Incorporazione nell’OFS dei membri della GiFra
1. Introduzione La Gioventù Francescana, come struttura organizzata della Famiglia Francescana, inserita nella realtà dell’OFS, esiste solo dalla metà del secolo scorso. Prima non esisteva. Prima c’erano solo giovani che entravano direttamente in un impegno di vita evangelica all’interno di uno dei tre ordini della trilogia francescana. Francesco, Chiara ed Elisabetta avevano assunto i propri impegni religiosi definitivi quando erano ancora giovanissimi. E così tanti altri francescani. Evidentemente, in altri tempi, non se ne sentiva la necessità. La Regola dell’OFS del 1883, di Leone XIII, permetteva l’ammissione all’Ordine ai giovani addirittura a partire da 14 anni !
Perché, allora, si è sentita la necessità di istituire una Gioventù Francescana organizzata e incorporata all’OFS? Il mondo è cambiato molto in quest’ultimo secolo e, con esso, la vita di relazione. Sono radicalmente mutati una serie di valori fondamentali di riferimento. Il mondo, che un tempo era diviso rigorosamente per censo e classi sociali, tende oggi a sentirsi diviso per classi di età che spesso non dialogano tra loro e vivono le proprie problematiche in maniera tendenzialmente conflittuale. Il rapporto intergenerazionale è profondamente cambiato.
Negli ultimi decenni, le esigenze e le dinamiche del mondo giovanile sono cambiate e la Famiglia Francescana, spinta dalla sua base e con l’appoggio della Chiesa, si è attrezzata per rispondere adeguatamente a questi cambiamenti, per offrire risposte e luoghi di discernimento e attuazione della vocazione ai giovani. La GiFra è il luogo privilegiato dei Francescani per realizzare tutto ciò.
Quando si affacciano alle grandi problematiche della vita e si sentono attratti dalla vita cristiana e dalla spiritualità di San Francesco in particolare, i giovani sono ancora pienamente “secolari”, vivono nel mondo. Ad essi, pertanto, viene offerta la possibilità di entrare in un cammino vocazionale all’interno dell’Ordine Francescano Secolare, mediante la GiFra. L’OFS, all’interno della Famiglia Francescana, è l’Ordine che, vivendo nella secolarità, meglio si presta ad accogliere questo cammino, assecondarlo, assisterlo e per questo la Chiesa gliela ha affidata formalmente. “L’OFS in forza della sua stessa vocazione, deve essere pronto a partecipare la sua esperienza di vita evangelica ai giovani che si sentono attirati da san Francesco d’Assisi e a cercare i mezzi di presentarla loro adeguatamente.”(Cost. Gen. OFS, art. 96)
Il cammino della GiFra è un cammino a termine: una volta compresa e stabilita la propria vocazione, i membri della GiFra l’abbracciano, qualunque essa sia, per entrare in quello che verosimilmente sarà il loro stato di vita permanente. Tra queste possibili vocazioni c’è ovviamente, ed essenzialmente, quella di entrare in una forma di vita francescana restando nello stato secolare: entrare nell’OFS. L’ingresso nell’OFS, infatti, corrisponde pienamente ad una vocazione vera, ad un preciso stato e forma di vita (La vocazione dell’OFS è una vocazione specifica che informa la vita e l’azione apostolica dei suoi membri. Cost. Gen., art. 2). Entrare nell’OFS, pertanto, è un progetto definitivo per la vita, che “imprime” un carattere ben preciso.
Il discernimento della vocazione può avvenire durante il tempo di permanenza nella GiFra e se tale vocazione è quella a vivere come Francescano Secolare, il membro della GiFra può entrare nel cammino di ammissione, formazione e professione nell’OFS pur restando ancora in seno alla GiFra. È quello che chiamiamo la “doppia appartenenza”.
Tale incorporazione all’OFS è altamente raccomandata poiché, una volta fatto un autentico discernimento della vocazione, non ha senso differire l’ingresso nello stato di vita che Dio ha preparato per noi.
2. Animazione fraterna L’animazione fraterna è il miglior strumento che hanno le Fraternità OFS e GiFra per rendere più naturale l’incorporazione dei membri della GiFra all’OFS.
Animazione fraterna è sinonimo di accompagnamento, in quanto il suo compito primario è quello di stare a fianco del giovane nel suo cammino di crescita francescana, che presuppone quella umana e cristiana. Per questo motivo, l’Animatore fraterno diventa una persona di fondamentale importanza per il discernimento del giovane, specialmente per sua vocazione francescana secolare.
