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Roma, 28 maggio 2006
Solennità dell’Ascensione del Signore

Circ. 41/02-08


La novitas franciscana: Missione e testimonianza”


 

Ai Consigli nazionali OFS
Ai Consiglieri internazionali OFS e Gifra
A tutti i fratelli e le sorelle

 

Carissimi,

Pace e Bene!

Considerate e vedete qual’é la nostra vocazione, che è una vocazione specifica che informa la nostra vita la nostra azione apostolica nel mondo (CC.GG. 2,1). L’indole secolare caratterizza la nostra spiritualità e la nostra vita apostolica e si esplica secondo le rispettive condizioni, ossia contribuendo alla edificazione del Regno di Dio con la nostra presenza nelle realtà e attività temporali (CC.GG. 3,1-2).

Oggi tutti noi, membri dell’Ordine Francescano Secolare, dobbiamo dar testimonianza della nostra fede e della nostra vocazione davanti agli uomini: nella vita di famiglia, nel lavoro, nella gioia e nella sofferenza, nell’incontro con gli uomini, tutti fratelli nello stesso Padre, nella presenza e nella partecipazione alla vita sociale, nella relazione fraterna con tutte le creature (CC.GG. 12,1).

Carissimi, il nostro apostolato preferenziale è la testimonianza personale nell’ambiente nel quale viviamo. Pertanto, dobbiamo esser conosciuti per mezzo della nostra testimonianza: “vedete come si amano”. Questa testimonianza dev’essere “il segno” della nostra presenza e non l’uso di un abito o uniforme, che a volte implica anche una spesa che molti dei nostri fratelli non possono permettersi. L’abito deve fare il frate, non il secolare...

Fratelli e sorelle, considerate e vedete. In questo senso e visto che di tanto in tanto viene posto un quesito circa l’uso di un abito, vi offriamo, nel documento allegato, il “Parere” della Presidenza del Ciofs al riguardo, al fine di aiutarvi ad avere chiarezza su questo argomento.

Vostro fratello in Cristo e San Francesco


Rosalvo Gonçalves Mota, OFS
Viceministro Generale





PRESIDENZA CIOFS
Commissione Giuridica


PARERE CIRCA L’USO DI UN “ABITO” NELL’OFS


1. Considerato che, dopo il Concilio Vaticano II e in conformità con i suoi orientamenti, la Chiesa Cattolica ha invitato i “fedeli laici” ad assumere la funzione che è loro propria, rispettando sempre il loro stato secolare;

2. Considerato che, per determinazione della Santa Sede, dovettero esser revisionati i documenti fondamentali dei diversi Istituti religiosi e secolari cosí come quelli delle istituzioni secolari in vista del loro “aggiornamento” e del “ritorno alle fonti”;

3. Considerato che in questa linea la Regola dell’OFS, approvata dal Papa Paolo VI nel 1978, nell’articolo 23 menziona solo l’uso di un segno distintivo, che deve esser regolato dagli Statuti, e che nelle Costituzioni Generali, articolo 43, si determina che gli Statuti nazionali devono stabilire “il segno distintivo di appartenenza all’Ordine (il TAU o altro simbolo francescano)”, senza far più cenno alla “vestizione” come anteriormente;

4. Considerato, inoltre, che il Rituale per l’OFS, nel Rito di Ammissione, non si riferisce ad una “vestizione”, ma prevede solo la consegna ai candidati del Vangelo, della Regola e delle Costituzioni generali;

5. Considerato, infine, che i francescani secolari hanno l’obbligo di rispettare e osservare la Regola e le Costituzioni;

La Commissione Giuridica della Presidenza CIOFS è del PARERE che, in obbedienza alla Regola, alle Costituzioni e al Rituale, è fatto divieto alle Fraternità locali dell’OFS di continuare a praticare il rito della “vestizione” nella ammissione dei nuovi candidati e questi, a loro volta, non debbono usare un abito, sotto la responsabilità dei rispettivi Consigli e Ministri. Insiste, inoltre, sulla responsabilità di ciascun Consiglio nazionale delle Fraternità costituite di far rispettare il segno distintivo stabilito nei loro Statuti nazionali, e di ciascun Consiglio nazionale provvisorio di far rispettare quanto deciso nel Capitolo. Il citato segno deve essere in armonia con la secolarità dell’OFS.


Rosalvo G. Mota, OFS

Viceministro Generale

Coordinatore della Commisione Giuridica Ciofs



Nota: Se qualche antica Fraternità conserva la tradizione di un abito o uniforme, eccezionalmente si può consentirne l’uso per qualcuna delle sue riunioni.