di tutto il mondo
sappiano accogliere la Luce vera,
procedendo per i sentieri della Pace e della Giustizia,
nel mutuo rispetto e nella solidarietà
radicata nell'umanità del nostro Dio.
Nostra Signora della Porziuncola,
Nostra Signora bruna delle Americhe,
illumina la nostra speranza,
purifica i nostri occhi e i nostri cuori,
vieni con noi lungo le strade della nuova
evangelizzazione, verso un mondo sempre più giusto e
libero per tutti.
Amen.
Con il nostro fraterno saluto di Pace e Bene.
Roma, 25 dicembre 1991,
Natività del Signore
Fr. Hermann Schalück, Ministro Generale OFM
Fr. Lanfranco Serrini, Ministro Generale OFMConv
Fr. Flavio R. Carraro, Ministro Generale OFMCap
Fr. José Angulo, Ministro Generale TOR
Emanuela De Nunzio, Ministro Generale OFS
Suor Bernardka Stopar, Presidente IFC TOR