L’accompagnamento diventa fin dall’inizio un importante punto di riferimento; l’Animatore fraterno costituisce il punto di riferimento più prossimo per i membri della GiFra per ciò che significa essere francescani secolari e per ciò che rappresenta l’OFS. Da qui la necessità che ogni Fraternità della GiFra abbia un Animatore fraterno della Fraternità OFS a cui appartiene, perché sia garantita, al meno, una miglior conoscenza della vocazione francescana secolare e della Fraternità verso la quale, naturalmente, si dirigerà il cammino del membro della GiFra.
L’accompagnamento, la vicinanza e l’essere un punto riferimento fanno sì che l’Animatore fraterno diventi un testimone di vita per i membri della GiFra. Testimone che si offre, sempre gratuitamente, per servire il giovane francescano perché scopra la sua vocazione di vita.
La sua presenza nel gruppo, unitamente a quella dell’Assistente spirituale, dà alla GiFra la fiducia di essere strettamente unito alla Famiglia Francescana nelle sue distinte articolazioni e costituisce una opportunità unica di arricchimento per i giovani. Entrambi, quindi, oltre ai propri compiti di accompagnamento e guida, devono collaborare nell’ambito della formazione del gruppo.
Oltre al suo contributo diretto al gruppo della GiFra, l’Animatore fraterno ha un secondo ambito di attività, che le Conclusioni della I Assemblea Internazionale della GiFra definiscono con chiarezza: “servire come nesso o ponte tra l’OFS e la GiFra”.
In questo senso, l’Animatore fraterno deve collaborare con la Fraternità OFS a realizzare quanto dicono le Costituzioni Generali all’articolo 97.1: “Le Fraternità dell’OFS per mezzo di iniziative e dinamiche appropriate promuovano la vocazione giovanile francescana. Curino la vitalità e l’espansione delle Fraternità della GiFra e accompagnino i giovani nel loro cammino di crescita umana e spirituale con proposte di attività e contenuti tematici”.
Questo mandato è sviluppato nel documento del CIOFS ‘La GiFra, Cammino di Vocazione Francescana’, che all’articolo 26 sottolinea: “uno dei mezzi più importanti sarà sempre il contatto vivo con la Fraternità dell’OFS. Per questo, le Fraternità locali devono creare spazi di accoglienza per i giovani, nella dinamica delle riunioni e nel conferire ai giovani dei compiti specifici nella Fraternità. È ugualmente importante che le riunioni della Fraternità OFS siano flessibili nella propria organizzazione, mediante l’uso creativo delle possibilità di formare gruppi dei speciali sotto la guida del Consiglio di Fraternità”.
L’Animatore fraterno, per tanto, deve lavorare anche in seno alla Fraternità OFS per quanto riguarda la sensibilizzazione nei confronti della GiFra, per coinvolgerla e responsabilizzarla, cosa che presuppone di fare affidamento, promuovere, appoggiare, aiutare, orientare, curare, in ultima analisi, mettersi al servizio dei fratelli più giovani che sono alla ricerca del proprio cammino verso Cristo seguendo l’esempio di Francesco, Chiara, Elisabetta, Ludovico...
L’obiettivo finale è che, a ragione dell’accompagnamento dell’Animatore fraterno, la GiFra senta concretamente di essere accompagnata dall’OFS a tutti i suoi livelli.
Per tutto ciò, è importante che l’Animatore fraterno svolga il suo servizio con tutto l’impegno che esso richiede, che, tra l’altro, non potrà che offrirgli una impareggiabile opportunità di crescita nella Fraternità.
Le sue caratteristiche principali, secondo quanto dice anche la I Assemblea Internazionale della GiFra, devono essere: dinamicità, costanza, spiritualità, formazione, dialogo, rispetto, grande capacità di ascolto, spirito giovanile, capacità a saper relazionarsi con i giovani e apertura all’apprendimento.
3. Assistenza Spirituale Nel cammino vocazionale dei giovani della GiFra che vogliano entrare nell’OFS è di grande importanza il ruolo dell’Assistente spirituale, che oltre ad essere garante della loro fedeltà al carisma francescano, alla comunione con la Chiesa e alla loro unione con la Famiglia Francescana (cfr. Cost. Gen., art. 85,2), ha una particolare responsabilità nella loro formazione e li aiuta nel cammino di discernimento vocazionale.
L’Assistente spirituale deve essere prima di tutto un testimone della spiritualità francescana e deve essere capace di trasmettere l’amore fraterno dei religiosi verso i giovani ed aiutarli nel loro cammino vocazionale. Inoltre, l'Assistente spirituale dovrà:
Una volta scoperta la vocazione per l’OFS, l’Assistente spirituale insieme con l’Animatore fraterno aiuterà il giovane a mettersi in contatto con il Ministro della Fraternità locale dell’OFS per fare i passi necessari per l’ammissione all’Ordine.
4. Rapporto GiFra – OFS Le relazioni tra la Fraternità locale della GiFra e quella dell'OFS devono essere improntate ad uno spirito di comunione vitale reciproca, creando così un ambiente fraterno per la promozione vocazionale di coloro che vogliono proseguire il cammino dentro la realtà dell’OFS. Nel discernimento vocazionale, per i giovani della GiFra, l’opzione per l’OFS dovrebbe essere una scelta normale e logica dopo l’iter formativo ricevuto nel cammino della GiFra, anche se rimane sempre chiaro che questo cammino non deve portare necessariamente tutti i membri della GiFra all’OFS, ma soltanto coloro che sentono di essere chiamati da Dio per questa vocazione.
Si consiglia che per la Fraternità locale dell’OFS e quella della GiFra, per quanto possibile, l’Assistente spirituale sia la stessa persona. In questo modo l’Assistente può favorire una comunione, una conoscenza e condivisione più forte tra tutti i membri delle due Fraternità. Inoltre, un unico Assistente spirituale può aiutare le due Fraternità a vivere le proprie diversità nell’unità, rispettando la loro autonomia, i diversi modi di vivere la vita fraterna, i differenti metodi formativi, il modo di fare gli incontri e le varie attività apostoliche, ecc. In ogni caso, si deve tener presente sempre che è molto importante che le due Fraternità condividano insieme alcuni momenti di preghiera, d’incontro, di formazione e di attività apostoliche, per dare una testimonianza comune nella loro missione.
Le stesse Costituzioni Generali dicono che l’OFS “si considera particolarmente responsabile” per la GiFra (Cost. Gen., art. 96,2). In altre parole, la GiFra deve costituire un impegno speciale per l’OFS come parte della sua stessa promozione vocazionale; “i membri della GiFra considerano la Regola dell’OFS come documento di ispirazione” (Cost. Gen., art. 96,3), che li aiuta nella crescita della propria vocazione, sia singolarmente che in gruppo. Per questo motivo, i francescani secolari devono accompagnare il giovane nella maturazione della propria vocazione e nell’inserimento della vita della Fraternità OFS.
Tutto ciò fa sì che il cammino vocazionale della GiFra conduca normalmente, anche se non necessariamente, all’OFS.
5. Ingresso nell’OFS Nel documento ‘La GiFra, Cammino di Vocazione Francescana’, dove si parla della relazione tra OFS e GiFra troviamo due punti molto importanti che riguardano coloro che vogliono proseguire il proprio cammino francescano nell’OFS. Il primo punto riguarda l’incorporazione all’OFS e il secondo parla dell’appartenenza simultanea alla Fraternità OFS e a quella della GiFra. 1. Ammissione all’OFS Per quanto riguarda l’ammissione all’OFS si deve tener presente che la formazione francescana ricevuta nella GiFra si considera valida quale periodo di iniziazione nell'OFS. Per l’ammisione abbiamo due possibilità. Una riguarda singoli membri della GiFra che vogliano entrare nell’OFS e l’altra riguarda gruppi di membri della GiFra che vogliano insieme entrare nell’OFS. In entrambi i casi gli aspiranti si rivolgono, individualmente, al Ministro della Fraternità locale dell’OFS per richiedere la propria ammissione. Contemporaneamente, il Presidente della Fraternità locale della GiFra, alla quale il giovane aspirante appartiene e dove ha ricevuto la sua formazione, presenterà il/i giovane/i con una raccomandazione per l’ammissione. Il Consiglio della Fraternità dell’OFS collegialmente decide sulle domande e dà la risposta all’aspirante (o aspiranti) comunicando la propria decisione ad entrambe le Fraternità (cf. Cost. Gen., art. 39,3). Se la risposta è positiva l’aspirante (se è uno) passa alla formazione iniziale con altri aspiranti che non provengono necessariamente dalla GiFra. Nel caso in cui si tratti di gruppi di membri della GiFra, in seguito alla risposta positiva del Consiglio di Fraternità OFS, questi aspiranti potranno essere ammessi alla formazione iniziale creando, se così sembrerà opportuno, un proprio gruppo di formazione sotto la guida del Consiglio locale dell’OFS (cf. ‘La GiFra, Cammino di Vocazione Francescana’ 23). Nel cammino di formazione iniziale ci si atterrà a quanto previsto nella Regola, nelle Costituzioni e nel Rituale dell'OFS (Cost. Gen., art. 96,4), e a quanto raccomandato nel Sussidio per la Formazione e nel Progetto per la Formazione Iniziale della Presidenza CIOFS.
La formazione dovrà essere al tempo stesso dottrinale e pratica, dovrà basarsi concretamente sulla esperienza vissuta della Fraternità ed essere sempre realizzata in collaborazione con il Responsabile della formazione, l’Assistente spirituale, il Consiglio e tutta la Fraternità locale dell’OFS. 2. Appartenenza simultanea GiFra-OFS La professione nell'OFS non esclude necessariamente il giovane dalla sua Fraternità GiFra. Il giovane professo nell’OFS può continuare il cammino insieme con i fratelli e le sorelle della GiFra che si ispirano alla stessa Regola dell’OFS. Questi giovani professi possono ricevere dalla propria Fraternità OFS l’incarico per l’animazione e l’accompagnamento alla Fraternità GiFra avendo essi stessi un’esperienza diretta di entrambe le Fraternità e, in tal senso, essere ottimi Animatori fraterni per conto della Fraternità OFS. In ogni caso, è importante che il giovane professo partecipi attivamente alla vita delle due Fraternità, anche se le sue attività, d'accordo con il Consiglio locale dell’OFS, dovessero essere preferenzialmente rivolte alla GiFra.
La doppia appartenenza, o appartenenza simultanea, diventa, quindi, un altro degli strumenti che permettono di realizzare in modo naturale l’incorporazione all’OFS di chi si trova nella GiFra. È importante considerare che la GiFra ha un doppio obiettivo: consentire al giovane di vivere la propria vocazione e offrire l’aiuto di un discernimento sulla sua vocazione di vita.
In altre parole, il giovane non deve attendere di concludere la sua appartenenza alla GiFra per dare inizio, se tale è la sua vocazione, al processo di incorporazione all’OFS. La chiamata dello Spirito Santo può giungere in qualsiasi momento, senza che la sua appartenenza alla GiFra ne condizioni la sua incorporazione all’OFS.
Allo stesso modo, l’incorporazione all’OFS non deve impedire che il giovane possa continuare la sua crescita in fraternità con i fratelli della GiFra, se questo è quanto egli desidera. Se ciò avvenisse, non si darebbe attuazione alle stesse Costituzioni Generali, che contemplano la possibilità e/o la necessità dell’esistenza di membri della GiFra professi nell’OFS.
6. Conclusione La doppia appartenenza all’OFS e alla GiFra non solo è possibile ma è anche auspicabile. Essa, comporta una duplice “fedeltà”: alla Fraternità OFS (la prima: in quanto la Professione è un impegno permanente e definitivo di vita) e alla Fraternità GiFra corrispondente.
La doppia appartenenza è auspicabile perché i membri della GiFra professi possono più efficacemente testimoniare la propria vocazione francescana agli altri membri della GiFra e perché con essa si rinsalda efficacemente il vincolo che lega la GiFra all’OFS. Essa, tra l’altro, permette ai membri Professi della GiFra di avere voce attiva e passiva nell’Ordine a tutti i livelli.
I membri della GiFra vivono spesso una realtà dinamica e stimolante, nella propria Fraternità GiFra che a volte contrasta con la staticità di molte Fraternità OFS. È comprensibile, quindi, che in molti casi, pur avendone una chiara vocazione, i membri della GiFra possano avere delle remore a compiere il passo della incorporazione all’OFS e lo differiscano fino a quando non dovranno abbandonare definitivamente la GiFra.
È necessario, invece, che il membro della GiFra faccia una riflessione matura circa la propria vita e sul progetto che Dio gli ha affidato. Infatti, se entrare nell’OFS è la vocazione che Dio gli ha posto nel cuore, solo attraverso la realizzazione di questo progetto egli/ella potrà giungere alla propria “perfezione” (Mt 19, 16-26) secondo la volontà di Dio. La volontà di Dio va accolta sempre con gioia perché in essa c’è la nostra piena realizzazione. Il membro della GiFra non deve, quindi, temere di entrare definitivamente nella Fraternità OFS:
L’OFS è una grande realtà ecclesiale e spirituale di non mediocre perfezione (Giuliano da Spira, 1232), vera scuola di santità. La sua importanza è ancora largamente incompresa e insondata. Il Terzo Ordine di san Francesco scaturisce dalla grazia delle origini della Famiglia Francescana ed è animato dallo stesso carisma di san Francesco. La sua dimensione secolare è punto di aggregazione essenziale per una fecondazione cristiana del mondo. Ecco cosa dice dell’OFS Giovanni Paolo II, di amata memoria:
“…voi siete anche un “Ordine”, come disse Pio XII: “Ordine laico, ma Ordine vero”; e del resto, già Benedetto XV aveva parlato di “Ordo veri nominis”. Questo termine antico - possiamo dire medievale - di “Ordine” non significa altro che la vostra stretta appartenenza alla grande Famiglia Francescana. La parola “Ordine” significa la partecipazione alla disciplina e all’austerità propria di quella spiritualità, pur nell’autonomia propria della vostra condizione laicale e secolare, la quale peraltro comporta spesso sacrifici non minori di quelli che si attuano nella vita religiosa e sacerdotale” (14 giugno 1988, al Capitolo generale OFS).
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